anche i biliardi con la teppajohnny-blade ha scritto: ↑12 luglio 2021 18:53 Almeno una volta c'erano i barbieri a fare educazione sessuale, oggi neanche quelli.
ora invece nei biliardi ci vanno quelli che seguono lo snooker su sky
anche i biliardi con la teppajohnny-blade ha scritto: ↑12 luglio 2021 18:53 Almeno una volta c'erano i barbieri a fare educazione sessuale, oggi neanche quelli.
Fraintendibile di nuovo. A parte che nessuno ha parlato di gente per strada che ferma i bambini per educarli sul sesso, ma piuttosto di figure istituzionali in ambito scolastico, quindi non colgo proprio il senso di quella che mi sembra una tua iperbole.
è piuttosto facile: apri google scholar, cerca "child gender dysphoria", scrolla e apri.
Hai ragione... anzi, aggiungo che nel momento in cui si identifica come naturale una cosa come la fede religiosa siamo già nei guai. Prima o poi ci si renderà conto che è meno rilevante e fondata della fede calcistica, è solo una superstizione come un'altra, al pari del voodoo, dei tarocchi, delle rose in numero pari, della terra piatta. In quel momento avremo fatto davvero un passo avanti.Disgustipated ha scritto: ↑12 luglio 2021 18:27Cioè, se un genitore o un educatore preposto al compito parla di sesso ad un bambino sarebbe pedofilia? Ma quando mai? Mai sentita una cosa del genere.
Detto proprio onestamente: se per te è un problema educare un bambino su uno degli aspetti più naturali in assoluto (anche più della fede religiosa) riguardanti la vita della stragrande maggioranza degli esseri umani, siamo al paradosso puro.
Prudenza è un conto, ostracizzare a priori è un altro.giopasi ha scritto: ↑12 luglio 2021 18:03 Allora, si ma più da un punto di vista biologico e sentimentale, non tanto correlato ad una generica identità (diciamo pure che non esiste bibliografia se non molto recente e sperimentale). Secondo k bisognerebbe ammettere del essere dif ronte a qualcosa di nuovo che invita quantomeno alla prudenza
@Sairus da gente che prende acriticamente scritture di vari secoli fa ti aspetti capacità critica riguardo letteratura di questo genere?
Con tutto il rispetto per la cassazione ma no, non capisco. Anche perché trovo estremamente difficile distinguere tra invincibile esigenza e desiderio su libera scelta. Anche perché la scelta è sempre libera, nessuno ti imporrà mai, almeno istituzionalmente, di cambiare sesso. Per il resto, mi sembra quasi che tu non conosca i percorsi di cambiamento di genere. Per come la dipingi tu, sembra quasi debba essere semplice come bere un bicchiere d'acqua, tipo "ehi, mi sento donna, mi tagliate l'uccello?" E il giorno dopo è fatta. Sono percorsi lunghi e multidisciplinari che già ora e per il soggetto adulto passano, almeno in Italia, attraverso psicologi e cautele di ogni tipo.giopasi ha scritto: ↑13 luglio 2021 09:17 Beh, perché penso che cambi proprio l'approccio sia medico che culturale.
Ti faccio un esempio. La legge del 1982 sulla demolizione e ricostruzione del sesso biologico ha un fondamento: l'esigenza invincibile del soggetto. Non parla di libera scelta, ma di una necessità quasi compulsiva, incontenibile, incolmabile ed ineluttabile. Questo doveva essere vagliato ed approvato, anche attraverso un percorso psicologico e medico.
Oggi, invece, il baricentro si è spostato sul desiderio della persona, basato su una libera scelta non discutibile. Capisci che cambia di molto. Tanto che la Cassazione è intervenuta proprio sull'argomento.
Doc, recentemente ne parlavo con un mio amico avvocato che è contrario al DDL Zan, e quando gli ho fatto presente che oltre agli aspetti giuridici ce ne sono parecchi psicologici di cui tenere conto, mi ha risposto "e vabbè ma se metti in gioco la psicologia ovvio che non ne usciamo, allora alzo le mani".Disgustipated ha scritto: ↑13 luglio 2021 10:23Con tutto il rispetto per la cassazione ma no, non capisco. Anche perché trovo estremamente difficile distinguere tra invincibile esigenza e desiderio su libera scelta. Anche perché la scelta è sempre libera, nessuno ti imporrà mai, almeno istituzionalmente, di cambiare sesso. Per il resto, mi sembra quasi che tu non conosca i percorsi di cambiamento di genere. Per come la dipingi tu, sembra quasi debba essere semplice come bere un bicchiere d'acqua, tipo "ehi, mi sento donna, mi tagliate l'uccello?" E il giorno dopo è fatta. Sono percorsi lunghi e multidisciplinari che già ora e per il soggetto adulto passano, almeno in Italia, attraverso psicologi e cautele di ogni tipo.giopasi ha scritto: ↑13 luglio 2021 09:17 Beh, perché penso che cambi proprio l'approccio sia medico che culturale.
Ti faccio un esempio. La legge del 1982 sulla demolizione e ricostruzione del sesso biologico ha un fondamento: l'esigenza invincibile del soggetto. Non parla di libera scelta, ma di una necessità quasi compulsiva, incontenibile, incolmabile ed ineluttabile. Questo doveva essere vagliato ed approvato, anche attraverso un percorso psicologico e medico.
Oggi, invece, il baricentro si è spostato sul desiderio della persona, basato su una libera scelta non discutibile. Capisci che cambia di molto. Tanto che la Cassazione è intervenuta proprio sull'argomento.
Non so, a me sembra sempre che ti spertifichi facendo questioni terminologiche per rigirare la frittata.
A conclusione, proprio perché medico, vorrei sottolineare che la definizione di patologia, soprattutto in ambito psichiatrico (visto che si parla di disforia di genere) sia oggetto ancora oggi di dibattito ed evoluzione, quindi ti sconsiglierei di approcciarla in modo così semplicistico.
@Sairus tutto vero quello che dici, ma coi tarocchi si Cucca![]()
In due parole, la visione per cui le sovrastrutture debbano essere anteposte a necessità umane non dannose.Sairus ha scritto: ↑13 luglio 2021 10:27Doc, recentemente ne parlavo con un mio amico avvocato che è contrario al DDL Zan, e quando gli ho fatto presente che oltre agli aspetti giuridici ce ne sono parecchi psicologici di cui tenere conto, mi ha risposto "e vabbè ma se metti in gioco la psicologia ovvio che non ne usciamo, allora alzo le mani".Disgustipated ha scritto: ↑13 luglio 2021 10:23Con tutto il rispetto per la cassazione ma no, non capisco. Anche perché trovo estremamente difficile distinguere tra invincibile esigenza e desiderio su libera scelta. Anche perché la scelta è sempre libera, nessuno ti imporrà mai, almeno istituzionalmente, di cambiare sesso. Per il resto, mi sembra quasi che tu non conosca i percorsi di cambiamento di genere. Per come la dipingi tu, sembra quasi debba essere semplice come bere un bicchiere d'acqua, tipo "ehi, mi sento donna, mi tagliate l'uccello?" E il giorno dopo è fatta. Sono percorsi lunghi e multidisciplinari che già ora e per il soggetto adulto passano, almeno in Italia, attraverso psicologi e cautele di ogni tipo.giopasi ha scritto: ↑13 luglio 2021 09:17 Beh, perché penso che cambi proprio l'approccio sia medico che culturale.
Ti faccio un esempio. La legge del 1982 sulla demolizione e ricostruzione del sesso biologico ha un fondamento: l'esigenza invincibile del soggetto. Non parla di libera scelta, ma di una necessità quasi compulsiva, incontenibile, incolmabile ed ineluttabile. Questo doveva essere vagliato ed approvato, anche attraverso un percorso psicologico e medico.
Oggi, invece, il baricentro si è spostato sul desiderio della persona, basato su una libera scelta non discutibile. Capisci che cambia di molto. Tanto che la Cassazione è intervenuta proprio sull'argomento.
Non so, a me sembra sempre che ti spertifichi facendo questioni terminologiche per rigirare la frittata.
A conclusione, proprio perché medico, vorrei sottolineare che la definizione di patologia, soprattutto in ambito psichiatrico (visto che si parla di disforia di genere) sia oggetto ancora oggi di dibattito ed evoluzione, quindi ti sconsiglierei di approcciarla in modo così semplicistico.
@Sairus tutto vero quello che dici, ma coi tarocchi si Cucca![]()
MA SE METTI IN GIOCO LA PSICOLOGIA
Cioè... secoli di scienza buttati nel cesso per un manuale di diritto privato. Valore zero alla cosa più importante per l'essere umano dopo la sopravvivenza. Temo che molti abbiano questa visione.
Beh ma è ovvio, se un avvocato non crede fermamente che la vita sia un "gioco" alla pari di quello che succede nella sua professione non può fare l'avvocato. Non a caso la quasi totalità sono delle teste di cazzo.Disgustipated ha scritto: ↑13 luglio 2021 11:25
In due parole, la visione per cui le sovrastrutture debbano essere anteposte a necessità umane non dannose.
Che bella visione.
confermo: non ho voglia di fare un cazzo al quadrato ed infatti sono laureato in giurisprudenza senza essere riuscito a diventare avvocato.STIV_V ha scritto: ↑13 luglio 2021 12:31 Il mio capo sostiene che giurisprudenza sia la scelta di quelli che di solito non hanno voglia di fare un cazzo ma devono comunque laurearsi e quindi vabbè faccio giurisprudenza. Questa sua teoria spiegherebbe il perché la stragrande maggioranza degli avvocati sono dei coglioni.
La prima volta che me l'ha detto ho pensato fosse l'ennesima cazzata, poi ho iniziato ad avere a che fare con gli avvocati e adesso non sono più così convinto si tratti di una cazzata tout Court, c'è del vero.
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No ma ci sta eh. Però a livello fancazzismo ci sono realtà che giurisprudenza levati proprio....cioè cazzo, lettere....di che cosa stiamo parlando? Lettere.....a Genova quando facevamo le serate a lettere occupate c'era della gente che gli chiedevi se erano i genitori venuti a prendere il figlio scemo e invece i figli scemi erano loro, avevano 42 anni e ancora stavano a lettere cercando di laurearsi e dormendo nell'aula magna che l'occupazione era solo una scusa, in realtà non potevano permettersi una casa. Ecco, lettere è il TOP del TOP.
Ti dirò, almeno per quanto riguarda la realtà genovese scienze politiche è decisamente meglio di lettere. Lettere a Genova è veramente il covo del peggio del peggio.
a me fotte sega del "si può anche rispondere".giopasi ha scritto: ↑13 luglio 2021 18:02 Tornando IT, concordo molto sulla tendenza a ipersemplifiare (ecco perché alla domanda di bigio si può anche rispondere no per ipersenplificaziine).
Infatti Disgu hai colto esattamente il mi dubbio. Fino a ieri la transazione di genere aveva, o meglio h ancora, un iter molto specifico che partiva dal trovare una soluzione ad un disagio presente. La legge Zan, invece, bypassando l'elemento di esigenza (molto diverso da desiderio) dice: ...l'identificazione percepita manifestata, indipendentemente dalla conclusione del percorso di transizione. Quindi, il tutto si incentra sulla soggettività, senza bisogno di alcun supporto esteriore (medico, psicologo,ecc.). Poi, concordo sul fatto che "patologia" è un termine che genera differenti interpretazioni, ma esiste in DSM-5 che avrà una sua valenza credo
P.s. concordo su giurisprudenza....se mi sono laureato io, si laurea anche un cane.
Nono, non è assolutamente così. Ma proprio zero.giopasi ha scritto: ↑13 luglio 2021 18:02 Infatti Disgu hai colto esattamente il mi dubbio. Fino a ieri la transazione di genere aveva, o meglio h ancora, un iter molto specifico che partiva dal trovare una soluzione ad un disagio presente. La legge Zan, invece, bypassando l'elemento di esigenza (molto diverso da desiderio) dice: ...l'identificazione percepita manifestata, indipendentemente dalla conclusione del percorso di transizione. Quindi, il tutto si incentra sulla soggettività, senza bisogno di alcun supporto esteriore (medico, psicologo,ecc.). Poi, concordo sul fatto che "patologia" è un termine che genera differenti interpretazioni, ma esiste in DSM-5 che avrà una sua valenza credo
Secondo me fai un grande errore di concetto nell'affrontare la discussione. Non puoi portare avanti delle argomentazioni piscologiche\filosofiche basandoti sul formalismo e sull'interpretazione giuridica, perchè quella roba lì viene dopo. Una volta trovata la quadra a livello sociale\culturale, si traduce PER NECESSITA' (sottolineato mille volte, ad evidenziare il fatto che è una forzatura necessaria per l'adeguamento ad un sistema giuridico che, come tutti i sistemi giuridici, ha delle imperfezioni) in un linguaggio giuridico.giopasi ha scritto: ↑13 luglio 2021 18:02 Tornando IT, concordo molto sulla tendenza a ipersemplifiare (ecco perché alla domanda di bigio si può anche rispondere no per ipersenplificaziine).
Infatti Disgu hai colto esattamente il mi dubbio. Fino a ieri la transazione di genere aveva, o meglio h ancora, un iter molto specifico che partiva dal trovare una soluzione ad un disagio presente. La legge Zan, invece, bypassando l'elemento di esigenza (molto diverso da desiderio) dice: ...l'identificazione percepita manifestata, indipendentemente dalla conclusione del percorso di transizione. Quindi, il tutto si incentra sulla soggettività, senza bisogno di alcun supporto esteriore (medico, psicologo,ecc.). Poi, concordo sul fatto che "patologia" è un termine che genera differenti interpretazioni, ma esiste in DSM-5 che avrà una sua valenza credo
P.s. concordo su giurisprudenza....se mi sono laureato io, si laurea anche un cane.