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Alex Skolnick solista

Inviato: 12 aprile 2019 14:51
da Cotlod
Alla fine del 1992 Alex Skolnick lascia i Testament al colmo di un periodo di tensione: sono malviste le sue partecipazioni a progetti esterni (nel '91 registra e va in tour con Stuart Hamm); il mancato successo commerciale dei Testament, ad un passo dal "farcela" ma rimasti a metà strada tra underground e la scena grossa (Megadeth, Slayer, non dico Metallica); il suono nuovo e con scarso successo di critica del disco Ritual, bollato come "Alex vuole imporre il Black Album ai Testament".

Fa quindi una partecipazione in studio con i Savatage, nel finto disco da band Handful of Rain (tra il sufficiente e lo stupendo), e un tour con loro (disco e video Japan Live ’94). I Savatage sono una famiglia più che una band, e salvo rare eccezioni chi entra nella famiglia ci rimane: Alex parteciperà negli anni successivi al progetto TSO.

Nel 1998 stacca la spina, si trasferisce a New York e si chiude in una scuola di musica a studiare il Jazz. Ne esce qualche anno dopo come un musicista nuovo, reinventato. Pubblica un paio di dischi in cui reinterpreta in chiave jazz alcuni classici del Metal. Ho il secondo di questi dischi e lo trovo magnifico; la sua versione di Electric Eye dei Judas è una cosa incredibile, e per me diventa uno standard del jazz.

Ma ho saltato un passaggio importante: tra Savatage e il Jazz, registra due dischi in trio con Michael Manring e Tim Alexander (dei Primus), a nome Attention Deficit. Che successo può avere un disco di tre musicisti abili e male assortiti, il famigerato super-gruppo, con una delle copertine peggiori di sempre? Sulla carta sembrano una brutta copia dei LTE, eppure se ne hanno fatti due vuol dire che tanto male non sono. Compro il primo disco perché Alex è il mio idolo, e ne rimango fulminato: musica improvvisata in studio, con idee incollate senza troppa attenzione, ma che funzionano benissimo. Non c’è un minuto sprecato, ogni “pezzo” ha buone idee e ogni cosa è interessante. Poi Alex e MM sono due mostri, anzi scopro proprio con questo disco che Manring è il più grande bassista di sempre.
Qualche anno dopo compro il secondo disco, ma non lo ascolto mai: quando allungo la mano sullo scaffale dei cd prendo sempre quello alla sua sinistra.
Fino a una settimana fa, quando mi sono portato in trasferta il secondo disco: sono sei ore in macchina tra andata e ritorno, la copertina è anche peggiore del primo, ma il contenuto è lo stesso ed è altrettanto buono.

Arriviamo quindi al motivo per cui ho aperto questa discussione: Tim Alexander è il più grande batterista di sempre. Porca zozza, perché me ne accorgo solo adesso? Ok, i Primus non mi hanno mai preso, ma il primo disco degli Attention Deficit l’ho consumato… eppure ascoltavo solo Skolnick e Manring.
Porca zozza, che batterista fenomenale: il tiro, il groove, idee a volontà, la pacca del batterista rock, la tecnica del batterista fusion. Ho ascoltato per sei ore Tim Alexander senza dare attenzione agli altri due, come d’altronde richiede il nome della band: Squall, dai retta a me, Tim Alexander è il più grande batterista di sempre.

:sisi:

Re: Alex Skolnick solista

Inviato: 13 aprile 2019 01:01
da Graz
pensa che io questo disco manco l'ho mai sentito nominare :)

e pensa pure quanto gli deve essere roduto il culo a skolnick a tornare coi testament dopo tutto sto percorso da musicista per pagarsi le bollette

Re: Alex Skolnick solista

Inviato: 13 aprile 2019 14:24
da Aragorn_V
A me spiace che non abbia mai fatto un vero e proprio disco solista strumentale strettamente "metal"

Re: Alex Skolnick solista

Inviato: 13 aprile 2019 14:38
da diego
Graz ha scritto: gli deve essere roduto il culo
Scusa, se il capo ma non posso evitare: :diego:

Re: Alex Skolnick solista

Inviato: 13 aprile 2019 15:00
da Graz
A Roma si dice cosi :asd:

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Re: Alex Skolnick solista

Inviato: 16 aprile 2019 10:58
da Cotlod
Confermo: "roduto" è la forma corretta ed usata da Skonick stesso nella sua biografia.

Comunque non credo che sia tornato nei Testament per una questione di bollette: per uno che suona Jazz a New York, o in California (non so dove viva adesso) credo che sia possibile tirare fuori uno stipendio più che dignitoso fra serate nei locali, turni in studio e dal vivo, lezioni di chitarra.
Secondo me lo fa perché coi Testament può suonare davanti ad un pubblico di qualche migliaio in locali medio/grandi, per non parlare dei festival tra America ed Europa.

Una cosa è evidente: da quando è rientrato nei Testament ha deciso di spegnere il cervello. Il suoi assoli sui nuovi dischi sono di una pochezza disarmante, e non si capisce come uno che prima era il Dio della chitarra solista Thrash, poi si mette a studiare e in teoria è ancora più preparato di prima, quindi comincia a suonare come migliaia di chitarristi inutili.

Re: Alex Skolnick solista

Inviato: 16 aprile 2019 11:32
da Graz
Cotlod ha scritto:Una cosa è evidente: da quando è rientrato nei Testament ha deciso di spegnere il cervello. Il suoi assoli sui nuovi dischi sono di una pochezza disarmante, e non si capisce come uno che prima era il Dio della chitarra solista Thrash, poi si mette a studiare e in teoria è ancora più preparato di prima, quindi comincia a suonare come migliaia di chitarristi inutili.
mi fa piacere che lo dica un fine intenditore oltre ad un rozzo come me... ma gli assoli da the formation in poi fanno pietà e misericordia
in generale, tutta la parte melodica dei bei testament non esiste più

Re: Alex Skolnick solista

Inviato: 16 aprile 2019 11:37
da Fenix
Praticamente il punto di forza dei Testament.

Re: Alex Skolnick solista

Inviato: 16 aprile 2019 14:26
da diego
Cotlod ha scritto:Confermo: "roduto" è la forma corretta ed usata da Skonick stesso nella sua biografia.
Immagino che nella versione originale in Inglese il verbo sia "roded". :asd:

Re: Alex Skolnick solista

Inviato: 20 aprile 2019 22:39
da Cotlod
Fenix ha scritto: 16 aprile 2019 11:37 Praticamente il punto di forza dei Testament.
Si, su questo penso che siamo tutti d'accordo.

Comunque il disco oscuro di Skonick è un tale "The Skol Patrol", uscito sempre a fine '90 e sempre con Manring.
In questo disco, autoprodotto e pubblicato senza etichetta, rifanno la sigla di Starsky & Hutch, più altri brani ispirati ai polizieschi americani!

Re: Alex Skolnick solista

Inviato: 12 novembre 2021 10:49
da johnny blade
Top per me
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Però non so se esce un disco nuovo.

Re: Alex Skolnick solista

Inviato: 24 marzo 2022 11:37
da nonchalance
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Re: Alex Skolnick solista

Inviato: 24 marzo 2022 12:55
da giopasi
Bellissima scoperta!
Avevo letto di lui e avevo bazzicato sul suo sito per curiosità. Vedo di recuperare bene la discografica.

Re: Alex Skolnick solista

Inviato: 24 marzo 2022 13:14
da Mordred
johnny blade ha scritto: 12 novembre 2021 10:49 Top per me
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Però non so se esce un disco nuovo.
mamma mia il blues é l'alfa e l'omega della musica, stessi giri, stesso "mood" ma il mood di dio
@Cotlod che ne pensi

Re: Alex Skolnick solista

Inviato: 24 marzo 2022 13:25
da johnny blade
Ma si trovano 'sti dischi?

Re: Alex Skolnick solista

Inviato: 24 marzo 2022 13:55
da nonchalance
johnny blade ha scritto: 24 marzo 2022 13:25 Ma si trovano 'sti dischi?
Discogs

Re: Alex Skolnick solista

Inviato: 24 marzo 2022 13:57
da johnny blade
nonchalance ha scritto: 24 marzo 2022 13:55
johnny blade ha scritto: 24 marzo 2022 13:25 Ma si trovano 'sti dischi?
Discogs
Grazie

Re: Alex Skolnick solista

Inviato: 24 marzo 2022 14:38
da Cotlod
Senti che roba...
E' chiaramente un sabotatore: i nuovi assoli coi Testament sono RIDICOLI.

Mordred ha scritto: 24 marzo 2022 13:14 @Cotlod che ne pensi
Skolnick manda a casa chiunque della Bay Area abbia preso in mano una chitarra; peccato che quando suona metal si sia conformato a uno standard inferiore al suo.
E' chiaramente un sabotatore...

Re: Alex Skolnick solista

Inviato: 28 marzo 2022 11:51
da STIV_V
Ha ragione @Cotlod, non che si sia bisogno di rimarcarlo però, insomma, ogni tanto

: : ::: : :



Re: Alex Skolnick solista

Inviato: 10 novembre 2025 17:14
da nonchalance
Torna con il suo trio jazzzzz. Ecco la title track:

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