Gino_11_Ltd. ha scritto:Mordred ha scritto:
gino (liceo di aversa)

Non è un liceo, ma un itis.
Funziona così, a scuola media quando stai per finire sono stesso i professori che ti indirizzano verso una scuola superiore "adatta" alle tue caratteristiche.
Sti classisti di merda usavano il seguente metodo:
ottimo: liceo classico
distinto: liceo artistico
buono: geometra
discreto: ragioneria
sufficente: itis (perchè male che vai hai un diploma finito che ti permette di lavorare)
E' così che tutta la feccia finisce all'itis. Il problema è che la feccia dell'agro aversano è la feccia dell'universo, perchè raccoglie i paesi a nord di Napoli e tutti quelli che vengono dall'area di Casal di Principe.
Tutta gente che sapeva a malapena leggere e scrivere e che per prendersi il "pezzo di carta" finisce al'itis.
La fauna comprendeva:
spacciatori, ladruncoli, vaccari, lestofanti, buzzurri, bifolchi, e chi più ne ha più ne metta.
Poi c'era una minoranza di ragazzi che invece avevano scelto l'itis per passione per le materie tecniche (tipo me), o cmq gente più o meno volenterosa.
Questo come quadro generale.
Se andiamo nello specifico bisogna aggiungere:
- professori che non avrebbero potuto insegnare manco a fare le seghe, ignoranti, presuntuosi, bifolchi prima loro. Molti di loro siccome erano ingegneri di professione facevano i professori a tempo perso.
Il mio professore di meccanica era un tale che aveva avuto un ictus e che per questo era stato operato. Era calvo e aveva un buco in testa praticamente, oltre ad esser divenuto zoppo. Ciò gli creava complessi. Ma il peggio era che aveva disturbi di pronuncia e voce nasale.
Risultato: era pieno di complessi. Non ha mai spiegato. Dava ogni volta ad uno di noi il compito di studiare la lezione e spiegarla agli altri, perchè si vergognava di parlare in pubblico. Era uno che doveva andare dallo psichiatra, eppure insegnava. Non solo. Per farsi rispettare ci minacciava, millantando che lui da giovane andava "appicciando i copertoni sulla strada". (poi vi racconto un episodio specifico).
Un altro detto "salvatore o' puparuol" era un diplomato che era stato bocciato 5 volte 5 all'esame di maturità. Era mio professore di aggiustaggio, cioè aveva il compito di portarci giù nei laboratori meccanici (chi ha visto il film "The Mangler" avrà una pallida idea di questi "laboratori"). Il signore in questione taglieggiava gli studenti. Praticamente quando volevamo fare merenda e andarci a comprare il panino al bar di fronte la scuola, dovevamo pagare la tassa, cioè comprare il panino pure lui, fisso. (pure qui ci sono degli aneddoti da raccontare).
Un altro ancora era uno scroccone di prima categoria. Stava continuamente a chiedere agli studenti quale fosse la professione del genitore. Da un mio amico, il cui padre aveva un ditta di import/export di frutta, una volta si è fatto portare 15 ananas e 8 caschi di banane. Spesso nell'ora di lezione andava a fare la spesa, e spesso si fermava nel cortile, cofano delal macchina aperta, a pulire i cavolfiori.
Fine della prima puntata. E non vi ho detto ancora niente.

Scusate se spezzo le vostre discussione sulla scienza psichiatrica.
Seconda puntata.
Torniamo ai professori.
La mia professoressa di matematica era un chiavatone, separata, che a settembre si presentava in aula col prendisole. Si sedeva sulla sedia e allargava le cosce, con la mutanda in bella vista. E tutti giù (io no) ad ammazzarsi di seghe sotto il banco. Ovviamente era una gran sfaticata. La prima domanda che faceva quando arrivava in classe era "che volete fare? avete voglia di starmi a sentire?". La risposta era ovvia, e così le nostre lezioni di matematica si tramutavano quasi sempre, per magia, in lezioni di educazione fisica in cortile a giocare a pallone o a basket, o a fare a botte con le altre classi.
La mia professoressa di inglese invece era ninfomane. Sposata, si teneva un altro professore col quale si incotrava di sera nellapiazzola della stazione degli autobus, e aveva la passione per i maschi virili. Caso volesse che in classe con me c'era un ragazzo (del quale parlerò più approfonditamente nella sezione studenti) che pur avendo solo 15 anni ne dimostrava 37 e aveva un barbone nero che manco mosè. Ebbene la professoressa di cui sopra, quando lo interrogava, davanti a tutti ammiccava. Gli teneva la mano e con la penna gli faceva degli scippi sulla mano stessa e nel mentre lo faceva, con voce porca, diceva "riccardo come sei virile...che uomo che sei...riccardo cuor di leone!", e lo diceva in un modo che istigava allo stupro.
Un altro professore, quello di informatica, non veniva mai. Ad un certo punto prese l'abitudine di telefonarci chiedendoci di scrivere noi sul registro che, causa mancanza professore, uscivamo 1 o 2 ore prima. Ovviamente ciò alla fine si trasformò nell'abitudine, ancora più deleteria, di essere noi i padroni del registro di classe, sul quale praticamente scrivevamo quel che volevamo e quando non ce ne teneva di stare più in classe, lo prendeveamo e ci autorizzavamo da soli ad uscire 1 o 2 ore prima, con tanto di permesso falsificato (in classe avevamo ottimi falsari, a cui rimando nella sezione studenti).
Riguardo "salvatore o' puparuol" di cui alla prima puntata ho dimenticato di dire che quando ci portava giù sotto terra nei laboratori spesso ci lasciava soli (a massacrarci) e se ne andava vicino alla rampa di scale, perchè gli piaceva guardare sotto le gonne delle professoresse che salivano le scale. Quando lo scoprimmo secondo voi non finimmo tutti quanti, professore e studenti, a guardare sotto la gonna delle professoresse che salivano le scale?
C'era un'altra professoressa di inglese che invece era un pò anzianotta e sembrava una maestrina o una suora. Predicava nel deserto contro l'immoralità dei giovani d'oggi (inizio anni '90) e bla bla bla. Infatti fu lei a proporre, in un consiglio di facoltà, di far costruire nella scuola una CAPPELLA! Ovviamente tutti gli altri professori le risero dietro per un anno intero.
Capitolo a parte, mio professore di religione era don Peppe Diana, prete ammazzato dalla camorra il giorno 19 Marzo 1994.
Anche lui non gliene teneva di fare nulla. Infatti le ore di religione erano ore di educazione fisica. Tranne sotto le feste comandate, laddove lui ci teneva in classe e faceva la sua ora di religione.
Pochi giorni prima che lo ammazzassero era anche poco prima di Pasqua.
Lui venne in classe e noi senza colpo ferire ci accingevamo ad uscire per giocare a pallone, come al solito.
Al che lui ci ferma e ci dice che invece niente pallone perchè si fa religione. E io "Ma perchè in questa scuola si fa pure religione?". Lui mi diede un pacchero e mi disse "Strunz assett't!" (stronzetto siediti!).
Questo è l'ultimo ricordo che ho di lui. La mattina che lo ammazzarono io capii subito che era successo qualcosa di grosso. C'era un continuo via vai di sirene che correvano verso Casal di Principe. Era tutto un fermento.
A presto per la terza puntata.