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Bene ora dico la mia su Troy.
Il film mi è piaciuto, molto. Innanzitutto ormai è segnato il ritorno di hollywood ai colossal di stampo epico. L'operazione è partita con "Il Gladiatore", e continuerà ancora (sono in ultimazione i due Alessandro Magno), personalmente non posso che esserne felice dato che questo cinema è quello che da sempre mi emoziona di più.
In Troy c'è una regia che è tutto tranne che banale, ma che, come è giusto che sia, opera delle scelte. La prima scelta la si legge alla fine durante i titoli di coda: il film è liberamente ispirato all'iliade.
Questa precisazione è importante, e decontestualizza tutti gli interventi del tipo "eh ma la storia...". Io sono più in fissa di chiunque altro con il mito greco e con la storia in generale, ma se la premessa di una qualsiasi opera è che è "ispirata" ad un certo avvenimento/periodo allora non ci trovo nulla di male nell'inventare di sana piante avvenimenti o altro.
D'altra parte questo "ispirarsi " è tipico del mondo greco, o vogliamo pensare che i greci fossero davvero come venivano scolpiti negli stupendi marmi a noi giunti?
L'umanizzazione del mito greco operata in Troy è a mio avviso una scelta giusta, perchè non scordiamo che ci fu una guerra, seppur di modeste dimensioni, e non scordiamoci che quella grecia soffriva già di una perdita del culto che raggiungerà l'apice con la civiltà romana. Achille che decapita la statua del dio sole (povero Ra) è l'emblema di quanto scrivo, ancora di più dovuto al fatto che lo stesso Achille è figlio di Teti.
Dal punto di vista storico ovviamente il film divaga, d'altra parte la battaglia sarà stata tra 2000 greci e altrettanti troiani, ma fare una cosa del genere al cinema voleva dire ridicolizzare il mito greco, e quindi lo sbarco (che ricorda davvero quello in normandia, e non mi sembra casuale) avviene in grande stile, con migliaia di navi. La presunta americanata dei Mirmidoni è tutto il dramma dell'eroe Achille, che sa già che morirà, ma da glorioso e quindi affronta impavido la morte. La tragedia personale di Achille è interpretata bene, e l'atteggiamento da "scazzato" rende bene quale sia l'opinione che ha della propria vita chi sa di essere un predestinato.
Eric Bana (a mio avviso il miglior del cast) interpreta l'Ettore buono per antonomasia, un sofferente che sa anche lui di essere destinato a morire lasciando Andromaca e Astianatte al loro destino.
E' vero che probabilmente Ulisse non viene approfondito, nonostante l'ottimo Bean, ma nell'Iliade a lui viene destinato ben poco spazio, dato che il suo dramma verrà vissuto nell'Odissea. Scaltro e astuto, forse troppo schierato con Agamennone rispetto al contesto omerico (ma c'è un breve dialogo in cui spiega ad Achille il perchè).
Paride è fragile, insicuro, immaturo, stolto come deve essere colui che causa la distruzione di Troia. E da questa fragilità il personaggio non esce nemmeno nel momento in cui uccide Achille, lo fa per paura più che per amor di patria.
Per quanto riguarda l'aspetto della morte di Achille, è del tutto superfluo dire che il Pelide era vulnerabile solo nel tallone, o meglio... non è così!! Posto che la scelta è di "eliminare" le divinità, di conseguenza Achille è un mortale come tutti gli altri, semplicemente viene colpito per la prima volta solo in quel frangente, mentre il suo amore per Briseide si completa (e qui siamo all'apice della tragedia achilliana).
Le scelte di adombrare le varie omosessualità presenti nell'epopea sono discutibili, rendono sicuramente meno comprensibile la sofferenza di Achille per la morte di Patroclo, ma sarebbe stato difficile rendere cinematograficamente credibile l'omosessualità del più grande eroe greco.
Ci sono altre stranezze (tipo la morte di Agamennone) ma per completare il film (che non è una saga) sono più che razionali, insomma il cattivo per eccellenza non la può scampare così...
Altra nota di merito per Priamo/O'Toole, eccezionale nel segnare la riga che divide due generazioni, quella dei padri adoratori da quella dei figli che non credono più in delle divinità assenti.
Questo è come l'ho visto io
