Jesus Christ Superstar -> carino se mi piacessero i musicall:|
XXX -> real cafone 100%, ero pure andato a vederlo al cinema (!!)
The chronicle of Riddicks -> guardabile, ma trama inconsistente
Cancer is a manageable, if not curable, disease, similar to other chronic disease.
"...e adesso andiamo a metterlo nel culo al cancro!"
rabe ha scritto:
Jesus Christ Superstar -> carino se mi piacessero i musicall:|
E' un capolavoro assoluto...
L'unica cosa decente che è derivata dal cristianesimo
"Cos'è che fa di un uomo un uomo...? - Non lo so signore.
Essere pronti a fare ciò che è più giusto, a qualunque costo; non è questo che fa di un uomo un uomo? - Sì, quello, e un paio di testicoli!"
L'unica cosa decente che è derivata dal cristianesimo
Musiche bellissime, interpretazione e visione dell'insieme geniali, a è pur sempre un musical, e dopo 10 minuti non lo reggo più...
Se mi avessero insegnato che INRI era un hyppie e che Giuda aveva un'anima soul, forse adesso avrei un'idea un pò meno "forte" nei confronti del gran varietà religioso (cit.).
Cancer is a manageable, if not curable, disease, similar to other chronic disease.
"...e adesso andiamo a metterlo nel culo al cancro!"
Non un capolavoro in sé, comunque un ottimo film sul traffico d'armi (specialmente in Africa) ispirato a storie vere. Da vedere, un film che fa riflettere.
Non un capolavoro in sé, comunque un ottimo film sul traffico d'armi (specialmente in Africa) ispirato a storie vere. Da vedere, un film che fa riflettere.
ma avete visto com'è Jared Leto su Chapter 27, il film sull'omicidio di John Lennon?
grasso come un bue, interpreta Mark Chapman, l'assassino appunto di Lennon
per chi non lo sapesse Jared Leto è il cantante dei 30 seconds to Mars
Appena finito di vedere, secondo me l'unico che ha veramente meritato l'oscar per miglior film in questi ultimi anni. Straordinario.
E non aspettatevi che la vostra ragazza ne vada matta.
I see the days grow shorter, I feel the nights grow cold
Young people feelin' restless, old people feelin' old
I sense the darkness clearer, I feel a presence here
A change in the weather, I love this time of year
Appena finito di vedere, secondo me l'unico che ha veramente meritato l'oscar per miglior film in questi ultimi anni. Straordinario.
E non aspettatevi che la vostra ragazza ne vada matta.
Recensione che condivido:
NON E? UN PAESE PER VECCHI
Ho perso il conto dei primi piani degli stivali. I Coen sembrano più interessati alle scarpe che alle persone che le calzano.
(S. Sandhu, recensione sul Daily Telegraph)
Nel 1981 Sam Peckinpah stava girando Convoy. Sarebbe stato il suo penultimo film. Il vecchio leone era stanco, il suo fisico e il suo talento appannati da alcol e cocaina. Si racconta che fece passare l?inferno alla troupe incaponendosi per una ripresa particolare, che doveva essere effettuata da sotto le ruote di un camion. Qualcuno gli mise una mano sulla spalla e gli disse: ?Sam, una inquadratura bizzarra non sempre è un?inquadratura originale. A volte è solo una inquadratura bizzarra?.
Non è un paese per vecchi (traduzione letterale del titolo originale, No Country for Old Men) vorrebbe essere originale. Ci prova disperatamente, ma riesce solo a essere bizzarro. E, purtroppo, neanche in maniera interessante.
Facile capire che cosa abbia attratto i Coen nel romanzo di McCarthy: sostanzialmente la storia (storia?) ripropone la stessa triangolazione di personaggi di Fargo. C?è un detective bonario e saggio, un assassino sciroccato, un perdente che spera di risolversi la vita con un colpo fortunato. Perfino lo sfondo su cui i tre si inseguono è similmente piatto e privo di vita: il ghiaccio di Fargo è sostituito dal brullo, arido paesaggio che congiunge Texas e Messico.
Peccato che le somiglianze tra i due film finiscano qui. Perché in Fargo i due fratelli conducono il gioco con maestria; tengono in pugno la storia e ? salvo le solite spiazzanti, fulminee deviazioni ? la portano a termine in maniera convincente, investendo il plot di un significato superiore alla somma degli eventi narrati.
In No Country il gioco non riesce. Prima di tutto perché la storia non c?è affatto, sostituita da una sequela di ammazzamenti inframmezzata da un paio di agguati. Sequela che dopo la prima mezz?ora diventa talmente lunga, prevedibile e ripetitiva che l?unico modo in cui i Coen riescono a variarla è per sottrazione, fino ad lasciare completamente fuori scena l?ultimo omicidio nel finale (finale?). ?Un film di ammazzamenti per un?audience con velleità culturali?, lo definisce un irritato commentatore sull?IMDB, e probabilmente non ha tutti i torti.
Ma si può sempre dire che ?la storia non conta?. Perciò proviamo a sorvolare sulle inverosimiglianze e sulle forzature degne di un film di Dario Argento: sorvoliamo su quel marcantonio di Bardem che possiede abilità da contorsionista circense (ammanettato dietro la schiena, si fa passare le mani sotto i piedi e se le porta davanti ? provateci e ditemi quant?è facile); sorvoliamo sul fatto che un uomo riesca a correre più veloce di una jeep; sorvoliamo sul fatto che si spara dovunque (in un albergo, in un palazzo, per la strada), fracassando suppellettili e macchine senza che nessuno senta niente, senza che nessuno chiami la polizia. Sorvoliamo anche su uno scambio denaro/droga a monte dell?intrigo, di cui gli spettatori non capiscono un?acca (a parer mio, vale lo stesso per gli sceneggiatori). Sorvoliamo sul fatto che queste inverosimiglianze da action movie di serie B fanno a pugni con i dettagli (iper)realistici disseminati nel film: cadaveri ricoperti di mosche, fratture esposte, vomito.
Sorvoliamo su tutto ciò, perché quando ci si trova di fronte all?Arte con la A maiuscola, appunto, ?non è la storia che conta?. Ma cosa conta, allora?
Beh, conteranno i personaggi. Conterà ? per usare un termine un po? desueto ? il loro ?arco psicologico?. Peccato che nel film dei Coen non solo non c?è l?arco; non c?è nemmeno una psicologia dei personaggi, sostituita dallo stereotipo, se non addirittura dalla macchietta.
A dispetto del titolo, Non è un paese per vecchi è un film ?vecchio?, e non in senso buono, ma nel senso di datato. Nulla di nuovo infatti c?è nella figura del loser, il perdente interpretato da Josh Brolin; che ? ci credereste? ? è un reduce dal Vietnam.
Nulla di nuovo c?è nella figura dello sceriffo westerner ?vissuto?, l?uomo di frontiera che ne ha viste tante. Specie quando a interpretarlo è Tommy Lee Jones. Che, con espressione grave, snocciola seriose banalità da vecchio cowboy sul mondo che fu. Lo stesso tipo di banalità che i Coen mettevano alla berlina con lo svanito cowboy?voce narrante del loro Grande Lebowski (1996, come passa il tempo).
Infine: non c?è nulla di nuovo ? e questa è la parte peggiore del film ?nella figura del killer sciroccato interpretato da Javier Bardem.
Un killer che si potrebbe definire ?tarantiniano?, se non fosse che quando l?insopportabile Quentin aveva proposto questo personaggio, agli albori degli anni novanta, effettivamente proponeva una novità. Gli anni novanta sono stati gli anni dei killer: killer seriali, killer professionisti, killer dilettanti, ma soprattutto killer sciroccati.
Nel 2008 l?Anton Chigurh di Bardem, che uccide le sue vittime con un tubo ad aria compressa, come si sopprimono i manzi al mattatoio, appare pateticamente ?già visto? e prevedibile, aldilà del suo bizzarro strumento di morte. Tira la monetina per decidere, capirete. La Mallory Knox di Juliette Lewis in Assassini nati faceva la conta con la filastrocca (Eenie, Meenie, Miny, Moe?). Cambierà il metodo, ma non la sostanza.
(Parentesi: la povera Charlize Theron, per interpretare la serial killer Aileen Wuornos in Monster, dovette ingrassare di quindici chili e sopportare un fastidioso make up. Il suo oscar se lo sudò, letteralmente. A Javier Bardem è bastato sgranare gli occhi ogni tanto per vedere premiato con un oscar il suo killer Chigurh. Come dire che delle volte, davvero, basta poco. Fine parentesi).
Bardem
Il resto del cast di No Country è da barzelletta: c?è il giovane vicesceriffo tontolone (ogni sceriffo saggio deve sopportarne uno), c?è la moglie sempliciotta, e perfino ? udite udite ? la suocera rompipalle. Più che in zona noir, siamo "tra un enigma e l?altro" nella Settimana Enigmistica.
Cosa resta? Non ci sono nemmeno le musiche di Carter Burwell, storico collaboratore dei Coen. Rimane la splendida fotografia di Roger Deakins, un po? poco per reggere tutto il peso del film.
Nella sua pomposità di film ?d?Arte?, Non è un paese per vecchi centra un bersaglio, ma senza volerlo: denuncia lo stato asfittico del cinema americano, che salvo rare eccezioni (Eastwood, per esempio) non riesce più a darci un pensiero, una visione della realtà, insomma, a dare forma alla Storia dentro le ?storie?.
Da questo punto di vista non c?è più differenza tra il film dei Coen e l?ultimo blockbuster spara & ammazza. E? sempre lo stesso cinema, autoreferenziale, masturbatorio e privo di pensiero, che si rivolge soltanto a due spettatori: il ragazzotto brufoloso in cerca di intrattenimento a base di frattaglie e il critico della pulp-generation che non cerca più una storia, ma la sua destrutturazione, inequivocabile segno di ?originalità?. Seduti fianco a fianco, il ragazzotto e il critico pescano soddisfatti dallo stesso ciotolone di pop?corn.
Tutti gli altri, gli spettatori normali, sbuffano annoiati ed escono dal cinema in silenzio rimpiangendo, come Tommy Lee Jones, i bei vecchi tempi. Quelli di un cinema che non c?è più.
Un film eccessivamente sopravalutato, e, per molti aspetti, un Fargo mancato.
Come per Scorsese, l'Academy non premia tanto il film, quanto il fatto che siano i Coen, col risultato che l'oscar arriva proprio quando i maestri in questione non sono di certo al loro meglio...
Ultima modifica di Woland il 19 aprile 2008 13:17, modificato 1 volta in totale.
"Cos'è che fa di un uomo un uomo...? - Non lo so signore.
Essere pronti a fare ciò che è più giusto, a qualunque costo; non è questo che fa di un uomo un uomo? - Sì, quello, e un paio di testicoli!"
Woland ha scritto:
Un film eccessivamente sopravalutato, e, per molti aspetti, un Fargo mancato.
Come per Scorsese, l'Academy non premia tanto il film, quanto il fatto che siano i Coen, col risultato che l'oscar arriva proprio quando i maestri in questione non sono di certo al loro meglio...
Cinema civile impegnato, ottimi gli attori, perenne il rischio di finire nel peggior cinema tribunalizio e carcerario. Belle però le scene iniziali a Belfast. Sopravvalutato.
Leoni per agnelli
Sarò lobotomizzato da Berlusconi o disimpegnato, ma sto film mi ha stracciato i coglioni come pochi. Sembra arrivare dagli anni '70, e per di più è molto superficiale. Dura reggere 90 minuti di discorsi retorici. Delusione.
For I Am The Bringer Of War
I Am The Bearer Of The Black Sword
Elric ha scritto:
Fantastico, lo conosco a memoria.
Battuta memorabile (oltre alla celeberrima "nessuno è perfetto"): "Mi ucciderano, mi porteranno all'obitorio feminile e... morirò per la vergogna!".
personalmente mi ha molto divertito il JAck Lemmon che perde per qualche minuto la testa di fronte alla possibilità di accasarsi con il milardario e mettersi a posto per tutta la vita
Guida per riconoscere i tuoi santi
Ottimo film, molto intenso...
Grandi Robert Downey Jr e Chazz Palminteri.
"Cos'è che fa di un uomo un uomo...? - Non lo so signore.
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"Cos'è che fa di un uomo un uomo...? - Non lo so signore.
Essere pronti a fare ciò che è più giusto, a qualunque costo; non è questo che fa di un uomo un uomo? - Sì, quello, e un paio di testicoli!"
C.D.F.75 ha scritto:
Ieri sera mi son guardato "Strange days",ma non mi è piaciuto come la prima volta che lo vidi,è invecchiato male.
Dovrei riguardarlo, la prima volta che lo vidi era su italia 1, e in uno schermo da 6 o 7 pollici se va bene...
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rabe ha scritto:
Mi fai tornare in mente il periodo in cui, per punizione, ero costretto a vedere la tv sul Game Gear dell'Atari insieme ad altri venti...
Il Game Gear era Sega (come te!),
l'Atari produceva il Lynx.
"Cos'è che fa di un uomo un uomo...? - Non lo so signore.
Essere pronti a fare ciò che è più giusto, a qualunque costo; non è questo che fa di un uomo un uomo? - Sì, quello, e un paio di testicoli!"
Ho perso il conto di quante volte l'ho visto. Troppo bello.
Sarà che ho amato troppo il libro, sarà che avevo dato voci e volti completamente diversi, sarà che secondo me Laura è assolutamente NON azzeccata come scelta....però il film mi ha deluso non poco
Chi va piano va sano e va lontano. Chi va forte va alla morte (tiè...) Tonica, terza, quinta, settima diminuita. Resta dunque irrisolto l'accordo della mia vita?
Erotic.Nightmares ha scritto:
Sarà che ho amato troppo il libro, sarà che avevo dato voci e volti completamente diversi, sarà che secondo me Laura è assolutamente NON azzeccata come scelta....però il film mi ha deluso non poco
Mah... Io ho adorato il libro e ho adorato anche il film. Gli faccio una pubblicità sfrenata!
For I Am The Bringer Of War
I Am The Bearer Of The Black Sword
Persepolis
carino... ora vado a recuperare il fumetto.
"Cos'è che fa di un uomo un uomo...? - Non lo so signore.
Essere pronti a fare ciò che è più giusto, a qualunque costo; non è questo che fa di un uomo un uomo? - Sì, quello, e un paio di testicoli!"
rabe ha scritto:
Sta notte ho visto Stardust...
Favoletta per bambini...
Carina però.
Grande Robert De Niro che fa il bulicio!:asd:
ehm...io ho letto il libro.
mi hanno detto che il film è oltraggioso rispetto al lavoro di Gaiman.
by the best, no negativity, no weakness, no acquiscence to fear or disaster, no errors of ignorance, no evasion from reality ideals are bulletproof RANDY PAUSCH