Ieri sera, fra mille seghe mentali

, me ne venuta un'altra (parzialmente già trattata).
Il concetto è quello della
gradualità.
Parlando sempre dell'approccio musicale ad uno stile, in particolare un genere diverso da quello abituato ad ascoltare, la gradualità di avvicinamento è fondamentale almeno dal punto di vista teorico.
Lasciamo stare il discorso "ma se vado a ritroso fino all'inifinito come avrò maturato il gusto di ascolto sul primo stile?" Il discorso è limitato al "nuovo" visto che cmq sul forum tutti siano già eruditi (io meno di tutti cmq

)
Es. Se mi avvicino ad uno stile/sonorità, ascoltando magari un pezzo preso a caso sul tubo, diverso dal mio solito, che sò di nu metal o avantgarde o jazz, è possibile (non dico certo) che il primo impatto sarà negativo, o quanto meno mi lascierà perplesso. Se poi ascolta un disco interno rischio di riempirmi le orecchie di musica e di non riascoltare nulla successivamente.
La gradualità di ascolto, partendo da una proposta musicale precisa circoscritta e progredendo gradualmente verso quelle più impegnative e magari più "pure", aiuta sicuramente ad addentrarsi meglio e sopratutto cogliendo poco a poco le caratteristiche e le tipicità musicali.
Poi, una volta identificate, si potrà dire se piace o meno quel genere.
Detto questo, per me chi ascolta e poi nell'immediato riconosce subito se la proposta musicale è di suo gradimento o meno, rimane l'eccezzione.
In verità un'eccezzione invidiabile

, ma per me cmq un'eccezzione.