però temo che il film sui Transformers non mi piacerà, così come non piacciono solitamente le trasposizioni da cartone animato a film...
e la 2° parte dei "pirati" x me già era inferiore alla prima, quindi in questo caso mi auguro di non rimanere deluso
parti dal presupposto che c'è optimus prime
花は桜木人は武士 Il Metodo Vlabe Migliorerà il nostro mondo
bene madonna, mutu rumeno del cazzo terzomondista bastardo u u u frocio
BENE BENE SODEEEEEEEEE
MORIREEEEEEEEEEEE RUMENO DIMMERDA!!! UUUUU UUUUUU Powered by Graz
Woland ha scritto:
Non hai risposto.
Ci sono state diverse "Troie" :hi:, e diverse distruzioni di esse.
Con certezza non si sa, come ha detto Estizi.
E' lo stesso discorso che si può fare con per Vangeli.
Chiaramente quello che viene raccontato dagli evangelisti non può essere considerato "storico" al 100% (a meno che il proprio cognome non sia "Messori").
Sono storie che si rifanno ad eventi o racconti che hanno un substrato fattuale.
C'è una bella differenza fra l'Iliade e Conan il Barbaro.
Credevo parlassi di film in uscita (come i Transformer e i Pirati dei Caraibi).
non l'ho capita
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Il contenuto di questo post è un’opinione, non la verità assoluta. Se vi interessa la verità, l'aula di filosofia del professor Tyre è in fondo al corridoio. Siete noiosi e polemici come pochi al mondo.Powered by Graz
Pelpa ha scritto:
Con certezza non si sa...
Sono storie che si rifanno ad eventi o racconti che hanno un substrato fattuale.
C'è una bella differenza fra l'Iliade e Conan il Barbaro.
Ma questo non l'ho mai negato.
Gli scavi di Troia sono stati fatti partendo dall'Iliade...
Ma un discorso è quello della genesi storica del mito; un altro è il mito come fonte, che non sempre è utilizzabile, se pure con tutti i filtri del caso, visto che spesso è più indicativo di un'autodefinizione del popolo che non del suo vissuto.
"Cos'è che fa di un uomo un uomo...? - Non lo so signore.
Essere pronti a fare ciò che è più giusto, a qualunque costo; non è questo che fa di un uomo un uomo? - Sì, quello, e un paio di testicoli!"
"300 non è l?opera più riuscita del geniaccio Frank Miller, a dispetto delle bellissime tavole accese dai colori di Lynn Varley. Narrativamente raggelato, infarcito di didascalie hard-boiled ad alto rischio di parodia involontaria, sotteso da una inquietante ideologia nazistoide, 300 approda ora sugli schermi nella inevitabile trasposizione cinematografica.
Diretto da Zack Snyder e co-scritto dal regista con gli sceneggiatori Johnstad e Gordon, il 300 cinematografico è una trasposizione molto fedele del fumetto. Con tutto quel che ne consegue.
Certo, il bravissimo Gerald Butler tenta di rendere ?epico? il personaggio del re Leonida, e gli sceneggiatori si danno da fare per rimpolpare la scarna trama imbastita da Miller nel fumetto: per ?umanizzare? Leonida gli viene dato un figlio, viene inventato per l?occasione un sub-plot incentrato sulla regina Gorgo alle prese con i consiglieri corrotti.
Tutto ciò serve a poco o a molto, a seconda dei punti di vista. Se quello che volevate è la fedeltà al fumetto, siete accontentati. Ma, essendo la graphic novel di Miller quel che s?è detto, il film non può essere altro da quello che è: una sarabanda sanguinosa portatrice di un ?messaggio? di fondo ripugnante, spiattellato nel modo più enfatico possibile.
A regnare sovrano nella Grecia antica reinventata da Miller e Snyder non è l?imperatore Serse (rappresentato come una specie di drag-queen che parla come Tim Curry in Legend), ma il cattivo gusto.
Il traditore Efialte è una via di mezzo tra Gollum e il Quasimodo creato per la Marvel da Jack Kirby negli anni settanta.
La ?danza? dell?oracolo degli Efori sembra la pubblicità soft-core di un profumo.
L?amplesso di Leonida e Gorgo, invece, sembra una pubblicità di Dolce & Gabbana. Ma Snyder non vuol farci dimenticare che lui ha studiato Cinema: quantomeno, ha visto Il Gladiatore e Il Mucchio Selvaggio, li conosce a memoria, e ce lo vuole dimostrare. Peccato che non abbia né la raffinatezza di Scott né lo spessore di Peckinpah. E nemmeno le preoccupazioni ?etiche? di Wolfgang Petersen e del suo sceneggiatore David Benioff, che nel glamouroso Troy affidano ai palestrati Brad Pitt/Achille) ed Eric Bana/Ettore messaggi tutt?altro che bellicisti.
Per via della violenza, 300 è stato paragonato ad Apocalypto. Ma il film di Mel Gibson ha la struttura di un normale film avventuroso; gli è forse imputabile un certo compiacimento nella rappresentazione della violenza, non certo l?esaltazione della violenza in se stessa. Anzi, è esattamente il contrario. Zampa di Giaguaro è come l?Ulisse dell?Odissea: vuole solo scampare al pericolo e tornare a casa. E non dimentichiamo che, proprio come l?Odissea, Apocalypto è una storia di pura invenzione.
300, invece, ha a che fare con la Storia, cosa che in sé richiederebbe un approccio più meditato. Tutto il contrario, invece. E poco importa che le letture ?attualizzanti? e ?politiche? vengano rintuzzate da Snyder rendendo i Persiani simili all?esercito di Sauron, e spostando la vicenda nei meno compromettenti territori del fantasy.
In effetti, il sacrificio dei trecento delle Termopili, lungi dal somigliare all?episodio storico che rievoca, sembra più debitore all?immaginario del Signore degli Anelli. Snyder ci ammannisce un gigante cannibale, una carica di rinoceronti grossi come mammut, un mostruoso Uomo-Granchio incaricato di decapitare con le sue chele gli incapaci generali di Serse.
Dal punto di vista contenutistico, l?approccio si rivela un boomerang. Venato da risvolti favolistici, ma avulso da ogni contesto fiabesco e da qualsiasi elaborazione mitologica, il 300 di Snyder riporta alla luce con ancora più forza il substrato reazionario già presente nell?opera di Miller: il nemico è il Diverso portato all?ennesima potenza, e ogni Diverso (compreso il deforme Efialte, compresi i sacerdoti lebbrosi) è nemico. Il valore militare - sterminare il nemico, soprattutto questo nemico - è l?unico valore possibile, la ?bella morte? l?unica strada praticabile.
Come se non bastasse, questo bignamino da Hitlerjugend ci è ammannito con tutti gli effettacci possibili, a cominciare da un imbarazzante prologo con un lupo cartoonesco ricostruito in digitale.
Accompagnati da un?assillante voce fuoricampo che fa molto hard boiled, seguiamo il resto della storia tra effetti sonori amplificati al massimo, colonna sonora che oscilla tra un ruffianissimo stile pseudo-Zimmer e l?heavy metal, decapitazioni fisicamente impossibili, schizzi di sangue al ralenti.
Il film è campione di incassi in U.S.A.: se questo fatto significa qualcosa, speriamo che significhi solo che il gusto estetico dello spettatore medio è irrimediabilmente corrotto. Qualsiasi altra ipotesi sarebbe molto più inquietante."
"Cos'è che fa di un uomo un uomo...? - Non lo so signore.
Essere pronti a fare ciò che è più giusto, a qualunque costo; non è questo che fa di un uomo un uomo? - Sì, quello, e un paio di testicoli!"
questo michele medda secondo me è veramente un bigotto-progressista, e non riesce ad intratternersi con un film d'intrattenimento senza fare dietrologie. E il pistolotto che ha scritto ne è la conferma. Signori e signore...un idiota!
Il film può anche non piacere, ma questa è una pessima recensione. Anzi, non è nemmeno una recensione dato che da un pv tecnico manca tutto. Secondo me ha visto solo la locandina.
Secondo me, invece, ha centrato la questione:
se non fosse un semplice mega spot pubblicitario, un insulso videoclip, figlio di una certa estetica del marketing, volutamente disturbante... se avesse la presunzione di voler proporre un messaggio, questo sarebbe un perfetto manifesto nazista.
Per fortuna è solo cartapesta...
"Cos'è che fa di un uomo un uomo...? - Non lo so signore.
Essere pronti a fare ciò che è più giusto, a qualunque costo; non è questo che fa di un uomo un uomo? - Sì, quello, e un paio di testicoli!"
Woland ha scritto:
il film non può essere altro da quello che è: una sarabanda sanguinosa portatrice di un ?messaggio? di fondo ripugnante, spiattellato nel modo più enfatico possibile.
critichiamo l'unica parte storica " inconfutabile"...
Woland ha scritto:
Secondo me, invece, ha centrato la questione:
se non fosse un semplice mega spot pubblicitario, un insulso videoclip, figlio di una certa estetica del marketing, volutamente disturbante... se avesse la presunzione di voler proporre un messaggio, questo sarebbe un perfetto manifesto nazista.
estizi ha scritto:
Sinceramente... tu il film lo hai visto?
Sì...ed ho fatto uno sforzo immane per arrivare ai titoli di coda.
"Cos'è che fa di un uomo un uomo...? - Non lo so signore.
Essere pronti a fare ciò che è più giusto, a qualunque costo; non è questo che fa di un uomo un uomo? - Sì, quello, e un paio di testicoli!"
Pelpa ha scritto:
Non concordo la volontà di vedere sempre "dietro"... fra un po' i critici inizieranno a fare dietrologia anche sui film di Boldi e DeSica.
Bhé certo, è un processo che non si può sempre fare a prori, ma è anche vero che non si possono nascondere brutture e messaggi criticabili sotto la comoda etichetta dell'intrattenimento.
Come dice Medda, il problema è che c'è un riferimento storico, e non si può prendere il tutto come un semplice fantasy...
"Cos'è che fa di un uomo un uomo...? - Non lo so signore.
Essere pronti a fare ciò che è più giusto, a qualunque costo; non è questo che fa di un uomo un uomo? - Sì, quello, e un paio di testicoli!"
Arësio ha scritto:
veramente niente male Woland riesci a trovare di peggio?
Libero di dissentire, ci mancherebbe...
però, lo sceneggiatore in questione, penso sappia qualcosina in più di noi, in ambito fumettistico e di trasposizioni cinematografiche.
Arësio ha scritto:
tipo qualcuno che non l'ha nemmeno visto (e capita spesso)
Magari una recensione di Anselma "il film non lo ricordo, ma mi è piaciuto molto" Dell'olio
Ultima modifica di Woland il 3 aprile 2007 23:23, modificato 1 volta in totale.
"Cos'è che fa di un uomo un uomo...? - Non lo so signore.
Essere pronti a fare ciò che è più giusto, a qualunque costo; non è questo che fa di un uomo un uomo? - Sì, quello, e un paio di testicoli!"
300 è violento quasi quanto Apocalypto, ma due volte più stupido. Tratto da un fumetto di Frank Miller e Lynn Varley, il film offre un roboante spettacolo di onore e tradimento. Le immagini ricordano un po' quelle che negli anni settanta venivano dipinte con l'aerografo sui furgoni dei rocchettari. Una stilizzazione anche interessante, ma pesante da sopportare per quasi due ore. La storia è quella della battaglia delle Termopili: il re Leonida guida trecento coraggiosissimi e pompatissimi spartani contro l'armata persiana comandata dal decadente Serse, che si è autoproclamato dio e vuole, come ogni cattivo che si rispetti, conquistare il mondo. I persiani, pionieri del piercing facciale, sono molti di più: tra le loro fila ci sono anche ninja, elefanti, dervisci, un rinoceronte e un gigante. Ma gli spartani hanno palestre migliori? Col tempo questa specie di videogioco potrà trovare la sua nicchia di fan come oggetto di derisione. Per il momento la sua muscolosa, muggente e autoreferenziale seriosità è più che altro noiosa.-A.O. Scott, The New York Times
:hi:
"Cos'è che fa di un uomo un uomo...? - Non lo so signore.
Essere pronti a fare ciò che è più giusto, a qualunque costo; non è questo che fa di un uomo un uomo? - Sì, quello, e un paio di testicoli!"
Woland ha scritto:
Bhé certo, è un processo che non si può sempre fare a prori, ma è anche vero che non si possono nascondere brutture e messaggi criticabili sotto la comoda etichetta dell'intrattenimento.
Come dice Medda, il problema è che c'è un riferimento storico, e non si può prendere il tutto come un semplice fantasy...
Non sono un esperto della storia di Sparta ma mi sembra che le abitudini degli spartani non fossero molto "politically correct".
Poi non concordo nemmeno sul tipo di valutazione via "messaggi".
Anche se un film proponesse un messaggio deprecabile (razzismo, nazismo, o roba simile), nel caso in cui lo facesse "cinematograficamente bene", lo considererei lo stesso un film capolavoro (non è comunque il caso di 300).
Che poi il messaggio sia un messaggio criticabile è un altro paio di maniche.
Pelpa ha scritto:
Non sono un esperto della storia di Sparta ma mi sembra che le abitudini degli spartani non fossero molto "politically correct".
Poi non concordo nemmeno sul tipo di valutazione via "messaggi".
Anche se un film proponesse un messaggio deprecabile (razzismo, nazismo, o roba simile), nel caso in cui lo facesse "cinematograficamente bene", lo considererei lo stesso un film capolavoro (non è comunque il caso di 300).
Che poi il messaggio sia un messaggio criticabile è un altro paio di maniche.
Sostanzialmente d'accordo...
P.s. Polpa, ma a te il videogioc...film è piaciuto?
Ultima modifica di Woland il 4 aprile 2007 00:22, modificato 1 volta in totale.
"Cos'è che fa di un uomo un uomo...? - Non lo so signore.
Essere pronti a fare ciò che è più giusto, a qualunque costo; non è questo che fa di un uomo un uomo? - Sì, quello, e un paio di testicoli!"
"Cos'è che fa di un uomo un uomo...? - Non lo so signore.
Essere pronti a fare ciò che è più giusto, a qualunque costo; non è questo che fa di un uomo un uomo? - Sì, quello, e un paio di testicoli!"