Estate a Pescara
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Estate a Pescara
Edward Lodewijk van Halen
26/01/1955 - 06/10/2020
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- johnny blade
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Re: Estate a Pescara
E domenica c'è pure Pescara - Pordenone !
𝑱𝒐𝒉𝒏 𝑾𝒂𝒚𝒏𝒆 𝒕𝒉𝒆 𝑨𝒍𝒂𝒎𝒐 𝑪𝒓𝒂𝒛𝒚 𝑯𝒐𝒓𝒔𝒆 𝑮𝒆𝒓𝒐𝒏𝒊𝒎𝒐
𝑰'𝒍𝒍 𝒔𝒎𝒐𝒌𝒆 𝒂 𝒑𝒊𝒆𝒄𝒆 𝒘𝒊𝒕𝒉 𝒚𝒐𝒖 ☮
- Ennio
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Re: Estate a Pescara
Mah...non dovevo andare a vedere Glenn Hughes avendo più di un'avvisaglia di una fase "down" umorale in arrivo.
Sono più che saturo degli eventi estivi della cittadina turistica in cui vivo e già vorrei uccidere tutti i bagnanti da un mesetto scarso.
Sono fatto così, provo a vivere come gli altri, ma è davvero complesso.
Cito Carmelo bene che parla di Deleuze e di Kafka:
"Qualora noi meritassimo una libertà, dovrebbe essere affrancamento dal lavoro e non occupazione sul lavoro! Anche se non si scappa mai. “On n’échappe pas de la machine”, diceva Deleuze. Non si sfugge da-alla macchina".
E ancora:
"Questo nulla che ci assale, l’oppressione della catena di montaggio che si fa sentire ossessiva, diventando sempre più forte nella strada che percorriamo, nel tram, nell’auto, e poi a casa, in famiglia, financo nell’amore, nella rivoluzione ancora di più e, soprattutto, l’oppressione si sente, si risente, nell’Entusiasmo."
Ed eccomi a vedere Glenn Hughes con oppressioni personali e depressioni varie, che per l'appunto, nell'entusiasmo, si sono amplificate: arrivato al Teatro D’Annunzio, essendo pure solo, sono stato preda di sudorazione torrenziale (faceva pure un caldo bestiale) da agorafobia...cominciamo bene, ho pensato.
Che dire? Il concerto è stato molto bello e persino la band mi è sembrata accettabile (sono un saccente di merda, lo so ).
Tuttavia non riesco a mandare giù la scelta di presentare uno spettacolo di classici dei Deep Purple: è una scelta da sagra del cinghiale di Pennapiedimonte, aggravata dall’introduzione di un paio di brani che sono repertorio della Mark II, messi là solo perché sono fra i più noti del gruppo.
Detto tante volte: sarebbe stato bello vedere Hughes coinvolto in progetti più importanti, più maturi, più di spessore, più ……………. (metteteci l’espressione che più vi piace). Vederlo lì sul palco, a capo di una mega cover band non mi è piaciuto.
Detto questo: la sua voce era, è e sempre sarà una cosa eccezionale, una magia, uno spettacolo nello spettacolo. Emozionante come poche cose al mondo (per me).
Porca miseria Glenn. Avessi potuto farti da manager avresti evitato un’infinità di stupidaggini grazie alla mia guida (sono un saccente di merda, lo so ). Ti perdono perché sei un cantante magnifico e io ho rispetto e ammirazione per un talento puro come il tuo.
Sono più che saturo degli eventi estivi della cittadina turistica in cui vivo e già vorrei uccidere tutti i bagnanti da un mesetto scarso.
Sono fatto così, provo a vivere come gli altri, ma è davvero complesso.
Cito Carmelo bene che parla di Deleuze e di Kafka:
"Qualora noi meritassimo una libertà, dovrebbe essere affrancamento dal lavoro e non occupazione sul lavoro! Anche se non si scappa mai. “On n’échappe pas de la machine”, diceva Deleuze. Non si sfugge da-alla macchina".
E ancora:
"Questo nulla che ci assale, l’oppressione della catena di montaggio che si fa sentire ossessiva, diventando sempre più forte nella strada che percorriamo, nel tram, nell’auto, e poi a casa, in famiglia, financo nell’amore, nella rivoluzione ancora di più e, soprattutto, l’oppressione si sente, si risente, nell’Entusiasmo."
Ed eccomi a vedere Glenn Hughes con oppressioni personali e depressioni varie, che per l'appunto, nell'entusiasmo, si sono amplificate: arrivato al Teatro D’Annunzio, essendo pure solo, sono stato preda di sudorazione torrenziale (faceva pure un caldo bestiale) da agorafobia...cominciamo bene, ho pensato.
Che dire? Il concerto è stato molto bello e persino la band mi è sembrata accettabile (sono un saccente di merda, lo so ).
Tuttavia non riesco a mandare giù la scelta di presentare uno spettacolo di classici dei Deep Purple: è una scelta da sagra del cinghiale di Pennapiedimonte, aggravata dall’introduzione di un paio di brani che sono repertorio della Mark II, messi là solo perché sono fra i più noti del gruppo.
Detto tante volte: sarebbe stato bello vedere Hughes coinvolto in progetti più importanti, più maturi, più di spessore, più ……………. (metteteci l’espressione che più vi piace). Vederlo lì sul palco, a capo di una mega cover band non mi è piaciuto.
Detto questo: la sua voce era, è e sempre sarà una cosa eccezionale, una magia, uno spettacolo nello spettacolo. Emozionante come poche cose al mondo (per me).
Porca miseria Glenn. Avessi potuto farti da manager avresti evitato un’infinità di stupidaggini grazie alla mia guida (sono un saccente di merda, lo so ). Ti perdono perché sei un cantante magnifico e io ho rispetto e ammirazione per un talento puro come il tuo.
Edward Lodewijk van Halen
26/01/1955 - 06/10/2020
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Re: Estate a Pescara
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Re: Estate a Pescara
Ps. lL'immagine è presa da Paterson? Grandissimo film
La guerra e' guerra, non c'e' distinzione tra civili e militari, c'e' solo lo schifo del mondo che da spettacolo di se... l'essere umano in tutto il suo splendore by Ashes
..W La terra dei cachi!! By Silvio B.
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Re: Estate a Pescara
Credo sia a marriage story
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Re: Estate a Pescara
Ve ne approfittate che il VERO pescarerse johnny sia momentaneamente assente...
Io qui in Terra d'Abruzzo sono ospite dal 1990.
L'Abruzzo è una fantastica regione, ma Pescara Città è in una fase di calo clamoroso.
Forse è la deformazione professionale, ma io vedo degrado e disomogeneità. Non è più la "perla dell'Adriatico".
Stiv puppù
Io qui in Terra d'Abruzzo sono ospite dal 1990.
L'Abruzzo è una fantastica regione, ma Pescara Città è in una fase di calo clamoroso.
Forse è la deformazione professionale, ma io vedo degrado e disomogeneità. Non è più la "perla dell'Adriatico".
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Edward Lodewijk van Halen
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Re: Estate a Pescara
"Culoso il chiacchierato"
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- Ennio
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Re: Estate a Pescara
Un po' mi somiglia, ma io ho la barba diversa
Edward Lodewijk van Halen
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- johnny blade
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4 LUGLIO
Quello che dice di negativo @Ennio su Pescara si riflette anche sul calcio cittadino.
Il cane che si morde la coda.
4 LUGLIO, TRISTE COMPLEANNO – DIVISIONE DELLA “TORTA” FINITA?
Pubblicato da 40mila.it il 04/07/2021
Siamo all’85esimo …
… non minuto di gioco, ma anno! Perché la data ufficiale della nascita della Pescara Calcio è il 4 luglio del 1936. E’ però vero che già dal 1920 alcuni di Castellamare – cioè la parte di Pescara oggi a nord del fiume – giocavano a calcio riuniti in un sodalizio chiamato “EDERA”. Nello stesso tempo, sulla riva destra del fiume, i giovani appassionati di calcio erano organizzati sotto la bandiera della “VIGOR”.
Nel 1924 emergono due squadre ufficiali che difendono i colori di Castellamare e di Pescara: l’ATERNO e l’URSUS; ma è nel 1925 che il commissario straordinario Paoloni indice il Primo Campionato Abruzzese di qualificazione, con un torneo articolato in due gironi (marino e montano). E nel 1926, l’URSUS partecipa al primo campionato abruzzese di seconda divisione, vinto dal Pratola, finendo al secondo posto.
Nel 1927 si istituisce la nuova provincia di Pescara fondendo i due centri di Pescara e di Castellamare in un’unica grande Città. Alla spinta decisiva contribuisce Gabriele D’ANNUNZIO, amante del gioco del calcio: d’altronde, è lui il pioniere della scelta stilistica degli scudetti apposti sulle divise da gioco! E si attribuisce al nostro sommo poeta anche l’azzurro della Nazionale, ma tale colore è forse più dipeso dal fatto che – dopo l’iniziale bianco – sia stato “esteso” a tutta la maglia il bordo azzurro dello stemma savoiardo che era sul petto.
Nello spirito unitario si fondono anche le due società calcistiche indigene: daranno vita alla “TITO ACERBO”, che però non farà molta strada.
Nel 1930 viene fondata una nuova società, la S.S. ABRUZZO, che appronta una rosa di giocatori tale da formare ben due squadre: ABRUZZO A e ABRUZZO B. I colori, per raccogliere l’idea di unione regionale, saranno rappresentati dall’azzurro del mare e dal bianco della neve montana:
nasce il biancazzurro!
La seconda maglia è giallo-blu, come ancora lo è in quest’anno 2020. Nel torneo 1931-32 la squadra partecipa al campionato di Seconda Divisione Regionale, che viene vinto dall’ABRUZZO B con un gran margine sull’Aquila e sul Gloria Chieti. La squadra, espressione autentica del vivaio locale pescarese, nel 1932-33 prende ufficialmente il nome di A.S. PESCARA. Dopo un periodo di apparente entusiasmo e di risultati discreti, il sodalizio entra in crisi e nel giro di pochi anni si scioglie.
Nel 1936, grazie all’interesse di Angelo Vetta e d’un manipolo di appassionati, la squadra risorge, sempre col nome di ASSOCIAZIONE SPORTIVA PESCARA. Il nuovo club ebbe come primo allenatore Edmondo DE AMICIS ed esordì nel 1937-38 nel girone D di Prima Divisione Abruzzese, ottenendo subito la promozione in Serie C. Nei due anni successivi la squadra disputò due buoni campionati in Serie C, classificandosi dapprima ottava (con alla guida Pietro PISELLI) e poi sesta (allenatore Armando BONINO).
E’ al termine della stagione 1940-41 che arriva per il PESCARA la prima promozione in Serie B. La squadra, allenata dal campione del mondo Mario PIZZIOLO e forte di elementi come Mario TONTODONATI (che di lì a poco esordirà in Serie A), vince il proprio girone totalizzando 44 punti e arriva poi seconda nel girone finale dietro alla Fiumana: tanto basta per accedere alla serie cadetta. L’anno successivo la squadra, esordiente in seconda categoria, sfiora la promozione venendo superata dal Vicenza solo alle ultime giornate (fonte originale).
Perché questa storia? Perché oggi, al “taglio della torta” per l’85esimo compleanno, ci chiediamo cosa sia rimasto di quell’impulso spontaneo, genuinamente calcistico, cioè sportivo e di rappresentanza cittadina?… 85 anni… E più che a un campo di calcio siamo a pensare a una tavola imbandita, dove semplicemente
ci si “divide una torta”.
È una torta che poco ha a che fare con il calcio, né con i COLORI DELLA MAGLIA, né con l’orgoglio di RAPPRESENTARE UNA CITTA’, né con lo SPIRITO SPORTIVO di confrontarsi con le rivali nel rispetto delle PASSIONI e dei SOGNI reciproci…
È il calcio di oggi, ci raccontano… Quello in cui ogni scelta non è più dettata dal campo – come in quella gloriosa nascita – ma dal dividersi la torta dei contributi della Lega e dei diritti TV; o dallo spartirsi l’amara (per i tifosi) guantiera di pasticcini ottenuti da uova di “polli” e “pulcini”, sacrificati sulle bancarelle dei mercati. Mercati perenni, in cui si compravendono gambe e polmoni di qualunque età, purché sia un’età e una condizione fisica gratuita in entrata e lucrosa in uscita. Il resto è traffico di figurine, organici come album mai finiti ma con le mani piene di doppioni e figurine triple da scambiare: ma scambi non fatti da ragazzini innocenti, bensì da mercanti mai cresciuti.
Cosa rimane? Un’ottuagenaria… età che fa pensare più alla fine che alla vitalità; un’ottantacinquenne curata in cliniche amiche ma da mani avare – accidiose e superbe – di “medici” e farmacisti, con petti “abbottati” davanti a microfoni sorretti da muti, inchinati a cantare “tanti auguri a te, persidente”!
Buon triste compleanno…
Gabriele, perdonaci.
Saluti.
Il cane che si morde la coda.
4 LUGLIO, TRISTE COMPLEANNO – DIVISIONE DELLA “TORTA” FINITA?
Pubblicato da 40mila.it il 04/07/2021
Siamo all’85esimo …
… non minuto di gioco, ma anno! Perché la data ufficiale della nascita della Pescara Calcio è il 4 luglio del 1936. E’ però vero che già dal 1920 alcuni di Castellamare – cioè la parte di Pescara oggi a nord del fiume – giocavano a calcio riuniti in un sodalizio chiamato “EDERA”. Nello stesso tempo, sulla riva destra del fiume, i giovani appassionati di calcio erano organizzati sotto la bandiera della “VIGOR”.
Nel 1924 emergono due squadre ufficiali che difendono i colori di Castellamare e di Pescara: l’ATERNO e l’URSUS; ma è nel 1925 che il commissario straordinario Paoloni indice il Primo Campionato Abruzzese di qualificazione, con un torneo articolato in due gironi (marino e montano). E nel 1926, l’URSUS partecipa al primo campionato abruzzese di seconda divisione, vinto dal Pratola, finendo al secondo posto.
Nel 1927 si istituisce la nuova provincia di Pescara fondendo i due centri di Pescara e di Castellamare in un’unica grande Città. Alla spinta decisiva contribuisce Gabriele D’ANNUNZIO, amante del gioco del calcio: d’altronde, è lui il pioniere della scelta stilistica degli scudetti apposti sulle divise da gioco! E si attribuisce al nostro sommo poeta anche l’azzurro della Nazionale, ma tale colore è forse più dipeso dal fatto che – dopo l’iniziale bianco – sia stato “esteso” a tutta la maglia il bordo azzurro dello stemma savoiardo che era sul petto.
Nello spirito unitario si fondono anche le due società calcistiche indigene: daranno vita alla “TITO ACERBO”, che però non farà molta strada.
Nel 1930 viene fondata una nuova società, la S.S. ABRUZZO, che appronta una rosa di giocatori tale da formare ben due squadre: ABRUZZO A e ABRUZZO B. I colori, per raccogliere l’idea di unione regionale, saranno rappresentati dall’azzurro del mare e dal bianco della neve montana:
nasce il biancazzurro!
La seconda maglia è giallo-blu, come ancora lo è in quest’anno 2020. Nel torneo 1931-32 la squadra partecipa al campionato di Seconda Divisione Regionale, che viene vinto dall’ABRUZZO B con un gran margine sull’Aquila e sul Gloria Chieti. La squadra, espressione autentica del vivaio locale pescarese, nel 1932-33 prende ufficialmente il nome di A.S. PESCARA. Dopo un periodo di apparente entusiasmo e di risultati discreti, il sodalizio entra in crisi e nel giro di pochi anni si scioglie.
Nel 1936, grazie all’interesse di Angelo Vetta e d’un manipolo di appassionati, la squadra risorge, sempre col nome di ASSOCIAZIONE SPORTIVA PESCARA. Il nuovo club ebbe come primo allenatore Edmondo DE AMICIS ed esordì nel 1937-38 nel girone D di Prima Divisione Abruzzese, ottenendo subito la promozione in Serie C. Nei due anni successivi la squadra disputò due buoni campionati in Serie C, classificandosi dapprima ottava (con alla guida Pietro PISELLI) e poi sesta (allenatore Armando BONINO).
E’ al termine della stagione 1940-41 che arriva per il PESCARA la prima promozione in Serie B. La squadra, allenata dal campione del mondo Mario PIZZIOLO e forte di elementi come Mario TONTODONATI (che di lì a poco esordirà in Serie A), vince il proprio girone totalizzando 44 punti e arriva poi seconda nel girone finale dietro alla Fiumana: tanto basta per accedere alla serie cadetta. L’anno successivo la squadra, esordiente in seconda categoria, sfiora la promozione venendo superata dal Vicenza solo alle ultime giornate (fonte originale).
Perché questa storia? Perché oggi, al “taglio della torta” per l’85esimo compleanno, ci chiediamo cosa sia rimasto di quell’impulso spontaneo, genuinamente calcistico, cioè sportivo e di rappresentanza cittadina?… 85 anni… E più che a un campo di calcio siamo a pensare a una tavola imbandita, dove semplicemente
ci si “divide una torta”.
È una torta che poco ha a che fare con il calcio, né con i COLORI DELLA MAGLIA, né con l’orgoglio di RAPPRESENTARE UNA CITTA’, né con lo SPIRITO SPORTIVO di confrontarsi con le rivali nel rispetto delle PASSIONI e dei SOGNI reciproci…
È il calcio di oggi, ci raccontano… Quello in cui ogni scelta non è più dettata dal campo – come in quella gloriosa nascita – ma dal dividersi la torta dei contributi della Lega e dei diritti TV; o dallo spartirsi l’amara (per i tifosi) guantiera di pasticcini ottenuti da uova di “polli” e “pulcini”, sacrificati sulle bancarelle dei mercati. Mercati perenni, in cui si compravendono gambe e polmoni di qualunque età, purché sia un’età e una condizione fisica gratuita in entrata e lucrosa in uscita. Il resto è traffico di figurine, organici come album mai finiti ma con le mani piene di doppioni e figurine triple da scambiare: ma scambi non fatti da ragazzini innocenti, bensì da mercanti mai cresciuti.
Cosa rimane? Un’ottuagenaria… età che fa pensare più alla fine che alla vitalità; un’ottantacinquenne curata in cliniche amiche ma da mani avare – accidiose e superbe – di “medici” e farmacisti, con petti “abbottati” davanti a microfoni sorretti da muti, inchinati a cantare “tanti auguri a te, persidente”!
Buon triste compleanno…
Gabriele, perdonaci.
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- bomber_zee
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Re: Estate a Pescara
Ma veramente pensi che qualcuno sano di mente legga tutta sta roba ?

la donzelletta vien dalla campagna
cun scià la radio
cun sö la tecno
cun scià la radio
cun sö la tecno
- None
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Re: Estate a Pescara
io l'ho lettabomber_zee ha scritto: ↑4 luglio 2021 22:40 Ma veramente pensi che qualcuno sano di mente legga tutta sta roba ?
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- bomber_zee
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Re: Estate a Pescara
fuori pioveva ?

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Re: Estate a Pescara
Peggio, c'era scirocco
- johnny blade
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Re: Estate a Pescara
Ho scoperto questa chicca.Ennio ha scritto: ↑1 luglio 2021 15:12 Ve ne approfittate che il VERO pescarerse johnny sia momentaneamente assente...
Io qui in Terra d'Abruzzo sono ospite dal 1990.
L'Abruzzo è una fantastica regione, ma Pescara Città è in una fase di calo clamoroso.
Forse è la deformazione professionale, ma io vedo degrado e disomogeneità. Non è più la "perla dell'Adriatico".
Stiv puppù
Tanti aneddoti me li hanno raccontati dei tifosi ultra 60enni del pescara.
Pescara negli anni 70 80 era un calderone sempre in ebollizione.
Che ne sa oggi la sua gioventù.
https://www.raiplay.it/video/2021/07/Di ... dc468.html
Da guardare (inizia dal minuto 52 se vi va..)
Pazienza,d'Annunzio, Flaiano, Estiarte, Senna..ma anche tanto altro..
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