ah va be' ma il mio discorso era genovesi esclusi... ovvioOrphen ha scritto:Sarà che io faccio sempre le cose molto facili, ma per conoscere la pubblicità mi basta sintonizzarmi su un canale a caso, rompermi le balle per 20 minuti e spegnere la TV incazzato.GAMMAgAY ha scritto: Be' certo, citare l'arte è un po' una forzatura nel caso dell'esempio citato. Volevo solo creare un contraddittorio e intendere che particolari strategie "servono" anche il capitalismo, ma sono implicite in moltissime forme di persuasione sociale.
Non volevo assolutamente farti pensare che sia unfenomeno da elogiare...ma da conoscere e non ripudiare all'istante magari si
Per essere immune alla pubblicità è sufficiente aver coscienza della propria posizione sociale, che passa per una busta paga risicata e la consapevolezza che quei 4 spicci ti sono costati sette camicie. Se poi sei anche di Genova, il mercato finisce per passarti alto molto più facilmenteOrphen ha scritto:E me ne compiaccio... però nutro dei dubbi. Se riuscissi ad essere completamente immune, non saresti umano.
Poi che tu sia una persona intelligente e abbia sviluppato reticenze e resistenze valide contro il ciarpame, questo non lo metto in dubbio. Ma è un discorso diverso.
Conoscendomi (da sto punto di vista) sono convinto che una nazione di gente come me, manderebbe in rovina l'economia del consumo nel giro di un mese al massimo.
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Re: Pubblicità
Sarò un profano della "materia", ma mi pare che il 100% della pubblicità si possa poi ricondurre a 3-4 schemi che di complicato anno poco: per le donne dimagrire, per gli uomini la figa, per gli adolescenti il senso di appartenenza... magari mi sbaglio ma non la vedo una cosa così complicata; poi potremmo anche ragionare sul fatto che il più delle volte si finisce con il denigrare una qualche classe sociale/sessuale, oppure sulla questione di estetica urbana in cui non entro nel dettaglio... insomma, di bello riesco a vederci veramente poco.GAMMAgAY ha scritto:davvero..? e secondo te la propaganda comunista come veniva fatta. decantando gli ideali?Orphen ha scritto:Leggere tutti sti salamelecchi per il "prodotto" probabilmente più bieco e fastidioso del capitalismo mi fa davvero cadere le balle.GAMMAgAY ha scritto:Fare pubblicità è un'arte, non c'è un cazzo da fare. E' creatività, intuito passione e tanto tanto studio.
http://it.wikipedia.org/wiki/Libretto_rosso
Comunquesia, conoscerne le strategie di comunicazione di massa, individuare quali idee hanno più presa rispetto alle altre, essere coscienti dei motivi, dei modi e dei tempi con cui vieni bombardato dall'"offerta, vuol dire riuscire a gestire meglio le proprie decisioni e difendersi dai fenomeni negativi e infruttuosi che si insinuano in noi proprio a causa della pubblicità.
Poi quando si hanno gli strumenti per comprendere, diventa anche "sportivo" apprezzare il lavoro di un pubblicitario particolarmente efficiente. Il cui lavoro tra l'altro consiste nell'abbattere le tue difese. Ad esempio, nel tuo caso, metti che ti si voglia vendere un prodotto, si potrebbe far leva sulla componente anticapitalista, si avrebbero maggiori possibiità che tu lo prenda. Paradossalmente potrebbe esse anche un prodotto che fomenta il capitalismo, intanto tu l'hai preso. Se hai gli strumenti non fornisci agli esperti del settore leve su cui spingere...
Non dovresti vedere la pubblicità intesa in senso generico come uno spot. Lo è anche, per carità, ma ci sono tante altre componenti che ruotano intorno al concetto. Fondamentalmente alla base c'è che l'uomo desidera essere indirizzato.
Sull'ultimo punto non concordo affatto, o meglio, aggiungerei giusto l'aggettivo "ignorante" all'uomo in particolare e allora concorderei.
Mi ricordo che quando ero piccolo sul web la pubblicità non esisteva, vederla fiorire e avvinghiarsi ovunque è stato una grossa delusione per il piccolo squall...
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Re: Pubblicità
Aspetta c'è da distinguere , non si possono fondere i concetti. Uno spot può piacere, può avere il sapore di un corto tecnicamente ben fatto, può emozionare e allora è bello a prescindere dal prodotto, il senso del topic era più o meno quello e infatti molti hanno postato pubblicità che piacciono.
poi c'è tutto il resto del discorso. gli"schemi" se cosi li vogliamo definire non sono solo quelli, sono molti di più e oltretutto visto che la cultura si evolve velocemente sono anche mutevoli e si complicano.
L'ultma tua frase è significativa. Tutte le persone con cui parlo di pubblicità continuano a dirsi disturbati dalla pubblicità stessa, specie sul web. Ma inanto essa continua a proliferare. il punto è.. perchè?
poi c'è tutto il resto del discorso. gli"schemi" se cosi li vogliamo definire non sono solo quelli, sono molti di più e oltretutto visto che la cultura si evolve velocemente sono anche mutevoli e si complicano.
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Re: Pubblicità
Perchè la massaia di Rovigo vuole dimagrire, l'impiegato milanese vuole fottere e i giovanotti soffrono la crisi d'identità.GAMMAgAY ha scritto:L'ultma tua frase è significativa. Tutte le persone con cui parlo di pubblicità continuano a dirsi disturbati dalla pubblicità stessa, specie sul web. Ma inanto essa continua a proliferare. il punto è.. perchè?
Che poi la massa sia ignorante e voglia sentirsi dire di cosa, come e dove ha bisogno è risaputo, e poi è lo stesso motivo percui abbiamo Berlusconi al governo.
Mi è venuto in mente una gag di alcuni miei amici che fanno "teatro" a livello molto amatoriale:
c'è uno che guarda la TV e gli entra della gente in casa e comincia a montare un set tra le lamentele del proprietario che butta tutti fuori sotto un fuoco di improperi vari.
- SKY, il grande cinema a casa tua!
risposta:
- Ma chi cazzo lo vuole!
No così, allo spettacolo poi la risposta ha avuto un tempismo teatrale perfetto e sono morto
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Re: Pubblicità
Basta menate dai, postiamo qualche spot carino
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Re: Pubblicità
un mio compagno di corso ha fatto nella sua tesi un analisi delle somiglianze tra i vecchi poster di propaganda del periodo di mao e le pubblicità con yao mingGAMMAgAY ha scritto:difatti lo citavo per esasperare un po' il concetto. L'uso ed il significato del libro rosso treascendono l'aspetto meramente pubblicitario. Ma è stata un' evoluzione graduale. Evoluzione che è avvenuta grazie a strategie che sono proprie della propaganda ( e di alcune forme di pubblicità)Rizzi Hansen ha scritto:
il libretto rosso è una cosa un po' a parte. comunque si, la propaganda politica è una forma particolare di pubblicità
Non è il mestiere mio questo mestiere qua di galleggiare nel cerchio di mezzo sempre a metà ma sfasato dal centro un po' più in là.
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Re: Pubblicità
Rizzi Hansen ha scritto:un mio compagno di corso ha fatto nella sua tesi un analisi delle somiglianze tra i vecchi poster di propaganda del periodo di mao e le pubblicità con yao mingGAMMAgAY ha scritto:difatti lo citavo per esasperare un po' il concetto. L'uso ed il significato del libro rosso treascendono l'aspetto meramente pubblicitario. Ma è stata un' evoluzione graduale. Evoluzione che è avvenuta grazie a strategie che sono proprie della propaganda ( e di alcune forme di pubblicità)Rizzi Hansen ha scritto:
il libretto rosso è una cosa un po' a parte. comunque si, la propaganda politica è una forma particolare di pubblicità
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Re: Pubblicità
tutto vero. la differenza rispetto al passato è che oggi la pubblicità "gioca" sul perchè una donna voglia dimagrire, perchè un impiegato vuole fottere e perchè un adolescente ha le crisi d'identità. la cosa esilarante è che il promoter pubblicitartio più produttivo del 2010 è l'acquirente stesso.Squall ha scritto:Perchè la massaia di Rovigo vuole dimagrire, l'impiegato milanese vuole fottere e i giovanotti soffrono la crisi d'identità.GAMMAgAY ha scritto:L'ultma tua frase è significativa. Tutte le persone con cui parlo di pubblicità continuano a dirsi disturbati dalla pubblicità stessa, specie sul web. Ma inanto essa continua a proliferare. il punto è.. perchè?
Che poi la massa sia ignorante e voglia sentirsi dire di cosa, come e dove ha bisogno è risaputo, e poi è lo stesso motivo percui abbiamo Berlusconi al governo.
No così, allo spettacolo poi la risposta ha avuto un tempismo teatrale perfetto e sono morto
le suggestioni possono anche essere positive, occhio... sta a noi orientarci .
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Re: Pubblicità
se vuoi te la posso far avere. comunque è un passaggio di un paio di pagine quello su yao ming e mao, il resto è sul sistema dei mediaGAMMAgAY ha scritto:
mi piacerebbe leggerne almeno l'introduzione....
Non è il mestiere mio questo mestiere qua di galleggiare nel cerchio di mezzo sempre a metà ma sfasato dal centro un po' più in là.
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Re: Pubblicità
non ti nego che mi piacerebbe leggere quel passaggio.Rizzi Hansen ha scritto:se vuoi te la posso far avere. comunque è un passaggio di un paio di pagine quello su yao ming e mao, il resto è sul sistema dei mediaGAMMAgAY ha scritto:
mi piacerebbe leggerne almeno l'introduzione....
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Re: Pubblicità
La pubblicità segue sempre gli stessi schemi e sta diventando pedante perché a farla è gente della vecchia scuola. Anziani che fanno questo mestiere da 50 anni, che hanno il liceo al massimo come formazione e si basano sull'esperienza...senza però cogliere l'evoluzione della società (ormai diventata talmente individualistica che in Italia ogni prodotto ha 56 milioni di target diversi).
E sarà così fino a quando rifileranno noi neoformati alle fotocopie per mesi e mesi di stage non retribuito.
In Italia poi siamo dei primitivi. Basti pensare che da noi gli investimenti pubblicitari televisivi da parte delle aziende sono abnormi rispetto agli altri settori...mentre in UK le aziende investono di più in pubblicità su internet.
Rispondo anche al tipo che si dichiarava immune alla pubblicità.
Non è possibile, nemmeno con un buon allenamento.
Tutti noi abbiamo nella nostra mente delle aziende "Top of Mind". Delle aziende che il nostro cervello abbina immediatamente a dei prodotti di consumo.
Se io dico "bibita gassata" o "cioccolata da spalmare". A molti di voi verrà in mente l'immaginario di Coca Cola e Nutella. Non è detto che vi venga in mente proprio il nome del marchio o il barattolo della Nutella...ma magari il coltello con la merda marrone colante che usano da secoli si
Può essere che con la persona (non ricordo il nick) che si è dichiarata immune alla pubblicità questi due prodotti non funzionino, ma ha sicuramente dei suoi top of mind anche lui. Tutti ce li abbiamo. E il fatto che ce li abbiamo dimostra che la pubblicità funziona. Poi magari non li compriamo quei prodotti...ma a loro basta che li conosciamo e che se ne parli
Quando Fini (quello dei tortellini) l'anno scorso ha cambiato grafica e l'offerta di prodotti ha aumentato anche di un bel po' le sue vendite.
Basta poco nella comunicazione per fare la differenza...figurati cosa può fare una campagna pubblicitaria fatta bene...altro che immuni
Ultima cosa.
Nel primo post la pubblicità viene descritta come qualcosa di artistico. Purtroppo è meno romantica e c'è dietro moltissima strategia e ricerca...la creatività viene fatta alla fine del lavoro e solitamente la fanno solo due persone (Copywriter + Art director) sulla base di quello che hanno concluso altri otto individui in mesi (per esempio il cambio grafica-offerta di Fini ha richiesto 14 mesi!)
Adesso qualche spot!!
http://www.youtube.com/watch?v=Ei6JvK0W60I
http://www.youtube.com/watch?v=9beQh1yH5uU
http://www.youtube.com/watch?v=rnK4Yxos ... re=related
Generalmente comunque basta cercare gli spot partecipanti a Cannes per trovare i migliori.
Noto che nessuno però ha sfiorato l'argomento Guerilla! La mia forma pubblicitaria preferita:
http://www.youtube.com/watch?v=Zu6Z91lJieE
Un'altra che tira di brutto adesso e che spero muoia presto (la odio) è il flash mob:
http://www.youtube.com/watch?v=VQ3d3KigPQM
Dai Gamma, questa volta giuro che non ho parlato a sproposito come per il Festival di Sanremo o Avatar...stavolta sono nel mio brodo
E sarà così fino a quando rifileranno noi neoformati alle fotocopie per mesi e mesi di stage non retribuito.
In Italia poi siamo dei primitivi. Basti pensare che da noi gli investimenti pubblicitari televisivi da parte delle aziende sono abnormi rispetto agli altri settori...mentre in UK le aziende investono di più in pubblicità su internet.
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Se io dico "bibita gassata" o "cioccolata da spalmare". A molti di voi verrà in mente l'immaginario di Coca Cola e Nutella. Non è detto che vi venga in mente proprio il nome del marchio o il barattolo della Nutella...ma magari il coltello con la merda marrone colante che usano da secoli si
Può essere che con la persona (non ricordo il nick) che si è dichiarata immune alla pubblicità questi due prodotti non funzionino, ma ha sicuramente dei suoi top of mind anche lui. Tutti ce li abbiamo. E il fatto che ce li abbiamo dimostra che la pubblicità funziona. Poi magari non li compriamo quei prodotti...ma a loro basta che li conosciamo e che se ne parli
Quando Fini (quello dei tortellini) l'anno scorso ha cambiato grafica e l'offerta di prodotti ha aumentato anche di un bel po' le sue vendite.
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Ultima cosa.
Nel primo post la pubblicità viene descritta come qualcosa di artistico. Purtroppo è meno romantica e c'è dietro moltissima strategia e ricerca...la creatività viene fatta alla fine del lavoro e solitamente la fanno solo due persone (Copywriter + Art director) sulla base di quello che hanno concluso altri otto individui in mesi (per esempio il cambio grafica-offerta di Fini ha richiesto 14 mesi!)
Adesso qualche spot!!
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Re: Pubblicità
Sparagn, cquoto la parte centrale del tuo discorso. Però noto una incongruenza tra la prima e l'ultima parte.Sparagnino ha scritto:La pubblicità segue sempre gli stessi schemi e sta diventando pedante perché a farla è gente della vecchia scuola. Anziani che fanno questo mestiere da 50 anni, che hanno il liceo al massimo come formazione e si basano sull'esperienza...senza però cogliere l'evoluzione della società (ormai diventata talmente individualistica che in Italia ogni prodotto ha 56 milioni di target diversi).
E sarà così fino a quando rifileranno noi neoformati alle fotocopie per mesi e mesi di stage non retribuito.
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Quando Fini (quello dei tortellini) l'anno scorso ha cambiato grafica e l'offerta di prodotti ha aumentato anche di un bel po' le sue vendite.
Basta poco nella comunicazione per fare la differenza...figurati cosa può fare una campagna pubblicitaria fatta bene...altro che immuni
Ultima cosa.
Nel primo post la pubblicità viene descritta come qualcosa di artistico. Purtroppo è meno romantica e c'è dietro moltissima strategia e ricerca...la creatività viene fatta alla fine del lavoro e solitamente la fanno solo due persone (Copywriter + Art director) sulla base di quello che hanno concluso altri otto individui in mesi (per esempio il cambio grafica-offerta di Fini ha richiesto 14 mesi!)
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Affermi che la pubblicità sia stantia poco incline ad adoperare un'analisi sociale e poi dici che guerrilla è la tua forma di pubblicità preferita!
Come è possibile
Se guerrilla no nreppresenta una innovazione del settore cos'altro allora?
io invece noto propri oche i lsettore si sta rivoluzionando parecchio, i video, il passaparola on line, il marketing virale, i videogiochi, ed ogni genere di forma di marketing non convenzionale...
ma anche in tv caspita, mentre prima si elencavano le virtù del prodotto, ora ci sono vere e proprie campagne in cui il prodotto è l'ultima preoccupazione. Si promuove l'idea lo stile di quel brand. Pensa alle campagne benetton o diesel (l'ultima orribile tra l'altro "be stupid").
Che poi in italia sti fenomeni siano meno sviluppati, ok, anche se nel processo virale on line ormai si ragiona in modo globale e non nazionale.
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Re: Pubblicità
ah in merito alla forma d'arte,mi riferivo più che altro alla creatività che c'è sotto certi lavori. Se conosci guerrilla sai a cosa mi riferisco...
nulla di aulico o di artistico nella forma aulica del termine...
però per me alcune intuizioni sono arte all ostato puro.
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Re: Pubblicità
Bah sinceramente mi preoccupa molto di più l'assenza di ricerca scientifica (con relativi ricercatori che fanno la fame o espatriano) piuttosto che l'assenza di evoluzione nel settore pubblicitario che non apporta alcun tipo di progresso tangibile e oggettivo al mondo.Sparagnino ha scritto:La pubblicità segue sempre gli stessi schemi e sta diventando pedante perché a farla è gente della vecchia scuola. Anziani che fanno questo mestiere da 50 anni, che hanno il liceo al massimo come formazione e si basano sull'esperienza...senza però cogliere l'evoluzione della società (ormai diventata talmente individualistica che in Italia ogni prodotto ha 56 milioni di target diversi).
E sarà così fino a quando rifileranno noi neoformati alle fotocopie per mesi e mesi di stage non retribuito.
In Italia poi siamo dei primitivi. Basti pensare che da noi gli investimenti pubblicitari televisivi da parte delle aziende sono abnormi rispetto agli altri settori...mentre in UK le aziende investono di più in pubblicità su internet.
Lo scopo della pubblicità è incentivare, o quanto meno favorire, la vendita di un prodotto.Sparagnino ha scritto:Rispondo anche al tipo che si dichiarava immune alla pubblicità.
Non è possibile, nemmeno con un buon allenamento.
Tutti noi abbiamo nella nostra mente delle aziende "Top of Mind". Delle aziende che il nostro cervello abbina immediatamente a dei prodotti di consumo.
Se io dico "bibita gassata" o "cioccolata da spalmare". A molti di voi verrà in mente l'immaginario di Coca Cola e Nutella. Non è detto che vi venga in mente proprio il nome del marchio o il barattolo della Nutella...ma magari il coltello con la merda marrone colante che usano da secoli si
Può essere che con la persona (non ricordo il nick) che si è dichiarata immune alla pubblicità questi due prodotti non funzionino, ma ha sicuramente dei suoi top of mind anche lui. Tutti ce li abbiamo. E il fatto che ce li abbiamo dimostra che la pubblicità funziona. Poi magari non li compriamo quei prodotti...ma a loro basta che li conosciamo e che se ne parli
Quando Fini (quello dei tortellini) l'anno scorso ha cambiato grafica e l'offerta di prodotti ha aumentato anche di un bel po' le sue vendite.
Basta poco nella comunicazione per fare la differenza...figurati cosa può fare una campagna pubblicitaria fatta bene...altro che immuni
Se tu dici "bibita gassata" o "cioccolata da spalmare" e io penso Coca-Cola e Nutella ma poi non li acquisto, con me la pubblicità va a farsi benedire.
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Re: Pubblicità
io credo che lui intendesse che, qualora tu dovessi (magari per una cena tra amici), andare a comprare una bibita gassata, di certo andresti cercando coca cola, fanta, sprite etc etc e non bevande di cui non hai mai sentito parlareOrphen ha scritto:Bah sinceramente mi preoccupa molto di più l'assenza di ricerca scientifica (con relativi ricercatori che fanno la fame o espatriano) piuttosto che l'assenza di evoluzione nel settore pubblicitario che non apporta alcun tipo di progresso tangibile e oggettivo al mondo.Sparagnino ha scritto:La pubblicità segue sempre gli stessi schemi e sta diventando pedante perché a farla è gente della vecchia scuola. Anziani che fanno questo mestiere da 50 anni, che hanno il liceo al massimo come formazione e si basano sull'esperienza...senza però cogliere l'evoluzione della società (ormai diventata talmente individualistica che in Italia ogni prodotto ha 56 milioni di target diversi).
E sarà così fino a quando rifileranno noi neoformati alle fotocopie per mesi e mesi di stage non retribuito.
In Italia poi siamo dei primitivi. Basti pensare che da noi gli investimenti pubblicitari televisivi da parte delle aziende sono abnormi rispetto agli altri settori...mentre in UK le aziende investono di più in pubblicità su internet.
Lo scopo della pubblicità è incentivare, o quanto meno favorire, la vendita di un prodotto.Sparagnino ha scritto:Rispondo anche al tipo che si dichiarava immune alla pubblicità.
Non è possibile, nemmeno con un buon allenamento.
Tutti noi abbiamo nella nostra mente delle aziende "Top of Mind". Delle aziende che il nostro cervello abbina immediatamente a dei prodotti di consumo.
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Se tu dici "bibita gassata" o "cioccolata da spalmare" e io penso Coca-Cola e Nutella ma poi non li acquisto, con me la pubblicità va a farsi benedire.
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12 Gennaio 2013, i Maya non ci hanno capito un cazzo. [cit. Erotico]
...perchè la musica è agonismo!!! [cit. Franzi]
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Re: Pubblicità
Crede male, piuttosto che bere porcherie del genere a cena siluro gli amici e mangio come sì conviene per i fattacci mieiSairus ha scritto:io credo che lui intendesse che, qualora tu dovessi (magari per una cena tra amici), andare a comprare una bibita gassata, di certo andresti cercando coca cola, fanta, sprite etc etc e non bevande di cui non hai mai sentito parlare
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Re: Pubblicità
No no, piacciono anche a me, da quella di Babbo Natale alle ultime in cui si cimenta coi dialetti ("Uè Ilary, te'l vist che robba?").t30n3 ha scritto:a me fanno ridere quelle della vodafone con Totti... sono l'unico immagino...
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Re: Pubblicità
Molto simpatici, vero.Ale ha scritto:Trovo invece sempre molto ben fatti i promo interni di Sky Sport, se li passassero anche sulle altre reti raddoppierebbero gli abbonamenti
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Re: Pubblicità
è esattamente qui il problema, ai brand tipo coca cola e nutella non frega niente che tu non l'acquisti. A loro interessa la loro riconoscibilità. Il fatto che ne stiamo parlando in termini di marketing virale rappresenta già una vittoria per loro.Orphen ha scritto:Crede male, piuttosto che bere porcherie del genere a cena siluro gli amici e mangio come sì conviene per i fattacci mieiSairus ha scritto:io credo che lui intendesse che, qualora tu dovessi (magari per una cena tra amici), andare a comprare una bibita gassata, di certo andresti cercando coca cola, fanta, sprite etc etc e non bevande di cui non hai mai sentito parlare
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Re: Pubblicità
L'obiettivo non è solo quello.Orphen ha scritto:Lo scopo della pubblicità è incentivare, o quanto meno favorire, la vendita di un prodotto.
Se tu dici "bibita gassata" o "cioccolata da spalmare" e io penso Coca-Cola e Nutella ma poi non li acquisto, con me la pubblicità va a farsi benedire.
Resto nei Top of mind.
L'85% delle cioccolate calde che vengono comprate al supermercato in Italia sono Ciobar di Cameo.
Eppure la Cameo continua a fare pubblicità al prodotto. Lo scopo non è venderne di più (praticamente impossibile), ma ricordarci continuamente che esiste, che è lì, che è calda, cremosa e densa come al bar. Perché se smette di comunicare muore e le vendite invece di rimanere stabili caleranno. L'obiettivo della sua pubblicità insomma è il mantenimento della leadership.
Tra i tanti obiettivi possibili esistono anche l'aumento della frequenza d'uso da parte di chi già ci compra, l'aumento della notorietà, comunicare che i nostri valori sono cambiati, imporre il nostro nome ecc. ecc.
Sul secondo punto andremmo troppo per le lunghe a dibatterne e mi sembra noioso. Meglio vedere altri spot simpatici...delle bibite gasate
http://www.youtube.com/watch?v=ieSzsh4hJWI (per fan di videogame)
http://www.youtube.com/watch?v=FUnRTOmqTNg
http://www.youtube.com/watch?v=W_T39i2G ... re=related
http://www.youtube.com/watch?v=40DykbPa ... re=related
http://www.youtube.com/watch?v=byrW9zAF ... re=related
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Re: Pubblicità
oddio quella della pepsi col bimbo che si fa il rialzo con la coca cola è meravigliosa
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Re: Pubblicità
Ovvio che non gli freghi niente, al mercato il singolo consumatore dotato di cervello passa alto perché è la massa cretina a decidere in che tasche finiscono i capitali.GAMMAgAY ha scritto:è esattamente qui il problema, ai brand tipo coca cola e nutella non frega niente che tu non l'acquisti. A loro interessa la loro riconoscibilità. Il fatto che ne stiamo parlando in termini di marketing virale rappresenta già una vittoria per loro.
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Re: Pubblicità
orphen probabilmente tu "fai massa" in altri ambiti, non possiamo essere unici in tutto, quindi non sarei così categoricoOrphen ha scritto:Ovvio che non gli freghi niente, al mercato il singolo consumatore dotato di cervello passa alto perché è la massa cretina a decidere in che tasche finiscono i capitali.GAMMAgAY ha scritto:è esattamente qui il problema, ai brand tipo coca cola e nutella non frega niente che tu non l'acquisti. A loro interessa la loro riconoscibilità. Il fatto che ne stiamo parlando in termini di marketing virale rappresenta già una vittoria per loro.
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Re: Pubblicità
al mercato oggi come oggi l'unica cosa che davvero serve è appunto il consumatore dotato di cervello. Il tempo della persuasione e del proiettile magico è finito e meno male. E' esattamente il consumatore che orienta il mercato e non più viceversa.Orphen ha scritto:Ovvio che non gli freghi niente, al mercato il singolo consumatore dotato di cervello passa alto perché è la massa cretina a decidere in che tasche finiscono i capitali.GAMMAgAY ha scritto:è esattamente qui il problema, ai brand tipo coca cola e nutella non frega niente che tu non l'acquisti. A loro interessa la loro riconoscibilità. Il fatto che ne stiamo parlando in termini di marketing virale rappresenta già una vittoria per loro.
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@sparagnino: evitare continui rilanci economici per mantenere posizioni nel mercato è esattamente il compito del viral marketing. Il teaser prima del lancio di un prodotto ed il buzz che se ne crea dovrebbero garantire notorietà per un bel pezzo. Ed in realtà funziona davvero.
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Re: Pubblicità
Non mi risulta proprio. Un consumatore col cervello non spende 160€ per un paio di jeans, 180 per le Nike Air di 15 anni fa e 700 per un cellulare con qualche migliaio di funzioni che nemmeno comprende.GAMMAgAY ha scritto:al mercato oggi come oggi l'unica cosa che davvero serve è appunto il consumatore dotato di cervello. Il tempo della persuasione e del proiettile magico è finito e meno male. E' esattamente il consumatore che orienta il mercato e non più viceversa.
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Re: Pubblicità
però ne parla, esattamente come hai appena fatto tu. del brand nike hai addirittura citato anche il modello, non male per uno immune alla pubblicità.Orphen ha scritto:Non mi risulta proprio. Un consumatore col cervello non spende 160€ per un paio di jeans, 180 per le Nike Air di 15 anni fa e 700 per un cellulare con qualche migliaio di funzioni che nemmeno comprende.GAMMAgAY ha scritto:al mercato oggi come oggi l'unica cosa che davvero serve è appunto il consumatore dotato di cervello. Il tempo della persuasione e del proiettile magico è finito e meno male. E' esattamente il consumatore che orienta il mercato e non più viceversa.
Ripeto orphen, il cervello non non è funzionale all'acquisto in sè, ma a tutti quei processi che rendono possibile virulentare un brand. Per fare ciò , paradossalmente serve esattamente un cervello che funzioni bene, in quanto proprio in una mente del genere è più semplice che attecchiscano i virus della mente. Un cervello con poche chance cognitive avrebbe difficolta a replicare un'idea anche in forma negativa.
Diciamo che hai volontà di mantenere alto il livello di advertising consciousness che non è un disco dei vision divine ma la resistenza cosciente alla pubblicità. peròParlare di completa immunità, per quanto io apprezzi questa tua caratteristica, mi pare eccessivo.
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Re: Pubblicità
Secondo me non ci capiamo. Provo a esporre più chiaramente il mio pensiero.GAMMAgAY ha scritto:però ne parla, esattamente come hai appena fatto tu. del brand nike hai addirittura citato anche il modello, non male per uno immune alla pubblicità.
Ripeto orphen, il cervello non non è funzionale all'acquisto in sè, ma a tutti quei processi che rendono possibile virulentare un brand. Per fare ciò , paradossalmente serve esattamente un cervello che funzioni bene, in quanto proprio in una mente del genere è più semplice che attecchiscano i virus della mente. Un cervello con poche chance cognitive avrebbe difficolta a replicare un'idea anche in forma negativa.
Diciamo che hai volontà di mantenere alto il livello di advertising consciousness che non è un disco dei vision divine ma la resistenza cosciente alla pubblicità. peròParlare di completa immunità, per quanto io apprezzi questa tua caratteristica, mi pare eccessivo.
Il mercato si basa sul consumo. Io, quindi, posso anche sciorinarti tutto il catalogo Nike, ma se poi non vado in negozio a cacciare il denaro, la pubblicità toppa perché non mi induce a stabilizzare/incrementare la quota di mercato di un prodotto/marchio. Il discorso resta invariato se io parlo di un marchio ma lo faccio con toni negativi.
In base a queste premesse, secondo me il mercato non ha bisogno di soggetti "pensanti", perché (almeno sulla carta) questi dovrebbero muovere il proprio potere d'acquisto su base oggettiva e non sull'effimero presentato negli spot che, invece, trova terreno più fertile in menti sostanzialmente atone, che scelgono una via perché la maggioranza dei propri simili la imbocca ecc.
Se domandi a un ragazzo perché s'è preso le Nike Air Classic da 180€ ti risponderà "perché sono ganze". Se chiedi a una ragazza per quale motivo acquista Miss Sixty ti risponderà "perché sono stilosa".
L'intelligenza a cui si rivolge (e che esige) la pubblicità è questa.
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Re: Pubblicità
ci capimmo benissimoOrphen ha scritto:Secondo me non ci capiamo. Provo a esporre più chiaramente il mio pensiero.GAMMAgAY ha scritto:però ne parla, esattamente come hai appena fatto tu. del brand nike hai addirittura citato anche il modello, non male per uno immune alla pubblicità.
Ripeto orphen, il cervello non non è funzionale all'acquisto in sè, ma a tutti quei processi che rendono possibile virulentare un brand. Per fare ciò , paradossalmente serve esattamente un cervello che funzioni bene, in quanto proprio in una mente del genere è più semplice che attecchiscano i virus della mente. Un cervello con poche chance cognitive avrebbe difficolta a replicare un'idea anche in forma negativa.
Diciamo che hai volontà di mantenere alto il livello di advertising consciousness che non è un disco dei vision divine ma la resistenza cosciente alla pubblicità. peròParlare di completa immunità, per quanto io apprezzi questa tua caratteristica, mi pare eccessivo.
Il mercato si basa sul consumo. Io, quindi, posso anche sciorinarti tutto il catalogo Nike, ma se poi non vado in negozio a cacciare il denaro, la pubblicità toppa perché non mi induce a stabilizzare/incrementare la quota di mercato di un prodotto/marchio. Il discorso resta invariato se io parlo di un marchio ma lo faccio con toni negativi.
In base a queste premesse, secondo me il mercato non ha bisogno di soggetti "pensanti", perché (almeno sulla carta) questi dovrebbero muovere il proprio potere d'acquisto su base oggettiva e non sull'effimero presentato negli spot che, invece, trova terreno più fertile in menti sostanzialmente atone, che scelgono una via perché la maggioranza dei propri simili la imbocca ecc.
Se domandi a un ragazzo perché s'è preso le Nike Air Classic da 180€ ti risponderà "perché sono ganze". Se chiedi a una ragazza per quale motivo acquista Miss Sixty ti risponderà "perché sono stilosa".
L'intelligenza a cui si rivolge (e che esige) la pubblicità è questa.
solo che tu non concepisci l'aspetto virale del marketing.
Spiegami il significato della campagna della diesel "be stupid" secondo una prospettiva di mero consumo da parte dell'acquirente.
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Re: Pubblicità
Lo concepisco in quanto va a far presa sul popolo bue.GAMMAgAY ha scritto:ci capimmo benissimo
solo che tu non concepisci l'aspetto virale del marketing.
Lo spiego con il cambio, anzi il ribaltamento del significato di molti termini che, fino a ieri, erano considerati degradanti oppure offensivi.GAMMAgAY ha scritto:Spiegami il significato della campagna della diesel "be stupid" secondo una prospettiva di mero consumo da parte dell'acquirente.
Hai mai notato che tra gli under 20 (forse pure 25) è diventata prassi darsi del frocio tra maschi e della troia tra femmine come si trattasse di titoli di merito?
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Re: Pubblicità
Hai una visione un po' orwelliana del consumatore. Questa specie di ragazzino 16enne (visto che per te sono solo loro e al massimo la casalinga di Voghera), senza cervello e pronto a bersi passivamente tutto che citi nei tuoi post non esiste più.
Nella società occidentale di oggi è proprio il consumatore a governare il gioco. Il mercato di oggi non segue più la logica "prenditi questo che è il migliore". Oggi il consumatore va sul mercato e chiede all'azienda "perché devo comprare il tuo e non il suo che mi sembrano uguali?".
Per esempio, un tizio (che non è una casalinga di 16anni) va al concessionario con un pacco di soldi e si chiede: perché dovrei comprare una Mercedes anzi che una BMW? O perché dovrei comprare una BMW al posto di una Mercedes? Sono tutte e due auto tedesche, altamente tecnologiche e performanti. Che differenza fa per me?!
Mercedes gli risponde: devi comprare me perché sei un tipo elegante, raffinato, di classe.
BMW gli risponde: devi comprare me perché sei un tipo sportivo e un gran figo.
Tutto questo dialogo avviene tramite la pubblicità
Ho scritto che questo avviene nella società occidentale, perché i consumatori cinesi (sopratutto i ricchi) ragionano ancora in maniera abbastanza impulsiva e infantile
Nella società occidentale di oggi è proprio il consumatore a governare il gioco. Il mercato di oggi non segue più la logica "prenditi questo che è il migliore". Oggi il consumatore va sul mercato e chiede all'azienda "perché devo comprare il tuo e non il suo che mi sembrano uguali?".
Per esempio, un tizio (che non è una casalinga di 16anni) va al concessionario con un pacco di soldi e si chiede: perché dovrei comprare una Mercedes anzi che una BMW? O perché dovrei comprare una BMW al posto di una Mercedes? Sono tutte e due auto tedesche, altamente tecnologiche e performanti. Che differenza fa per me?!
Mercedes gli risponde: devi comprare me perché sei un tipo elegante, raffinato, di classe.
BMW gli risponde: devi comprare me perché sei un tipo sportivo e un gran figo.
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Ho scritto che questo avviene nella società occidentale, perché i consumatori cinesi (sopratutto i ricchi) ragionano ancora in maniera abbastanza impulsiva e infantile
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Re: Pubblicità
La scelta che hai sul mercato è la medesima che trovi in politica, gente con vestiti diversi che ti prende per il culo in egual maniera ma usando modi diversi.Sparagnino ha scritto:Hai una visione un po' orwelliana del consumatore. Questa specie di ragazzino 16enne (visto che per te sono solo loro e al massimo la casalinga di Voghera), senza cervello e pronto a bersi passivamente tutto che citi nei tuoi post non esiste più.
Nella società occidentale di oggi è proprio il consumatore a governare il gioco. Il mercato di oggi non segue più la logica "prenditi questo che è il migliore". Oggi il consumatore va sul mercato e chiede all'azienda "perché devo comprare il tuo e non il suo che mi sembrano uguali?".
Per esempio, un tizio (che non è una casalinga di 16anni) va al concessionario con un pacco di soldi e si chiede: perché dovrei comprare una Mercedes anzi che una BMW? O perché dovrei comprare una BMW al posto di una Mercedes? Sono tutte e due auto tedesche, altamente tecnologiche e performanti. Che differenza fa per me?!
Mercedes gli risponde: devi comprare me perché sei un tipo elegante, raffinato, di classe.
BMW gli risponde: devi comprare me perché sei un tipo sportivo e un gran figo.
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Ho scritto che questo avviene nella società occidentale, perché i consumatori cinesi (sopratutto i ricchi) ragionano ancora in maniera abbastanza impulsiva e infantile
L'unica differenza che c'è tra il consumatore occidentale e quello cinese è che il primo gozzoviglia in un pacco di roba inutile da più decenni, la capacità decisionale rapportata alle rispettive realtà di appartenenza è la stessa.
Se un consumatore fosse davvero in gradi di scegliere, il mercato per come comunemente si concepisce nemmeno esisterebbe.
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Re: Pubblicità
orph, a questo punto sono curioso di sapere cosa orienta le tue scelte. mi par di capire che hai le idee molto chiare in meritoOrphen ha scritto:La scelta che hai sul mercato è la medesima che trovi in politica, gente con vestiti diversi che ti prende per il culo in egual maniera ma usando modi diversi.Sparagnino ha scritto:Hai una visione un po' orwelliana del consumatore. Questa specie di ragazzino 16enne (visto che per te sono solo loro e al massimo la casalinga di Voghera), senza cervello e pronto a bersi passivamente tutto che citi nei tuoi post non esiste più.
Nella società occidentale di oggi è proprio il consumatore a governare il gioco. Il mercato di oggi non segue più la logica "prenditi questo che è il migliore". Oggi il consumatore va sul mercato e chiede all'azienda "perché devo comprare il tuo e non il suo che mi sembrano uguali?".
Per esempio, un tizio (che non è una casalinga di 16anni) va al concessionario con un pacco di soldi e si chiede: perché dovrei comprare una Mercedes anzi che una BMW? O perché dovrei comprare una BMW al posto di una Mercedes? Sono tutte e due auto tedesche, altamente tecnologiche e performanti. Che differenza fa per me?!
Mercedes gli risponde: devi comprare me perché sei un tipo elegante, raffinato, di classe.
BMW gli risponde: devi comprare me perché sei un tipo sportivo e un gran figo.
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Ho scritto che questo avviene nella società occidentale, perché i consumatori cinesi (sopratutto i ricchi) ragionano ancora in maniera abbastanza impulsiva e infantile
L'unica differenza che c'è tra il consumatore occidentale e quello cinese è che il primo gozzoviglia in un pacco di roba inutile da più decenni, la capacità decisionale rapportata alle rispettive realtà di appartenenza è la stessa.
Se un consumatore fosse davvero in gradi di scegliere, il mercato per come comunemente si concepisce nemmeno esisterebbe.
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Re: Pubblicità
probabilmente i suoi gusti e non la pubblicità o i vari trend del momentoGAMMAgAY ha scritto:orph, a questo punto sono curioso di sapere cosa orienta le tue scelte. mi par di capire che hai le idee molto chiare in merito
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Re: Pubblicità
questo vorrebbe dire aver provato una miriade di prodotti per saper scegliere il migliore... o si è comprato tante nike, reebok, adidas etc etc per cui poi sa scegliere inequivocabilmente, oppure le sue sono prese di posizione senza rigore di logica (sono volutamente provocatorio, anche io vorrei capire meglio)None ha scritto:probabilmente i suoi gusti e non la pubblicità o i vari trend del momentoGAMMAgAY ha scritto:orph, a questo punto sono curioso di sapere cosa orienta le tue scelte. mi par di capire che hai le idee molto chiare in merito
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Re: Pubblicità
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Re: Pubblicità
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Re: Pubblicità
Faccio più o meno quello che dovrebbe fare ogni ufficio acquisti degno di questo nome: stilo i requisiti di ciò che mi serve e scandaglio il mercato alla ricerca del prodotto in grado di soddisfarli al prezzo più basso. Queste sono le discriminanti fondamentali dei miei acquisti, a seconda del caso (e di come mi gira) se ne innestano delle altre, fermo restando che il superfluo praticamente non lo contemplo.GAMMAgAY ha scritto: orph, a questo punto sono curioso di sapere cosa orienta le tue scelte. mi par di capire che hai le idee molto chiare in merito
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Re: Pubblicità
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Praticamente sei una derivata di un cazzaro. (Erotic.Nightmares cit.)
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