Tourniquet ha scritto:Certo che alla fine qualche motivo di lamentarsi c'e' sempre.
Alla fine la maggior parte della gente ha avuto una casa nuova in tempi non troppo lunghi,
se si fossero messi a ristrutturare L'Aquila avrebbero perso molto piu' tempo e ci sarebbe molta piu' gente ancora nelle tendopoli;
e allora ci si sarebbe lamentati magari dicendo "ma non era piu' facile costruire delle nuove case???"
comunque fosse andata le lamentele sarebbero comunque arrivate.
La cosa piu' schifosa sara' il marcio che c'e' negli appalti per la ricostruzione.
Comunque stasera mi guardero' il programma
Non fa una piega, ma il ragionamento è ingannevole e onestamente mi spaventa. Sembra di trovarmi di fronte ad alcuni che quando sentono delle marachelle di berlusconi ti rispondono " fa bene. Mangia lui mangiano tutti". Come se si vedesse la realtà attraverso la carta di una rossana.
Vero che la priorità sono le case. Ma dove cazzo sta scritto che la costruzione delle case e la costruzione della città non possano andare di pari passo?
Semplice c'è da stabilire chi deve accaparrarsi gli appalti, c'è da stabilire chi deve guadagnare più soldi, c'è da far passare le regionali per "capire" chi può e chi non può. La ricostruzione andava fatta subito insieme alle case. Agli aquilani andava dato un tetto ma anche la possibilità di vivere nuovamente la loro città, di cucire la ferita interiore. Non basta solo la casa, serve ricostruire un 'identità collettiva, dei punti di riferimento urbani con i quali identificare il proprio status di cittadino...
I soldi c'erano. Bastava togliere un po' dall'expò, un po' dalle missioni dell'esercito, un po' dall'evasione fiscale( per un anno qualche miliarduccio in più si potrebbe anche dichiarare...)un po' dall'otto per mille, un po' dei 330 milioni per allestire la Maddalena...ah no quelli no che mo c'è la luis vuitton cup

Un po' da tutte le cosucce inutili insomma.
cit:
Bertolaso: "Mi sento un alluvionato". E io così me li immagino, gli alluvionati: in un centro benessere circondati da troie.