Woland ha scritto:
Non sono d'accordo, non è uno promo pubblicitario.
Un opera d'arte deve provocare una reazione, e su questo non ci piove, positiva o negativa; se lascia indifferenti ha fallito.
Ma, ripeto, se il messaggio sarà complesso, non saranno in tanti a cogliere il concetto veicolato.
Il Nome della Rosa può anche aver venduto tanto, ma dubito che la stragrande maggioranza abbia colto tutte le finezze di Eco.
Se è per questo credo che solo in due o tre abbiano capito TUTTE le finezze di quel romanzo!
Sta di fatto che pur non potendone cogliere TUTTE le sfumature, chiunque può apprezzarne i contenuti, almeno quelli dei livelli più "semplici". Ho già detto (qualche post fa) che per apprezzare completamente un'opera d'arte lo studio del contesto storico è indispensabile.
Chi non lo conosce non l'apprezzerà del tutto, è vero, ma apprezzerà l'opera in quanto tale. Il Nome Della Rosa, come tutte le grandi opere è stratificata, e questo la rende "universale". L'apparato storico-filosofico è non indifferente, ma c'è una STORIA, che è l'ossatura su cui regge tutto il resto. Se la storia porta un messaggio ve bene (e quindi l'opera è accessibile anche a chi recepisce solo in parte quel messaggio). Viceversa, se la storia è in funzione del messaggio non va più bene: in quel caso l'arte diventa un veicolo, viene degradata.
Un'opera del tutto "chiusa" a chi non ha la stessa cultura di chi scrive non è a tutti gli effetti un'opera d'arte. L'arte è innanzitutto comunicazione, poi viene tutto il resto. E la comunicazione esige chiarezza. Se l'artista fa spallucce e se ne frega del suo interlocutore, allora è un imbecille.
Lo dirò fino alla nausea: si scrive per essere letti. Si suona per essere ascoltati. Si gira un film per mostrarlo.
Le vendite c'entrano poco o niente con questo discorso. E una questione di obiettivi.
Woland ha scritto:
Questa è un'altra questione, il gioco si svolge tra la richiesta soggettiva, e quella del committente.
Ad ogni modo, il discorso della scrittura è diverso, il mercato è più "popolare", rispetto a quello dell'arte. Un artista può fare anche una cosa che piaccia a poche persone, tanto l'opera che venderà è una sola, non migliaia di copie (come per i libri).
Beh il discorso cambia solo per l'arte figurativa. Per tutte le altre forme d'arte regge tranquillamente.