Camp ha scritto: ↑7 gennaio 2022 17:25
É stato un anno nel quale ho ascoltato tantissime canzoni, alcune letteralmente incredibili, ma non tanti album completi. Ho scoperto un sacco di gruppi che devo approfondire, ed ovviamente non riuscirò nell'intento, anche perché tendo a non segnarmi mai nulla, e sovente me ne dimentico. Ma al di là di questo, per me in quest'anno metallico un gruppo spicca su tutto il resto, con un album devastante per bellezza ed intensità. Non ho mai avuto dubbi sulla sua prima posizione. Per le altre nove, che appaiono in mero ordine alfabetico, ho avuto qualche difficoltà in piú, ho dovuto pensarci, modificarla piú volte, ma alla fine sono i gruppi ed album che mi hanno emozionato di piú, e dove ho trovato quel qualcosa in piú che mi ha spinto ad inserirli nella top, sperando di non essermi dimenticato gruppi altrettanto meritevoli (quest'anno dovrò necessariamente fare una lista sempre aggiornata). Dover escludere qualche gruppo é comunque sempre difficile.
Posizione 10 - 2, ordine alfabetico.
DVNE – Etemen Ænka
Un'apoteosi di riff, groove a livelli stellari, un utilizzo intelligente delle tastiere, splendidi intrecci vocali. Un album che inevitabilmente vi ritroverete ad ascoltare e riascoltare innumerevoli volte. Per i fan dei primi Mastodon e non solo, della buona musica tutta. Abbaglianti.
ERRA – Erra
Dare al nome dell'album il nome del gruppo é sempre pericoloso, soprattutto se il risultato non é all'altezza. Gli Erra non sbagliano, e compongono un album formalmente inattaccabile e privo di difetti. Il meglio che il metalcore possa offrire oggi, un susseguirsi di hit, con il talento puro di Jesse Cash in prima fila. Talentuosi.
ICE NINE KILLS – Silver Scream 2: Welcome To Horrorwood
Non saranno apprezzati dalla maggior parte del pubblico piú oltranzista, ma se devo pensare all'album piú divertente dell'anno, penso subito a loro. Questi sanno scrivere canzoni come pochi, con chorus semplici, forse banali, ma incredibilmente efficaci. Solita alternanza growl/scream/pulito, con relative sezioni strumentali prima furiose e poi tranquille per esaltare i ritornelli, veri protagonisti dell'opera. Atmosfera da cinema, quasi da favola (nei primi album mi sono venuti in mente i Mechanical Poet ma in versione estrema). Divertentissimi.
MØL – Diorama
Non so se si tratta di blackgaze, post black, non lo so, ma questi danesi riescono a stupire con un album dall'impatto devastante, usando pattern black metal con strutture melodiche vicine al melodic death nord europeo. Non sono un amante delle etichette, quindi vi dico semplicemente di ascoltarlo e capirete. Gruppo dal talento enorme. Notevoli.
RIVERS OF NIHIL – The Work
Non sono certo i primi a proporre death metal con elementi progressive, né sono i primi ad utilizzare ogni tanto il piano e il sax per variare un po' la formula, ma i Rivers of Nihil fanno qualcosa in piú, rendendo memorizzabile praticamente ogni passaggio, ed é quasi incomprensibile pensare a come ci riescano. C'é di tutto in questo album. Non vi sono piú confini nel loro sound. Irresistibili.
SLEEP TOKEN – This Place Will Become Your Tomb
Sono stato molto, molto indeciso se inserire il nuovo album degli Sleep Token nella top. É un lavoro imperfetto, alcune canzoni non convincono appieno, la formula comincia a diventare un po' ripetitiva e ridondante, soorattutto nella costruzione delle canzoni, ma il fascino di questo gruppo é fuori parametro, con una voce magnetica capace di emozionare come poche. Ci sono grandi piccoli gioielli qui dentro, e vanno scoperti. Di metal c'é poco, giusto qualche riffone. Enigmatici.
SWALLOW THE SUN – Moonflowers
Non conoscevo questo gruppo finlandese, che mi ha stupito con un album tra i piú emozionanti che io abbia ascoltato negli ultimi tempi. Atmosfere cupe, tristi, ed una voce capace di raggelarci. Doveroso uno studio della discografia. Emozionanti.
TURBULENCE – Frontal
Non poteva mancare un album di puro progressive metal! I Turbulence ovviamente non inventono nulla, ma non cercando a tutti i costi l'originalità nella musica, mi gusto questo album a cui non manca praticamente nulla: gran songwriting, ovviamente tecnica (chitarrista su tutti) pesantezza (a volte riff quasi djent), melodia. Gustosi.
W.E.T. – Retransmission
Sebbene fosse quasi impossibile replicare la bellezza dell'incredibile debutto, il supergruppo del rock melodico sfiora l'impresa con un album straordinario. Ogni volta mi chiedo come faccia Martensson a comporre sempre e soltanto album dalla qualità media elevata, con picchi di eccellenza come questo. Maestri.
AL PRIMO POSTO
MASTODON – Hushed And Grim
Un album Mastodontico.
Scusate il banale gioco di parole, ma 86 minuti di musica di questa qualità meritano una definizione simile. I Mastodon ci regalano il privilegio di intraprendere con loro un viaggio in musica e parole. Non sará semplice, tutt'altro. Piú che la musica, saranno gli argomenti trattati e le relative sensazioni a rendere complesso e difficile questo percorso. Il manager e amico della band, Nick John, scompare tre anni fa. A lui é dedicato l'intero concept dell'album. Non potrá essere quindi un viaggio facile e breve. Il tempo diventa elemento imprescindibile per compiere una trasformazione che diventa necessaria per acquisire forza e determinazione, per rinascere. Minuto dopo minuto diventeremo sempre piú consapevoli della strada da intraprendere. La nostra corazza alla fine sará piú forte, e potremo finalmente comunicarlo, dopo un'ora e mezza di emozioni, con quella "Gigantium" che di diritto entra tra le canzoni piú emozionanti mai composte dal gruppo. Si inizia con la batteria di Brann, e la prima voce che sentiamo é proprio la sua, pulita, squillante, sempre piú presente, collante nelle strofe e spesso spinta ormai necessaria per dare respiro a chorus meno d'impatto rispetto ai precedenti lavori, ma molto piú suggestivi e volutamente cupi. Si continua con un susseguirsi di capolavori, tra sfuriate strumentali, momenti rock quasi mainstream, passaggi soffusi, assoli di chitarra da urlo. Un Capolavoro quasi d'altri tempi. Immensi.