Ma no dai...è questione di razionalizzare il tempo. Esempio:
Io ci metto 40-50 min per arrivare al lavoro. All'andata ascolto il disco. Appena arrivo al lavoro, prima di inziare faccio la lista dei pezzi del disco e scrivo gli aspetti che mi hanno colpito di più. Al ritorno ascolto lo stesso disco ovviamente godendomelo di più. Di sera poi mi prendo del tempo per riascoltarmi e concentrarmi nei dettagli o in alcuni pezzi del disco che mi hanno più interessato. Se invece il disco non mi è piaciuto, ascolto altro.
L'assimilazione per me sta nel fatto che mentre ascolto mi viene ormai naturale pensare a come suonarlo. Nel senso, immedesimandomi nel chitarista/batterista/bassista/cantante mi viene molto più facile cogliere le cosidette "chicche" all'interno del disco e capire anche il ragionamento che hanno fatto i musicisti per crearlo, inserendo magari degli stacchi, delle dissonanze, dei cori, ecc. Tutte caratteristiche che variano a seconda del genere.
Poi cerco di immaginarmi il pezzo senza alcune componenti per misurarne la qualità. (P.e. ho ascoltato El Nino dei Eldtrich ed ho pensato che senza l'apporto della tastiera il disco sarebbe rimasto bello, ma non così bello).
Poi, se il disco è complesso (tipo Cynic, Tesseract, ecc) mi fermo, riascolto, riascolto e poi guardo le tab se non riesco a tirarle giù ad orecchio....sennò non ci capisco niente e non me lo godo.
Per dirti, questo è un mio limite: ogni cosa che ascolto devo riuscire a immaginarla suonata concretamente. Se non capisco come il suono si produca, si formi, non riesco ad apprezzarlo. Per questo odio la House & C. ...e sto faticando come una bestia con il jazz
