Chitarre e Legni - Demolire i Miti
- Erotic.Nightmares
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Chitarre e Legni - Demolire i Miti
Sono da sempre un sostenitore della teoria secondo la quale su una chitarra elettrica i legni non hanno la minima influenza sul suono, è tutta una sega mentale di gente che deve giustificare i costi esorbitanti dei propri strumenti o il fatto d'aver sborsato cifre folli per una roba fatta con mogano africano invecchiato ottant'anni. Ovviamente la maggior parte della gente mi ha sempre preso a sputi in faccia, questo perchè i chitarristi e i liutai spesso sono come gli audiofili: hanno le orecchie condizionate dall'aver speso una cifra assurda per un cavo segnale e quindi DEVONO assolutamente convincerti che suona meglio di un cavo da quattro soldi altrimenti passano per coglioni, cioè esattamente ciò che sono.
Ora un tipo piuttosto conosciuto su YouTube ha fatto un bel videino per dimostrare "scientificamente" questa teoria. Non usa nemmeno un pickup con l'output particolarmente mostruoso (non è un Sentient o un Nazgul, tanto per capirci) e il suono è pure con poco gain, quindi le condizioni per "sentire" il legno ci sarebbero potenzialmente tutte quante. Ecco, con questo video dimostra pienamente la mia teoria secondo la quale il suono di uno strumento elettrico è dato ESCLUSIVAMENTE da tre fattori: pickup e sua distanza dalle corde, corde e mani di chi lo suona. Punto. Tutto il resto sono cazzate, il compensato suona come il mogano stagionato....figuriamoci quelli che dicono di sentire la differenza tra una tastiera in palissandro, acero o ebano. Dedicate 11 minuti della vostra inutile vita alla visione di questo video, è veramente ben fatto.
Ora un tipo piuttosto conosciuto su YouTube ha fatto un bel videino per dimostrare "scientificamente" questa teoria. Non usa nemmeno un pickup con l'output particolarmente mostruoso (non è un Sentient o un Nazgul, tanto per capirci) e il suono è pure con poco gain, quindi le condizioni per "sentire" il legno ci sarebbero potenzialmente tutte quante. Ecco, con questo video dimostra pienamente la mia teoria secondo la quale il suono di uno strumento elettrico è dato ESCLUSIVAMENTE da tre fattori: pickup e sua distanza dalle corde, corde e mani di chi lo suona. Punto. Tutto il resto sono cazzate, il compensato suona come il mogano stagionato....figuriamoci quelli che dicono di sentire la differenza tra una tastiera in palissandro, acero o ebano. Dedicate 11 minuti della vostra inutile vita alla visione di questo video, è veramente ben fatto.
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Tonica, terza, quinta, settima diminuita. Resta dunque irrisolto l'accordo della mia vita?
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
Ah ecco.
(FUN fact: se non mi dicevi di aver postato un video e di andarmelo a vedere, taptalk non mi avrebbe mai fatto vedere questo nuovo thread. Temo che taptalk stia implodendo)
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
però insomma...
Erotic.Nightmares ha scritto: ↑26 settembre 2021 09:47 Bigio tocchi un tema delicato......
Le chitarre made in USA di Jackson, Charvel, PRS o ESP sono strumenti fatti letteralmente a mano mentre le loro versioni jappo (tipo le ESP-II che sono una via di mezzo), koreane, indonesiane e cinesi (ultima spiaggia) sono strumenti fatti completamente a macchina da poche fabbriche che lavorano per molte marche. I costi di produzione sono radicalmente diversi, nell'ordine di tre o quattro volte. I legni usati anche, magari sono la medesima essenza ma cambiano i tagli, la densità e la qualità. Per dire, un corpo in tiglio europeo o asiatico cosa un cazzo, un corpo in tiglio americano costa cinque volte.
Una differenza radicale è la finitura degli strumenti dal punto di vista della liuteria. Un manico e una tastiera di una Jackson San Dimas sono lavorate e tastate a mano da liutai stracazzuti, hanno un livello qualitativo pari a una Hapas o una Caparison (che sono il TOP assoluto tra le chitarre commerciali). Anche l'attacco corpo-manico è un altro livello, sono veramente pazzesche mentre le versioni cagariso sono approssimative. Questi due aspetti sono fondamentali per il risultato finale, la tastiera per la comodità e l'intonazione, l'attacco corpo-manico per sustain, attacco del suono e risposta.
Un altro punto è il controllo qualità. Una USA non avrà MAI una sbavatura, un dettaglio fuori posto, una microfossetta sulla verniciatura. Le cagariso sono molto più approssimative.
È vero che il legno non influisce più di tanto sul suono finale su una elettrica, ma è vero che ne determina sustain e risposta alla plettrata (armoniche e cose del genere) quindi alla fine si, una Jackson USA complessivamente suona molto meglio di una Korea.
Il punto vero è: a ME serve questa differenza? Perché se poi la chitarra la attacco allo Spark o a una scheda con millemila plugin davvero riesco a sentire la differenza? Me ne rendo conto? La risposta nel 99% dei casi è "Manco per il cazzo".
Morale: sono chitarre nettamente migliori ma le chitarre sono strumenti e dobbiamo comprare gli strumenti che ci servono e che possiamo sfruttare al meglio.
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
Quando studiai come funziona un pickup, ai tempi delll'università (esame di Misure e Controlli) ricordo che mi dissi: ma se il funzionamento del pickup è basato sulla variazione di campo magnetico, cosa pazzo sono tutti quei discorsi sui legni?
La cosa è molto semplice: il pickup "raccoglie" una variazione di campo magnetico, che è generata da una corda metallica che vibra nelle sue vicinanze.
Questa è fisica e c'è poco da fare: il legno è un materiale non magnetico, e non produrrà mai nessuna variazione del campo, e quindi non può avere influenza... diretta... sulla vibrazione della corda.
Ma:
- la corda è in comunicazione con il legno per il tramite del ponte e del capotasto. Ella vibra e sollecita il legno, che a sua volta vibra e sollecita la corda (in minima parte ovviamente)
- la chitarra la reggi in mano, quindi in mano reggi sia le corde che il legno. E fa molta differenza tenera fra le mani un pezzo di legno o un pezzo di grafite o di policarbonato. Quindi il legno influenza la suonabilità dello strumento e influisce più sulle mani che sulla corda... quindi, in seconda battuta, sul come le mani approcciano le corde.
Concordo che sono tutte pippe mentali, e che tutti i discorsi sulla porosità del tiglio li fa gente che non ha la minima idea di quello che sta dicendo.
Ma una piccola influenza dopotutto c'è...
La cosa è molto semplice: il pickup "raccoglie" una variazione di campo magnetico, che è generata da una corda metallica che vibra nelle sue vicinanze.
Questa è fisica e c'è poco da fare: il legno è un materiale non magnetico, e non produrrà mai nessuna variazione del campo, e quindi non può avere influenza... diretta... sulla vibrazione della corda.
Ma:
- la corda è in comunicazione con il legno per il tramite del ponte e del capotasto. Ella vibra e sollecita il legno, che a sua volta vibra e sollecita la corda (in minima parte ovviamente)
- la chitarra la reggi in mano, quindi in mano reggi sia le corde che il legno. E fa molta differenza tenera fra le mani un pezzo di legno o un pezzo di grafite o di policarbonato. Quindi il legno influenza la suonabilità dello strumento e influisce più sulle mani che sulla corda... quindi, in seconda battuta, sul come le mani approcciano le corde.
Concordo che sono tutte pippe mentali, e che tutti i discorsi sulla porosità del tiglio li fa gente che non ha la minima idea di quello che sta dicendo.
Ma una piccola influenza dopotutto c'è...
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
Alt, mi sono espresso male (o meglio, in modo confuso) nel post che hai giustamente quotato ora bigio. Il legno non ha un cazzo di influenza sul suono finale dello strumento, ciò che cambia in effetti è il sustain (che riesce ad essere più lungo grazie a una maggiore massa e densità) e il tipo di risposta alla plettrata perchè l'attacco corpo/manico ha una certa influenza, punto. Il suono in sè non cambia di una virgola con o senza corpo, zero al quoto assoluto.bigio ha scritto: ↑27 gennaio 2022 16:57 però insomma...Erotic.Nightmares ha scritto: ↑26 settembre 2021 09:47 Bigio tocchi un tema delicato......
Le chitarre made in USA di Jackson, Charvel, PRS o ESP sono strumenti fatti letteralmente a mano mentre le loro versioni jappo (tipo le ESP-II che sono una via di mezzo), koreane, indonesiane e cinesi (ultima spiaggia) sono strumenti fatti completamente a macchina da poche fabbriche che lavorano per molte marche. I costi di produzione sono radicalmente diversi, nell'ordine di tre o quattro volte. I legni usati anche, magari sono la medesima essenza ma cambiano i tagli, la densità e la qualità. Per dire, un corpo in tiglio europeo o asiatico cosa un cazzo, un corpo in tiglio americano costa cinque volte.
Una differenza radicale è la finitura degli strumenti dal punto di vista della liuteria. Un manico e una tastiera di una Jackson San Dimas sono lavorate e tastate a mano da liutai stracazzuti, hanno un livello qualitativo pari a una Hapas o una Caparison (che sono il TOP assoluto tra le chitarre commerciali). Anche l'attacco corpo-manico è un altro livello, sono veramente pazzesche mentre le versioni cagariso sono approssimative. Questi due aspetti sono fondamentali per il risultato finale, la tastiera per la comodità e l'intonazione, l'attacco corpo-manico per sustain, attacco del suono e risposta.
Un altro punto è il controllo qualità. Una USA non avrà MAI una sbavatura, un dettaglio fuori posto, una microfossetta sulla verniciatura. Le cagariso sono molto più approssimative.
È vero che il legno non influisce più di tanto sul suono finale su una elettrica, ma è vero che ne determina sustain e risposta alla plettrata (armoniche e cose del genere) quindi alla fine si, una Jackson USA complessivamente suona molto meglio di una Korea.
Il punto vero è: a ME serve questa differenza? Perché se poi la chitarra la attacco allo Spark o a una scheda con millemila plugin davvero riesco a sentire la differenza? Me ne rendo conto? La risposta nel 99% dei casi è "Manco per il cazzo".
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
Io ce l'ho lungo, con discreta massa e buona densità.
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
Si vabbè poi te lo pianti nel culo, scemina....
@Cotlod esatto, il legno influisce sulla suonabilità dello strumento e soprattutto nell'interazione uomo-strumento intesa come feeling e "piacere" che il musicista trae dall'avere tra le braccia una certa chitarra. Inevitabilmente un musicista suonerà diversamente tenendo in braccio una Harley Benton e una Les Paul Custom del 1956. Ma su una prova "asettica" come quella fatta dal tipo nel video, le sole cose che tirano fuori il suono da uno strumento elettrico sono pickup e corde, fine. Il resto non influisce minimamente. E lui ripeto, usa un pickup con un'uscita decisamente bassa e un suono praticamente privo di gain su un ampli che non ti perdona un cazzo. Figurati quando hai un Super Distortion attaccato a una Dual Rectifier col gain a 10 e magari a monte pure un overdrive.
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
Mi sembra un discorso tutto sommato di buon senso.
Ma raramente ho riscontrato del buonsenso nell'ambito della "gente che suona"
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
gran bel video lo avevo visto qualche giorno fa, ce ne dovrebbero essere un altro paio molto più vecchi con un esperimento simile, se riesco a trovarli magari li metto, ma alla fine dicono la stessa cosa.
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
Ne ha fatto un altro dove cerca di capire cosa determini il sustain di una chitarra elettrica e indovinate cosa viene fuori? La sola cosa che conta è il tipo di attacco corpo-manico, il resto non conta un cazzo. Puoi avere il body in mogano invecchiato ottocento anni o in cartone pressato, conta solo come il manico è installato nel corpo. Risultato che sostengo da sempre: quello con più sustain di tutti è un bolt-on fatto bene, non ha rivali. Il neck-through è il peggiore (questo non me lo aspettavo, pensavo fosse il manico incollato il peggiore). E' veramente un gran fico.
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
caspita ed io che pensavo fosse il neck through quello col miglior sustainErotic.Nightmares ha scritto: ↑10 febbraio 2022 08:31 Ne ha fatto un altro dove cerca di capire cosa determini il sustain di una chitarra elettrica e indovinate cosa viene fuori? La sola cosa che conta è il tipo di attacco corpo-manico, il resto non conta un cazzo. Puoi avere il body in mogano invecchiato ottocento anni o in cartone pressato, conta solo come il manico è installato nel corpo. Risultato che sostengo da sempre: quello con più sustain di tutti è un bolt-on fatto bene, non ha rivali. Il neck-through è il peggiore (questo non me lo aspettavo, pensavo fosse il manico incollato il peggiore). E' veramente un gran fico.
corro a vedere il video
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
Definisci "fatto bene"Erotic.Nightmares ha scritto: ↑10 febbraio 2022 08:31 Ne ha fatto un altro dove cerca di capire cosa determini il sustain di una chitarra elettrica e indovinate cosa viene fuori? La sola cosa che conta è il tipo di attacco corpo-manico, il resto non conta un cazzo. Puoi avere il body in mogano invecchiato ottocento anni o in cartone pressato, conta solo come il manico è installato nel corpo. Risultato che sostengo da sempre: quello con più sustain di tutti è un bolt-on fatto bene, non ha rivali. Il neck-through è il peggiore (questo non me lo aspettavo, pensavo fosse il manico incollato il peggiore). E' veramente un gran fico.
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
Incastro perfetto e precisissimo senza alcun gioco, spacer messo come cristo comanda, bolt in giusta quantità e dimensione, angolo del manico perfetto.bigio ha scritto: ↑10 febbraio 2022 12:46Definisci "fatto bene"Erotic.Nightmares ha scritto: ↑10 febbraio 2022 08:31 Ne ha fatto un altro dove cerca di capire cosa determini il sustain di una chitarra elettrica e indovinate cosa viene fuori? La sola cosa che conta è il tipo di attacco corpo-manico, il resto non conta un cazzo. Puoi avere il body in mogano invecchiato ottocento anni o in cartone pressato, conta solo come il manico è installato nel corpo. Risultato che sostengo da sempre: quello con più sustain di tutti è un bolt-on fatto bene, non ha rivali. Il neck-through è il peggiore (questo non me lo aspettavo, pensavo fosse il manico incollato il peggiore). E' veramente un gran fico.
Questo è un esempio di un joint fatto come cazzo si deve:
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
Questo in effetti è abbastanza sorprendente, soprattutto considerando la percezione del pubblico, se chiedessero ad un campione di suonatori di chitarra di mettere in ordine di qualità il tipo di attacco del manico credo che nessuno al mondo li metterebbe in questo ordine...Erotic.Nightmares ha scritto:Ne ha fatto un altro dove cerca di capire cosa determini il sustain di una chitarra elettrica e indovinate cosa viene fuori? La sola cosa che conta è il tipo di attacco corpo-manico, il resto non conta un cazzo. Puoi avere il body in mogano invecchiato ottocento anni o in cartone pressato, conta solo come il manico è installato nel corpo. Risultato che sostengo da sempre: quello con più sustain di tutti è un bolt-on fatto bene, non ha rivali. Il neck-through è il peggiore (questo non me lo aspettavo, pensavo fosse il manico incollato il peggiore). E' veramente un gran fico.
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
Quindi decade anche la tua teoria sull'altro topic in cui il legno era responsabile del sustain.Erotic.Nightmares ha scritto: ↑10 febbraio 2022 12:49Incastro perfetto e precisissimo senza alcun gioco, spacer messo come cristo comanda, bolt in giusta quantità e dimensione, angolo del manico perfetto.bigio ha scritto: ↑10 febbraio 2022 12:46Definisci "fatto bene"Erotic.Nightmares ha scritto: ↑10 febbraio 2022 08:31 Ne ha fatto un altro dove cerca di capire cosa determini il sustain di una chitarra elettrica e indovinate cosa viene fuori? La sola cosa che conta è il tipo di attacco corpo-manico, il resto non conta un cazzo. Puoi avere il body in mogano invecchiato ottocento anni o in cartone pressato, conta solo come il manico è installato nel corpo. Risultato che sostengo da sempre: quello con più sustain di tutti è un bolt-on fatto bene, non ha rivali. Il neck-through è il peggiore (questo non me lo aspettavo, pensavo fosse il manico incollato il peggiore). E' veramente un gran fico.
Questo è un esempio di un joint fatto come cazzo si deve:
Però giustamente un bolt on fatto coi controcazzi non lo trovi in una chitarra da 500€.
Tutto molto interessante. E figo.
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
GaYden ha scritto: ↑27 gennaio 2022 16:57 però insomma...Erotic.Nightmares ha scritto: ↑26 settembre 2021 09:47 Bigio tocchi un tema delicato......
Le chitarre made in USA di Jackson, Charvel, PRS o ESP sono strumenti fatti letteralmente a mano mentre le loro versioni jappo (tipo le ESP-II che sono una via di mezzo), koreane, indonesiane e cinesi (ultima spiaggia) sono strumenti fatti completamente a macchina da poche fabbriche che lavorano per molte marche. I costi di produzione sono radicalmente diversi, nell'ordine di tre o quattro volte. I legni usati anche, magari sono la medesima essenza ma cambiano i tagli, la densità e la qualità. Per dire, un corpo in tiglio europeo o asiatico cosa un cazzo, un corpo in tiglio americano costa cinque volte.
Una differenza radicale è la finitura degli strumenti dal punto di vista della liuteria. Un manico e una tastiera di una Jackson San Dimas sono lavorate e tastate a mano da liutai stracazzuti, hanno un livello qualitativo pari a una Hapas o una Caparison (che sono il TOP assoluto tra le chitarre commerciali). Anche l'attacco corpo-manico è un altro livello, sono veramente pazzesche mentre le versioni cagariso sono approssimative. Questi due aspetti sono fondamentali per il risultato finale, la tastiera per la comodità e l'intonazione, l'attacco corpo-manico per sustain, attacco del suono e risposta.
Un altro punto è il controllo qualità. Una USA non avrà MAI una sbavatura, un dettaglio fuori posto, una microfossetta sulla verniciatura. Le cagariso sono molto più approssimative.
È vero che il legno non influisce più di tanto sul suono finale su una elettrica, ma è vero che ne determina sustain e risposta alla plettrata (armoniche e cose del genere) quindi alla fine si, una Jackson USA complessivamente suona molto meglio di una Korea.
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"...e adesso andiamo a metterlo nel culo al cancro!"
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
Io ho due amici liutai.
Il primo è un professionista, amico di vecchissima data, questo signore qui:
https://www.agostinguitars.com/
Il secondo è un "bravissimo dilettante"
https://reverb.com/item/53873881-gvgdv- ... gany-wenge
n.b. nel video di prova disponibile a fondo pagina, il panzone che suona sono io
Agostin è un maniaco del dettaglio: legno, vernici, corde, meccaniche, saldature, cavi...tutto deve e può concorrere alla qualità dello strumento.
Gianpiero è un artista: le sue chitarre sono sculture, a volte messe insieme con quello che "avanza" nel laboratorio. E cerca di dare un'anima, un carattere a ogni sua creazione.
Io sono della parrocchia di Agostin. La chitarra deve essere curata tecnologicamente, deve essere ergonomica, suonabile. Sono un asettico razionalista in questo.
E i suoi legni pregiati, sinceramente, a chitarra spenta hanno un sustain pazzesco.
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Il secondo è un "bravissimo dilettante"
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n.b. nel video di prova disponibile a fondo pagina, il panzone che suona sono io
Agostin è un maniaco del dettaglio: legno, vernici, corde, meccaniche, saldature, cavi...tutto deve e può concorrere alla qualità dello strumento.
Gianpiero è un artista: le sue chitarre sono sculture, a volte messe insieme con quello che "avanza" nel laboratorio. E cerca di dare un'anima, un carattere a ogni sua creazione.
Io sono della parrocchia di Agostin. La chitarra deve essere curata tecnologicamente, deve essere ergonomica, suonabile. Sono un asettico razionalista in questo.
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
Ennio la chitarra che provi esteticamente è inguardabile....Ennio ha scritto: ↑10 maggio 2022 17:20 Io ho due amici liutai.
Il primo è un professionista, amico di vecchissima data, questo signore qui:
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Il secondo è un "bravissimo dilettante"
https://reverb.com/item/53873881-gvgdv- ... gany-wenge
n.b. nel video di prova disponibile a fondo pagina, il panzone che suona sono io![]()
Agostin è un maniaco del dettaglio: legno, vernici, corde, meccaniche, saldature, cavi...tutto deve e può concorrere alla qualità dello strumento.
Gianpiero è un artista: le sue chitarre sono sculture, a volte messe insieme con quello che "avanza" nel laboratorio. E cerca di dare un'anima, un carattere a ogni sua creazione.
Io sono della parrocchia di Agostin. La chitarra deve essere curata tecnologicamente, deve essere ergonomica, suonabile. Sono un asettico razionalista in questo.
E i suoi legni pregiati, sinceramente, a chitarra spenta hanno un sustain pazzesco.
Ripeto, i legni sulla chitarra non influiscono minimamente. Il sustain non è dato dal legno ma è dato dall'attacco corpo/manico e il TOP assoluto è il set-in fatto bene (tipo le GNG).
Che poi romanticamente ci piaccia credere che la Les Paul in mogano del 1956 possa suonare meglio di una Ibanez in tiglio è un altro discorso, ma all'atto pratico NON è così.
Sticazzi del sustain a chitarra spenta, come ho già detto...l'elettrica si suona amplificata, mica è un'acustica...
I risultati del video sono chiarissimi. Sul suono di una chitarra influiscono solo ed esclusivamente corde, pickup e distanza delle corde da questi ultimi. Tutto il resto sono orpelli necessari a tenere insieme meccanica ed elettronica.
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
Ma dicevi che le corde incidono un cazzo sul suono.
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
Erotic.Nightmares ha scritto: ↑10 maggio 2022 17:33 Ennio la chitarra che provi esteticamente è inguardabile....![]()
io lo aiuto solo a fare qualche prova per metterle in vendita.
Sperando di non peggiorare la situazione.
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
Non mi sembra abbia mia detto questo, semmai avrà detto che lo SPESSORE delle corde non incide sul suono. Per il resto, basta sentire come suona una chitarra subito dopo che hai cambiato corde magari vecchie di un anno, per rendersi conto di come si tratti di un fattore tutt'altro che trascurabile. L'action poi, non ne parliamo. Che questi fattori possano incidere più del legno, beh, ci credo tranquillamente.
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
Quando chiesi suggerimenti sulle corde da prendere mi insultó.
Poi presi le ernie ball al carbonio magnetico nucleare televisivo privato e mi aprirono il suono che potevo fare funky
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
c'era un video su youtube dove un tizio provava tutti gli spessori e diceva il contrarioDtrule ha scritto: ↑10 maggio 2022 20:53Non mi sembra abbia mia detto questo, semmai avrà detto che lo SPESSORE delle corde non incide sul suono. Per il resto, basta sentire come suona una chitarra subito dopo che hai cambiato corde magari vecchie di un anno, per rendersi conto di come si tratti di un fattore tutt'altro che trascurabile. L'action poi, non ne parliamo. Che questi fattori possano incidere più del legno, beh, ci credo tranquillamente.
a me non ha convinto pero'
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
Nella batteria, ad esempio, un feeling diverso ti porta a suonare in un modo diverso. Questo vuol dire che se cambi pelli, accordatura, legni, cerchi, etc, il tuo modo di suonare cambia con loro. Immagino sia così anche per la chitarra.... una persona sente la chitarra differente con delle corde diverse perchè lui per prima sta suonando in modo differente
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
per chitarra non saprei (ho poca esperienza), ma ti posso parlare del basso: se cambi scala, di certo cambi il modo di suonare e cambia anche il suono, soprattutto se passi ad una scala da cavi industrialiSairus ha scritto: ↑11 maggio 2022 08:27Nella batteria, ad esempio, un feeling diverso ti porta a suonare in un modo diverso. Questo vuol dire che se cambi pelli, accordatura, legni, cerchi, etc, il tuo modo di suonare cambia con loro. Immagino sia così anche per la chitarra.... una persona sente la chitarra differente con delle corde diverse perchè lui per prima sta suonando in modo differente
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
E' lo stesso per la chitarra Anto. La scalatura delle corde deve andare di pari passo con l'accordatura che ti serve e la scala della chitarra (ne ho parlato diffusamente nel topic di Coroner). Ma ovviamente l'accordatura che ti serve è finalizzata alla musica che suoni (se sei accordato due toni sotto e in più sei droppato ben difficilmente stai suonando liscio o pop), quindi cambia l'intenzione, quindi cambia il feeling con lo strumento, quindi cambia il suono (le mani).Sairus ha scritto: ↑11 maggio 2022 08:27Nella batteria, ad esempio, un feeling diverso ti porta a suonare in un modo diverso. Questo vuol dire che se cambi pelli, accordatura, legni, cerchi, etc, il tuo modo di suonare cambia con loro. Immagino sia così anche per la chitarra.... una persona sente la chitarra differente con delle corde diverse perchè lui per prima sta suonando in modo differente
Per rispondere a quel frocio di GaYden, non ho MAI detto che la scalatura delle corde cambia il suono. Ho detto che LE CORDE incidono sul suono, nel senso (come ha capito Dtrule) che se hai corde bollite è inevitabile che il suono sia più rotondo e meno squillante. Se hai corde nuove di pacca sarà più spostato sulle frequenze alte.
Ribadisco ancora una volta: il suono di uno strumento elettrico è fatto ESCLUSIVAMENTE da mani, corde, pickup e distanza delle corde dal pickup, fine. Tutto il resto sono le pippe mentali che ci dobbiamo fare per giustificare l'aver speso millemila euro per una chitarra in macassar indiano e ebano bianco stagionato cinquant'anni.
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
Ehm...
Erotic.Nightmares ha scritto: ↑10 aprile 2021 12:51 Sulle corde sono seghe mentali. Contano le mani, fine..il resto è marketing. Faccio suonare le D'Addario scrause come le Elixir Nanoweb da 18€ a muta. Le uniche che effettivamente davano qualche risultato migliore in termini di durata erano le Dean Markley Blue Steel, quelle trattate a -230°C....ma costano (o costavano, non so se le fanno più) uno sparo assurdo. Da anni ormai uso le D'Addario o altre corde da poverih.
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
Dove ho detto che l'età e l'usura delle corde non influiscono sul suono?GaYden ha scritto: ↑11 maggio 2022 11:42 Ehm...
Erotic.Nightmares ha scritto: ↑10 aprile 2021 12:51 Sulle corde sono seghe mentali. Contano le mani, fine..il resto è marketing. Faccio suonare le D'Addario scrause come le Elixir Nanoweb da 18€ a muta. Le uniche che effettivamente davano qualche risultato migliore in termini di durata erano le Dean Markley Blue Steel, quelle trattate a -230°C....ma costano (o costavano, non so se le fanno più) uno sparo assurdo. Da anni ormai uso le D'Addario o altre corde da poverih.
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Porca troia quello che ho detto è che le corde sono le corde e fine del discorso. Ma è chiaro che se paragoni una muta di D'Addario appena montata a una di Nanoweb vecchia di due anni le prime suonano meglio delle seconde.
Gayden ma come cazzo hai fatto a laurearti?
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
Ma no, quello laureato era Bigio..
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
Fottiti.Erotic.Nightmares ha scritto: ↑11 maggio 2022 11:47Dove ho detto che l'età e l'usura delle corde non influiscono sul suono?GaYden ha scritto: ↑11 maggio 2022 11:42 Ehm...
Erotic.Nightmares ha scritto: ↑10 aprile 2021 12:51 Sulle corde sono seghe mentali. Contano le mani, fine..il resto è marketing. Faccio suonare le D'Addario scrause come le Elixir Nanoweb da 18€ a muta. Le uniche che effettivamente davano qualche risultato migliore in termini di durata erano le Dean Markley Blue Steel, quelle trattate a -230°C....ma costano (o costavano, non so se le fanno più) uno sparo assurdo. Da anni ormai uso le D'Addario o altre corde da poverih.
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Porca troia quello che ho detto è che le corde sono le corde e fine del discorso. Ma è chiaro che se paragoni una muta di D'Addario appena montata a una di Nanoweb vecchia di due anni le prime suonano meglio delle seconde.
Gayden ma come cazzo hai fatto a laurearti?
Ovvio che l'età conta e la differenza tra muta nuova e muta vecchia è palese
Ma ai tempi si parlava di tipi di corde diverse: nickel, cromo, esagonali, ecc. Con trattamenti diversi che, secondo i produttori, avrebbero dato suoni e rese diverse.
Quelle sono più brillanti, quelle altre aumentano il sustein, quell'altro ancora fa i bocchini..
Tu, giustamente, hai liquidato tutto con "sono cazzate".
Se poi introduciamo l'interessante punto di vista di sairus allora si apre un mondo di differenze, ma se teniamo in considerazione il puro suono? La differenza tra una ernie ball in acciaio e una dogal in nickel è davvero percepibile?
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
No.
Chi va piano va sano e va lontano. Chi va forte va alla morte (tiè...)
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
e infatti.
quindi le corde nn contano un cazzo se non per il fattore corda nuova/corda vecchia
quindi le corde nn contano un cazzo se non per il fattore corda nuova/corda vecchia
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
Erotic pwned by Gayden 
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
Stò cazzo depilato. E' che lui è un bimbo speciale e non capisce un cazzo
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
Video italiano (veneto, direi) che blasta il video in apertura:

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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
Visto qualche giorno fa, non è oggettivo ma si basa su considerazioni personali, il video test di Jim è un altro pianeta, dopo lo cazzio per bene ora non ho tempo, sto ritorando l'ennesima chitarraCotlod ha scritto:Video italiano (veneto, direi) che blasta il video in apertura:
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
Tra l'altro fa un errore MADORNALE che fa capire quanto in realtà ne capisce di questi argomenti. Parla della Scarlett Solo e della Scarlett 2i2 come schede audio economiche e poco fedeli quindi secondo lui questo inficia la prova. Ora ti spiego perchè sta dicendo delle CAZZATE enormi:
1) I convertitori della Scarlett sono tra i migliori sul mercato, anche se paragonati a schede audio che costano dieci volte. C'è gente che con la 2i2 ci registra i dischi in sala d'incisione, semplicemente ha meno ingressi rispetto a una 8i8 a rack che costa dieci volte. Addirittura c'è chi sostiene che la Scarlett valga MOLTO di più della UAD Apollo Twin che costa circa sei volte la 2i2. Quindi già sta dicendo una minchiata....ma soprattutto andiamo al punto 2 -->
2) Pure se la Scarlett non fosse una buona scheda audio il punto focale è che Jim fa un test asettico A PARITA' DI CONDIZIONI quindi usa SEMPRE la stessa identica scheda senza toccare alcunchè, questo non inficia in alcun modo il risultato finale pure se la scheda avesse qualche baco perchè te lo porteresti dietro per TUTTI i test fatti. E' una comparativa, cazzo...ciò che conta è non cambiare MAI le condizioni a contorno di quel che vuoi testare e comparare, è tipo la regola uno del laboratorio di misure elettriche.
Poi sempre sul discorso schede audio....una Scarlett ha una risposta in frequenza da 20Hz a 20kHz (quindi limiti top/bottom ai confini dell'udibile) con una dinamica di 110dB e una distorsione complessiva della forma d'onda inferiore allo 0,002% (ZERO VIRGOLA ZERO ZERO CAZZO DUE PERCENTO). Chiunque pensi di poter sentire la differenza tra una chitarra registrata con una scheda piuttosto che un'altra semplicemente spara cazzate, fine.
1) I convertitori della Scarlett sono tra i migliori sul mercato, anche se paragonati a schede audio che costano dieci volte. C'è gente che con la 2i2 ci registra i dischi in sala d'incisione, semplicemente ha meno ingressi rispetto a una 8i8 a rack che costa dieci volte. Addirittura c'è chi sostiene che la Scarlett valga MOLTO di più della UAD Apollo Twin che costa circa sei volte la 2i2. Quindi già sta dicendo una minchiata....ma soprattutto andiamo al punto 2 -->
2) Pure se la Scarlett non fosse una buona scheda audio il punto focale è che Jim fa un test asettico A PARITA' DI CONDIZIONI quindi usa SEMPRE la stessa identica scheda senza toccare alcunchè, questo non inficia in alcun modo il risultato finale pure se la scheda avesse qualche baco perchè te lo porteresti dietro per TUTTI i test fatti. E' una comparativa, cazzo...ciò che conta è non cambiare MAI le condizioni a contorno di quel che vuoi testare e comparare, è tipo la regola uno del laboratorio di misure elettriche.
Poi sempre sul discorso schede audio....una Scarlett ha una risposta in frequenza da 20Hz a 20kHz (quindi limiti top/bottom ai confini dell'udibile) con una dinamica di 110dB e una distorsione complessiva della forma d'onda inferiore allo 0,002% (ZERO VIRGOLA ZERO ZERO CAZZO DUE PERCENTO). Chiunque pensi di poter sentire la differenza tra una chitarra registrata con una scheda piuttosto che un'altra semplicemente spara cazzate, fine.
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
Ma poi cazzo....mischia le elettriche con le acustiche, le solid body con le hollow body....e la mette sul personale dicendo "IO IO IO IO", ma cazzo non si sta parlando di come tu senti lo strumento tra le braccia, si sta parlando di un tema oggettivo: il body influenza il suono PURO della combinazione corde+pickup? No, punto. Il resto sono cagate.
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Re: Chitarre e Legni - Demolire i Miti
Già il solo punto 2 è sufficiente.Erotic.Nightmares ha scritto: ↑6 giugno 2022 15:23 Tra l'altro fa un errore MADORNALE che fa capire quanto in realtà ne capisce di questi argomenti. Parla della Scarlett Solo e della Scarlett 2i2 come schede audio economiche e poco fedeli quindi secondo lui questo inficia la prova. Ora ti spiego perchè sta dicendo delle CAZZATE enormi:
1) I convertitori della Scarlett sono tra i migliori sul mercato, anche se paragonati a schede audio che costano dieci volte. C'è gente che con la 2i2 ci registra i dischi in sala d'incisione, semplicemente ha meno ingressi rispetto a una 8i8 a rack che costa dieci volte. Addirittura c'è chi sostiene che la Scarlett valga MOLTO di più della UAD Apollo Twin che costa circa sei volte la 2i2. Quindi già sta dicendo una minchiata....ma soprattutto andiamo al punto 2 -->
2) Pure se la Scarlett non fosse una buona scheda audio il punto focale è che Jim fa un test asettico A PARITA' DI CONDIZIONI quindi usa SEMPRE la stessa identica scheda senza toccare alcunchè, questo non inficia in alcun modo il risultato finale pure se la scheda avesse qualche baco perchè te lo porteresti dietro per TUTTI i test fatti. E' una comparativa, cazzo...ciò che conta è non cambiare MAI le condizioni a contorno di quel che vuoi testare e comparare, è tipo la regola uno del laboratorio di misure elettriche.
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Puoi registrare pure col CantaTu, l'importante è che l'unica variabile siano le robe da testare.
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