Io sono razzista

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Erotic.Nightmares
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Re: Io sono razzista

Messaggio da Erotic.Nightmares »

nonchalance ha scritto:Ah, ma allora non era come si diceva! :look:

"Sangue nel cervello di Fakir: morte non causata dagli agenti"
Dai, tu posti "news" prese da Libero e spazzatura simile perché ti piace farti insultare. Non c'è altra possibilità, perché nessuno di normodotato può davvero considerare attendibili stì contenitori dell'umido.

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Chi va piano va sano e va lontano. Chi va forte va alla morte (tiè...)
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nonchalance
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Re: Io sono razzista

Messaggio da nonchalance »

Erotic.Nightmares ha scritto: 27 agosto 2026 07:18
nonchalance ha scritto:Ah, ma allora non era come si diceva! :look:

"Sangue nel cervello di Fakir: morte non causata dagli agenti"
Dai, tu posti "news" prese da Libero e spazzatura simile perché ti piace farti insultare. Non c'è altra possibilità, perché nessuno di normodotato può davvero considerare attendibili stì contenitori dell'umido.

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Eee, quanto livore! Se vuoi allegare linkino fallo pure, magari ti smonto anche quello e rimani altri 11 mesi senza scrivere. O è - come un'altra volta - per l'affronto al tuo amichetto bassista? :asd:

Comunque, mi pare che tu sia pieno di pregiudizio.
Vero che, per quelli di Sinistra, è opinione comune che Libero sia spazzatura (mi pare l'avessi già scritto), ma almeno leggiteli gli articoli.

«Il sangue trovato nel cervello, insieme a quello nei polmoni, avvalora l’ipotesi di un’emorragia cerebrale legata all’assunzione di dosi massicce di cocaina: questo potrebbe aver causato la morte».

È il nuovo elemento emerso dagli accertamenti scientifici sul decesso di Abderrahim Fakir, il 42enne morto il 12 luglio scorso in un cortile del quartiere bolognese del Pilastro durante l’intervento di due agenti di polizia. A riferirlo è l’avvocato Gabriele Bordoni, difensore dei due poliziotti. Tesi ancora da confermare, ma che potrebbe cambiare la lettura della vicenda.

Finora l’ipotesi prevalente era quella di una crisi respiratoria sfociata nell’asfissia. Fakir aveva sangue nei polmoni e segni di schiacciamento degli organi respiratori. Restava da capire l’origine del sanguinamento. Ora si aggiunge il reperto cerebrale, che la difesa collega alla presenza di cocaina rilevata dai primi esami tossicologici. Del resto, l’uso di cocaina può determinare uno stato di ipercoagulazione del sangue e provocare infarti, ictus cerebrali e trombosi polmonari. Può inoltre causare improvvisi sbalzi di pressione, soprattutto se associato a farmaci antidepressivi o ansiolitici. Anche il sangue nei polmoni, secondo il legale, potrebbe essere spiegato da un’emorragia alveolare provocata dalla sostanza.

Così pure può aver causato un’emorragia cerebrale. Tutto da verificare, come detto. Gli esami tossicologici non sono ancora completi e durante la perquisizione nell’abitazione di Fakir sono stati trovati diversi farmaci. «Non è da escludere che quel giorno possa aver assunto cocaina mischiata a farmaci», dice l’avvocato. A metà settembre è previsto un confronto a Padova con anatomopatologi e medici legali presso l’ambulatorio della professoressa Cristina Basso, ordinaria di Anatomia patologica e direttrice del dipartimento di Scienze cardiologiche, toraciche e vascolari dell’Università di Padova. Saranno incrociati gli esiti dell’autopsia, quelli tossicologici e i reperti dei diversi organi, con il contributo di rianimatori, cardiologi e neurologi. Sono ben cinque le perizia in corso: un’indagine accuratissima. Per quanto riguarda la dinamica della tragedia, inoltre, l’avvocato dice di avere riguardato «una cinquantina di volte» i quattro minuti dell’intervento ripresi dalla bodycam. «Non vi è neppure un secondo in cui gli agenti usino troppa forza o pressione su Fakir». Secondo la sua ricostruzione, per circa venti minuti i poliziotti avrebbero cercato di contenerlo senza violenza. Poi, dopo l’arrivo di alcune persone, Fakir si sarebbe agitato, sdraiato e rialzato, fino a calciare e colpire il cofano dell’auto. A quel punto gli agenti lo hanno bloccato. «Per soli due secondi usano lo spray al peperoncino». Poi lo mettono su un fianco, ma Fakir riesce a divincolarsi e comincia a mordere. Durante quei quattro minuti, avrebbe anche sbattuto la testa a terra. La lesione sul lato del capo, riferisce Bordoni, sarebbe però lieve: un’escoriazione da sfregamento, compatibile con la chiazza di sangue trovata sotto la testa. Resta da chiarire anche il ruolo dei soccorsi. «Occorrerà capire se, con un rapido intervento di un medico del 118, l’uomo si sarebbe potuto salvare», dice il legale. Gli elementi oggettivi dell’autopsia raccontano intanto di nessuna frattura significativa, salvo una lieve lesione a un dito del piede. Sono state rilevate irritazioni alle vie respiratorie compatibili con lo spray, oltre al sangue nei polmoni e ai segni di schiacciamento. Non è ancora stato stabilito se la compressione sia avvenuta durante il contenimento oppure nel corso della rianimazione.

La procura sta completando anche gli altri accertamenti: il Ris di Parma dovrà ricostruire in tre dimensioni la scena di via Svevo, mentre il Ris di Roma analizzerà la copia forense della bodycam. Sono inoltre previsti ulteriori rilievi sul materiale sequestrato. Gli investigatori cercano anche un secondo cellulare di Fakir, ritenuto forse il suo telefono principale. Le celle telefoniche sono state analizzate per ricostruirne spostamenti e ultimi contatti, ma il dispositivo non è stato trovato. Sul fronte sanitario, il 20 giugno Fakir era stato portato al pronto soccorso del Maggiore dopo un episodio di autolesionismo. Nei giorni successivi si era presentato spontaneamente a un Centro di salute mentale della provincia, dove aveva incontrato uno psichiatra e ricevuto, secondo quanto emerso, una terapia con farmaci psichiatrici. Un nuovo appuntamento era stato fissato per l’inizio di agosto. Ora tutto dipende dagli esami definitivi. Stabilire se il sangue nel cervello sia davvero il segno di un’emorragia cerebrale, se abbia avuto un ruolo la cocaina e quale sia stato, invece, il peso del contenimento. È lì, in quei pochi minuti al Pilastro, che l’inchiesta dovrà trovare la risposta.


Trovami una presa di posizione! :|
:ciuccia: :ciuccia:

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Re: Io sono razzista

Messaggio da nonchalance »

Ti allego anche l'ANSA di ieri:

La morte di Fakir, i primi esami al cuore escluderebbero problemi pregressi

Abderrahim Fakir, il 42enne morto a Bologna il 19 luglio scorso mentre due poliziotti lo stavano immobilizzando, non aveva problemi pregressi al cuore.

È quanto emergerebbe dagli esami preliminari eseguiti sull'organo dell'uomo mentre si attende - ci vorranno ancora alcune settimane - la relazione conclusiva della sua autopsia.

Intanto, a dare la sua ricostruzione di quanto accaduto quella domenica mattina al quartiere Pilastro è il 37enne che ha aiutato i due agenti a bloccare Abderrahim, tenendogli i piedi.

In un'intervista rivela che ora vive "recluso" da un amico e medita di lasciare il Paese dopo essere stato minacciato. Gli esami preliminari sul cuore di Abderrahim Fakir sono uno dei passaggi della consulenza tecnica medico legale disposta dalla Procura bolognese, che indaga sulla morte del 42enne nell'ambito di un fascicolo modello 45 bis, che vede i due agenti di polizia e i quattro soccorritori iscritti nel registro delle annotazioni preliminari. Tra gli specialisti a cui i pm hanno affidato l'incarico di chiarire le cause del decesso c'è Cristina Basso, anatomopatologa e direttrice dell'unità operativa di patologia cardiovascolare di Padova, dove si sono svolte le operazioni, alla presenza dei consulenti di parte.

Dall'autopsia sul corpo del 42enne, eseguita il 24 luglio, erano emersi come elementi principali la presenza di sangue vivo nei polmoni e uno schiacciamento. Ma su cosa abbia causato la morte di Abderrahim c'è ancora da far luce. Per la relazione conclusiva degli esami bisogna infatti attendere alcune settimane. Mentre mancano ancora gli esiti delle analisi tossicologiche e istologiche eseguite sul corpo.

A poco più di un mese un altro racconto si aggiunge al mosaico di voci, e di immagini, su quei momenti drammatici di domenica 19 luglio. È quello del 37enne che si vede in diversi filmati aiutare gli agenti a immobilizzare il 42enne, tenendogli i piedi. Originario dell'Est Europa, l'uomo - che chiede di restare anonimo - ha ricevuto minacce e si dovuto allontanare dal quartiere Pilastro, dove torna di notte, di nascosto, per andare a trovare la madre. "Stavo dormendo - racconta in un'intervista all'edizione online di Repubblica - e alle 10.45 sono stato svegliato da un uomo che urlava e stava male. Non avevo mai incontrato Fakir ma quando mi sono affacciato ho visto che si stava facendo male, sbattendo la testa nello spigolo delle scale del cortile. Dopo sono arrivati gli agenti, provavano a tranquillizzarlo. Non ho visto cattiveria. Lui però era agitato, in stato di sofferenza fisica. Allora i poliziotti, vedendomi dalla finestra, mi hanno chiesto di portare per lui un po' d'acqua".

Poi "è arrivata una macchina, lui l'ha urtata e poi si è buttato verso l'auto e poi verso il guidatore. Ma semplicemente perché non stava in piedi. I poliziotti, per evitare il peggio, lo hanno fermato". "Le forze dell'ordine hanno chiesto a me, in modo spontaneo, di aiutarli: tenendolo fermo per bene dato lui che non si calmava", "ero lì per caso e non avrei mai pensato che Fakir potesse morire".
:ciuccia: :ciuccia:

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Re: Io sono razzista

Messaggio da nonchalance »

Nel caso, c'è anche Bologna Today. Però ci devi entrare.. zzz

Parla l’uomo che tenne fermo Fakir insieme ai poliziotti: “Vivo recluso per le minacce”

E pure Virgilio (che ha la mail come Libero: aspetto una correzione). :cory

Caso Fakir, parla l'uomo che lo ha immobilizzato dai piedi con gli agenti: "Picchiato, subisco minacce"
:ciuccia: :ciuccia:

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