A History Of Violence
- FranziHWQ
- Speedfreak!
- Messaggi: 3012
- Iscritto il: 28 novembre 2002 14:58
- Contatta:
A History Of Violence
Premetto di non voler inneggiare per forza ad ogni film di grandi come Romero, Carpenter e Cronenberg. Mi rendo conto che siamo nel nuovo millennio e per questo bisognerebbe dare spazio a nuovi talenti e nuove visioni... se solo ce ne fossero.
In un'epoca come quella attuale, caratterizzata da lungometraggi di plastica, violenza con pretese di trasgressività, eppure inesorabilmente patinata, e soprattutto un inquietante deficit di abilità cinematografica, "History Of Violence" giunge come la manna dal cielo, assicurandosi probabilmente il titolo di miglior film dell'anno (con buona pace del Maestro Romero).
Come ogni volta che vedo un film di Cronenberg, quando si riaccendono le luci in sala ho l'impressione che mi siano stati asportati i nervi ottici, che siano stati puliti, anzi sterilizzati con la candeggina, e che mi siano stati reimpiantati.
Finalmente, dopo tanto tempo, sullo schermo appaiono immagini arricchite da una fotografia superlativa, e non le solite luci blu, verdi o marroni a cui ci hanno abituato da troppo tempo.
Tralasciamo i commenti sul montaggio divino o sulla capacità di narrazione del Maestro, dato che non voglio passare per uno di quelli pseudo intellettuali radical chic che si divertono a consigliare film incomprensibili o fare riferimento ad aspetti tecnici solo per fare la figura di quelli che hanno capito tutto, anzi. Apprezzo anche il classico filone mainstream, e per questo elencherò immediatamente gli ostacoli che l'eventuale spettatore potrebbe incontrare durante la visione del suddetto film:
- lo svolgimento è volutamente lento
- ci sono pochi effetti speciali (è un thriller, anzi, un noir)
- le (poche) scene di violenza sono girate con il compito più di inquadrare il personaggio che di intrattenere lo spettatore
- il montaggio è volutamente largo, senza quei 15 tagli al minuto a cui le ultime produzioni ci hanno abituato.
Tutto questo, ovviamente, è stato fortemente voluto, progettato ed eseguito da un cineasta che oramai non ha più alcun trucco da imparare.
Il risultato è agghiacciante, e nonostante lo svolgimento non sia esattamente adrenalinico, lo spettatore ha l'impressione di trovarsi completamente calato nella storia, imprigionato da un'atmosfera claustrofobica che cozza con la sonnolenta periferia americana che fà da sfondo alla storia.
L'America, ancora una volta è questo il bersaglio delle critiche sociali sferrate dal film. Al contrario di Romero, però, Cronenberg estende la propria pessimistica visione a tutta l'umanità, attaccando in maniera abbastanza palese l'ipocrisia del sogno americano (che in quel tipo di provincia prosepera), ma colpendo in profondo l'intera natura umana, vista ancora una volta come diretta discendente delle pulsioni animali.
Pur non essendoci le solite allusioni alla carne che muta, il regista continua a perseguire la propria visione della mutazione della corpo, applicandola però alla società, qui vista come un gigantesco simulacro, in apparenza imbiancato e corrotto dall'interno. Non c'è redenzione nel dimenticare, e tutti i frutti della parte più scomoda di ognuno di noi sono destinati ad essere raccolti.
E' inutile negare ciò che siamo: si ha l'impressione che il personaggio principale, un incredibile Viggo Mortensen (lontano anni luce dalla patata sexy vista nel "Signore Degli Anelli") sia veramente sé stesso solo nelle improvvise sfuriate, che rompono la maschera rimettendolo in contatto con la sua reale natura.
Questo è un film! Così si colpisce uno spettatore! Non uso la parola capolavoro perché Cronenber non ha volutamente confezionato un capolavoro, bensì un atto d'accusa destinato al grande (più o meno) pubblico, senza nascondersi dietro facili licenze artistiche o voluti cripticismi che fanno tanto elite (e che lui potrebbe permettersi tranquillamente, vista la fama).
Ogni fotogramma del film sembra esprimere l'opinione del regista con un'arrogante noncuranza nei confronti delle reazioni dello spettatore, sussurrando: "che vi piaccia o no, io sono convinto che le cose vadano così. Se vi ho aperto gli occhi bene, sennò continuate pure per la vostra strada. Non siete più un mio problema."
"History Of Violence" è una di quelle opere, sempre più rare al giorno d'oggi, che trovano nella sala del cinema la loro realizzazione più completa. Mai come in questo caso lo spettatore ha bisogno di uno schermo enorme e di un ambiente buio per farsi catturare dall'atmosfera.
Non aspettatevi lo stesso effetto su uno schermo casalingo, ed è per questo che vi converrebbe correrere al cinema, visto che (da grande tradizione) lo stanno già togliendo dalla circolazione.
Mi piacerebbe ascoltare qualche parere, positivo e negativo ovviamente, dato che era da "Million Dollar Baby" che non vedevo un film così convincente. E pensare che, nelle mani di un altro registra, la trasposizione di questo fumetto sarebbe potuta diventare il classico simil western urbano, con esplosioni e dialoghi coatti a gò gò (non che mi dispiacciano, s'intenda, ma ciò che ho avuto questa sera è molto meglio).
Lunga vita al Maestro!
In un'epoca come quella attuale, caratterizzata da lungometraggi di plastica, violenza con pretese di trasgressività, eppure inesorabilmente patinata, e soprattutto un inquietante deficit di abilità cinematografica, "History Of Violence" giunge come la manna dal cielo, assicurandosi probabilmente il titolo di miglior film dell'anno (con buona pace del Maestro Romero).
Come ogni volta che vedo un film di Cronenberg, quando si riaccendono le luci in sala ho l'impressione che mi siano stati asportati i nervi ottici, che siano stati puliti, anzi sterilizzati con la candeggina, e che mi siano stati reimpiantati.
Finalmente, dopo tanto tempo, sullo schermo appaiono immagini arricchite da una fotografia superlativa, e non le solite luci blu, verdi o marroni a cui ci hanno abituato da troppo tempo.
Tralasciamo i commenti sul montaggio divino o sulla capacità di narrazione del Maestro, dato che non voglio passare per uno di quelli pseudo intellettuali radical chic che si divertono a consigliare film incomprensibili o fare riferimento ad aspetti tecnici solo per fare la figura di quelli che hanno capito tutto, anzi. Apprezzo anche il classico filone mainstream, e per questo elencherò immediatamente gli ostacoli che l'eventuale spettatore potrebbe incontrare durante la visione del suddetto film:
- lo svolgimento è volutamente lento
- ci sono pochi effetti speciali (è un thriller, anzi, un noir)
- le (poche) scene di violenza sono girate con il compito più di inquadrare il personaggio che di intrattenere lo spettatore
- il montaggio è volutamente largo, senza quei 15 tagli al minuto a cui le ultime produzioni ci hanno abituato.
Tutto questo, ovviamente, è stato fortemente voluto, progettato ed eseguito da un cineasta che oramai non ha più alcun trucco da imparare.
Il risultato è agghiacciante, e nonostante lo svolgimento non sia esattamente adrenalinico, lo spettatore ha l'impressione di trovarsi completamente calato nella storia, imprigionato da un'atmosfera claustrofobica che cozza con la sonnolenta periferia americana che fà da sfondo alla storia.
L'America, ancora una volta è questo il bersaglio delle critiche sociali sferrate dal film. Al contrario di Romero, però, Cronenberg estende la propria pessimistica visione a tutta l'umanità, attaccando in maniera abbastanza palese l'ipocrisia del sogno americano (che in quel tipo di provincia prosepera), ma colpendo in profondo l'intera natura umana, vista ancora una volta come diretta discendente delle pulsioni animali.
Pur non essendoci le solite allusioni alla carne che muta, il regista continua a perseguire la propria visione della mutazione della corpo, applicandola però alla società, qui vista come un gigantesco simulacro, in apparenza imbiancato e corrotto dall'interno. Non c'è redenzione nel dimenticare, e tutti i frutti della parte più scomoda di ognuno di noi sono destinati ad essere raccolti.
E' inutile negare ciò che siamo: si ha l'impressione che il personaggio principale, un incredibile Viggo Mortensen (lontano anni luce dalla patata sexy vista nel "Signore Degli Anelli") sia veramente sé stesso solo nelle improvvise sfuriate, che rompono la maschera rimettendolo in contatto con la sua reale natura.
Questo è un film! Così si colpisce uno spettatore! Non uso la parola capolavoro perché Cronenber non ha volutamente confezionato un capolavoro, bensì un atto d'accusa destinato al grande (più o meno) pubblico, senza nascondersi dietro facili licenze artistiche o voluti cripticismi che fanno tanto elite (e che lui potrebbe permettersi tranquillamente, vista la fama).
Ogni fotogramma del film sembra esprimere l'opinione del regista con un'arrogante noncuranza nei confronti delle reazioni dello spettatore, sussurrando: "che vi piaccia o no, io sono convinto che le cose vadano così. Se vi ho aperto gli occhi bene, sennò continuate pure per la vostra strada. Non siete più un mio problema."
"History Of Violence" è una di quelle opere, sempre più rare al giorno d'oggi, che trovano nella sala del cinema la loro realizzazione più completa. Mai come in questo caso lo spettatore ha bisogno di uno schermo enorme e di un ambiente buio per farsi catturare dall'atmosfera.
Non aspettatevi lo stesso effetto su uno schermo casalingo, ed è per questo che vi converrebbe correrere al cinema, visto che (da grande tradizione) lo stanno già togliendo dalla circolazione.
Mi piacerebbe ascoltare qualche parere, positivo e negativo ovviamente, dato che era da "Million Dollar Baby" che non vedevo un film così convincente. E pensare che, nelle mani di un altro registra, la trasposizione di questo fumetto sarebbe potuta diventare il classico simil western urbano, con esplosioni e dialoghi coatti a gò gò (non che mi dispiacciano, s'intenda, ma ciò che ho avuto questa sera è molto meglio).
Lunga vita al Maestro!
Rock 'n' roll ain't worth the name if it don't make you strut
(Lemmy said)
(Lemmy said)
- Elric
- Senior Member
- Messaggi: 8540
- Iscritto il: 28 novembre 2002 19:13
- Località: Venezia-Verona
- Contatta:
- ELASTIKO
- greatest hits
- Messaggi: 33470
- Iscritto il: 11 marzo 2005 21:55
- Località: Three ZZ Anus
Re: A History Of Violence
Francesco HWQ ha scritto: Premetto...
....Lunga vita al Maestro!
non sò se nei prossimi giorni riuscirò ad andare a vederlo, comunque volevo complimentarmi con te per il tuo post.
by the best, no negativity, no weakness, no acquiscence to fear or disaster, no errors of ignorance, no evasion from reality
ideals are bulletproof
RANDY PAUSCH
ideals are bulletproof
RANDY PAUSCH
- FranziHWQ
- Speedfreak!
- Messaggi: 3012
- Iscritto il: 28 novembre 2002 14:58
- Contatta:
Odio ripetemi, ma correte a vederlo ora che potete, qui a Roma è rimasto solo in 5 cinema.
Lo comprerò quando uscirà in Dvd, ma "History Of Violence" ha senso d'esistere quasi unicamente alle condizioni che vi ho descritto nell'altro post, a casa potrebbe risultare addirittura noioso, per non parlare del telefono che vi squilla, del televisore bilanciato male, o dell'amico rompipalle che vuole cambiare Dvd.
C'è bisogno di assoluta concentrazione non perché sia un film complesso (anzi, considerato lo stile di Cronenberg è quasi elementare), ma perché dovete dargli la possibilità di violentare le vostre menti senza stimoli esterni.
Ti ringrazio Elastiko, mi fa piacere vedere che c'è qualche ammiratore del Maestro anche qui (non che sia proprio un registra sconosciuto, ma ultimamente sembra essere andato fuori moda... forse un bene).
Abbi fede, corri a vederlo fino a quando rimane in giro, poi non sarà la stessa cosa. Sappimi dire.
Come al solito scusate la mia grafomania, ma quando vedo un film così bello ho proprio voglia di condividere questo mio piacere con più gente possibile.
Cheerz!
Lo comprerò quando uscirà in Dvd, ma "History Of Violence" ha senso d'esistere quasi unicamente alle condizioni che vi ho descritto nell'altro post, a casa potrebbe risultare addirittura noioso, per non parlare del telefono che vi squilla, del televisore bilanciato male, o dell'amico rompipalle che vuole cambiare Dvd.
C'è bisogno di assoluta concentrazione non perché sia un film complesso (anzi, considerato lo stile di Cronenberg è quasi elementare), ma perché dovete dargli la possibilità di violentare le vostre menti senza stimoli esterni.
Ti ringrazio Elastiko, mi fa piacere vedere che c'è qualche ammiratore del Maestro anche qui (non che sia proprio un registra sconosciuto, ma ultimamente sembra essere andato fuori moda... forse un bene).
Abbi fede, corri a vederlo fino a quando rimane in giro, poi non sarà la stessa cosa. Sappimi dire.
Come al solito scusate la mia grafomania, ma quando vedo un film così bello ho proprio voglia di condividere questo mio piacere con più gente possibile.
Cheerz!
Rock 'n' roll ain't worth the name if it don't make you strut
(Lemmy said)
(Lemmy said)
- Coffe
- Strong Arm of the Law
- Messaggi: 6089
- Iscritto il: 30 novembre 2002 16:38
- Località: Piacenza
-
Kinetic
- Deu Seu Mediterraneu
- Messaggi: 4450
- Iscritto il: 5 novembre 2003 18:51
io VOGLIO andarlo a Vedere. è un mio gesto per onorare un Artista come David Cronenberg.
ieri ho Visto il Trailer originale e, in effetti, mi aspettavo un qualcosa di diverso.
ora è arrivato il momento di andare a Godermelo al Cinema.
p.s. avete sentito che il primo Romanzo di Faletti - che non ho letto - sarà forse Girato dal Regista canadese?
Faletti è talmente eccitato all'idea che ha affermato: "è meglio del viagra!".
p.p.s. bravo francesco.
ieri ho Visto il Trailer originale e, in effetti, mi aspettavo un qualcosa di diverso.
ora è arrivato il momento di andare a Godermelo al Cinema.
p.s. avete sentito che il primo Romanzo di Faletti - che non ho letto - sarà forse Girato dal Regista canadese?
Faletti è talmente eccitato all'idea che ha affermato: "è meglio del viagra!".
p.p.s. bravo francesco.
Ultima modifica di Kinetic il 24 dicembre 2005 08:28, modificato 1 volta in totale.
Sa Curtura a Su Populu.
Video dell'Anno
http://www.youtube.com/watch?v=FeVKcjSfA3M&eurl=http://www.holonia.com/
Video dell'Anno
http://www.youtube.com/watch?v=FeVKcjSfA3M&eurl=http://www.holonia.com/
- FranziHWQ
- Speedfreak!
- Messaggi: 3012
- Iscritto il: 28 novembre 2002 14:58
- Contatta:
Non ho letto neanche io l'ultimo di Faletti, soprattutto perché ero prevenutissimo 
Però sembra che sia bello, d'altronde qualsiasi scritto che passa per le mani del Maestro Canadese diventa oro.
E pensare che gli avevano proposto anche di girare "American Psycho II", il seguito del pessimo film tratto dal capolavoro di Ellis.
Cronenberg avrebbe accettato se gli avessero garantito un'assoluta indipendenza riguardo alla sceneggiatura: la casa di produzioni fece la sgargiulla dicendogli di si, salvo ritrattare tutto dopo aver letto il copione, che pare fosse agghiacciante ed intrasmettibile.
Ma quanto lo amo quest'uomo?
Però sembra che sia bello, d'altronde qualsiasi scritto che passa per le mani del Maestro Canadese diventa oro.
E pensare che gli avevano proposto anche di girare "American Psycho II", il seguito del pessimo film tratto dal capolavoro di Ellis.
Cronenberg avrebbe accettato se gli avessero garantito un'assoluta indipendenza riguardo alla sceneggiatura: la casa di produzioni fece la sgargiulla dicendogli di si, salvo ritrattare tutto dopo aver letto il copione, che pare fosse agghiacciante ed intrasmettibile.
Ma quanto lo amo quest'uomo?
Rock 'n' roll ain't worth the name if it don't make you strut
(Lemmy said)
(Lemmy said)
- Leppard
- The Best Rocker of Class!!!
- Messaggi: 50946
- Iscritto il: 30 gennaio 2005 15:03
- Località: Lanciano
- Contatta:
-
Morandar
- Synthgeek
- Messaggi: 339
- Iscritto il: 25 maggio 2005 23:50
- Contatta:
Bravissimo, concordo totalmente con quanto dici: è un film atipico per Cronemberg, ma di una realtà così tangibile che fa davvero paura. Puoi sentire il sudore e l'alito dei protagonisti, e star male alla puzza del sangue.
Ottima anche la costruzione delle scene, con dei simbolismi efficacissimi (vedi la presa di coscienza della moglie nella scena in ospedale, sottolineata dalle luci, o il contrasto tra i due fratelli). Bello bello.
Ottima anche la costruzione delle scene, con dei simbolismi efficacissimi (vedi la presa di coscienza della moglie nella scena in ospedale, sottolineata dalle luci, o il contrasto tra i due fratelli). Bello bello.
[b]
[url=http://www.ogd-project.it]Tela[/url][/b]
[b][url=http://www.myspace.com/redrumor]Interferenza[/url][/b]
[b][url=http://www.monorail-cat.com/]Sangue[/url][/b]
Can we have everything louder than everything else!? - Ian Gillan
La deliberata affermazione da parte mia, nel 1969, che era possibile nel rock richiamarsi alla testa oltre che ai piedi causò una sorta di esplosione passionale e fu considerata eretica - Robert Fripp
We are really tired of those lables and questions. Prog? How can any innovative, forward-thinking art or music not being progressive? - Rodriguez Lopez
[url=http://www.ogd-project.it]Tela[/url][/b]
[b][url=http://www.myspace.com/redrumor]Interferenza[/url][/b]
[b][url=http://www.monorail-cat.com/]Sangue[/url][/b]
Can we have everything louder than everything else!? - Ian Gillan
La deliberata affermazione da parte mia, nel 1969, che era possibile nel rock richiamarsi alla testa oltre che ai piedi causò una sorta di esplosione passionale e fu considerata eretica - Robert Fripp
We are really tired of those lables and questions. Prog? How can any innovative, forward-thinking art or music not being progressive? - Rodriguez Lopez
- Leppard
- The Best Rocker of Class!!!
- Messaggi: 50946
- Iscritto il: 30 gennaio 2005 15:03
- Località: Lanciano
- Contatta:
-
Lendar
- Knight of METAL.IT
- Messaggi: 3917
- Iscritto il: 28 novembre 2002 20:46
- Contatta:
- Deepblue
- Senior Member
- Messaggi: 2712
- Iscritto il: 16 dicembre 2004 13:59
- Località: Colonia felina
- Contatta:
Però la faccenda viene risolta in fretta e con troppa semplicità dal protagonista. Qualche sparo e si può ricominciare la propria vita. Secondo me andava lasciato un finale ancora più aperto e dubbio perché ritengo che cancellare un passato del genere sia mooolto difficile.
Per il resto decisamente bello e coinvolgente. Approfondisce la psicologia e i diversi aspetti caratteriali dei personaggi, molto ben fatto.
Per il resto decisamente bello e coinvolgente. Approfondisce la psicologia e i diversi aspetti caratteriali dei personaggi, molto ben fatto.
"Un libro non è un soprammobile che si contempla per consolarsi del mondo." "E allora cos'è?" "E' un detonatore che serve a far reagire la gente".
Il mondo è una domanda che mi apre le vene.
Il mondo è una domanda che mi apre le vene.
- FranziHWQ
- Speedfreak!
- Messaggi: 3012
- Iscritto il: 28 novembre 2002 14:58
- Contatta:
Wow, sono contentissimo che qualcuno sia andato a vederlo perché incuriosito dalla mia "recensione".
E sono contento soprattutto perché dalle vostre reazioni mi sembra di aver dato un buon consiglio.
Come ho già scritto prima, non c'è soddisfazione migliore che condividere una bella opera d'arte con altre persone, soprattutto se rischia di passare un po' sottotono (rischio scongiurato dato che, a dispetto delle mie previsioni pessimistiche e forse un po' snob, "History Of Violence" è stato visto da quasi 300.000 spettatori in Italia. Un vero record per un film di questo genere, soprattuto contando che "natale a miami" ne ha fatte 2.700.000, ma facendo i dovuti paragoni di target c'è di che restare soddisfatti).
E' veramente stimolante leggere tutti i vostri pareri, soprattutto perché nessuno si dà arie da profeta, arrogandosi il diritto di aver capito il vero significato dell'opera.
Al contrario, leggendo i vari interventi ho aggiunto diversi tasselli ad un'opera che ha bisogno di molte teste per essere sviscerata nella maniera più completa. E' questa la pasta di cui dovrebbero essere fatti i film: far discutere le persone ed essere al centro di conversazioni piacevoli come questa, dove ognuno di noi ha la possibilità di arricchirsi e di arricchire. Non trovate?
La scena finale rappresenta la definitiva accettazione dell'ipocrisia del sogno americano, concludendo la distruzione dell'immagine da famiglia modello iniziata con il secondo rapporto sessuale, quello sulle scale per intenderci.
Quando lui si rimette a tavola e la famiglia lo riaccoglie s'intuisce chiaramente che le cose non saranno mai più le stesse, ma per amore d'immagine (l'ipocrisia del sogno americano di cui sopra) i figli e la madre si sforzano di rimettere le cose apposto interpretando la classica routine quotidiana che, in quel contesto, appare come un'agghiacciante "tiriamo avanti e non parliamone più, per la nostra stessa sopravvivenza sociale".
Questa scena motiva anche il titolo, che infatti non significa "una storia di violenza" (story), ma La STORIA della violenza (History).
La violenza, o meglio, la brutalità della vita reale, permea la nostra realtà, ed è inutile chiudere gli occhi e convincersi di vivere in un mondo utopico, quando fuori dalla porta o nel proprio passato si celano innumerevoli conferme di quanto detto.
In questo caso viene attaccato il modello medio americano (e più in generale, occidentale) che spinge le persone a chiudere gli occhi ed a inseguire dei valori da rivista patinata. Ma ciò non toglie che il lerciume della realtà rimanga lì, e ci sia sempre stato.
Non a caso il film ha un ambietazione "sottotono".
Non si svolge nelle grandi metropoli come Ny oppure Chicago, ma nella provincia americana, come ad indicare che anche e soprattutto nei posti più tranquilli, dove la Storia non si crea ma piuttosto scivola addosso (centri urbani in cui vive la maggioranza del popolo occidentale), l'uomo rimane quello che è realmente: un animale, forse più addestrato e costretto di una bestia da circo (l'autoaddomesticamento è peggiore di una costrizione imposta da terzi, così come l'autocensura è ben più dannosa della censura stessa).
Non c'è alcuna assoluzione, non c'è via di salvezza, Cronenberg equipara l'essere umano all'animale, dipingendolo come un'entità che non sa fare altro che reprimere e negare la propria parte selvaggia (la più vera?), salvo poi lasciarla esplodere con sconvolgenti conseguenze (manifesto di quanto appena scritto sono proprio le scene di violenza, rapide e meccaniche, che contrastano con il montaggio lento e claustrofobico del resto del film)
.
Il protagonista cerca di negare la sua reale identità per tutto il film (persino dopo l'ultima strage, lui non riesce ad accettare la sua metà oscura, mondando il suo corpo - e la sua coscienza - nel lago), e così anche le persone che lo circondano.
Ma non è quella la sua realtà, cosa che anche la moglie ed il figlio comprendono bene, la prima concedendosi con violenza al protagonista sulle scale (atto sessuale ben più sincero del sesso da cheerleader visto nei primi minuti), il secondo mettendo a nudo la sua identità e risolvendo i problemi a scuola secondo istinto, e non più seguendo la ragione. E' palese che entrambi si sentano appagati dopo questi atti istintivi, ma il senso di colpa imposto dalla società in cui vivono non li risparmia, tormentandoli con il senso di colpa. Ed è soprattutto per questo che si sfogano contro il padre, colpevole di aver dato il "La" all'incrinatura della loro maschera pubblica. Accettare la verità é così doloroso...
Visto sotto quest'ottica, il finale di "Histoy Of Violence" non avrebbe potuto assumere una valenza più pessimistica e negativa. E' una fittizia quiete dopo la tempesta quella che il nucleo familiare cerca di ricreare.
Non perdonano il padre per bontà, ma per l'incapacità di accettare una strada difficile che li porterebbe ad essere al centro di numerosi giudizi negativi da parte del loro microcosmo sociale, per preservare il loro quieto vivere insomma.
Non c'è nessuno atto eroico in questo, solo viltà ed egoismo.
Così la vedo io, spero di essermi spiegato bene perché ho scritto questo intervento di getto
Detto questo, amo anche i film dove con Uzi si risolve tutto :rambo:
Heheheheh, c'è bisogno sia di Cronenberg che di Woo (e della Troma ).:cros:
E sono contento soprattutto perché dalle vostre reazioni mi sembra di aver dato un buon consiglio.
Come ho già scritto prima, non c'è soddisfazione migliore che condividere una bella opera d'arte con altre persone, soprattutto se rischia di passare un po' sottotono (rischio scongiurato dato che, a dispetto delle mie previsioni pessimistiche e forse un po' snob, "History Of Violence" è stato visto da quasi 300.000 spettatori in Italia. Un vero record per un film di questo genere, soprattuto contando che "natale a miami" ne ha fatte 2.700.000, ma facendo i dovuti paragoni di target c'è di che restare soddisfatti).
E' veramente stimolante leggere tutti i vostri pareri, soprattutto perché nessuno si dà arie da profeta, arrogandosi il diritto di aver capito il vero significato dell'opera.
Al contrario, leggendo i vari interventi ho aggiunto diversi tasselli ad un'opera che ha bisogno di molte teste per essere sviscerata nella maniera più completa. E' questa la pasta di cui dovrebbero essere fatti i film: far discutere le persone ed essere al centro di conversazioni piacevoli come questa, dove ognuno di noi ha la possibilità di arricchirsi e di arricchire. Non trovate?
Per quanto riguarda Deepblue, io il finale l'ho interpretato in maniera diversa: secondo me non è che Viggo con due spari abbia rimesso tutto apposto, tutt'altro.Deepblue ha scritto: Però la faccenda viene risolta in fretta e con troppa semplicità dal protagonista. Qualche sparo e si può ricominciare la propria vita. Secondo me andava lasciato un finale ancora più aperto e dubbio perché ritengo che cancellare un passato del genere sia mooolto difficile.
La scena finale rappresenta la definitiva accettazione dell'ipocrisia del sogno americano, concludendo la distruzione dell'immagine da famiglia modello iniziata con il secondo rapporto sessuale, quello sulle scale per intenderci.
Quando lui si rimette a tavola e la famiglia lo riaccoglie s'intuisce chiaramente che le cose non saranno mai più le stesse, ma per amore d'immagine (l'ipocrisia del sogno americano di cui sopra) i figli e la madre si sforzano di rimettere le cose apposto interpretando la classica routine quotidiana che, in quel contesto, appare come un'agghiacciante "tiriamo avanti e non parliamone più, per la nostra stessa sopravvivenza sociale".
Questa scena motiva anche il titolo, che infatti non significa "una storia di violenza" (story), ma La STORIA della violenza (History).
La violenza, o meglio, la brutalità della vita reale, permea la nostra realtà, ed è inutile chiudere gli occhi e convincersi di vivere in un mondo utopico, quando fuori dalla porta o nel proprio passato si celano innumerevoli conferme di quanto detto.
In questo caso viene attaccato il modello medio americano (e più in generale, occidentale) che spinge le persone a chiudere gli occhi ed a inseguire dei valori da rivista patinata. Ma ciò non toglie che il lerciume della realtà rimanga lì, e ci sia sempre stato.
Non a caso il film ha un ambietazione "sottotono".
Non si svolge nelle grandi metropoli come Ny oppure Chicago, ma nella provincia americana, come ad indicare che anche e soprattutto nei posti più tranquilli, dove la Storia non si crea ma piuttosto scivola addosso (centri urbani in cui vive la maggioranza del popolo occidentale), l'uomo rimane quello che è realmente: un animale, forse più addestrato e costretto di una bestia da circo (l'autoaddomesticamento è peggiore di una costrizione imposta da terzi, così come l'autocensura è ben più dannosa della censura stessa).
Non c'è alcuna assoluzione, non c'è via di salvezza, Cronenberg equipara l'essere umano all'animale, dipingendolo come un'entità che non sa fare altro che reprimere e negare la propria parte selvaggia (la più vera?), salvo poi lasciarla esplodere con sconvolgenti conseguenze (manifesto di quanto appena scritto sono proprio le scene di violenza, rapide e meccaniche, che contrastano con il montaggio lento e claustrofobico del resto del film)
.
Il protagonista cerca di negare la sua reale identità per tutto il film (persino dopo l'ultima strage, lui non riesce ad accettare la sua metà oscura, mondando il suo corpo - e la sua coscienza - nel lago), e così anche le persone che lo circondano.
Ma non è quella la sua realtà, cosa che anche la moglie ed il figlio comprendono bene, la prima concedendosi con violenza al protagonista sulle scale (atto sessuale ben più sincero del sesso da cheerleader visto nei primi minuti), il secondo mettendo a nudo la sua identità e risolvendo i problemi a scuola secondo istinto, e non più seguendo la ragione. E' palese che entrambi si sentano appagati dopo questi atti istintivi, ma il senso di colpa imposto dalla società in cui vivono non li risparmia, tormentandoli con il senso di colpa. Ed è soprattutto per questo che si sfogano contro il padre, colpevole di aver dato il "La" all'incrinatura della loro maschera pubblica. Accettare la verità é così doloroso...
Visto sotto quest'ottica, il finale di "Histoy Of Violence" non avrebbe potuto assumere una valenza più pessimistica e negativa. E' una fittizia quiete dopo la tempesta quella che il nucleo familiare cerca di ricreare.
Non perdonano il padre per bontà, ma per l'incapacità di accettare una strada difficile che li porterebbe ad essere al centro di numerosi giudizi negativi da parte del loro microcosmo sociale, per preservare il loro quieto vivere insomma.
Non c'è nessuno atto eroico in questo, solo viltà ed egoismo.
Così la vedo io, spero di essermi spiegato bene perché ho scritto questo intervento di getto
Detto questo, amo anche i film dove con Uzi si risolve tutto :rambo:
Heheheheh, c'è bisogno sia di Cronenberg che di Woo (e della Troma ).:cros:
Rock 'n' roll ain't worth the name if it don't make you strut
(Lemmy said)
(Lemmy said)
- ELASTIKO
- greatest hits
- Messaggi: 33470
- Iscritto il: 11 marzo 2005 21:55
- Località: Three ZZ Anus
dopo averlo visto ieri sera, posso dire che Francesco HWQ ha ragione su tutti i punti.
la sua è una disanima precisa ed inappuntabile.
il film mi è piaciuto moltissimo, la lentezza di quasi tutte le scene ha il suo perchè.
così come le rapidissime scene di violenza, tanto estreme quanto concise.
una cosa che mi ha spaventato è stata quella dell'uccisione dei primi due assassini...credevo che mettessero a ferro e fuoco il locale di Tom Stall/Joey Cusack.
credevo che venisse fuori una scena di massacro lunga almeno quindici minuti buoni.
invece si risolve in poco più di 120 secondi.
tremendo.
perchè a quel punto qualcosa, di cui ancora non si conosce il profilo/la forma, si è spezzato.
gli attori sono tutti bravi.
Mortensen ha dimostrato di non essere solo belloccio, e di saper fare qualcos'altro oltre che mulinare spade a destra e manca.
Maria Bello è di una bellezza MATURA disarmante.
acqua e sapone, con una carica sensuale mostruosa.
la scena di sesso sulle scale è stata molto eccitante, perchè vergognarsi?
quanti maschietti hanno avuto un'erezione?
Ed Harris e William Hurt bravi nel ruolo di cattivoni, soprattutto quest'ultimo, dal look luciferino.
insomma, un film particolare, non per tutti.
ma, sembrerebbe un assurdo, dovrebbero guardarlo TUTTI.

la sua è una disanima precisa ed inappuntabile.
il film mi è piaciuto moltissimo, la lentezza di quasi tutte le scene ha il suo perchè.
così come le rapidissime scene di violenza, tanto estreme quanto concise.
una cosa che mi ha spaventato è stata quella dell'uccisione dei primi due assassini...credevo che mettessero a ferro e fuoco il locale di Tom Stall/Joey Cusack.
credevo che venisse fuori una scena di massacro lunga almeno quindici minuti buoni.
invece si risolve in poco più di 120 secondi.
tremendo.
perchè a quel punto qualcosa, di cui ancora non si conosce il profilo/la forma, si è spezzato.
gli attori sono tutti bravi.
Mortensen ha dimostrato di non essere solo belloccio, e di saper fare qualcos'altro oltre che mulinare spade a destra e manca.
Maria Bello è di una bellezza MATURA disarmante.
acqua e sapone, con una carica sensuale mostruosa.
la scena di sesso sulle scale è stata molto eccitante, perchè vergognarsi?
quanti maschietti hanno avuto un'erezione?
Ed Harris e William Hurt bravi nel ruolo di cattivoni, soprattutto quest'ultimo, dal look luciferino.
insomma, un film particolare, non per tutti.
ma, sembrerebbe un assurdo, dovrebbero guardarlo TUTTI.
by the best, no negativity, no weakness, no acquiscence to fear or disaster, no errors of ignorance, no evasion from reality
ideals are bulletproof
RANDY PAUSCH
ideals are bulletproof
RANDY PAUSCH
- Pariskio
- Our witchcult grows...
- Messaggi: 4084
- Iscritto il: 29 marzo 2005 17:13
- Località: Savona e dintorni...
- FranziHWQ
- Speedfreak!
- Messaggi: 3012
- Iscritto il: 28 novembre 2002 14:58
- Contatta:
- Deepblue
- Senior Member
- Messaggi: 2712
- Iscritto il: 16 dicembre 2004 13:59
- Località: Colonia felina
- Contatta:
A me pare che il protagonista venga riaccettato non tanto per ipocrisia, ma per un genuino e intenso sforzo psicologico dei familiari che vogliono accoglierlo di nuovo. Anche se comunque il finale da', forse volutamente, un certo spazio alle interpretazioni più diverse.
"Un libro non è un soprammobile che si contempla per consolarsi del mondo." "E allora cos'è?" "E' un detonatore che serve a far reagire la gente".
Il mondo è una domanda che mi apre le vene.
Il mondo è una domanda che mi apre le vene.
- Coffe
- Strong Arm of the Law
- Messaggi: 6089
- Iscritto il: 30 novembre 2002 16:38
- Località: Piacenza
- GAMMAgAY
- Green "Tea" Ranger
- Messaggi: 26231
- Iscritto il: 16 novembre 2004 04:46
- Località: Cassino
-
Kinetic
- Deu Seu Mediterraneu
- Messaggi: 4450
- Iscritto il: 5 novembre 2003 18:51
l'ho finalmente Visto e l'ho trovato veramente un Film Grande, Importante.
già dopo solo una Visione (al Cinema), è un'Opera veramente ricca, che si presta ad una critica estetica corposa, stimolante, eccitata.
finora, non avevo mai assistito ad una sequenza a sfondo sessuale permeata da una simile amarezza.
qui mi fermo, perché ci sarebbe moltissimo da scrivere - a seguito di varie e (future) riflessioni -, ma resta il fatto che (pare) oltre 300mila persone
in Italia abbiano Ammirato quest'Opera d'Arte. stavolta, sorrido.
già dopo solo una Visione (al Cinema), è un'Opera veramente ricca, che si presta ad una critica estetica corposa, stimolante, eccitata.
finora, non avevo mai assistito ad una sequenza a sfondo sessuale permeata da una simile amarezza.
qui mi fermo, perché ci sarebbe moltissimo da scrivere - a seguito di varie e (future) riflessioni -, ma resta il fatto che (pare) oltre 300mila persone
in Italia abbiano Ammirato quest'Opera d'Arte. stavolta, sorrido.
Sa Curtura a Su Populu.
Video dell'Anno
http://www.youtube.com/watch?v=FeVKcjSfA3M&eurl=http://www.holonia.com/
Video dell'Anno
http://www.youtube.com/watch?v=FeVKcjSfA3M&eurl=http://www.holonia.com/
- FranziHWQ
- Speedfreak!
- Messaggi: 3012
- Iscritto il: 28 novembre 2002 14:58
- Contatta:
GAMMAgAY ha scritto: mumble mumble france' sarei curioso di sapere come la pensi sul "pasto nudo"..
Devo essere sincero, non lo vedo da moltissimo tempo e quindi non ne serbo quindi un ricordo lucidissimo.
Mi colpì molto per il senso di claustrofobia e per la feroce e "subliminale" condanna alla vita normale, portata a segno tramite un'estremizzazione del mondo della droga.
Forse uno dei film più difficili di David, che comunque preferisco quando non indugia in digressioni esplicitamente artistiche, ma si dedica a distruggere lo spettatore medio dall'interno
Ammetto, oltretutto, di non aver mai letto il libro
Mi sono perso molto?
Rock 'n' roll ain't worth the name if it don't make you strut
(Lemmy said)
(Lemmy said)
- GAMMAgAY
- Green "Tea" Ranger
- Messaggi: 26231
- Iscritto il: 16 novembre 2004 04:46
- Località: Cassino
Francesco HWQ ha scritto: Devo essere sincero, non lo vedo da moltissimo tempo e quindi non ne serbo quindi un ricordo lucidissimo.
Mi colpì molto per il senso di claustrofobia e per la feroce e "subliminale" condanna alla vita normale, portata a segno tramite un'estremizzazione del mondo della droga.
Forse uno dei film più difficili di David, che comunque preferisco quando non indugia in digressioni esplicitamente artistiche, ma si dedica a distruggere lo spettatore medio dall'interno
Ammetto, oltretutto, di non aver mai letto il libro
Mi sono perso molto?
io credo che le immagini abbiano un ruolo essenziale nei film piu' cervellotici di cronemberg...e' come se l'autore si piazzasse al posto della tua immagginazione.
ti chiedevo; perche' per me e' l'opera magna di david. il suo interesse per le mutevoli predisposizioni somatiche dell'uomo, reali e non,il morboso rapporto col mondo degli insetti che qui addirittura reggono ,se siste,il sottile strato di lucidità che porta avanti il protagonista,inebriato da cio' che da vita alle sue visioni (gli insetti) e che allo stesso le trucida,datosi che la "droga e' in realta' un pesticida.. creano un caleidoscopio di umori e di spunti da restare senza fiato..senza contare i riferimenti ai differenti modi di interpretare la sessualita'..
senza parole... geniale davvero..
ps ancora non ho visto AHOV
- ELASTIKO
- greatest hits
- Messaggi: 33470
- Iscritto il: 11 marzo 2005 21:55
- Località: Three ZZ Anus
vidi " Il Pasto Nudo " tanti anni fà.
ne rimasi favorevolmente colpito, anche se non ero probabilmente in grado di capirne tutti i particolari.
da rivedere ora che sono più " vecchio ".
ne rimasi favorevolmente colpito, anche se non ero probabilmente in grado di capirne tutti i particolari.
da rivedere ora che sono più " vecchio ".
by the best, no negativity, no weakness, no acquiscence to fear or disaster, no errors of ignorance, no evasion from reality
ideals are bulletproof
RANDY PAUSCH
ideals are bulletproof
RANDY PAUSCH
- GAMMAgAY
- Green "Tea" Ranger
- Messaggi: 26231
- Iscritto il: 16 novembre 2004 04:46
- Località: Cassino
ELASTIKO ha scritto: vidi " Il Pasto Nudo " tanti anni fà.
ne rimasi favorevolmente colpito, anche se non ero probabilmente in grado di capirne tutti i particolari.
da rivedere ora che sono più " vecchio ".
da rivedere sicuramente... attento che potrebbe caderti il pizzettone ora..
1.000.000.000.000.000 di vite 1.000.000.000.000.001 ....
-
janno
- Junior Member
- Messaggi: 16
- Iscritto il: 15 gennaio 2006 13:26
- Contatta:
se avete voglia andatevi a vedere la recensione del film su http://www.haternal.com la zine x cui scrivo e poi fateci sapere cosa ne pensate sul forum, mi farebbe molto piacere!!!
www.haternal.com the italian extreme metal zine!!
- Squall
- Zio Cantante
- Messaggi: 12735
- Iscritto il: 27 ottobre 2004 00:53
- Località: Anastasia
visto l'altro giorno (meglio tardi che mai)
da quel che ne parlavate mi aspettavo di più, soprattutto dal punto di vista della trama, è comunque un film che mi ha impressionato molto, in cui la trama passa in secondo piano e con degli attori eccezionali, non so in quanti sarebbero stati in grado di girare quelle due scene di sesso con quella spontaneità e quell'emotività... davvero bello:zomping:
da quel che ne parlavate mi aspettavo di più, soprattutto dal punto di vista della trama, è comunque un film che mi ha impressionato molto, in cui la trama passa in secondo piano e con degli attori eccezionali, non so in quanti sarebbero stati in grado di girare quelle due scene di sesso con quella spontaneità e quell'emotività... davvero bello:zomping:
It's like this endless search for the perfect balance of deconstruction and layered complexity
- Paul Masvidal
- Paul Masvidal
- Satanika
- Teodem
- Messaggi: 19513
- Iscritto il: 28 novembre 2002 09:55
- Località: Livorno
- Contatta:
- Elric
- Senior Member
- Messaggi: 8540
- Iscritto il: 28 novembre 2002 19:13
- Località: Venezia-Verona
- Contatta:
Squall ha scritto: visto l'altro giorno (meglio tardi che mai)
da quel che ne parlavate mi aspettavo di più, soprattutto dal punto di vista della trama, è comunque un film che mi ha impressionato molto, in cui la trama passa in secondo piano e con degli attori eccezionali, non so in quanti sarebbero stati in grado di girare quelle due scene di sesso con quella spontaneità e quell'emotività... davvero bello:zomping:
E' un noir, e nei noir la trama non è affatto importante, o meglio, i più grandi noir della storia del cinema hanno delle trame ridotte all'osso...
For I Am The Bringer Of War
I Am The Bearer Of The Black Sword
I Am The Bearer Of The Black Sword