Saw II
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Saw II
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invece a me a deluso un poco....
mentre il primo mi aveva piacevolmente sorpreso (soprattutto per via della carenza di validi horror antagonisti in questa epoca) questo mi sapeva di già visto e poi...mah, mi sembra tutto così forzato e "fatto venire"..
mah.
Spoiler:
Breve cameo di Silvio Berlusconi come scippatore in motorino!
end Spoiler.
mentre il primo mi aveva piacevolmente sorpreso (soprattutto per via della carenza di validi horror antagonisti in questa epoca) questo mi sapeva di già visto e poi...mah, mi sembra tutto così forzato e "fatto venire"..
mah.
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Breve cameo di Silvio Berlusconi come scippatore in motorino!
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Crimson Glory ha scritto: ho fatto i primi 10 minuti con la mano sulla faccia con la classica fessura delle dita per spiare.
filmone.
non mi aspettavo niente di che dopo il primo. e invece ha spaccato. più "crudo" dell'altro.
promosso.
SPOILER
l'assassino è il preside.
ti stavo per trifolare come un fungo... poi ho visto il post successivo
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SPOILER
l'assassino è il preside
A dire il vero è un avvocato..
ma che film hai visto?
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Re: Saw II
Gino_11_Ltd. ha scritto: Correte a vederlo!
ecco, permettimi, sono questi i films inutili secondo me.
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Re: Re: Saw II
Aragorn_V ha scritto: ecco, permettimi, sono questi i films inutili secondo me.
Quali, permettimi, sarebbero i films utili?
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vabbe... Mi è sembrato un po fatto di fretta.LA storia sbirro-figlio abbastanza banale , in tanti punti mi è sembrato davvero ridicolo il film...Mister muscolo uscito da un film di Romero poi..
vabbe ne parliamo meglio quando l'hanno visto un po tutti...
Cmq si salva.
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Volevo andarlo a vedere, ma tutte le recensioni mi dicono di lasciare perdere...
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"...e adesso andiamo a metterlo nel culo al cancro!"
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ecco:
Inutile deprecare la pur deprecabile abitudine di tentare la replica di un successo: business is business. Basti dire che nella maggior parte dei casi il risultato è deludente e Saw II non fa eccezione. Leigh Wannell, già autore dell?intrigante sceneggiatura del primo capitolo, si limita qui a firmare una storiella messa insieme dal regista pubblicitario Darren Lynn Bousman, evidentemente più preoccupato del look della pellicola che del racconto.
Solita fotografia sudicia e madida, soliti interni luridi e claustrofobici, solito montaggio guizzante ed isterico, ma Saw II perde il disturbante appeal del suo predecessore, l?artificiosa estrosità dell?intreccio, l?intelligente gioco di indizi e depistaggi, limitandosi a moltiplicare l?orrore ed abbandonando ogni aspetto propriamente thriller per trasformarsi in un festival di raccapricciante violenza.
Sia chiaro: chi scrive non ha nulla contro la raccapricciante violenza, a patto che il sangue, seppur copioso, serva anche ad amalgamare un racconto degno di questo nome. Bousman, invece, mette in scena una sorta di "Grande Fratello" in versione splatter, un reality show del massacro che, proprio come l?originale televisivo, risulta fasullo e pretestuoso. Le rozze caratterizzazioni dei personaggi, la totale assenza di connotazioni psicologiche, la meccanica prevedibilità delle uccisioni, fanno sì che la tensione e l?attenzione si risveglino soltanto in occasione delle fortunatamente numerose sequenze gore, tutte di fantasiosa ferocia, con menzione speciale per la "piscina di siringhe".
Tra l?una e l?altra, però, il nulla, reso ancor più deprimente dalle pessime interpretazioni e dalle grottesche sequenze dell?azione poliziesca, talmente prive di senso da sfiorare il ridicolo con la demenziale fuga della strana coppia killer e poliziotto tonto. E non può certo stupire il farraginoso colpo di scena finale, certamente pensato più per giustificare l?immancabile sequel, che per risollevare il livello della pellicola. (di Giovanni Romani, Cinema Super Eva 06/01/2006)
la penso esattamente così, calcando la mano sul PESSIMO degli attori, a parte forse il vecchiaccio, il resto delle performance è CACCA.
Inutile deprecare la pur deprecabile abitudine di tentare la replica di un successo: business is business. Basti dire che nella maggior parte dei casi il risultato è deludente e Saw II non fa eccezione. Leigh Wannell, già autore dell?intrigante sceneggiatura del primo capitolo, si limita qui a firmare una storiella messa insieme dal regista pubblicitario Darren Lynn Bousman, evidentemente più preoccupato del look della pellicola che del racconto.
Solita fotografia sudicia e madida, soliti interni luridi e claustrofobici, solito montaggio guizzante ed isterico, ma Saw II perde il disturbante appeal del suo predecessore, l?artificiosa estrosità dell?intreccio, l?intelligente gioco di indizi e depistaggi, limitandosi a moltiplicare l?orrore ed abbandonando ogni aspetto propriamente thriller per trasformarsi in un festival di raccapricciante violenza.
Sia chiaro: chi scrive non ha nulla contro la raccapricciante violenza, a patto che il sangue, seppur copioso, serva anche ad amalgamare un racconto degno di questo nome. Bousman, invece, mette in scena una sorta di "Grande Fratello" in versione splatter, un reality show del massacro che, proprio come l?originale televisivo, risulta fasullo e pretestuoso. Le rozze caratterizzazioni dei personaggi, la totale assenza di connotazioni psicologiche, la meccanica prevedibilità delle uccisioni, fanno sì che la tensione e l?attenzione si risveglino soltanto in occasione delle fortunatamente numerose sequenze gore, tutte di fantasiosa ferocia, con menzione speciale per la "piscina di siringhe".
Tra l?una e l?altra, però, il nulla, reso ancor più deprimente dalle pessime interpretazioni e dalle grottesche sequenze dell?azione poliziesca, talmente prive di senso da sfiorare il ridicolo con la demenziale fuga della strana coppia killer e poliziotto tonto. E non può certo stupire il farraginoso colpo di scena finale, certamente pensato più per giustificare l?immancabile sequel, che per risollevare il livello della pellicola. (di Giovanni Romani, Cinema Super Eva 06/01/2006)
la penso esattamente così, calcando la mano sul PESSIMO degli attori, a parte forse il vecchiaccio, il resto delle performance è CACCA.
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Questa rece sembra contrasti con quella di cinemazone di castelrock:
Saw 2: il sequel che non ti aspetti
E' passato poco più di un anno da quando Saw - L'enigmista sbalordì un po' tutti per il grande successo di pubblico ottenuto, inserendosi nel novero degli horror a basso costo che riesce a diventare campione di incassi. Che poi Saw dall'horror mutuasse solo una certa estetica e talune concessioni sanguigne e fosse in realtà un thriller puro è un altro paio di maniche. Onesto film che aveva dalla sua una morbosità espositiva abbastanza inusuale in un cinema come quello americano contemporaneo, in cui l'unica contrapposizione alla sfiancante ed imperante patinatura mainstream è rappresentata dal minimalismo indigesto in cui sguazza molto cinema indipendente, conformisticamente anticonformista, Saw fece di necessità virtù - come fa da sempre il cinema di pochi soldi e buone idee - e assestò un bel colpo. In tempi di magra, qualcuno si è lasciato prendere la mano tessendogli lodi eccessive e fuori luogo, altri l'hanno stroncato così furiosamente da non riuscire a non far sentire la puzza del moralismo a narici ormai abituate alla falsa coscienza di certe argomentazioni. Ad ogni modo, il 2006 aprirà i battenti con il seguito dei sadici giochi del serial killer dalla voce baritonale e c'è da aspettarsi che mieterà le sue vittime.
Il primo interessante motivo di riflessione di Saw 2 - La soluzione dell'enigma riguarda l'aspetto produttivo. Troppo spesso i sequel di film di successo puntano tutto sull'esibizione di un budget moltiplicato e perdono di vista i reali motivi di successo finendo per fare un buco nell'acqua (viene in mente il peggioramento inopinabile di The Chronicles of Riddick). Mantenendo inalterato gran parte della squadra che mise in piedi il fortunato precedente (la regia è sì affidata a Darren Lynn Bousman, ma i due creatori James Wan e Leigh Whannell, passati alla produzione esecutiva, hanno messo del loro nel progetto e allo stesso tempo hanno ottenuto di potersi occupare del prossimo thriller-horror Silence, attualmente in post-produzione) e puntando ancora sull'idea centrale del primo film e sulla forza del twist in end conclusivo, Saw 2 invece segna il suo primo successo risparmiando in denaro e non ingannando le aspettative dello spettatore. Le differenze sostanziali infatti riguardano l'architettura del plot e lo sviluppo dell'intreccio evidenziando un evidente miglioramento della sceneggiatura.
Alle prese con i deliri moralistici del sadico enigmista sono questa volta un intero gruppo di persone intrappolate in una situazione stile Cube - Il cubo e alle prese con tremende insidie. A legarli strane coincidenze ed un numero tatuato sulla pelle. A contrapporsi impotente al sadismo dell'enigmista, il detective Eric Mason che assiste alla carneficina a tempo con le mani legate a causa della presenza del figlio nel cerchio della morte.
Saw 2 rimane quindi un giochino, niente di più. Ma è un giochino truculento e funzionale che non paga eccessivamente l'inevitabile pretestuosità di un sequel non previsto, migliorando con intelligenza le numerose pecche presenti nel precedente: la recitazione e la scrittura dei dialoghi in modo particolare. Un inizio molto forte e un ottimo finale fanno da cornice ad un prodotto consapevolmente rozzo e modernista nella messa in scena, ma che non risparmia colpi bassi e dissemina la pellicola di gustosi eccessi violenti, pensati e realizzati per impressionare nei modi più comuni (c'è qualcosa di male?). Non per tutti gli stomaci, ma una tacca sopra il precedente.
Data: 26 Dicembre 2005 Autore: Adriano Aiello
Saw 2: il sequel che non ti aspetti
E' passato poco più di un anno da quando Saw - L'enigmista sbalordì un po' tutti per il grande successo di pubblico ottenuto, inserendosi nel novero degli horror a basso costo che riesce a diventare campione di incassi. Che poi Saw dall'horror mutuasse solo una certa estetica e talune concessioni sanguigne e fosse in realtà un thriller puro è un altro paio di maniche. Onesto film che aveva dalla sua una morbosità espositiva abbastanza inusuale in un cinema come quello americano contemporaneo, in cui l'unica contrapposizione alla sfiancante ed imperante patinatura mainstream è rappresentata dal minimalismo indigesto in cui sguazza molto cinema indipendente, conformisticamente anticonformista, Saw fece di necessità virtù - come fa da sempre il cinema di pochi soldi e buone idee - e assestò un bel colpo. In tempi di magra, qualcuno si è lasciato prendere la mano tessendogli lodi eccessive e fuori luogo, altri l'hanno stroncato così furiosamente da non riuscire a non far sentire la puzza del moralismo a narici ormai abituate alla falsa coscienza di certe argomentazioni. Ad ogni modo, il 2006 aprirà i battenti con il seguito dei sadici giochi del serial killer dalla voce baritonale e c'è da aspettarsi che mieterà le sue vittime.
Il primo interessante motivo di riflessione di Saw 2 - La soluzione dell'enigma riguarda l'aspetto produttivo. Troppo spesso i sequel di film di successo puntano tutto sull'esibizione di un budget moltiplicato e perdono di vista i reali motivi di successo finendo per fare un buco nell'acqua (viene in mente il peggioramento inopinabile di The Chronicles of Riddick). Mantenendo inalterato gran parte della squadra che mise in piedi il fortunato precedente (la regia è sì affidata a Darren Lynn Bousman, ma i due creatori James Wan e Leigh Whannell, passati alla produzione esecutiva, hanno messo del loro nel progetto e allo stesso tempo hanno ottenuto di potersi occupare del prossimo thriller-horror Silence, attualmente in post-produzione) e puntando ancora sull'idea centrale del primo film e sulla forza del twist in end conclusivo, Saw 2 invece segna il suo primo successo risparmiando in denaro e non ingannando le aspettative dello spettatore. Le differenze sostanziali infatti riguardano l'architettura del plot e lo sviluppo dell'intreccio evidenziando un evidente miglioramento della sceneggiatura.
Alle prese con i deliri moralistici del sadico enigmista sono questa volta un intero gruppo di persone intrappolate in una situazione stile Cube - Il cubo e alle prese con tremende insidie. A legarli strane coincidenze ed un numero tatuato sulla pelle. A contrapporsi impotente al sadismo dell'enigmista, il detective Eric Mason che assiste alla carneficina a tempo con le mani legate a causa della presenza del figlio nel cerchio della morte.
Saw 2 rimane quindi un giochino, niente di più. Ma è un giochino truculento e funzionale che non paga eccessivamente l'inevitabile pretestuosità di un sequel non previsto, migliorando con intelligenza le numerose pecche presenti nel precedente: la recitazione e la scrittura dei dialoghi in modo particolare. Un inizio molto forte e un ottimo finale fanno da cornice ad un prodotto consapevolmente rozzo e modernista nella messa in scena, ma che non risparmia colpi bassi e dissemina la pellicola di gustosi eccessi violenti, pensati e realizzati per impressionare nei modi più comuni (c'è qualcosa di male?). Non per tutti gli stomaci, ma una tacca sopra il precedente.
Data: 26 Dicembre 2005 Autore: Adriano Aiello
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Coffe ha scritto: ecco:
Inutile deprecare la pur deprecabile abitudine di tentare la replica di un successo: business is business. Basti dire che nella maggior parte dei casi il risultato è deludente e Saw II non fa eccezione. Leigh Wannell, già autore dell?intrigante sceneggiatura del primo capitolo, si limita qui a firmare una storiella messa insieme dal regista pubblicitario Darren Lynn Bousman, evidentemente più preoccupato del look della pellicola che del racconto.
Solita fotografia sudicia e madida, soliti interni luridi e claustrofobici, solito montaggio guizzante ed isterico, ma Saw II perde il disturbante appeal del suo predecessore, l?artificiosa estrosità dell?intreccio, l?intelligente gioco di indizi e depistaggi, limitandosi a moltiplicare l?orrore ed abbandonando ogni aspetto propriamente thriller per trasformarsi in un festival di raccapricciante violenza.
Sia chiaro: chi scrive non ha nulla contro la raccapricciante violenza, a patto che il sangue, seppur copioso, serva anche ad amalgamare un racconto degno di questo nome. Bousman, invece, mette in scena una sorta di "Grande Fratello" in versione splatter, un reality show del massacro che, proprio come l?originale televisivo, risulta fasullo e pretestuoso. Le rozze caratterizzazioni dei personaggi, la totale assenza di connotazioni psicologiche, la meccanica prevedibilità delle uccisioni, fanno sì che la tensione e l?attenzione si risveglino soltanto in occasione delle fortunatamente numerose sequenze gore, tutte di fantasiosa ferocia, con menzione speciale per la "piscina di siringhe".
Tra l?una e l?altra, però, il nulla, reso ancor più deprimente dalle pessime interpretazioni e dalle grottesche sequenze dell?azione poliziesca, talmente prive di senso da sfiorare il ridicolo con la demenziale fuga della strana coppia killer e poliziotto tonto. E non può certo stupire il farraginoso colpo di scena finale, certamente pensato più per giustificare l?immancabile sequel, che per risollevare il livello della pellicola. (di Giovanni Romani, Cinema Super Eva 06/01/2006)
la penso esattamente così, calcando la mano sul PESSIMO degli attori, a parte forse il vecchiaccio, il resto delle performance è CACCA.
quoto
film abbastanza osceno; la motivazione dell'enigmista ancora più ridicola del primo film, sceneggiatura sfilacciata e recitazione pessima.
Personalmente, senza voler spoilerare, non ho capito il senso di tutto il circo imbastito alla luce della spiegazione finale.
Mi da tanto l'impressione di tanto fumo messo davanti agli occhi dello spettatore allo scopo di intontirlo alla ricerca del colpo di scena finale.
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ho visto finalmente solo ieri saw il primo capitolo, bellissimo film (che era il cadavere al centro della stanza l'avevo capito subito, vabbè, però l'idea era fantastica, a parte la faccia del chirurgo che sarebbe da censurare....ora non vedo l'ora di andare a vedere il 2
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=UpTheIrons= ha scritto: Il primo è stato molto più bello:rolleyes:
La fine mi ha lasciato di stucco all'inizio ed incazzato come una bestia dopo un po':incaz:
Se esce il tre non lovado a vedere!!!:mad:
guarda è la stessa cosa che ha esclamato 3/4 della sala alla fine del film, se facessero un pò di sondaggi capirebbero che non è il caso di farne un 3
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dragula ha scritto: guarda è la stessa cosa che ha esclamato 3/4 della sala alla fine del film, se facessero un pò di sondaggi capirebbero che non è il caso di farne un 3
Il fatto è che sembra che abbiano messo quella conclusione proprio perchè dovevano metterci il colpo di scena alla fine...ma è una conclusione senza testa nè coda:(
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k3kk0 ha scritto: l'ho visto anche io.
mmm.... boh... la fine m'ha lasciato l'amaro in bocca. e nn è che nn mi sia piaciuto, però c'è qualcosa che nn mi ha convinto, il fatto è che ancora nn so cosa.
e pensare che era iniziato bene con il tizio che si doveva togliere la chiave dall'occhio con il bisturi
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Appena visto.
Premetto che anche il primo capitolo non mi aveva esaltato, ma alla fine m'è piaciuto più di questo sequel.
Saltiamo a pié pari il pietoso montaggio e la fotografia verde (non basta girare sgranato per assurgere al ruolo di cult, sennò lo sarebbe anche il filmino che i miei genitori mi hanno fatto quando avevo 4 anni), ma anche per il resto c'è poco da salvare.
Sbadiglio...
Mi trovo abbastanza d'accordo sulla prima rece, quella critica. I personaggi sono tagliati con lo scalpello, (qualcuno mi spiega a che serve la bionda che sta per tutto il film a piagnucolare e poi muore? E non rispondete che trova una certa cosa, quello lo poteva fare chiunque), le situazioni sono forzate, la sce(m)eggiatura fa acqua da tutte le parti, i dialoghi sono da omicidio colposo (o peggio, da telefilm tipo "distretto di polizia") e persino sul versante gore, di cui sono un appassionato, c'è poco da stare allegri.
Il regista si tiene in bilico fra il desiderio di shockare il pubblico mainstream ed il timore di osare veramente.
Vuoi seriamente fare il cineasta estremo che se ne fotte di tutti? Ed allora abbi il coraggio di mostrare dettagli truculenti come faceva il Maestro Fulci!
Hai paura che il pubblico pseudointellettuale declassi il film a b-movie con sangue a paiolate? Ed allora rimboccati le maniche e scrivi una sceneggiatura più interessante e meno prevedibile.
Così "The Saw" non é ne carne né pesce, assomiglia ad uno di quei dischi thrash americani anni '90 dove i gruppi non sapevano se accennare qualche riff un po' alternative per acchiappare qualche teenager o se picchiare come ai vecchi tempi, senza però averne l'ispirazione.
E soprattuto, per favore, basta nascondere le lacune tecniche (non di budget, proprio di conoscenza del macchina da presa) dietro un montaggio da videoclip, e basta tentare di creare un clima malato e claustrofobico solo infarcendo la colonna sonora di urla in sovrabbondanza, mi sono spaccato i timpani ed ho sbadigliato lo stesso.
Il registra si prende dannatamente sul serio e si vede... ma prima di essere così sicuro dei propri mezzi al posto suo sarei andato a farmi un ripassino in cineteca.
A proposito, il personaggio muscoloso è quanto di più lontano dal cinema del Maestro Romero si sia mai visto.
E poi che tristezza i film che per caratterizzare i personaggi agli occhi dello spettatore hanno bisogno di farli autodescrivere nei dialoghi: "Hey, io sono il cattivo e non m'importa di nulla."
"Io sono il bastardo frustrato che ha trovato l'antidoto, ed ora tutti mi rispetteranno."
"Io sono il figlio ribelle del poliziotto che però alla fine prova ancora affetto per il padre."
"Io sono il serial killer radical chic che dispensa massime profondissime."
In conclusione, quanto sangue sprecato!
Avessero donato un centinaio d'ettolitri alla Troma, almeno mi sarei fatto quattro risate e certamente non avrei sbadigliato.
Parere mio, ovviamente.
P.s. ma quando gli dice di andare nell'ultima casa a sinistra cita Craven? Sarebbe l'unica cosa decente del film. Oltre la vasca di siringhe, che in effetti ha un impatto visivo originale ed impressionante.
Premetto che anche il primo capitolo non mi aveva esaltato, ma alla fine m'è piaciuto più di questo sequel.
Saltiamo a pié pari il pietoso montaggio e la fotografia verde (non basta girare sgranato per assurgere al ruolo di cult, sennò lo sarebbe anche il filmino che i miei genitori mi hanno fatto quando avevo 4 anni), ma anche per il resto c'è poco da salvare.
Sbadiglio...
Mi trovo abbastanza d'accordo sulla prima rece, quella critica. I personaggi sono tagliati con lo scalpello, (qualcuno mi spiega a che serve la bionda che sta per tutto il film a piagnucolare e poi muore? E non rispondete che trova una certa cosa, quello lo poteva fare chiunque), le situazioni sono forzate, la sce(m)eggiatura fa acqua da tutte le parti, i dialoghi sono da omicidio colposo (o peggio, da telefilm tipo "distretto di polizia") e persino sul versante gore, di cui sono un appassionato, c'è poco da stare allegri.
Il regista si tiene in bilico fra il desiderio di shockare il pubblico mainstream ed il timore di osare veramente.
Vuoi seriamente fare il cineasta estremo che se ne fotte di tutti? Ed allora abbi il coraggio di mostrare dettagli truculenti come faceva il Maestro Fulci!
Hai paura che il pubblico pseudointellettuale declassi il film a b-movie con sangue a paiolate? Ed allora rimboccati le maniche e scrivi una sceneggiatura più interessante e meno prevedibile.
Così "The Saw" non é ne carne né pesce, assomiglia ad uno di quei dischi thrash americani anni '90 dove i gruppi non sapevano se accennare qualche riff un po' alternative per acchiappare qualche teenager o se picchiare come ai vecchi tempi, senza però averne l'ispirazione.
E soprattuto, per favore, basta nascondere le lacune tecniche (non di budget, proprio di conoscenza del macchina da presa) dietro un montaggio da videoclip, e basta tentare di creare un clima malato e claustrofobico solo infarcendo la colonna sonora di urla in sovrabbondanza, mi sono spaccato i timpani ed ho sbadigliato lo stesso.
Il registra si prende dannatamente sul serio e si vede... ma prima di essere così sicuro dei propri mezzi al posto suo sarei andato a farmi un ripassino in cineteca.
A proposito, il personaggio muscoloso è quanto di più lontano dal cinema del Maestro Romero si sia mai visto.
E poi che tristezza i film che per caratterizzare i personaggi agli occhi dello spettatore hanno bisogno di farli autodescrivere nei dialoghi: "Hey, io sono il cattivo e non m'importa di nulla."
"Io sono il bastardo frustrato che ha trovato l'antidoto, ed ora tutti mi rispetteranno."
"Io sono il figlio ribelle del poliziotto che però alla fine prova ancora affetto per il padre."
"Io sono il serial killer radical chic che dispensa massime profondissime."
In conclusione, quanto sangue sprecato!
Avessero donato un centinaio d'ettolitri alla Troma, almeno mi sarei fatto quattro risate e certamente non avrei sbadigliato.
Parere mio, ovviamente.
P.s. ma quando gli dice di andare nell'ultima casa a sinistra cita Craven? Sarebbe l'unica cosa decente del film. Oltre la vasca di siringhe, che in effetti ha un impatto visivo originale ed impressionante.
Rock 'n' roll ain't worth the name if it don't make you strut
(Lemmy said)
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elenco una serie di... diciamo perplessità sulla sceneggiatura seguite alla visione del film...
occhio che sto per SPOILERARE... vi ho avvertito eh??
1) che senso ha rivelare ai reclusi che il ragazzo è il figlio del poliziotto? la vendetta nei suoi confronti non è prevista nell'idea del film
2) qual è il ruolo di certi personaggi assolutamente inutili come la piagnona e il Giuda che muore dentro il forno dopo due secondi?
3) la piagnona è una specie di medium che mentre sta per morire decide dopo un'ora di film che l'indizio della X poteva essere utile e in tutta la casa dove è che "vede"una X ????sul vetro infranto di un quadro!!!!
4) ammesso che fossero riusciti a leggere tutti i numeri sulla nuca delle persone (naturalmente l'unico modo per farlo era quello di scannarsi a vicenda) in che ordine le mettevano per la combinazione della cassaforte?? hai voglia a provare permutazioni...
5) se il Giuda non ce la faceva ad uscire con almeno la testa dal forno... il numero come glielo leggevano... nella cenere??
6) qual è il senso di certe "prove" che non hanno soluzione positiva come il forno o la scatola trasparente dove si resta bloccati con le mani? (complimenti alla genietta che le ha infilate dentro)
occhio che sto per SPOILERARE... vi ho avvertito eh??
1) che senso ha rivelare ai reclusi che il ragazzo è il figlio del poliziotto? la vendetta nei suoi confronti non è prevista nell'idea del film
2) qual è il ruolo di certi personaggi assolutamente inutili come la piagnona e il Giuda che muore dentro il forno dopo due secondi?
3) la piagnona è una specie di medium che mentre sta per morire decide dopo un'ora di film che l'indizio della X poteva essere utile e in tutta la casa dove è che "vede"una X ????sul vetro infranto di un quadro!!!!
4) ammesso che fossero riusciti a leggere tutti i numeri sulla nuca delle persone (naturalmente l'unico modo per farlo era quello di scannarsi a vicenda) in che ordine le mettevano per la combinazione della cassaforte?? hai voglia a provare permutazioni...
5) se il Giuda non ce la faceva ad uscire con almeno la testa dal forno... il numero come glielo leggevano... nella cenere??
6) qual è il senso di certe "prove" che non hanno soluzione positiva come il forno o la scatola trasparente dove si resta bloccati con le mani? (complimenti alla genietta che le ha infilate dentro)
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Ghigliottina ha scritto:
4) ammesso che fossero riusciti a leggere tutti i numeri sulla nuca delle persone (naturalmente l'unico modo per farlo era quello di scannarsi a vicenda) in che ordine le mettevano per la combinazione della cassaforte?? hai voglia a provare permutazioni...
Se ricordo bene dovevano seguire i colori dell'arcobaleno,quindi penso dal rosso al viola...però potrei anche sbagliarmi:D
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=UpTheIrons= ha scritto: Se ricordo bene dovevano seguire i colori dell'arcobaleno,quindi penso dal rosso al viola...però potrei anche sbagliarmi:D
BRAVO!!! sai che non ci avevo pensato!! lo vedi però che è un film del cazzo? dovevano insistere un pò di più su queste cose invece di affidare metà film a quel muscolone senza cervello che continuava a digrignare i denti
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k3kk0 ha scritto: ma davvero dovevano seguire sta cosa? ma quando l'hanno detto te lo ricordi per caso?
nn mi ricordo proprio!!!![]()
Mi pare che la cassettina che ascoltano all'inizio dicesse...Dovete seguire la luce o qualcosa del genere...Non ricordo esattamente però penso si riferisse ai 7 colori che compongono la luce bianca
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E' vero, è vero, dice tipo che la soluzione è in fondo all'arcobaleno.
Io sinceramente non ci avevo pensato, e mi ero interrogato su che cosa ci avrebbe fatto il macho con tutti i numeri, ma sono certo che questa sia la soluzione giusta.
Se ma dovessi venire rinchiuso in una casa tipo quella vorrei avere =UpTheIrons= al mio fianco (sempre che non sia alto 2 metri per 150 kg di muscoli e pronto ad uccidermi
)
Per il resto gli interrogativi di Ghigliottina sono esattamente quelli che mi sono posto durante il film.
Io sinceramente non ci avevo pensato, e mi ero interrogato su che cosa ci avrebbe fatto il macho con tutti i numeri, ma sono certo che questa sia la soluzione giusta.
Se ma dovessi venire rinchiuso in una casa tipo quella vorrei avere =UpTheIrons= al mio fianco (sempre che non sia alto 2 metri per 150 kg di muscoli e pronto ad uccidermi
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=UpTheIrons= ha scritto: Se ricordo bene dovevano seguire i colori dell'arcobaleno,quindi penso dal rosso al viola...però potrei anche sbagliarmi:D
se è vero devo dire che sei stato veramente bravo!
comunque l'indizio è stato dato in maniera sin troppo sfuggevole... e che cazz!!!
e dopo... la cosa implicherebbe che quello con tutti i numeri (in quel caso l'Orango massacratore) si ricordasse la scala cromatica presente su un arcobaleno... caratteristica sicuramente in linea con il personaggio
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Troppo buoni...Ma il tutto potrebbe essere frutto della mia mente malata,o del fatto che il 31 devo dare un esame di fisica ed ormai mi sono rincretinito completamente con quest'ottica:hi:
Comunque ho pensato alla scala cromatica vedendo che tutti i colori dei numeri erano differenti,il che potrebbe anche essere una coincidenza,e poi...il Bestio conosceva pure l'ordine dei colori?:cros:
Comunque ho pensato alla scala cromatica vedendo che tutti i colori dei numeri erano differenti,il che potrebbe anche essere una coincidenza,e poi...il Bestio conosceva pure l'ordine dei colori?:cros:
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=UpTheIrons= ha scritto: Troppo buoni...Ma il tutto potrebbe essere frutto della mia mente malata,o del fatto che il 31 devo dare un esame di fisica ed ormai mi sono rincretinito completamente con quest'ottica:hi:
Comunque ho pensato alla scala cromatica vedendo che tutti i colori dei numeri erano differenti,il che potrebbe anche essere una coincidenza,e poi...il Bestio conosceva pure l'ordine dei colori?:cros:
in pratica l'unico che si è accorto dei numeri sul collo era anche l'unico che non avrebbe poi saputo che cazzo farne:D
con questi presupposti per forza che sarebbe stato un film con un finale del cazzo
sinceramente penso che dato il non troppo atteso successo di Saw il seguito è stato girato un pò troppo frettolosamente per battere il ferro ancora caldo
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ho visto solo oggi il primo capitolo.
fa onco.
mi asterrò da vedere i sequel (anche se dice che, almeno, sono un po' più truci (probabilmente io ho visto la versione di Saw per famiglie) ) e riguarderò Henry.
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Renxy ha scritto: ho visto solo oggi il primo capitolo.
fa onco.
mi asterrò da vedere i sequel (anche se dice che, almeno, sono un po' più truci (probabilmente io ho visto la versione di Saw per famiglie) ) e riguarderò Henry.
Henry che?
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Erotic.Nightmares ha scritto: Henry Pioggia Di Sangue, asino. Invece di guardare stè cagate di Saw fatti una cultura.![]()
No no, avevo capito e proprio perchè conosco a memoria quel film mi chiedo cosa ci azzecchi.
A parte le atmosfere è un film quasi amatoriale. fascinoso quanto vuoi, ma secondo me non merita la fama di cult che ha.
FORZA MILAN!!!
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