Ovviamente, la visione è stata in ordine cronologico, con Il furore della Cina colpisce ancora prima di Dalla Cina con furore, seguiti da L'urlo di Chen terrorizza anche l'occidente e, infine, I 3 dell'Operazione Drago.
Per curiosità, ci sono passati anche i due Game of Death: L'ultimo combattimento di Chen e L'ultima sfida di Bruce Lee. Se nel primo - la cui lavorazione venne interrotta dallo stesso per partecipare al primo film hollywoodiano con un cinese come protagonista - lo vediamo sul serio combattere durante la resa dei conti delle sfide finali, nel secondo abbiamo una sorta di controfigura che interpreta il fratello di Billy Lo, una volta dichiarata la morte del "protagonista".
Diciamo che, tale Kim Tai-chung, è meglio dei suoi predecessori (quelli visti tra una schermata di Bruce Lee e l'altra nel primo capitolo: progetto filosofico dell'attore che voleva trasporre la sua realtà sullo schermo, come rappresentato nel secondo). Ma, il film del 1981, non è né avvincente e né tantomeno credibile. Però, ha delle "esibizioni" gustose! E tanto basta per far dimenticare la bieca operazione di sfruttamento del nome della fu star. Anche se, pure qui, vengono utilizzati i filmati del funerale dello stesso come se fossero quelli del protagonista.
Ma torniamo a quelli che ne hanno fatto una leggenda...
Proprio dieci anni prima esce nei cinema The Big Boss, dove il Nostro arriva in una fabbrica di ghiaccio - dopo aver preso una grattachecca - e, a causa di alcune sparizioni, si impegna a ritrovare quelli che sono diventati i suoi colleghi. Ma, presto farà i conti con il boss (intento a ingannarlo per tenerlo buono) e la sua cricca! Nel secondo, invece, dovrà fare in modo che la scuola del suo Maestro - morto in circostanze misteriose - non soccomba alla prepotenza degli invasori giapponesi. In entrambi si chiama "Chen" (almeno, in Italia), ma uno è ambientato in Thailandia negli anni '70, e l'altro nel 1910 a Shanghai, come da didascalia iniziale. Sono tutti e due diretti da Lo Wei e prodotti dalla Golden Harvest di Raymond Chow, come quello ambientato a Roma che, però, ha alla regìa lo stesso Bruce Lee. E si vede..non in senso buono! Tra l'altro, questo venne distribuito "in Occidente" solo dopo la sua morte. Per fortuna, ogni combattimento - soprattutto quello finale con il mitico Chuck Norris - è degno di nota e, abbiamo anche un colpo di scena, malgrado di base sia quasi una commedia.
E, così arriviamo a quello che avrebbe dovuto lanciarlo come una sorta di 007 delle arti marziali: Enter the Dragon. In cui abbiamo anche un certo John Saxon ad affiancarlo e, pare, colui che lanciò il ruolo del karateka nero nella blaxploitation: Jim Kelly. I 3 vengono mandati a Hong Kong per incastrare il classico boss arricchito ormai fuori controllo, durante un torneo di arti marziali in cui, oltre ad essere viziati, vengono anche corrotti prima che questo venga sconfitto.
Difficile dire quale sia il migliore tra questi quattro, anche se quest'ultimo risulta quello più completo e "adatto ai nostri occhi e orecchie" (musiche di Lalo Schifrin), essendo una produzione della Warner Bros., ma è anche meglio articolato tra le varie situazioni e, con un tipo di predisposizione differente, proprio per creare un personaggio che possa ripetere un certo tipo di azioni in future avventure.
P.S.: Già in Dalla Cina con furore troviamo (poi diretto da Lo Wei nel sequel ufficiale New Fist of Fury) Jackie Chan, come ne I 3 dell'Operazione Drago.