L'album parte con un intro piuttosto surreale (come anche i loro testi), una specie di dungeon synth suonato da un'amante delle opere di Salvador Dalì (!).
La canzone, "Perishing Passion", continua con un basso "progressivo" in bella mostra, sotto una struttura death un po' anomala. Da citare anche "Addicted Seas with Missing Pleasure", con una sezione ritmica di scuola jazz.
Ma è con il death/grind di "The Return of the Living Beat" che si rimane a bocca aperta, il brano ad un certo punto cambia rotta, inserendo uno "screach" e un cantato in rap (!?), per poi tornare al sound iniziale.
Interessante è anche "Idiosyncrasy", che ha in se un bel riffone voivodiano, per poi svilupparsi in un death molto personale. Spiazzante infine "Time Frame", in pratica una colonna sonora mancata, con un buon uso dei synth.
Cosa dire di più? Che è di certo un album più tecnico del precedente e che sa sorprendere con le sue soluzioni, con riff mai scontati e con progressioni intriganti.
Tutto l'album: https://www.youtube.com/watch?v=As0YCLe ... RYVKZbVjFF