

Ai lynyrd è riuscita bene, perchè specie dai 2000 in poi hanno tirato fuori dal cilindro ottimi albumnonchalance ha scritto:Lo so che il nome funge da brand ma, tra un po' riesumano anche quello dei Van Halen senza i Van Halen!![]()
A meno che non ci pensa il figlio stesso e allora..![]()
Come ha già detto qualcuno: si chiamano Never More.![]()
E, comunque, lo stesso Jeff Loomis aveva dichiarato che No Dane No Party.
Adesso ci rifileranno la storia del tributo modello Lynyrd Skynyrd prima e Pantera poi, con tanto di nuovo album se però nessuno si offende e non so chi è d'accordo.
E vabbè, tanto chi non li ha visti sarà contento uguale di sentire quelle canzoni non cantate da chi ha scritto i testi. Anche se, dal vivo, non è che fosse sempre in sé, quando li ha dovuti interpretare.
Sì, ho capito, ma sempre un elemento originale avevano. Gli altri erano solo delle comparse..Aragorn_V ha scritto: ↑28 dicembre 2024 22:55Ai lynyrd è riuscita bene, perchè specie dai 2000 in poi hanno tirato fuori dal cilindro ottimi albumnonchalance ha scritto:Lo so che il nome funge da brand ma, tra un po' riesumano anche quello dei Van Halen senza i Van Halen!![]()
A meno che non ci pensa il figlio stesso e allora..![]()
Come ha già detto qualcuno: si chiamano Never More.![]()
E, comunque, lo stesso Jeff Loomis aveva dichiarato che No Dane No Party.
Adesso ci rifileranno la storia del tributo modello Lynyrd Skynyrd prima e Pantera poi, con tanto di nuovo album se però nessuno si offende e non so chi è d'accordo.
E vabbè, tanto chi non li ha visti sarà contento uguale di sentire quelle canzoni non cantate da chi ha scritto i testi. Anche se, dal vivo, non è che fosse sempre in sé, quando li ha dovuti interpretare.
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Esatto, quello che conta è la qualità della musicaELASTIKO ha scritto:...a me fanno ridere tutti quelli che si scandalizzano o che chiedono di cambiare nome alla band.
maddò, ma state sereni e ascoltate altro, mice avete Loomis col fucile che vi obbliga, eh.
Aragorn_V ha scritto: ↑29 dicembre 2024 07:50 Ma certamente. Sfruttano il nome/marchio ben avviato, è gente che cerca di campare di musica.
Cmq concordo, sarà dura trovare un cantante adeguato e digeribile, la voce e i testi di dane erano personalissimi. Nei linkin park è più semplice, perchè hanno dovuto sostituire un cantante da karaoke con una nuova, non era richiesta particolare profondità o personalità.
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Eh ma la dignità, la coerenza, la fedeltà, ...
Tecnicamente parlando non hanno annunciato la reunion con quel nome, l'hanno solo fatta intendere. Davvero strano che due musicisti professionisti da oltre 35 anni vadano su queste cose.Re PANIC ha scritto:se hanno fatto l'annuncio senza essere a posto legalmente per l'utilizzo del nome siamo a livelli dilettantistici e più improvvisati di quello che pensiamo.... che poi parliamoci chiaro, grandissima band e dischi splendidi, ma a livello commerciale nn è che spostano chissà quali soldoni...
E se rispondeva mondial casa?
No, zero proprio.nonchalance ha scritto: ↑28 dicembre 2024 22:56 Ma non avete un pizzico di amor proprio verso le vostre band preferite?
Mi piace malignoSoulburner ha scritto: ↑31 dicembre 2024 14:31 - e qualche maligno (@diego) potrebbe già dare per scontato che sarà così-
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Esattamente. Quindi formalmente loomis e williams hanno dato vita ai nevermore insieme a dane e jim, ma di fatto i fondatori sostanziali erano dane e jim, proprio come continuazione dei sanctuary (come dici il nome deriva proprio dall'episodio della zuffa). Nelle interviste dell'epoca dane ne ha parlato abbondantemente. Loomis e williams erano una sorta di membri "aggiunti", senza nulla togliere al loro contributo nello sviluppo del nuovo sound negli anni successivi.nonchalance ha scritto:Vedo che non perdi occasione..![]()
Intanto non è un articolo ma una notizia e, però, ti è sfuggito che era già presente nelle precedenti due.
Per precisare: i Nevermore nascono - lo dice la parola - dopo la brutta esperienza avuta da Warrel Dane e Jim Sheppard con la loro precedente band, in cui Jeff Loomis era stato chiamato a sostituire il defunto Sean Blosl (di cui abbiamo avuto notizia solo oggi) durante il tour a supporto di Into the Mirror Black. Non era nemmeno il chitarrista ufficiale dei Sanctuary, e venne richiamato dai due per registrare il demo con Mark Arrington alla batteria.
No, Van Williams non era nel 92 insieme agli altri 3 quindi non è tra i fondatoriAragorn_V ha scritto:Esattamente. Quindi formalmente loomis e williams hanno dato vita ai nevermore insieme a dane e jim, ma di fatto i fondatori sostanziali erano dane e jim, proprio come continuazione dei sanctuary (come dici il nome deriva proprio dall'episodio della zuffa). Nelle interviste dell'epoca dane ne ha parlato abbondantemente. Loomis e williams erano una sorta di membri "aggiunti", senza nulla togliere al loro contributo nello sviluppo del nuovo sound negli anni successivi.nonchalance ha scritto:Vedo che non perdi occasione..![]()
Intanto non è un articolo ma una notizia e, però, ti è sfuggito che era già presente nelle precedenti due.
Per precisare: i Nevermore nascono - lo dice la parola - dopo la brutta esperienza avuta da Warrel Dane e Jim Sheppard con la loro precedente band, in cui Jeff Loomis era stato chiamato a sostituire il defunto Sean Blosl (di cui abbiamo avuto notizia solo oggi) durante il tour a supporto di Into the Mirror Black. Non era nemmeno il chitarrista ufficiale dei Sanctuary, e venne richiamato dai due per registrare il demo con Mark Arrington alla batteria.
Io spero solo che nel nuovo album si raggiunga l'equilibrio che ha portato fama e gloria alla band, tra accessibilità e muro di suono. Perchè francamente un loomis a briglie sciolte lo abbiamo visto nei suoi due solisti, che a parte alcuni sprazzi di grazia melodica, sono molto tediosi. Di fatto li si ascolta volentieri più per le parti soliste che per il resto. E difatti per me non stanno nell'olimpo del chitarrismo proprio per questo. A me piacciono molto gli album strumentali, anche shredder, ma lì l'obiettivo non è centrato per nulla.
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Ma, sì, infatti. Nessuno toglie alcun merito a Loomis e al suo stile che ha caratterizzato tutta la carriera del gruppo..e lo diceva anche Warrel Dane!Aragorn_V ha scritto: ↑1 gennaio 2025 18:54Esattamente. Quindi formalmente loomis e williams hanno dato vita ai nevermore insieme a dane e jim, ma di fatto i fondatori sostanziali erano dane e jim, proprio come continuazione dei sanctuary (come dici il nome deriva proprio dall'episodio della zuffa). Nelle interviste dell'epoca dane ne ha parlato abbondantemente. Loomis e williams erano una sorta di membri "aggiunti", senza nulla togliere al loro contributo nello sviluppo del nuovo sound negli anni successivi.nonchalance ha scritto:Vedo che non perdi occasione..![]()
Intanto non è un articolo ma una notizia e, però, ti è sfuggito che era già presente nelle precedenti due.
Per precisare: i Nevermore nascono - lo dice la parola - dopo la brutta esperienza avuta da Warrel Dane e Jim Sheppard con la loro precedente band, in cui Jeff Loomis era stato chiamare a sostituire il defunto Sean Blosl (di cui abbiamo avuto notizia solo oggi) durante il tour a supporto di Into the Mirror Black. Non era nemmeno il chitarrista ufficiale dei Sanctuary, e venne richiamato dai due per registrare il demo con Mark Arrington alla batteria.
Io spero solo che nel nuovo album si raggiunga l'equilibrio che ha portato fama e gloria alla band, tra accessibilità e muro di suono. Perchè francamente un loomis a briglie sciolte lo abbiamo visto nei suoi due solisti, che a parte alcuni sprazzi di grazia melodica, sono molto tediosi. Di fatto li si ascolta volentieri più per le parti soliste che per il resto. E difatti per me non stanno nell'olimpo del chitarrismo proprio per questo. A me piacciono molto gli album strumentali, anche shredder, ma lì l'obiettivo non è centrato per nulla.
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The politics è anche il mio preferito. Dopo in memory mi ricordo che lo attesi von trepidazione. Splendido.nonchalance ha scritto:Ma, sì, infatti. Nessuno toglie alcun merito a Loomis e al suo stile che ha caratterizzato tutta la carriera del gruppo..e lo diceva anche Warrel Dane!Aragorn_V ha scritto: ↑1 gennaio 2025 18:54Esattamente. Quindi formalmente loomis e williams hanno dato vita ai nevermore insieme a dane e jim, ma di fatto i fondatori sostanziali erano dane e jim, proprio come continuazione dei sanctuary (come dici il nome deriva proprio dall'episodio della zuffa). Nelle interviste dell'epoca dane ne ha parlato abbondantemente. Loomis e williams erano una sorta di membri "aggiunti", senza nulla togliere al loro contributo nello sviluppo del nuovo sound negli anni successivi.nonchalance ha scritto:Vedo che non perdi occasione..![]()
Intanto non è un articolo ma una notizia e, però, ti è sfuggito che era già presente nelle precedenti due.
Per precisare: i Nevermore nascono - lo dice la parola - dopo la brutta esperienza avuta da Warrel Dane e Jim Sheppard con la loro precedente band, in cui Jeff Loomis era stato chiamare a sostituire il defunto Sean Blosl (di cui abbiamo avuto notizia solo oggi) durante il tour a supporto di Into the Mirror Black. Non era nemmeno il chitarrista ufficiale dei Sanctuary, e venne richiamato dai due per registrare il demo con Mark Arrington alla batteria.
Io spero solo che nel nuovo album si raggiunga l'equilibrio che ha portato fama e gloria alla band, tra accessibilità e muro di suono. Perchè francamente un loomis a briglie sciolte lo abbiamo visto nei suoi due solisti, che a parte alcuni sprazzi di grazia melodica, sono molto tediosi. Di fatto li si ascolta volentieri più per le parti soliste che per il resto. E difatti per me non stanno nell'olimpo del chitarrismo proprio per questo. A me piacciono molto gli album strumentali, anche shredder, ma lì l'obiettivo non è centrato per nulla.
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A me l'ultimo non è che sia piaciuto tanto. Ma, più che altro, perché privo di originalità - rispetto ai loro precedenti - che altro. Anzi, mi pareva inciso più per obblighi contrattuali e/o per motivi alimentari che altro. Mentre, This Godless Endeavor (pur cavalcando quell'ondata melodeath europea sconfinata negli USA) mi aveva convinto più del disgraziato Enemies of Reality.
Diciamo che la maturità artistica la raggiunsero con Dead Heart in a Dead World, in cui erano riusciti a trovare il miglior bilanciamento tra tecnica e melodia. Anche se con una produzione leccata!
Il mio preferito rimane quello che ho ascoltato (grazie all'acquisto azzeccato di mio fratello dopo aver letto la recensione sul Metal Hammer) per primo: The Politics of Ecstasy. Ovvio che Dreaming Neon Black sia più profondo e di un'altra caratura, ma io rimango affezionato più a quello.![]()
Per me i migliori Nevermore finiscono nel 2000, poi pare che vogliano dimostrare qualcosa, ma non ho ancora capito a chi volessero rivolgersi di preciso.