Questa cazzo di influenza

Questa vuol essere una sezione creata per discutere e argomentare seriamente fatti, vicende, situazioni e ospitare spunti di riflessione.
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GaYden
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Re: Questa cazzo di influenza

Messaggio da GaYden »

Squall ha scritto: 24 marzo 2020 16:12
Sairus ha scritto: 18 marzo 2020 10:09
Squall ha scritto: 17 marzo 2020 15:07 ed è qui che entra in gioco la narrativa, o meglio la narrazione che noi ci costruiamo della realtà attorno a noi: forse ora capirete l'impatto che genera la cosiddetta industria dell'intrattenimento, ormai impegnata da decenni a tessere il velo di Maya del ventesimo secolo: un velo di ispirazione cattolica attraverso il quale gli ultimi, i poveri, gli sfruttati, le minoranze, tutti coloro che soffrono per via dei difetti strutturali della nostra società vengono assisi su un altare di martirio, vittime scintillanti di un preciso calcolo politico-sociale, eppure così belli in quell'aura spirituale di sacrificio per il prossimo.
sacrificio il cui valore estetico nessuno si sogna di mettere in discussione, perchè fortunato colui che soffre per i peccati degli altri, fortunato colui che può sacrificare il proprio benessere per quello della classe media, e allora uniamoci tutti in un catartico ringraziamento a questi EROI, ai prescelti dal signore, e che non si sognino di lamentarsi, questi EROI, perchè la loro è una fortuna che tocca a pochi.
Il concetto penso di averlo compreso, non è la prima volta che lo accenni, ti andrebbe di approfondire un pò per far capire meglio i contorni del tuo discorso? Lasciata così si perde un pò nel vuoto, invece a me sembra interessante scavare.
ti rispondo in ritardo perchè volevo scrivere qualcosa di sensato e tra lavoro e allergia nell'ultima settimana mi veniva molto complicato.

possiamo per un momento portare il discorso sulla musica, che forse è una prospettiva più immediata in questo forum, quoto da un articolo che secondo me tratteggia bene l'applicazione della teoria critica di Adorno al contesto della produzione di intrattenimento:

https://www.iep.utm.edu/adorno/#H5 (cap. 5 the culture industry)
Adorno analyzed the production and consumption of music as a medium within which one could discern the principal features and effects of the culture industry and the commodification of culture. The central claim underlying Adorno’s analysis of music is that the extension of industrialized production techniques has changed both the structure of musical commodities and the manner in which they are received. Adorno argued that the production of industrialized music is characterized by a highly standardized and uniform menu of musical styles and themes, in accordance with which the commodities are produced. Consistently confronted by familiar and compositionally simplistic musical phenomena requires that the audience need make little interpretative effort in its reception of the product. Adorno presents such musical commodities as consisting of set pieces which elicit set, largely unreflected upon, responses. He states, ‘the counterpart to the fetishism of music is a regression of listening. It is contemporary listening which has regressed, arrested at the infantile stage. Not only do the listening subjects lose, along with freedom of choice and responsibility, the capacity for conscious perception of music, but they stubbornly reject the possibility of such perception. They are not childlike, as might be expected on the basis of an interpretation of the new type of listener in terms of the introduction to musical life of groups previously unacquainted with music. But they are childish; their primitivism is not that of the undeveloped, but that of the forcibly retarded.’

questo è un fenomeno che noi "ascoltatori alternativi" conosciamo bene: sappiamo che il 90% della produzione musicale attuale è un reiterarsi di schemi che portano l'ascoltatore medio a credere che quella sia la forma in cui oggi ha maggiormente senso produrre e consumare musica.
nell'industria cinematografica il fenomeno è lo stesso, però mentre la musica veicola valori (quasi esclusivamente) sul piano emotivo, tutto ciò che è narrazione si avvale invece di storie, e una storia è intrinsecamente veicolo di un modo di leggere la realtà, e quindi di un certo set di valori e di un messaggio MORALE: allo stesso modo che la musica, la reiterazione e la semplificazione di questi valori/morale convergono gli spettatori verso un unico modello interpretativo della realtà.
ora, non mi dilungo sul ruolo che il sacrificio ha avuto storicamente nei pattern narrativi della nostra società: basti pensare che il simbolo forse più riconosciuto nella società occidentale rappresenta letteralmente un uomo che si è fatto ammazzare per i peccati degli altri; ma anche tutto il teatrino gigante che si è costruito recentissimamente attorno alla figura del supereroe (che è quanto di più infantile si possa concepire nell'attività letteraria) picchia verso la stessa concezione; e lo stesso fa la sterminata produzione di commedie e film di guerra: l'amore è sacrificio e il sacrificio deve essere "a prescindere" e "senza limiti", ovvero scevro di qualsiasi considerazione razionale sulla sua effettiva utilità e sul suo impatto sul benessere nostro o della società... conoscete per caso qualcuno che concepisce il proprio rapporto sentimentale come un sacrificio "a prescindere" e "senza limiti"? c'è qualcuno che per voi ha fatto dei sacrifici, magari oltre il ragionevole, facendovi sentire in colpa e in dovere di ricambiare il sacrificio? io scommetto di sì, perchè è quello che la religione, la scuola (e quindi poi il lavoro) e la cultura di massa ci insegnano costantemente come condotta MORALMENTE corretta.

tutto sto pippone per dire che siamo una società che feticizza e idealizza il sacrificio per il prossimo, generando allo stesso modo il suo esatto contrario come nella più classica dinamica di rimozione/negazione, e tornando al discorso di Adorno, questa generazione e continua riaffermazione di un valore fortemente condiviso e identitario nella società finisce con l'impedire il processo di elaborazione critica dello stesso, esattamente come il bombardamento della musica pop impedisce la formazione di un'estetica musicale per l'individuo... tutti coloro che si sono profusi nel riconoscere l'eroismo del nostro personale sanitario, SENZA accennare nemmeno alla lontana alle cause strutturali che lo hanno reso necessario sono a posto così, all'indomani della crisi staranno ancora lì ad applaudire "bravi tutti, bello spettacolo, bei gladiatori, bella tauromachia, speriamo di non finire noi nell'arena al prossimo giro".
e quindi come si dovrebbe "vivere"?
ci vuole sacrificio per tutto, per gli altri, ma anche per sè stessi, per i propri obbiettivi. a meno che non si sia nati ricchi col culo a bordo piscina(col papino che ti compra la laurea, ti sistema in azienda, per il compleanno ti regala il suv e ti paga pure le mignotte) ma anche in quel caso, nei rapporti interpersonali credo si debba dare e avere.

quale sarebbe una condotta MORALMENTE corretta allora?
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johnny-blade ha scritto: 24 marzo 2020 23:01 Ti segna la vita.
Immagino.
Ma quante ore di riposo al giorno riesci a fare disgu?
Riesci a stare a casa? O stai 24h su 24 in ospedale e riposi lì?
Alla fine siamo un po', quindi i riposi sono rispettati. A parte che da Aprile inizio a fare le reperibilità endoscopiche, quindi sono in affiancamento una sera si ed una no, più tutti i weekend, quindi c'è quella come incognita.

Ma stanno chiamando pochissimo, le altre malattie sembrano sparite. A parte gli scherzi, la gente ora ci pensa n volte prima di venire in pronto soccorso.

In ogni caso, ci sono situazioni più pesanti come orari e, lavorando in situazioni simili, vedi miei amici in burnout già ora. Per altro si inizia a sentire si suicidi tra i sanitari impegnati "al fronte". E temo che i casi aumenteranno.
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Re: Questa cazzo di influenza

Messaggio da rabe »

la tocco piano sul discorso degli eroi
e' il loro lavoro, e' nella job description
come lo e' quello del soldato andare in una zona di guerra a sparare e farsi sparare
fanno i turni massacranti? li faccio anch'io, come li faceva mio padre sulle piattaforme, e come li fanno milioni di lavoratori tutti i giorni

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rabe ha scritto: 24 marzo 2020 23:23 la tocco piano sul discorso degli eroi
e' il loro lavoro, e' nella job description
come lo e' quello del soldato andare in una zona di guerra a sparare e farsi sparare
fanno i turni massacranti? li faccio anch'io, come li faceva mio padre sulle piattaforme, e come li fanno milioni di lavoratori tutti i giorni

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Guarda, sai che non sono campanilista di categoria, mi conosci. Ma in questo caso è diverso. Non è solo l'orario, ma anche il contesto e il tipo di lavoro.
Ho lavorato tranquillamente 24 ore filate senza battere ciglio, ma 6 così ne valgono 36 normali.
E non è questione di sentirsi gli eroi, io non mi sento un eroe.
È questione di non bruciare professionisti che non puoi neanche permetterti di bruciare.
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Re: Questa cazzo di influenza

Messaggio da rabe »

il discorso vale per tutti: il professionista medico, il pompiere, lo spazzacamino, etc etc
stesso discorso per il contesto

come si dice nel mio campo (e non hai idea di quante volte l'ho sentito) "Se non ti piace o non sei portato, nessuno ti ha detto di farlo: levati dal cazzo." [specificatamente con questa sintassi colorita]
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Messaggio da Jem7 »

E io che credevo Squall volesse dire che tutti li innalzano a eroi ma se devono fare quello che stanno facendo nelle condizioni in cui versano, è perché ci sono stati decenni di tagli al sistema sanitario nazionale.
Toglietemi tutto, ma non il mio :asd:

Se fossi foco amerei le foche
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Re: Questa cazzo di influenza

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Onestamente, penso che un discorso del genere non c'entri assolutamente nulla con quello che ho fatto io.
Tu fai un discorso generale. Che in generale condivido pure.
Io faccio un discorso sulla situazione specifica, che è esula e non poco dalla realtà lavorativa generale delle categorie coinvolte.
Un po' come se parlassimo di vigili del fuoco e zone terremotate, va'.
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Jem7 ha scritto: 24 marzo 2020 23:48 E io che credevo Squall volesse dire che tutti li innalzano a eroi ma se devono fare quello che stanno facendo nelle condizioni in cui versano, è perché ci sono stati decenni di tagli al sistema sanitario nazionale.
Anche io avevo inteso così.
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johnny-blade ha scritto: 24 marzo 2020 23:53
Jem7 ha scritto: 24 marzo 2020 23:48 E io che credevo Squall volesse dire che tutti li innalzano a eroi ma se devono fare quello che stanno facendo nelle condizioni in cui versano, è perché ci sono stati decenni di tagli al sistema sanitario nazionale.
Anche io avevo inteso così.
Beh, quello probabilmente ha influito.
Chiaramente i tagli a personale, strutture, macchine etc, che già si sentono in condizioni normali, diventano ancora più lampanti quando le richieste aumentano vertiginosamente in situazioni speciali.
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Re: Questa cazzo di influenza

Messaggio da rabe »

Disgustipated ha scritto: 24 marzo 2020 23:49 Onestamente, penso che un discorso del genere non c'entri assolutamente nulla con quello che ho fatto io.
Tu fai un discorso generale. Che in generale condivido pure.
Io faccio un discorso sulla situazione specifica, che è esula e non poco dalla realtà lavorativa generale delle categorie coinvolte.
Un po' come se parlassimo di vigili del fuoco e zone terremotate, va'.
bah, la chuido qui
come avevo detto, l'ho toccata piano

torniamo a parlare di n+1 per la gioia di jb :asd:
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Re: Questa cazzo di influenza

Messaggio da johnny blade »

rabe ha scritto: 25 marzo 2020 00:27
Disgustipated ha scritto: 24 marzo 2020 23:49 Onestamente, penso che un discorso del genere non c'entri assolutamente nulla con quello che ho fatto io.
Tu fai un discorso generale. Che in generale condivido pure.
Io faccio un discorso sulla situazione specifica, che è esula e non poco dalla realtà lavorativa generale delle categorie coinvolte.
Un po' come se parlassimo di vigili del fuoco e zone terremotate, va'.
bah, la chuido qui
come avevo detto, l'ho toccata piano

torniamo a parlare di n+1 per la gioia di jb :asd:
Intanto prendo la scacchiera.
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Jem7 ha scritto: 24 marzo 2020 23:48 E io che credevo Squall volesse dire che tutti li innalzano a eroi ma se devono fare quello che stanno facendo nelle condizioni in cui versano, è perché ci sono stati decenni di tagli al sistema sanitario nazionale.
Spe spe, il discorso di squall era sull'industria del cinema che ci propina un modello, a suo dire, non adeguato. Il riferimento ai sanitari era solo alla fine è portato come esempio.

Ho capito che secondo questa visione la vocazione al sacrificio è una leva per far sì che alcuni si arricchiscano sui molti.
Ma la mia domanda di prima attende ancora risposta.
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rabe ha scritto: 25 marzo 2020 00:27
Disgustipated ha scritto: 24 marzo 2020 23:49 Onestamente, penso che un discorso del genere non c'entri assolutamente nulla con quello che ho fatto io.
Tu fai un discorso generale. Che in generale condivido pure.
Io faccio un discorso sulla situazione specifica, che è esula e non poco dalla realtà lavorativa generale delle categorie coinvolte.
Un po' come se parlassimo di vigili del fuoco e zone terremotate, va'.
bah, la chuido qui
come avevo detto, l'ho toccata piano

torniamo a parlare di n+1 per la gioia di jb :asd:
Vabbè, molto marzulliano :asd:
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Messaggio da Squall »

bigio ha scritto: 24 marzo 2020 23:06
e quindi come si dovrebbe "vivere"?
ci vuole sacrificio per tutto, per gli altri, ma anche per sè stessi, per i propri obbiettivi. a meno che non si sia nati ricchi col culo a bordo piscina(col papino che ti compra la laurea, ti sistema in azienda, per il compleanno ti regala il suv e ti paga pure le mignotte) ma anche in quel caso, nei rapporti interpersonali credo si debba dare e avere.

quale sarebbe una condotta MORALMENTE corretta allora?
davvero mi credi talmente scemo da risponderti a queste domande?

io ho esposto una tesi che analizza un fenomeno: come l'industria dell'intrattenimento influenza l'opinione pubblica attraverso il sense-making collettivo.
se hai da argomentare sull'argomento bene, se ti pare una boiata campata in aria benissimo, oppure puoi rivendicare come legittimamente tuoi questi valori che secondo me sono posticci e dannosi per l'individuo e per la società, come fanno, giustamente, rabe e dtrule, viviamo in un mondo dove la pluralità di opinioni è ancora tollerata... altrimenti c'è sempre il buon vecchio, sacro silenzio.

(disclaimer: alla fine del ragionamento non c'è tanto un giudizio sul tema del sacrificio in sè, ma piuttosto l'effetto che ha la sua idealizzazione sulla società, che diventa meno propensa a organizzarsi per prevenire la sua necessità [del sacrificio di x])
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Re: Questa cazzo di influenza

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Mi sembrava una domanda lecita. Con un contorno di argomentazione.
Avevo messo in conto che saresti stato prevenuto per una mia, qualsiasi, partecipazione sull'argomento. Mi sta bene. Ma nn puoi tirare il sasso e nascondere la mano.

Dopotutto questa tesi è l'unica freccia al tuo arco da illo tempore, ti sarai pur dato delle risposte...
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Re: Questa cazzo di influenza

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Squall ha scritto:
(disclaimer: alla fine del ragionamento non c'è tanto un giudizio sul tema del sacrificio in sè, ma piuttosto l'effetto che ha la sua idealizzazione sulla società, che diventa meno propensa a organizzarsi per prevenire la sua necessità [del sacrificio di x])
Vabbè (ops l'ho detto) ma questa è la base su cui fonda i suoi principi il capitalismo occidentale. Cioè non lo si scopre ora.


Mi fermo qui va. Mi sa che mi conviene.
Vero? :D
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Squall ha scritto: 25 marzo 2020 01:05
bigio ha scritto: 24 marzo 2020 23:06
e quindi come si dovrebbe "vivere"?
ci vuole sacrificio per tutto, per gli altri, ma anche per sè stessi, per i propri obbiettivi. a meno che non si sia nati ricchi col culo a bordo piscina(col papino che ti compra la laurea, ti sistema in azienda, per il compleanno ti regala il suv e ti paga pure le mignotte) ma anche in quel caso, nei rapporti interpersonali credo si debba dare e avere.

quale sarebbe una condotta MORALMENTE corretta allora?
davvero mi credi talmente scemo da risponderti a queste domande?

io ho esposto una tesi che analizza un fenomeno: come l'industria dell'intrattenimento influenza l'opinione pubblica attraverso il sense-making collettivo.
se hai da argomentare sull'argomento bene, se ti pare una boiata campata in aria benissimo, oppure puoi rivendicare come legittimamente tuoi questi valori che secondo me sono posticci e dannosi per l'individuo e per la società, come fanno, giustamente, rabe e dtrule, viviamo in un mondo dove la pluralità di opinioni è ancora tollerata... altrimenti c'è sempre il buon vecchio, sacro silenzio.

(disclaimer: alla fine del ragionamento non c'è tanto un giudizio sul tema del sacrificio in sè, ma piuttosto l'effetto che ha la sua idealizzazione sulla società, che diventa meno propensa a organizzarsi per prevenire la sua necessità [del sacrificio di x])
cos'e' che rivendico io?

ultimamente sei di un prolisso che guai...
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Re: Questa cazzo di influenza

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rabe ha scritto: 24 marzo 2020 23:23 la tocco piano sul discorso degli eroi
e' il loro lavoro, e' nella job description
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Ti replico altrettanto piano.
Rimanendo sull'argomento, le categorie di persone impegnate in prima linea per l'assistenza ai pazienti (personale sanitario nei reparti a rischio) e per soddisfare i bisogni primari della collettività (lavoratori nei supermercati tra tutti) sono eroi LORO MALGRADO.
Nella job description c'è che tu puoi essere morso da un topo ed io prendere la scossa al microscopio (se l'ambiente è troppo secco), non c'è che un infermiere od una commessa debbano morire di polmonite interstiziale in una pandemia di un nuovo virus, perché costretti a lavorare senza dispositivi di protezione in turni massacranti. Li vedi i telegiornali? Le hai sentite le interviste di chi lavora in quei reparti nel bergamasco, cosa vivono quotidianamente? Fa parte del loro lavoro avere l'esercito fuori che porta le bare fuori regione perché non c'è più posto? Rischiano quanto te e sono uguali a te che fai 12 ore in un laboratorio? O a me che non ho contatti diretti con pazienti?

Il punto è che dovremo scandalizzarci per la faciloneria ed il menefreghismo con cui tutte queste categorie di persone vengono mandate al macello. E avere rispetto, almeno.

Eroi sto cazzo, appunto... e almeno su questo concordo con squall (sul resto mi sono già espresso).
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Dtrule ha scritto: 25 marzo 2020 02:34
Rimanendo sull'argomento, le categorie di persone impegnate in prima linea per l'assistenza ai pazienti (personale sanitario nei reparti a rischio) e per soddisfare i bisogni primari della collettività (lavoratori nei supermercati tra tutti) sono eroi LORO MALGRADO.
La differenza e' tutta li'.
Un medico/infermiere non dovrebbe stupirsi se tutto ad un tratto si trova nel mezzo di un'emergenza sanitaria* da gestire nel migliore dei modi (perche' poi - e questo si applica a molti casi- siamo pronti ad affrontare un'emergenza fino a quando non se ne presenta una che non avevamo previsto [ed infatti il piu' delle vole l'approccio e' sbagliato: potrei parlarne per ore, ma non e' il caso]), mentre il commesso al supermercato no.

Adesso, medico o non medico, quando si e' nella merda, tutti dovrebbero un attimo tirarsi su le maniche e fare quello che possono per il bene della comunita'. Questo pero' io non lo chaimo eroismo.


Poi oh, se chiamarli eroi o angeli vi fa sentire meglio, per me va bene cosi'.



*che poi e' pure quello che cerchiamo di insegnargli a sti cazzo di futuri medici, ma non e' che la capiscano molto...
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rabe ha scritto: 25 marzo 2020 02:53
Dtrule ha scritto: 25 marzo 2020 02:34
Rimanendo sull'argomento, le categorie di persone impegnate in prima linea per l'assistenza ai pazienti (personale sanitario nei reparti a rischio) e per soddisfare i bisogni primari della collettività (lavoratori nei supermercati tra tutti) sono eroi LORO MALGRADO.
La differenza e' tutta li'.
Un medico/infermiere non dovrebbe stupirsi se tutto ad un tratto si trova nel mezzo di un'emergenza sanitaria* da gestire nel migliore dei modi (perche' poi - e questo si applica a molti casi- siamo pronti ad affrontare un'emergenza fino a quando non se ne presenta una che non avevamo previsto [ed infatti il piu' delle vole l'approccio e' sbagliato: potrei parlarne per ore, ma non e' il caso]), mentre il commesso al supermercato no.

Adesso, medico o non medico, quando si e' nella merda, tutti dovrebbero un attimo tirarsi su le maniche e fare quello che possono per il bene della comunita'. Questo pero' io non lo chaimo eroismo.


Poi oh, se chiamarli eroi o angeli vi fa sentire meglio, per me va bene cosi'.



*che poi e' pure quello che cerchiamo di insegnargli a sti cazzo di futuri medici, ma non e' che la capiscano molto...
Percepisco sempre la tua profonda antipatia verso la classe, che davvero mi sembra ti faccia parlare per partito preso, a parte gli scherzi.
Davvero, capisco il tuo ragionamento, una volta ripulito dalla tua acredine, ma no, non giustifica la situazione attuale e ancora meno giustifica il non porsi il problema.
Ma non per questione di soldi (mai fregato niente, altrimenti avrei fatto il dermatologo) o di eroismo (definizione che mi inorridisce), è che molta gente non può fisicamente e umanamente reggere una situazione del genere, che si prospetta lunga. Io non ti parlo di chi vuole stipendi più alti o di chi vuole fare cadere la penna alle 2 per ritimbrare il cartellino.
Ti parlo della gente (io ne vedo tanta) che la ragiona come te, che ha dato subito la sua disponibilità a dare una mano compatibilmente con le proprie capacità e professionalità (in questo mi ci metto anche io, ma perché è semplicemente vero), ma che ha dei limiti di tolleranza come ogni persona, che sul lungo termine (e qui la cosa va avanti da un mese senza che si veda la fine) si fanno sentire ancora di più.
Te lo ripeto, non è un discorso economico o di eroismo, è discorso di non voler bruciare le persone anche da un punto di vista umano, oltre che professionalmente in una situazione che sembra non avere fine.
Poi vabbeh, se tu pensi che i medicastri siano tutti presuntuosi, bramosi di soldi e via dicendo, penso non si potrà mai realmente parlare produttivamente di questo problema.
E sai che io ODIO la mia classe professionale, ma questo problema non riguarda quel discorso, ora
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Messaggio da rabe »

e' come il disco dei tool, alla fine mi date ragione :asd:

vabbeh, capisco il tuo ragionamento, ma forse non hai capito il mio, che era piu' sottile e "semantico"
il troppo stroppia per tutti, ma da una certa tipo di lavoratore ti aspetti n, da un altro aspetti n+1 (per rimanere in tema)
io pure mi sono messo in lista come volontario e se mi chiamano mi aspetto di dover fare PCR come se non ci fosse un domani, ma di certo non mi consider eroe o angelo: si tratta solo di fare il mio lavoro/dovere

che poi tanto moriremo tutti gonfi, quindi perche' sbatterci :(



discorso dottori: 3 continenti, 2 emisferi, n universita'... Tutti uguali. :...:

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gli scienziati sono mooooolto peggio, sono i peggiori, all'inferno c'e' un girone solo per loro
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"...e adesso andiamo a metterlo nel culo al cancro!"


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Re: Questa cazzo di influenza

Messaggio da Sairus »

rabe tu hai la scorza dura... o te ne frega poco... o mascheri bene. Non lo so. Anche io sono così, la gente in "emergenza" conta su di me perchè mi faccio scivolare le cose addosso e sono freddo e cinico. Per citare Squall, sono il soldato che non darebbe mai il proprio pasto alla bambina morente sapendo che quel pasto mi deve sostentare per 2 giorni e in quei due giorni io salvo n +1 vite (dove l'1 è la ragazzina).
Però capisco benissimo il discorso del doc. I team anche nel mio ambito sono formati da professionisti che portano con loro un background emotivo che influisce sul loro operato, in un modo o nell'altro. C'è che reagisce bene e chi meno, è un fattore umano. Non è questione di eroismo, ogni persona è capace di decidere per se e per il gruppo... vale la pena quello che mi chiedono di fare? E' nelle mie possibilità? Mi posso assumere il rischio? C?è chi valuta razionalmente, chi accetta incoscientemente, chi non è sicuro di farcela ma butta il cuore oltre l'ostacolo. Ovviamente coi giornali ci parlano solo quelli che stanno psicologicamente nella merda, perchè è uno dei loro sfoghi, quindi la percezione esterna è che stiano tutti nella merda. Ma, per ciascun devastato emotivamente, ci sono tanti come il doc che subiscono il peso ma vanno avanti senza troppi proclami (non che sia una colpa, intendiamoci).
A me sta bene questa cosa qui, dovrebbe star bene anche a te. Da un lato "è il loro lavoro", dall'altro è una cosa fuori dalla norma per cui si sentono particolarmente responsabili e a rischio. Per alcuni è stata una scelta andare in prima linea, altri ci si sono ritrovati loro malgrado. E' corretto dare il giusto peso alla loro difficoltà emotiva, non fosse altro che, se alzassero improvvisamente tutti le mani, sarebbe un casino per tutti.

@johnny-blade è davvero complicato disquisire di alcune cose con te, pensi che ciò che dici di errato non abbia un peso, quando fa tutta la differenza del mondo. Qualche post fa hai detto che l'incontro tra due infetti è una condizione "necessaria e sufficiente" per il contagio, quando invece è necessaria ma non sufficiente. Penserai "e vabbè, quindi?" Quindi un ingegnere viene licenziato se commette un errore del genere. E' come per un medico non capire che un cuore pieno di sangue che batte non è diverso da un cuore pieno di sangue che non batte. Non è proprio possibile mettersi al tavolo a discutere se i presupposti sono questi, capisci? Alcune parole hanno un peso esagerato in ambito scientifico, se non lo si distingue, bisognerebbe andarci piano con certe affermazioni.
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Re: Questa cazzo di influenza

Messaggio da johnny blade »

Scusa @Sairus ma quando mai ho parlato di "due infetti caso necessario"?
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Messaggio da Sairus »

johnny-blade ha scritto: 24 marzo 2020 19:39 https://milano.repubblica.it/cronaca/20 ... 252116010/

ma per tutti questi 554mila lavoratori (nella estensione del territorio cittadino e non nazionale),ricordiamolo, l'importante è mantenere la distanza di sicurezza e non trasgredire (uno più uno,di cui uno contagiato condizione necessaria e sufficiente,poi allegherò una tabella).
@johnny-blade qui (ho scritto incontro tra due infetti, intendevo tra un infetto e un sano)
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Re: Questa cazzo di influenza

Messaggio da johnny blade »

Poi @Sairus conosco bene i miei limiti.
Se dico una cosa non credo di aver ragione in partenza. Ma a volte sembra che in partenza abbia già torto.
Allora parlate voi biologi ricercatori ingegneri.
Provo a starne un po fuori.

Quel casino lì (che avrei fatto) mi è sorto dalla impressione che su alcune problematiche che il virus porta,se dibattute all'estremo della razionalità , siano quasi trascurabili.
Basta fare questo,basta fare quello. Stai attento qui,stai atrento là.
Mi avete fatto un processo.
Cercherò di limitarmi, io lo so di non essere alla vostra altezza su tante cose, però dire pure che me ne frego se sbaglio,questo è pura insinuazione.
E voi avete spesso insinuato nei miei confronti.
Ma ve lo sto dicendo tranquillamente senza rancore.
Altrimenti non starei qui a leggere.


In merito alla discussione sono interessato di leggere sull'argomento "soldi".
Io un accenno l'ho già fatto ma non speravo venisse preso in considerazione.
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Messaggio da johnny blade »

Sairus ha scritto: 25 marzo 2020 11:15
johnny-blade ha scritto: 24 marzo 2020 19:39 https://milano.repubblica.it/cronaca/20 ... 252116010/

ma per tutti questi 554mila lavoratori (nella estensione del territorio cittadino e non nazionale),ricordiamolo, l'importante è mantenere la distanza di sicurezza e non trasgredire (uno più uno,di cui uno contagiato condizione necessaria e sufficiente,poi allegherò una tabella).
@johnny-blade qui (ho scritto incontro tra due infetti, intendevo tra un infetto e un sano)
Ma per favore dai.. Davvero devo rispondere a questa?
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Messaggio da Sairus »

johnny-blade ha scritto: 25 marzo 2020 11:29 Poi @Sairus conosco bene i miei limiti.
Se dico una cosa non credo di aver ragione in partenza. Ma a volte sembra che in partenza abbia già torto.
Allora parlate voi biologi ricercatori ingegneri.
Provo a starne un po fuori.

Quel casino lì (che avrei fatto) mi è sorto dalla impressione che su alcune problematiche che il virus porta,se dibattute all'estremo della razionalità , siano quasi trascurabili.
Basta fare questo,basta fare quello. Stai attento qui,stai atrento là.
Mi avete fatto un processo.
Cercherò di limitarmi, io lo so di non essere alla vostra altezza su tante cose, però dire pure che me ne frego se sbaglio,questo è pura insinuazione.
E voi avete spesso insinuato nei miei confronti.
Ma ve lo sto dicendo tranquillamente senza rancore.
Altrimenti non starei qui a leggere.
Il fatto che se ne parli con semplicità non significa (almeno per me) sminuire il problema, in nessun modo. E' solo che, se si affronta un problema dal punto di vista puramente tecnico\matematico, bisogna seguire la razionalità che ne consegue. Quindi si parla anche di morti e di vite "come niente fosse". Non è mancanza di sensibilità. Se ti si fa notare un errore grave nel ragionamento che esponi e tu rispondi con "e vabbè..." perchè magari non ne comprendi appieno il senso, la conversazione è difficile che proceda. Se chiedi il perchè, invece, uno prova a spiegarti i principi per cui ha senso dire certe cose e altre no (almeno nell' ambito scientifico che mi riguarda).

Tranquillo che non ho mai pensato ci fosse rancore da parte tua e la stessa cosa è vera dalla mia, ci mancherebbe che su un forum ci si metta a litigare "seriamente". Lo stesso fatto che sia qui a parlarne ancora ti dovrebbe dare indizio della mia disponibilità. Il fatto che tu possa non essere competente nel mio ambito è normale, altrimenti saresti un mio collega! alla fine qui cerchiamo di comporre un puzzle per avere uno sguardo d'insieme, e ognuno porta il suo pezzettino e ne modifica i contorni per adattarlo agli altri pezzi che trova.
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Messaggio da Sairus »

johnny-blade ha scritto: 25 marzo 2020 11:34
Sairus ha scritto: 25 marzo 2020 11:15
johnny-blade ha scritto: 24 marzo 2020 19:39 https://milano.repubblica.it/cronaca/20 ... 252116010/

ma per tutti questi 554mila lavoratori (nella estensione del territorio cittadino e non nazionale),ricordiamolo, l'importante è mantenere la distanza di sicurezza e non trasgredire (uno più uno,di cui uno contagiato condizione necessaria e sufficiente,poi allegherò una tabella).
@johnny-blade qui (ho scritto incontro tra due infetti, intendevo tra un infetto e un sano)
Ma per favore dai.. Davvero devo rispondere a questa?
non sei assolutamente obbligato a rispondere, ma hai commesso un errore gravissimo. Se lo sminuisci e\o non te ne frega nulla, non so davvero come si possa valutare seriamente un tuo apporto alla parte "scientifica" del problema.
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Re: Questa cazzo di influenza

Messaggio da johnny blade »

Sairus ha scritto: 25 marzo 2020 11:43
johnny-blade ha scritto: 25 marzo 2020 11:34
Sairus ha scritto: 25 marzo 2020 11:15

@johnny-blade qui (ho scritto incontro tra due infetti, intendevo tra un infetto e un sano)
Ma per favore dai.. Davvero devo rispondere a questa?
non sei assolutamente obbligato a rispondere, ma hai commesso un errore gravissimo. Se lo sminuisci e\o non te ne frega nulla, non so davvero come si possa valutare seriamente un tuo apporto alla parte "scientifica" del problema.
Ma cosa avrei sminuito,?
Ma ancora?
Io avevo esordito con un
ne basta uno
Tu replicassti dicendo
no non è vero che ne basta uno a trasgredire,devono esere almeno in due.

Veramente , se vuoi ostinarti su questa cosa fai pure. Poi sarei io quello che si rimangia le frasi dette.
Assurdo.
Mi dispiaccio, ma sarei io quello estenuante?!
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Re: Questa cazzo di influenza

Messaggio da Sairus »

johnny-blade ha scritto: 25 marzo 2020 12:05
Ma cosa avrei sminuito,?
Ma ancora?
Io avevo esordito con un
ne basta uno
Tu replicassti dicendo
no non è vero che ne basta uno a trasgredire,devono esere almeno in due.

Veramente , se vuoi ostinarti su questa cosa fai pure. Poi sarei io quello che si rimangia le frasi dette.
Assurdo.
Mi dispiaccio, ma sarei io quello estenuante?!
Stavo usando una cosa come spunto per dirti altro, evidentemente mi sono spiegato male. Fa niente.
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Re: Questa cazzo di influenza

Messaggio da johnny blade »

Molliamola qua va.
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Re: Questa cazzo di influenza

Messaggio da Coren »

Ragazzi su, se prevale la dialettica dell'"infermiere eroe", "infermiere che va il suo mestiere" sulla dialettica del "infermiere poveraccio che è mandato allo sbaraglio" allora significa che Squall ha ragione al 200%.
Ho detto "infermiere" perchè penso che il medico, e qui mi riallaccio a Rabe (anche se penso che l'abbia espressa proprio male), abbia nel suo compenso una quota parte che deriva da queste situazioni, ha giurato ecc...
Poi sian ben chiaro, numero uno, non sono per niente sicuro di quello che dico, numero due, la cosa vale anche per i medici, solo che forse la giustifico un po' di più ecco, mentre per gli infermieri questa situazione è davvero INGIUSTIFICABILE.

Poi questo non significa che nelle situazioni di merda uno non debba farsi il culo, questo non significa che questa gente non debba essere ringraziata ed onorata, però cristo, non bisogna perdere di vista la radice del problema, e la cultura dominante, e qui sono d'accordo con Squall, è impostata per farci perdere di vista la radice dei problemi.
"Gli iraniani (il 90 % almeno) imploravano che l'America e Israele li bombardasse per essere liberati dal regime"
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Re: Questa cazzo di influenza

Messaggio da GaYden »

Giurano anche gli infermieri.
Piuttosto parliamo dei neodottori che guadagnano come una delle già citate commesse e in questo momento sono mandati in prima linea
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Re: Questa cazzo di influenza

Messaggio da Ank »

diego ha scritto: 22 marzo 2020 12:01 Spero di non scoprire che anche qui abbondiamo di statisti mancati, che avrebbero fatto questo e non avrebbero fatto quello, lo avrebbero fatto prima o lo avrebbero fatto in modo ancora più duro.
Mi ripeto: il diritto di critica è sacrosanto, però bisognerebbe avere anche il buon senso di capire se, quando e come servirsene, perché tutti siamo bravi con una tastiera davanti, ma prendere decisioni che hanno impatto su milioni di persone forse è un pelino diverso.
Mi sento di quotare a bestia
Questa situazione secondo me è una delle più difficili da dopo la II guerra
Nn invidio chi sta al governo.
Anch'io nn concordo su alcune cose, ma si sa che non si può essere d'accordo tutti. Per quello ci dev'essere qualcuno che sceglie.....
Anzi credo che stavolta il governo italiano stia lavorando bene.
Anch'io credo che avrebbero dovuto fermare tutto subito, ma solo il tempo ci dirà se veramente sarebbe stata questa la via giusta o quale.
Per ora bisognerebbe solo fare capire al popolo che le cazzate sono finite, di stare a casa e nn rompere i coglioni.
Ma poi vanno a fare Pic nic o grigliate, perché tanto non succede nulla...... :...:
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Re: Questa cazzo di influenza

Messaggio da Erlik_khan »

Ci hanno messo in quarantena anche qui, con autocertificazioni e l'esercito per le strade :bu:
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Re: Questa cazzo di influenza

Messaggio da Ank »

Discorso eroi: anche secondo me un eroe è una cosa diversa.
Anni fa lessi di un magrebino che si tuffò in un laghetto per salvare due bambini, vittima di un incidente stradale, l'auto fini in un laghetto, appunto, la mamma riusci ad uscire e i bimbi no. Il neretto appena vide la situazione si precipitò a salvarli, morendovi, ma salvando i pargoli. E c'erano parecchie persone ad assistere, non c'era solo lui (un fatto di cronaca, niente di più)
Ecco la mia concezione di eroe è questa. Spirito di intraprendenza, coraggio e altruismo allo stato puro (ti salvo, anche a costo di morire). Senza nulla togliere a medici e infermieri che lavorano costantemente per salvare vite. Ma come diceva lo strozza topi, "se non sei in grado o non sei portato, levati dal cazzo"
Capisco che questa è una situazione particolare, ma è anche vero che comunque è un tipo di lavoro che ti porta a dover gestire cose di questo tipo (non so bene, ma operazioni urgenti, salvataggi all'ultimo, o cose così credo siano una cosa per cui i doc siano pronti, o almeno si spera ...)
Poi voi camici bianchi sapete meglio di chiunque come funzionano alcune cose, quindi non entro nel merito. Scannatevi pure tra di voi .....
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Re: Questa cazzo di influenza

Messaggio da johnny blade »

Ma è anche vero che de oggi un medico o un oss rIschia di ammalarsi, prima questo non era nell'ordine del giorno.
Non so se sono eroi o meno per me e non mi pongo manco la domanda ma mi rimane addosso un senso ammirazione e rispetto. Stanno rischiando la loro vita per salvarne un'altra.
Ma questo alla lontana vale forse anche per una cassiera del supermercato.
In tanti si stanno adoperando.
Stanno tutti affrontando una missione.
Io un senso di devozione e riconoscenza ce l'ho. Ci vuole coraggio mentre io ora sto sul divano.
Magari prima una cassiera la consideeavo 0.
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