Contando che la quasi totalità dei servizi bancari ormai si può fruire tramite internet, direi che li soppianta eccome. E', tra l'altro, uno dei loro fondamenti della mission aziendale (di Poste intendo).Frankgate ha scritto: ↑23 luglio 2023 18:48Ferma, ferma, non ti allargare, abbi pazienza, sennò si va fa finire col dire baggianate![]()
Le poste non hanno soppiantato nulla, le poste hanno la loro clientela di livello medio basso (più basso che medio) e non sono in grado di offrire il ventaglio di servizi bancari.
Ti sbagli ancora, dolente. Unicredit pochi anni fa dichiarò tipo 1.000 esuberi, poco dopo chiuse con 4 miliardi di utile. Non si taglia per restare sul mercato si taglia per guadagnare di più.Tra l'altro, spesso, presumiamo una rincorsa al profitto quando, invece, le aziende operano solo per rimanere vive sul mercato, pena il fallimento
Avete deviato il discorso sempre dalla parte del servizio alla clientela. Io mi riferisco ai livelli occupazionali. Io capisco che chi come te lavora in un determinato settore se ne frega di ciò che accade al resto della popolazione lavorativa, ma si tratta di famiglie, di vite stravolte.
E ti ripeto il concetto che non riesci a fare tuo: il turnover non è 10 contro 10. Lo scopo è ridurre la manodopera, non solo quella di trasferirla a un altro settore.
Mi spiace vedere che siete così fossilizzati sul vostro lavoro dal non comprendere ciò che accade intorno. E non entro neanche nel discorso empatia che vabbè... se uno non ce l'ha...
Unicredit quando dichiara 1000 esuberi non è che lo fa per salvarsi le chiappe solo per l'anno in corso, ma per una visione strategica che va a 5 - 10 anni. E, aggiungo, contando che ha più di 70.000 dipendenti, dichiararne 1000 in esubero non mi pare una cosa così esagerata, anzi. Unicredit nello specifico ha quasi dimezzato il numero dei suoi dipendenti negli ultimi 15 anni, ma se guardi le cedole e l'andamento in borsa, giusto negli ultimi 2 anni hanno avuto un pò di respiro, dal 2010 al 2020 hanno galleggiato a quota minima.
Ti dice sfiga che faccio un lavoro che mi fa guardare proprio dentro ai processi di queste grandi realtà, per cui conosco abbastanza le situazioni interne e l'evoluzione delle strategie aziendali. Non è questione di empatia, nè di cinismo. In tutti gli ambienti il lavoro cambia, è responsabilità anche del lavoratore cercare di non fossilizzarsi sperando che gli vada bene. Anche il mio mestiere, per quanto moderno, è cambiato tantissimo, e molti miei colleghi sono finiti male perchè non hanno saputo evolvere il loro approccio. Anche stare al passo è un "lavoro".

