Dtrule ha scritto: ↑3 novembre 2021 17:03
Perchè non ci fai sentire qualcosa anche tu, piuttosto? Che qua sopra siamo solo in due ad esporci!
Molto volentieri! Al momento sto collaborando con un cantautore della provincia di Roma, abbiamo un disco e un video in uscita fra qualche settimana, quindi non posso anticiparvi nulla. Stesso discorso per la messa in scena a teatro di vari estratti dall'antologia di Spoon River, ho tutti i brani già registrati ma non posso farvi ascoltare nulla
vi ripropongo gli ultimi brani sferici, se vi garba l'alternative\prog
Purtroppo non siamo più molto attivi, credo che entro qualche mese usciranno tutte le robe che abbiamo composto negli ultimi anni... e poi si vedrà.
Particolarità da notare nel drumming:
rispetto al genere di appartenenza uso sicuramente delle ritmiche un pò più ariose, perchè mi garbano i suoni grossi e scuri, quindi se metto troppi colpi non si capisce una mazza (ad esempio nell'intro di killer ci sono poche parti strette, per il resto cerco di non complicare troppo). Notare il rullo molto seventies (è un ludwig supraphonic del 65, non a caso) e i piatti scurissimi e con molti aloni (stanno molto indietro nel mix perchè sono, appunto, scuri, ma se ci fate caso c'è sempre qualche alone sotto), ad esempio nelle strofe di killer e nel successivo ritornello (sezione da 2.20 a 3.55), dove la linea è sempre la stessa, con al differenza che nella seconda strofa sostituisco il cross stick con il colpo pieno di rullante e nel secondo rit metto qualche colpo in più di cassa, ma cercando sempre di lavorare con gli aloni dei piatti.
sono un grande fan delle evoluzioni della stessa ritmica all'interno dei brani, anche la parte successiva di killer (da 3.55 a 4.50) parte con la cassa in 4, a cui poi si aggiunge la linea di tom, e successivamente anche la cassa in sedicesimi.
da 4.50 a 7.25 è altresì una linea unica, prima portata sul ride per non sovrastare la chitarra durante il solo, poi sullo stack e con qualche colpo di cassa in più per guidare la linea ritmica della chitarra, con cui lavoro all'unisono; Nella parte finale dimezzo l'accompagnamento ma passo sul china, sempre per rispettare la formula "suono più grosso - meno colpi"
Ah, e ovviamente sul finale ripeto lo stesso stacco dell'intro per non aggiungere altra carne al fuoco ad un pezzo ormai in chiusura.
analisi di mirrors:
nella parte iniziale l'ho affrontata come un pezzo pop: accompagnamento "in the pocket", poche variazioni, spazio per la voce, ritornello finto, pochissime crashate (una sola all'inizio dei due ritornelli). Poi sul finale si sale, sempre lavorando per lo più sugli aloni di accompagnamento, il crescendo che si percepisce è tutto frutto dell'aumento della dinamica grazie al lavoro di sensibilità delle mani e del cambio da un piatto più scuro ad uno più chiaro, l'intensità di cassa e rullo in realtà è sempre la stessa.
vi segnalo anche questo progetto, per cui ho registrato le batterie in più di un occasione, roba un pò più atmosferica, tipo klimt 1918 e similari. Interessante notare come le mie coordinate distintive si ripropongano, nonostante la diversità della proposta: rullante e piatti identici (in effetti sono proprio gli stessi) e stesso concetto di spazio ed aloni applicati... insomma sono io
https://open.spotify.com/album/4kbk0IyiM6L5AP4s9qyf5M