dragula ha scritto:
io quest'estate ho comprato dopo anni luce che non lo facevo più
1 maglietta Chimaira con solo logo
1 maglietta misfits con solo logo
1 maglietta the 69eyes con solo logo
1 camicia thirteen dead kids disegnata dal cantante dei Murderdolls con il solo logo piccolo piccolo e un carro funebre disegnato
1 maglietta Ramones mandatami per errore che non metterò mai per il semplice fatto che è rossa
tutte esclusivamente nere
reborn in metal 2005
Le uniche maglie che metto:
-Tool
-Slipknot
-Korn
-QOTSA
Tutte solo con il logo...
Cancer is a manageable, if not curable, disease, similar to other chronic disease.
"...e adesso andiamo a metterlo nel culo al cancro!"
Il problema è essenzialmente l'estensione vocale.
Più l'urlo è alto (si parla proprio di diaframma non di registro.. ad urlare in falsetto ci riesce anche mio cugino) e più gode.
eXdeath ha scritto:
Il problema è essenzialmente l'estensione vocale.
Più l'urlo è alto (si parla proprio di diaframma non di registro.. ad urlare in falsetto ci riesce anche mio cugino) e più gode.
E' la stessa cosa che dico al mio gatto, ma lui niente, è convinto che il falsetto sia più incisivo...
Cancer is a manageable, if not curable, disease, similar to other chronic disease.
"...e adesso andiamo a metterlo nel culo al cancro!"
dragula ha scritto:
dove siete finiti tutti quanti?
Stavo discutendo con Gollum (il vice-presidente) delle strategie di marketing da adottare a breve termine per l'acquisizione di fama e rispetto sia sul fronte delle uscite classic che sulle nuove tendenze.
P.S. x Rabe : mio caro come ha reagito il tuo gatto?
ascolta, ti leggo la fiaba prima di addormentarti così dormi sonni tranquilli
C'erano una volta due fratellini di nome Hansel e Gretel, che abitavano in una casina vicino al bosco.
La madre e il padre erano molto poveri.
Una mattina il padre disse ai piccini: - Andiamo a tagliare la legna nel bosco.
I figli lo seguirono contenti.
L'uomo si era lasciato convincere dalla moglie ad abbandonare i bambini, perché non aveva di che sfamarli.
Giunti nel bosco: - Aspettatemi qui - disse. Poi si allontanò tristemente.
Rimasti soli, Hansel e Gretel attesero il ritorno del babbo. Scese la notte e cominciarono ad avere paura; Hansel stringeva a sé la sorellina per consolarla.
Quando capirono di essere stati abbandonati, si misero in cammino per tornare a casa.
Giunsero davanti una casetta di zucchero.
Mentre affamati mangiavano un pezzetto di muro, apparve sulla porta una vecchina che li invitò ad entrare.
Non sapendo che la vecchina era una strega che attirava i bambini per poi mangiarli, i piccini entrarono.
Ma subito la vecchia imprigionò Hansel. Poi mandò Gretel in cucina, e la costrinse ad accudire a tutte le faccende di casa.
La strega prima di mangiare il bambino voleva aspettare che fosse un po' ingrassato, per questo lo faceva mangiare molto e lo teneva legato con una corta catena perché non si muovesse.
Il giorno dell'esecuzione di Hansel arrivò, la vecchia fece preparare il forno a Gretel, appena fosse stato ben caldo il bambino ci sarebbe finito dentro.
Gretel però, intanto, era riuscita ad aprire la catena del fratello, e quando la strega aprì lo sportello del forno per vedere se aveva raggiunto al temperatura giusta, i due fratellini la spinsero nel forno e si liberarono definitivamente di lei.
La strega era ricca e i bambini si impadronirono dei suoi tesori e felici tornarono a casa.
dragula ha scritto:
ascolta, ti leggo la fiaba prima di addormentarti così dormi sonni tranquilli
C'erano una volta due fratellini di nome Hansel e Gretel
aahhaha oddio...avevo letto HANSI
comunque io sono più piccina ancora, la fiaba avresti dovuto raccontarla pure a me.
"Un libro non è un soprammobile che si contempla per consolarsi del mondo." "E allora cos'è?" "E' un detonatore che serve a far reagire la gente". Il mondo è una domanda che mi apre le vene.
dragula ha scritto:
ascolta, ti leggo la fiaba prima di addormentarti così dormi sonni tranquilli
C'erano una volta due fratellini di nome Hansel e Gretel, che abitavano in una casina vicino al bosco.
La madre e il padre erano molto poveri.
Una mattina il padre disse ai piccini: - Andiamo a tagliare la legna nel bosco.
I figli lo seguirono contenti.
L'uomo si era lasciato convincere dalla moglie ad abbandonare i bambini, perché non aveva di che sfamarli.
Giunti nel bosco: - Aspettatemi qui - disse. Poi si allontanò tristemente.
Rimasti soli, Hansel e Gretel attesero il ritorno del babbo. Scese la notte e cominciarono ad avere paura; Hansel stringeva a sé la sorellina per consolarla.
Quando capirono di essere stati abbandonati, si misero in cammino per tornare a casa.
Giunsero davanti una casetta di zucchero.
Mentre affamati mangiavano un pezzetto di muro, apparve sulla porta una vecchina che li invitò ad entrare.
Non sapendo che la vecchina era una strega che attirava i bambini per poi mangiarli, i piccini entrarono.
Ma subito la vecchia imprigionò Hansel. Poi mandò Gretel in cucina, e la costrinse ad accudire a tutte le faccende di casa.
La strega prima di mangiare il bambino voleva aspettare che fosse un po' ingrassato, per questo lo faceva mangiare molto e lo teneva legato con una corta catena perché non si muovesse.
Il giorno dell'esecuzione di Hansel arrivò, la vecchia fece preparare il forno a Gretel, appena fosse stato ben caldo il bambino ci sarebbe finito dentro.
Gretel però, intanto, era riuscita ad aprire la catena del fratello, e quando la strega aprì lo sportello del forno per vedere se aveva raggiunto al temperatura giusta, i due fratellini la spinsero nel forno e si liberarono definitivamente di lei.
La strega era ricca e i bambini si impadronirono dei suoi tesori e felici tornarono a casa.
ciao a domani
:cry2:
mi fai commuovere...nessuno mi aveva mai raccontato la fiaba di Hansel e Gretel
C'era una volta...
una bambina tanto carina e dolce, che era amata da tutti.
Ella amava molto la sua mammina e la vecchia nonna che abitava nel bosco vicino.
L'anziana donna si dedicava ai lavori di cucito per sbarcare il lunario. Con un bel taglio di stoffa rossa, aveva confezionato una mantellina, con cappuccio, per l'adorata nipotina.
- Mettiti questa mantella. - Disse la nonna alla bimba. - Ti riparerà dalla pioggia e dall'umidità del bosco, così verrai a trovarmi più volentieri.
La bambina, felicissima per il regalo, ringraziò la nonna e da quel giorno andò a trovarla tutti i giorni, con la mantellina rossa indosso.
Fu così, che la gente cominciò a chiamarla << Cappuccetto Rosso>> e quel nomignolo le rimase.
La mamma della piccina preparava una bella torta tutti i giorni e mandava Cappuccetto Rosso dalla nonna con un cestino colmo di provviste.
Così, un giorno, come di consueto la donna disse:
- Prendi il cestino, cara. Ho preparato un pranzetto davvero speciale per la nonna. Portalo con questa torta di mele. Stai attenta e non ti fermare con nessuno, sembra che nel bosco sia stato avvistato un pericoloso lupo.
Cappuccetto Rosso annuì e andò.
Durante la strada canticchiava a mezza voce perché era particolarmente felice; la primavera stava annunciandosi e il bosco era pieno di fiori e di leggiadre farfalle. Dimentica delle raccomandazioni della madre, la piccola si fermò a giocare con le farfalle e gli animaletti del bosco. Fece a gara con dei passerotti nel cantare melodie dolcissime.
La voce della bimba risuonava cristallina per tutto il bosco. Nell'udirla, molti animali uscirono dalle loro tane; era arrivata la primavera! mentre si addentrava nel bosco, Cappuccetto Rosso incominciò ad avere un po' di timore.
Cappuccetto rosso, illustrato da Arthur Rackham La voce della mamma le risuonava nella mente e capiva di aver fatto tardi, le ombre della sera si allungavano già sugli alberi.
Improvvisamente, un lupo le si parò davanti.
- Salve, Cappuccetto Rosso! - La salutò amabilmente la fiera.
- Buon giorno, signor lupo.
- Dove vai così di corsa?
- Vado dalla mia nonnina.
- E cosa c'è in quel grazioso cestino?
- Ci sono i cibi che la mia mamma ha cucinato per la nonna.
- E dimmi, viva da sola la tua nonna?
- Si. - Rispose Cappuccetto Rosso. - La mamma le ha chiesto molte volte di venire a vivere con noi nel villaggio ma lei preferisco restare nella sua vecchia casa, dove è sempre vissuta.
Mentre Cappuccetto rosso le parlava, il lupo pensava:
<< Questa bambina deve essere molto tenera. Me la mangerei subito. E' meglio che aspetti il momento più propizio? Non vorrei che ci fosse qualche taglialegna nei dintorni. Oltretutto potrei mangiarmi anche sua nonna e il cestino delle provviste. Mi farò dire dov'è la casa della vecchia.>>
- Posso accompagnarti? - Chiese il lupo.
- Non vorrei che la nonna si spaventasse?
- Hai paura di me?
- Io no! Come potresti farmi del male? Sono solo una piccola bambina.
Il lupo pensò ancora:
<< Che sciocca! Non sa che noi lupi preferiamo le bimbe come lei. Le tenderò un tranello e la precederò alla casa di sua nonna. Poi, le mangerò tutte e due.>>
- A tua nonna non piacciono i fiori? - Domandò il lupo.
- Moltissimo! - Rispose la piccola. - Ne tiene sempre un vaso sul tavolo.
- Ti consiglio di portarle un mazzolino di fiori che potrai raccogliere nei prati qui vicino. Adesso me ne vado, ho un sacco di cose da fare!
- Addio signor lupo.
Rimasta sola, Cappuccetto si pose a raccogliere i fiori per comporre un mazzolino e portarlo alla nonna.
<< Il lupo ha ragione. Questi fiori sono molto belli e la nonna sarà felice.>>
Ignorava che il lupo si dirigeva alla casa della vecchietta e che, in quel momento, bussava dolcemente alla porta.
- Chi è? - Domandò la nonna.
- Sono la tua nipotina, sono Cappuccetto rosso.
Il lupo cercò di addolcire la voce.
Sperava che attraverso la porta fosse semplice ingannare la vecchia.
- E' aperto. Gira la maniglia ed entra.
Il lupo entrò.
La nonna era a letto con un brutto raffreddore.
Quando vide il lupo reagì immediatamente; in un balzo scese dal letto e si rifugiò in cantina, raggiungibile da una botola.
Cappuccetto rosso, illustrato da Arthur Rackham Il lupo si contrariò parecchio poi, decise di attendere l'arrivo di Cappuccetto e mangiarsela con calma.
Si travestì come la nonna e si infilò sotto le coperte.
Intanto, la piccola aveva formato un magnifico mazzo si fiori e si era avvicinata alla casa della nonna.
Nel vedere la porta aperta, entrò senza timore ma una volta entrata non si avvicinò alla nonna
- Buona sera, nonnina.
Il lupo non replicò e la bimba si avvicinò un poco.
- C'è molto buio, nonnina. Vuoi che apra un po' le finestre?
Il lupo tacque ancora, nel timore di tradirsi. La piccola si avvicinò di più.
- Ma? nonna, che orecchie grandi che hai!
- E' per udirti meglio. - Disse il lupo in falsetto.
- E che occhi grandi che hai!
- E' per vederti meglio!
- E che bocca grande che hai?
- E' per mangiarti meglio! - Esclamò il lupo e cercò di gettarsi sulla piccola.
Lo slancio fu così forte che il lupo cadde contro la parete.
Cappuccetto rosso urlò per il terrore e corse fuori dalla casetta, inseguita del lupo.
Le grida della piccola avevano attirato l'attenzione di un cacciatore che passava nelle vicinanze.
Il lupo aveva raggiunto la povera Cappuccetto che, terrorizzata, non riusciva più a scappare.
Quando pareva non ci fossero più speranze, apparve il cacciatore che, con un grande calcio, scacciò il lupo.
Il fiero animale se ne andò, ululando per il dolore e la bimba ringraziò il cacciatore.
Senza perdere altro tempo, i due si diressero verso la casa della nonnina.
- Chissà che paura, povera vecchina! - Diceva Cappuccetto Rosso.
Presto arrivarono davanti alla casetta e la bimba chiamò a gran voce:
- Nonnina, nonnina!
L'anziana signora uscì dalla casa e abbracciò la nipotina, e quindi disse:
- Povera piccina, devi aver avuto una gran paura!
- E' vero! Per mia fortuna questo cacciatore passava nelle vicinanze?
- E' un lupo molto pericoloso. - Intervenne il cacciatore. - Sono molte settimane che tento di catturarlo. Sono sicuro che non tarderà a ripresentarsi e allora per lui sarà finita.
Dopo quella disavventura, la nonna decise di trasferirsi al villaggio nella casa di sua figlia e sua nipote.
In questo modo Cappuccetto Rosso non avrebbe più dovuto avventurarsi tutta sola nel bosco.
L'accaduto destò molto scalpore fra la gente del villaggio e il commento unanime era che Cappuccetto Rosso fosse stata una bimba molto coraggiosa.
hmmm
io sapevo che il cacciatore tirava fuori dalla pancia del lupo nonna e nipote
"Un libro non è un soprammobile che si contempla per consolarsi del mondo." "E allora cos'è?" "E' un detonatore che serve a far reagire la gente". Il mondo è una domanda che mi apre le vene.
Pariskio ha scritto:
ehi io sono al primo anno di biologia... che mi dite di continuare su questa strada? ma avete gia finito? che curriculum avete scelto?
Se vuoi notizie, mandami un PM...
Cancer is a manageable, if not curable, disease, similar to other chronic disease.
"...e adesso andiamo a metterlo nel culo al cancro!"
Eccomi, ci sono...
Scusate in questi giorni ho tanto da fare, tan'è vero che a volte credo di essere un'altra persona, allora mi imbarazzo e non capisco più niente. Ieri ad esempio, credevo di essere Fiorello, e così andavo in giro e volevo fare il Karaoke... Poi tutto di colpo mi sono ripreso e mi sono imbarazzato talmente tanto, che sono finito in coma alcolico senza aver bevuto niente.
Mentre ero in quello stato, ho sognato Dragula che raccontava fiabe, pazzi che parlano al contrario e il mio gatto che canta in falsetto.
Ah, c'era anche un ragno...
Cancer is a manageable, if not curable, disease, similar to other chronic disease.
"...e adesso andiamo a metterlo nel culo al cancro!"
quando schiacci una merda per strada come ti comporti? io bestemmio prima di tutto, esce direttamente dal profondo che anche se volessi fermarla non ci riuscirei, poi mi guardo la scarpa e inizio a spantegarla in ogni spigolo che riesco a trovare, continuando con imprecazioni sottovoce verso il padrone del culo che ha prodotto tale scempio sulle mie scarpe, che adesso lasceranno odore di merda e impronte marroni per un pò, se poi stai andando in ufficio o in bancan e dovrai trascorrere li tutto il giorno ce l'hai nel culo
lo chiedo perchè stamattina uno con le infradito ha dato una zappata a un merdone e per l'
ha fatto finta di niente e ha continuato a camminare lanciando per aria pezzi della suddetta