Il ritorno di Er Monnezza
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Il ritorno di Er Monnezza
Non oso immaginare che cagata allucinante sarà. A parte il fatto che Nico Giraldi non era Er Monnezza ma erano due personaggi diversi, mi fa tristezza pensare a come avranno storpiato una leggenda del nostro cinema.
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sboretta
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Re: Il ritorno di Er Monnezza
Elric ha scritto: Non oso immaginare che cagata allucinante sarà. A parte il fatto che Nico Giraldi non era Er Monnezza ma erano due personaggi diversi, mi fa tristezza pensare a come avranno storpiato una leggenda del nostro cinema.
Infatti, manco a me torna. Monnezza è Sergio Marrazzi, un ladruncolo mezza tacca de "La banda del gobbo" e "il trucido e lo sbirro" e forse quache altro che non ricordo.
Nico Giraldi è detto Er Pirata, e non mi pare che venga mai chiamato Monnezza in qualche film.
Questo "ritorno" dovrebbe essere in realtà quello di Rocky Giraldi, figlio di Nico e Angelina, se non ho capito male. In effetti che c'entra Monnezza ?
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Re: Re: Il ritorno di Er Monnezza
sboretta ha scritto: Infatti, manco a me torna. Monnezza è Sergio Marrazzi, un ladruncolo mezza tacca de "La banda del gobbo" e "il trucido e lo sbirro" e forse quache altro che non ricordo.
Dovrebbe esserci anche in "Uno contro l'altro... praticamente amici" che vedeva l'inedita coppia Milian-Pozzetto (altro che Boldi-De Sica).
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in effetti nico giraldi, nato a tormarancia, e monnezza, ladruncolo del quartaccio, non c'entrano una mazza l'un con l'altro
anzi, nico è un ex ladro passato all'altra sponda, mentre il monnezza, all'anagrafe sergio marazzi, rimarrà per sempre un delinquente
tuttavia, ricostruire in modo preciso e dettagliato la loro storia è alquanto improbabile, in quanto i registi ed i produttori dell'epoca (Sacchetti, Lenzi, Massi e molti altri) si fregavano i personaggi dei film precedenti che avevano avuto più successo, creando ex novo dei collegamenti che non tornavano assolutamente con quanto narrato antecedentemente
il "Monnezza" appare per la prima volta nel film "Il Trucido e lo Sbirro" (Lenzi, 1976), un film abbastanza drammatico in cui i dialoghi non sono ancora scritti dallo stesso Milian, come invece accadrà nel seguente "La banda del Trucido" (Massi, 1977), nettamente più comico proprio a causa dell'importanza del ruolo di Milian, che si scrive i dialoghi, ma non torna quasi nulla in questo film: il Monnezza ha una trattoria, è sposato e ha una "scuola di ladri"; insomma, un bel furto da parte di Stelvio Massi che dà largo spazio comico in questa pellicola.
Lenzi, qualche mese più tardi, se lo riprende ne "La Banda del Gobbo" (1977) forse il film + famoso della "serie" e le carte vengono ancora mescolate: il Monnezza viene fatto diventare il fratello del "Gobbo", alias Vincenzo Marazzi (sempre Milian), personaggio che era stato introdotto in "Roma a Mano Armata" (sempre di Lenzi del 1976) solo che qui il Gobbo si chiama Vincenzo Moretto, non Vincenzo Marazzi!!!
Insomma un bel casino, un mix di dispetti, furti e scambi di personaggi da parte di registi che cercavano di prevalere sugli altri. (infatti poi ad esempio Martinelli fece morire il commissario Betti (Maurizio Merli) nel film Italia a Mano Armata del 1976 che giocoforza concluse la trilogia iniziata con Roma Violenta e proseguita con Napoli Violenta, proprio perchè il produttore aveva fatto girare Napoli Violenta a Lenzi invece che a Martinelli stesso, facendo morire il commissario nella scena finale del film).
Molti meno problemi per Nico Giraldi, nei film + diffusi e distribuiti che tuttora si trovano con facilità. Sposato con Olimpia di Nardo (Angelina, anche se nel primo film Assassinio sul Tevere Angelina è interpretata da Roberta Manfredi, la figlia di Nino), è spesso identificato col nome "Monnezza" proprio per il grande successo di questo personaggio, interpretato ed anzi direi creato dallo stesso Milian e concedetemelo dal superbo doppiaggio di Ferruccio Amendola.
Proprio per questo, per non infangare la memoria del padre, quella faccia di merda di Claudio Amerdola avrebbe dovuto rifiutarsi di fare una sconceria del genere.
"Ma", come diceva Milian, "la merda anche se coperta dalla neve sempre merda è e se rimestata puzza sempre de più."

anzi, nico è un ex ladro passato all'altra sponda, mentre il monnezza, all'anagrafe sergio marazzi, rimarrà per sempre un delinquente
tuttavia, ricostruire in modo preciso e dettagliato la loro storia è alquanto improbabile, in quanto i registi ed i produttori dell'epoca (Sacchetti, Lenzi, Massi e molti altri) si fregavano i personaggi dei film precedenti che avevano avuto più successo, creando ex novo dei collegamenti che non tornavano assolutamente con quanto narrato antecedentemente
il "Monnezza" appare per la prima volta nel film "Il Trucido e lo Sbirro" (Lenzi, 1976), un film abbastanza drammatico in cui i dialoghi non sono ancora scritti dallo stesso Milian, come invece accadrà nel seguente "La banda del Trucido" (Massi, 1977), nettamente più comico proprio a causa dell'importanza del ruolo di Milian, che si scrive i dialoghi, ma non torna quasi nulla in questo film: il Monnezza ha una trattoria, è sposato e ha una "scuola di ladri"; insomma, un bel furto da parte di Stelvio Massi che dà largo spazio comico in questa pellicola.
Lenzi, qualche mese più tardi, se lo riprende ne "La Banda del Gobbo" (1977) forse il film + famoso della "serie" e le carte vengono ancora mescolate: il Monnezza viene fatto diventare il fratello del "Gobbo", alias Vincenzo Marazzi (sempre Milian), personaggio che era stato introdotto in "Roma a Mano Armata" (sempre di Lenzi del 1976) solo che qui il Gobbo si chiama Vincenzo Moretto, non Vincenzo Marazzi!!!
Insomma un bel casino, un mix di dispetti, furti e scambi di personaggi da parte di registi che cercavano di prevalere sugli altri. (infatti poi ad esempio Martinelli fece morire il commissario Betti (Maurizio Merli) nel film Italia a Mano Armata del 1976 che giocoforza concluse la trilogia iniziata con Roma Violenta e proseguita con Napoli Violenta, proprio perchè il produttore aveva fatto girare Napoli Violenta a Lenzi invece che a Martinelli stesso, facendo morire il commissario nella scena finale del film).
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"Non può essere UNO del Mozambico a decidere" (cit.)
"guarda che bisogna che mi rispondi meglio perchè sennò lo scooter te lo infilo su per il culo" powered by Erotic
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Elric ha scritto: Che poi questa operazione mi puzza di operazione opportunistica... fino a ieri era considerato cinema spazzatura, da malati cronici, ora invece fa tendenza perchè il trash va di moda.
E' sempre stato così Elric. Prendi Totò: quando uscirono i suoi primi film era considerato da tutta la critica un coglione.
Poi possano gli anni, Totò muore... e ora è "il principe della risata".
Tra 20 anni Alvaro Vitali sarà detto "il mattatore dell'esilaranza".
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Boh, adesso anche i grandi media hanno scoperto il cinema di genere, ma mi sembra che il tutto avvenga in modo superficiale.
Sinceramente, da gran fan di Milian, non amo particolarmente il personaggio "Monnezza".
Mi è piaciuto molto ne La Bada del Gobbo, ma più che altro per il rapporto col fratello.
In ogni caso non capisco cosa mi sta a significare sto remake, se non la drammatica crisi d'idee del cinema italiano attuale.
Sinceramente, da gran fan di Milian, non amo particolarmente il personaggio "Monnezza".
Mi è piaciuto molto ne La Bada del Gobbo, ma più che altro per il rapporto col fratello.
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tra l'altro non so se avete sentito Amendola in un'intervista rilasciata negli ultimi giorni.....
ha detto che lui è attualmente uno dei 5 migliori attori in circolazione nel mondo del cinema.
Ma ci rendiamo conto?
E poi va ad interpretare "Er Monnezza" ahahahahah
ha detto che lui è attualmente uno dei 5 migliori attori in circolazione nel mondo del cinema.
Ma ci rendiamo conto?
E poi va ad interpretare "Er Monnezza" ahahahahah
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sboretta
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Sonic Rascal ha scritto: Boh, adesso anche i grandi media hanno scoperto il cinema di genere, ma mi sembra che il tutto avvenga in modo superficiale.
Sinceramente, da gran fan di Milian, non amo particolarmente il personaggio "Monnezza".
Mi è piaciuto molto ne La Bada del Gobbo, ma più che altro per il rapporto col fratello.
In ogni caso non capisco cosa mi sta a significare sto remake, se non la drammatica crisi d'idee del cinema italiano attuale.
Beh, sì, diciamo che Milian dà il meglio di sè nei suoi personaggi tristi e malvagi tipo il Gobbo, oppure il Cinese nel "Cinico l'Infame il Violento".
Ma il top secondo me lo raggiunge con il bandito Giulio Sacchi di "Milano Odia la Polizia non può sparare" un personaggio disperato, violento, quasi demoniaco.
Da un'intervista a Umberto Lenzi, sembra che Milian cominciasse ad entrare nel personaggio un paio di giorni prima dell'inizio delle riprese, forse aiutandosi con delle droghe , e che voleva essere chiamato con il nome del personaggio che andava ad interpretare. Una vera metamorfosi.
E poi improvvisava alla grande. Addirittura durante una scena di una rapina in un night club di ricconi, ad un certo punto si fece prendere la mano dalla violenza del personaggio e ordinò ai rapinati di calarsi le mutande e defecare sulla pista da ballo. Ovviamente la ripresa venne interrotta.
- Elric
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sboretta ha scritto: Beh, sì, diciamo che Milian dà il meglio di sè nei suoi personaggi tristi e malvagi tipo il Gobbo, oppure il Cinese nel "Cinico l'Infame il Violento".
Ma il top secondo me lo raggiunge con il bandito Giulio Sacchi di "Milano Odia la Polizia non può sparare" un personaggio disperato, violento, quasi demoniaco.
Da un'intervista a Umberto Lenzi, sembra che Milian cominciasse ad entrare nel personaggio un paio di giorni prima dell'inizio delle riprese, forse aiutandosi con delle droghe , e che voleva essere chiamato con il nome del personaggio che andava ad interpretare. Una vera metamorfosi.
E poi improvvisava alla grande. Addirittura durante una scena di una rapina in un night club di ricconi, ad un certo punto si fece prendere la mano dalla violenza del personaggio e ordinò ai rapinati di calarsi le mutande e defecare sulla pista da ballo. Ovviamente la ripresa venne interrotta.
Ecco, tu citi Lenzi e Milian... ma oggi chi è che ha fatto il film? I Vanzina!!! Gente che si è vantata di aver fatto diventare buonista il personaggio, una sorta di Robin Hood dei nostri tempi: bandierine della pace e extracomunitari ospitati e fatti fuggire dalle retate di polizia.
Ho letto di una scena in cui Monnezza manda affanculo il poliziotto che insulta razzisticamente gli extracomunitari, altre in cui se la prende con ricche signore con falsi permessi per parcheggi destinati ai disabili.
E ora, dopo aver giudicato per anni «qualunquisti e fascistoidi» i film di Milian, anche la sinistra ha sdoganato il genere, così, tanto per impadronirsene.
Forse questi scempi finiranno quando la gente, invece di ridere ogni volta che viene pronunciata la parola ?cazzo", ascolterà i dialoghi di un film.
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