Seghe musicali e strumentali
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Re: Seghe musicali e strumentali
Mi riferisco anche ad esecuzioni di chi lo ha succeduto, eh.
Un esempio? Broderick! Ho sentito Tornado of souls suonata da lui e l'ho trovata più di una volta di un piattume da palle a terra. Vabbeh che a me lui non piaccia per nulla, ma mi aspettavo francamente di più.
In questo senso mi incuriosisce più Loureiro...ho visto un paio di video sul tubo, per quanto non si capisca granché, almeno sembra che abbia un buon tiro...
Un esempio? Broderick! Ho sentito Tornado of souls suonata da lui e l'ho trovata più di una volta di un piattume da palle a terra. Vabbeh che a me lui non piaccia per nulla, ma mi aspettavo francamente di più.
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- rabe
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Re: Seghe musicali e strumentali
ma infatti secondo me i Megadeth senza Uomofritto non hanno sensoDisgustipated ha scritto:Mi riferisco anche ad esecuzioni di chi lo ha succeduto, eh.
Un esempio? Broderick! Ho sentito Tornado of souls suonata da lui e l'ho trovata più di una volta di un piattume da palle a terra. Vabbeh che a me lui non piaccia per nulla, ma mi aspettavo francamente di più.
In questo senso mi incuriosisce più Loureiro...ho visto un paio di video sul tubo, per quanto non si capisca granché, almeno sembra che abbia un buon tiro...
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Re: Seghe musicali e strumentali
Su questo non sono così d'accordo, mi sembra una visione un pelo troppo estrema. Un altro chitarrista che nei 'Deth mi è sempre piaciuto molto è Poland, ad esempio. Ma poi si passa ad una questione di gusti 
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Re: Seghe musicali e strumentali
Renzulli nei Megadeth avrebbe rullato
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Re: Seghe musicali e strumentali
STIV_IV ha scritto:Renzulli nei Megadeth avrebbe rullato
in sta foto poi sarebbe il massimo http://images1.laweekly.com/imager/top- ... _peace.jpg
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Re: Seghe musicali e strumentali
Fotomontaggio!!!11!
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Re: Seghe musicali e strumentali
Menza potrebbe essere di Vibo Valentia
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Re: Seghe musicali e strumentali
STIV_IV ha scritto:Menza e' di Vibo Valentia
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Re: Seghe musicali e strumentali
Erotic.Nightmares ha scritto:
(...) il tutto suonato con la naturalezza che io posso avere giusto quando sono sul cesso a cagare.
(...) Giusto il tempo di tre battute e poi via, l'ultima frase in tapping su due corde, sestine di sedicesimi con gli accenti sulla seconda, quarta e sesta nota che porcatroia cascasse il mondo se riesco a rifare così come suona sul disco puttanazza la eva bastarda.
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Re: Seghe musicali e strumentali
Appena ho tempo provvedorabe ha scritto:STIV_IV ha scritto:Renzulli nei Megadeth avrebbe rullato![]()
![]()
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in sta foto poi sarebbe il massimo http://images1.laweekly.com/imager/top- ... _peace.jpg
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Re: Seghe musicali e strumentali
bene.TheNeedleLies ha scritto: Appena ho tempo provvedo
...sono anche contento che abbiamo sputtanato il topic a quel bibino di Erotic
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Re: Seghe musicali e strumentali
All'epoca ci pensarono, e fecero anche le foto del booklet doppie, in modo che se ghigo fosse entrato avevano già tutto pronto: http://i.imgur.com/HoszVu0.jpg
Ma poi non se ne fece più nulla, un pò per l'aspetto casereccio del nostro, un pò perchè friedman aveva ancora del balsamo nel tour bus, e non voleva certo che andasse sprecato.
Infatti pensarono pure ad una parrucca per ghigo (Qui una diapositiva, sempre del booklet, con ghigo agghindato: http://i.imgur.com/uzsuFY1.jpg ). Ma non essendo abituato alla chioma, il buong ghigo, si impappinava nei soli più funambolici.
Peccato......
Ma poi non se ne fece più nulla, un pò per l'aspetto casereccio del nostro, un pò perchè friedman aveva ancora del balsamo nel tour bus, e non voleva certo che andasse sprecato.
Infatti pensarono pure ad una parrucca per ghigo (Qui una diapositiva, sempre del booklet, con ghigo agghindato: http://i.imgur.com/uzsuFY1.jpg ). Ma non essendo abituato alla chioma, il buong ghigo, si impappinava nei soli più funambolici.
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...saluti dal bar!
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Re: Seghe musicali e strumentali
beneAnk ha scritto:All'epoca ci pensarono, e fecero anche le foto del booklet doppie, in modo che se ghigo fosse entrato avevano già tutto pronto: http://i.imgur.com/HoszVu0.jpg
Ma poi non se ne fece più nulla, un pò per l'aspetto casereccio del nostro, un pò perchè friedman aveva ancora del balsamo nel tour bus, e non voleva certo che andasse sprecato.
Infatti pensarono pure ad una parrucca per ghigo (Qui una diapositiva, sempre del booklet, con ghigo agghindato: http://i.imgur.com/uzsuFY1.jpg ). Ma non essendo abituato alla chioma, il buong ghigo, si impappinava nei soli più funambolici.
Peccato......
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Re: Seghe musicali e strumentali
Allora, premetto che non è mia intenzione sostituirmi all'anfitrione di casa, ma, visto la latitanza mi sento di riportare all'attenzione un 3d a mio avviso fondamentale.
Detto questo, mi sono ultimamente dilettato con i pezzi che mi propinquo ad indicare.
Lungi da me prenderli come esmpi o paradigmi dello stile dei rispettivi creatori, in quanto stiamo parlando di due, non mostri sacri, ma Dei dell'Olimpo direttamente caduti sulla terra....sto parlando di Steve Vai e Joe Satriani.
Ripeto, la mia è più una provocazione che un vero tentativo di commentarli. Ho preso due pezzi che hanno alcuni elementi in comune e che secondo me danno l'idea esatta di cosa significa avere talento nel suonare, aver un rapporto con lo strumento speciale e usare al massimo il suo potenziale. Inutile suonarli precisi, ci vuole feeling.
Gli elementi in comune dei brani, che almeno io ho percepito, sono il ritmo, il riff di base scarno ed essenziale che da pieno risalto alla chitarra, la gestione superevoluta della leva e del vibrato/tremolo nonché dell'armonica artificiale.
1. Steve Vai - Juice
Fin dall'inizio l'alternanza fra bassi e alti è stratosferica. Praticamente tutto l'intro fino al min 1.30' è un costante saltello fra le corde, tra l'altro senza momenti di recupero, intercalato solo da slide, string skipping e ovviamente da quelle maledette armoniche artificiali che all'improvviso te le trovi davanti, tipo al 1.14'.
Dopo inizia l'assolo e qui le cose si complicano. A parte i bendings sostenuti dal tremolo (farli come lui sembra impossibile), poi ci si mette l'hybrid al min 1.44 e che continua ancora dopo. Poi al 2.09' troviamo la chicca con un variato/salto di qualche dozzina di ottave ovviamente con slide e seguito da un un tapping pressoché irripetibile fino al 2.39. Poi sembra che finalmente si calmi per lasciare spazio ad una semplice pentatonica classica, ma è solo un'impressione visto che poi al 2.44 infila un tapping con hammer da sbavo per ripetere l'intro fino allo sfinimento....."WE KNOW YOU CAN PLAY, JESUS"
2. Joe Satriani - Satch Boogie
Alternativa più leggera, ma non necessariamente meno complicata dal punto di vista tecnico della precedente.
Velocità leggermente maggiore e salti di corda limitati.
Nonostante ciò, l'intro ha già un bel po di roba, diviso in due varianti. Nella seconda applica degli accordi in settima in mezzo al riff che sono fantastici al 14'' ed al 25''.
La parte del solo è piacevole, piena di bendings e pull-offs, per non parlare della progressione al 1.30'
Poi parte una parte interessante, un bridge in tapping. Sei note ripetute ed alternate da quattro note. Questo da un effetto di sincopato e ritmo irregolare bellissimo.
Bene, che dire, io mi sto divertendo come un matto a farli (o cercare almeno).
In ogni caso ascoltarli fa venire veramente il sorriso sulle labbra
Detto questo, mi sono ultimamente dilettato con i pezzi che mi propinquo ad indicare.
Lungi da me prenderli come esmpi o paradigmi dello stile dei rispettivi creatori, in quanto stiamo parlando di due, non mostri sacri, ma Dei dell'Olimpo direttamente caduti sulla terra....sto parlando di Steve Vai e Joe Satriani.
Ripeto, la mia è più una provocazione che un vero tentativo di commentarli. Ho preso due pezzi che hanno alcuni elementi in comune e che secondo me danno l'idea esatta di cosa significa avere talento nel suonare, aver un rapporto con lo strumento speciale e usare al massimo il suo potenziale. Inutile suonarli precisi, ci vuole feeling.
Gli elementi in comune dei brani, che almeno io ho percepito, sono il ritmo, il riff di base scarno ed essenziale che da pieno risalto alla chitarra, la gestione superevoluta della leva e del vibrato/tremolo nonché dell'armonica artificiale.
1. Steve Vai - Juice
Fin dall'inizio l'alternanza fra bassi e alti è stratosferica. Praticamente tutto l'intro fino al min 1.30' è un costante saltello fra le corde, tra l'altro senza momenti di recupero, intercalato solo da slide, string skipping e ovviamente da quelle maledette armoniche artificiali che all'improvviso te le trovi davanti, tipo al 1.14'.
Dopo inizia l'assolo e qui le cose si complicano. A parte i bendings sostenuti dal tremolo (farli come lui sembra impossibile), poi ci si mette l'hybrid al min 1.44 e che continua ancora dopo. Poi al 2.09' troviamo la chicca con un variato/salto di qualche dozzina di ottave ovviamente con slide e seguito da un un tapping pressoché irripetibile fino al 2.39. Poi sembra che finalmente si calmi per lasciare spazio ad una semplice pentatonica classica, ma è solo un'impressione visto che poi al 2.44 infila un tapping con hammer da sbavo per ripetere l'intro fino allo sfinimento....."WE KNOW YOU CAN PLAY, JESUS"
2. Joe Satriani - Satch Boogie
Alternativa più leggera, ma non necessariamente meno complicata dal punto di vista tecnico della precedente.
Velocità leggermente maggiore e salti di corda limitati.
Nonostante ciò, l'intro ha già un bel po di roba, diviso in due varianti. Nella seconda applica degli accordi in settima in mezzo al riff che sono fantastici al 14'' ed al 25''.
La parte del solo è piacevole, piena di bendings e pull-offs, per non parlare della progressione al 1.30'
Poi parte una parte interessante, un bridge in tapping. Sei note ripetute ed alternate da quattro note. Questo da un effetto di sincopato e ritmo irregolare bellissimo.
Bene, che dire, io mi sto divertendo come un matto a farli (o cercare almeno).
In ogni caso ascoltarli fa venire veramente il sorriso sulle labbra
Nel rotondo crocicchio, sei donzelle ballano. Tre di carne e tre d’argento. I sogni di un tempo le cercano, ma le tiene avvinghiate un Polifemo d’oro. Cosa sono?
https://fusionandoblog.wordpress.com/
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Re: Seghe musicali e strumentali
Bellissimo thread a cui mi piacerebbe contribuire un pochino, non appena avrò un minimo di tempo e ispirazione 
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Re: Seghe musicali e strumentali
Per esempio l'assolo di Under a Glass Moon (DT) è una potenziale miniera d'oro, su cui ci si può masturbare a due mani per anni.
Prima di spiegare eventualmente la tecnica chitarristica impiegata nei vari passaggi (tempo e voglia mio ed interesse vostro permettendo) , credo valga la pena anche spendere due parole sulla base dell'assolo, in termini di armonia e ritmo (se deve essere sega, non sia soltanto chitarristica, ma anche musicale in senso lato).
Il solo lo conoscono tutti, quindi vabbè, riascoltatevelo che è sempre un piacere.
Prendete ora come riferimento la base: va benissimo anche questa, giusto per capirci.
https://www.youtube.com/watch?v=4rowdx-F964
4/4. Abbiamo due giri identici, il primo inizia a 0:06 ed il secondo a 0:33, entrambi durano 4 volte 4 battute. Siamo sui 145 bpm, quindi non veloce.
Ecco cosa succede melodicamente:
1. 0:06 Fa#m (dorico)
2. 0:13 Mi maggiore (lidio)
3. 0:19 Do#m (dorico)
4. 0:26 SI maggiore (lidio)
0:33 si ricomincia.
Si suona modale, ogni passaggio nelle rispettive 4 battute è un'esaltazione della sonorità tipica del dorico o del lidio. Il cambio di accordo significa cambio di tonalità, fatta eccezione per il cambio tra 2. e 3., essendo mi lidio e do#dorico composte dalle stesse note (tonalità di si maggiore). In ogni caso ogni 4 battute si cambia scena e registro in modo brusco, i gruppi di 4 battute non sono collegati da un rapporto di tonalità con quelli successivi.
Insomma, non stiamo raccontando una storia, ma ascoltiamo un brusco alternarsi di "scene", di "momenti" musicali collegati ma distinti.
Il dorico è una scala minore in cui rispetto alla classica minore di riferimento (la minore naturale) cambia soltanto il sesto grado, che diventa maggiore (aumentato di un semitono). Se il colore della scala minore naturale è un grigio tristezza, quello di una scala dorica è il granito di una colonna neoclassica, serio, maestoso ed epico.
Il lidio è una scala maggiore con la quarta aumentata di un semitono. Il colore del lidio è il blu del cielo, quello in cui Joe Satrini vola in "Fly in a blue Dream". Un suono aperto e misterioso, mistico, onirico e leggendario.
1. Ed ecco quindi che l'assolo inizia con una cavalcata ritmica di 16mi cadenzata in battere, in cui si sfreccia in volo sotto la luna di vetro in pieno controllo, con la maestosità e l'eroismo del dorico.
2. Arriva il lidio, si cambia bruscamente tonalità e registro. Abbandoniamo la rotta di volo e cominciamo a cazzeggiare facendo qualche giravolta, planando, risalendo bruscamente e beandoci delle acrobazie che sappiamo fare. La ritmica qua è cadenzata e sincopata.
3. Stesse 7 note di 2., rimaniamo epici ma ritorniamo seri (al dorico), con una ritmica non solo sincopata ma addirittura caratterizzata da pause ardite e strappi selvaggi. Forse da terra qualche bipede senza ali invidioso ci sta prendendo di mira con un fucile ed è il momento di lasciare il cazzeggio e concentrarsi nello schivare i proiettili...
4. Abbiamo scampato il pericolo e possiamo tirare un sospiro di sollievo, tornando alla grazia etera del lidio. Solo un paio di piroette, sottolineate da una ritmica simile a 2.) e si riparte a sfrecciare col dorico da cui siamo partiti.
Prima di spiegare eventualmente la tecnica chitarristica impiegata nei vari passaggi (tempo e voglia mio ed interesse vostro permettendo) , credo valga la pena anche spendere due parole sulla base dell'assolo, in termini di armonia e ritmo (se deve essere sega, non sia soltanto chitarristica, ma anche musicale in senso lato).
Il solo lo conoscono tutti, quindi vabbè, riascoltatevelo che è sempre un piacere.
Prendete ora come riferimento la base: va benissimo anche questa, giusto per capirci.
https://www.youtube.com/watch?v=4rowdx-F964
4/4. Abbiamo due giri identici, il primo inizia a 0:06 ed il secondo a 0:33, entrambi durano 4 volte 4 battute. Siamo sui 145 bpm, quindi non veloce.
Ecco cosa succede melodicamente:
1. 0:06 Fa#m (dorico)
2. 0:13 Mi maggiore (lidio)
3. 0:19 Do#m (dorico)
4. 0:26 SI maggiore (lidio)
0:33 si ricomincia.
Si suona modale, ogni passaggio nelle rispettive 4 battute è un'esaltazione della sonorità tipica del dorico o del lidio. Il cambio di accordo significa cambio di tonalità, fatta eccezione per il cambio tra 2. e 3., essendo mi lidio e do#dorico composte dalle stesse note (tonalità di si maggiore). In ogni caso ogni 4 battute si cambia scena e registro in modo brusco, i gruppi di 4 battute non sono collegati da un rapporto di tonalità con quelli successivi.
Insomma, non stiamo raccontando una storia, ma ascoltiamo un brusco alternarsi di "scene", di "momenti" musicali collegati ma distinti.
Il dorico è una scala minore in cui rispetto alla classica minore di riferimento (la minore naturale) cambia soltanto il sesto grado, che diventa maggiore (aumentato di un semitono). Se il colore della scala minore naturale è un grigio tristezza, quello di una scala dorica è il granito di una colonna neoclassica, serio, maestoso ed epico.
Il lidio è una scala maggiore con la quarta aumentata di un semitono. Il colore del lidio è il blu del cielo, quello in cui Joe Satrini vola in "Fly in a blue Dream". Un suono aperto e misterioso, mistico, onirico e leggendario.
1. Ed ecco quindi che l'assolo inizia con una cavalcata ritmica di 16mi cadenzata in battere, in cui si sfreccia in volo sotto la luna di vetro in pieno controllo, con la maestosità e l'eroismo del dorico.
2. Arriva il lidio, si cambia bruscamente tonalità e registro. Abbandoniamo la rotta di volo e cominciamo a cazzeggiare facendo qualche giravolta, planando, risalendo bruscamente e beandoci delle acrobazie che sappiamo fare. La ritmica qua è cadenzata e sincopata.
3. Stesse 7 note di 2., rimaniamo epici ma ritorniamo seri (al dorico), con una ritmica non solo sincopata ma addirittura caratterizzata da pause ardite e strappi selvaggi. Forse da terra qualche bipede senza ali invidioso ci sta prendendo di mira con un fucile ed è il momento di lasciare il cazzeggio e concentrarsi nello schivare i proiettili...
4. Abbiamo scampato il pericolo e possiamo tirare un sospiro di sollievo, tornando alla grazia etera del lidio. Solo un paio di piroette, sottolineate da una ritmica simile a 2.) e si riparte a sfrecciare col dorico da cui siamo partiti.
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Re: Seghe musicali e strumentali
Che emozione che mi hai datoDtrule ha scritto: ↑11 maggio 2019 01:16 Per esempio l'assolo di Under a Glass Moon (DT) è una potenziale miniera d'oro, su cui ci si può masturbare a due mani per anni.
Prima di spiegare eventualmente la tecnica chitarristica impiegata nei vari passaggi (tempo e voglia mio ed interesse vostro permettendo) , credo valga la pena anche spendere due parole sulla base dell'assolo, in termini di armonia e ritmo (se deve essere sega, non sia soltanto chitarristica, ma anche musicale in senso lato).
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Prendete ora come riferimento la base: va benissimo anche questa, giusto per capirci.
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4/4. Abbiamo due giri identici, il primo inizia a 0:06 ed il secondo a 0:33, entrambi durano 4 volte 4 battute. Siamo sui 145 bpm, quindi non veloce.
Ecco cosa succede melodicamente:
1. 0:06 Fa#m (dorico)
2. 0:13 Mi maggiore (lidio)
3. 0:19 Do#m (dorico)
4. 0:26 SI maggiore (lidio)
0:33 si ricomincia.
Si suona modale, ogni passaggio nelle rispettive 4 battute è un'esaltazione della sonorità tipica del dorico o del lidio. Il cambio di accordo significa cambio di tonalità, fatta eccezione per il cambio tra 2. e 3., essendo mi lidio e do#dorico composte dalle stesse note (tonalità di si maggiore). In ogni caso ogni 4 battute si cambia scena e registro in modo brusco, i gruppi di 4 battute non sono collegati da un rapporto di tonalità con quelli successivi.
Insomma, non stiamo raccontando una storia, ma ascoltiamo un brusco alternarsi di "scene", di "momenti" musicali collegati ma distinti.
Il dorico è una scala minore in cui rispetto alla classica minore di riferimento (la minore naturale) cambia soltanto il sesto grado, che diventa maggiore (aumentato di un semitono). Se il colore della scala minore naturale è un grigio tristezza, quello di una scala dorica è il granito di una colonna neoclassica, serio, maestoso ed epico.
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1. Ed ecco quindi che l'assolo inizia con una cavalcata ritmica di 16mi cadenzata in battere, in cui si sfreccia in volo sotto la luna di vetro in pieno controllo, con la maestosità e l'eroismo del dorico.
2. Arriva il lidio, si cambia bruscamente tonalità e registro. Abbandoniamo la rotta di volo e cominciamo a cazzeggiare facendo qualche giravolta, planando, risalendo bruscamente e beandoci delle acrobazie che sappiamo fare. La ritmica qua è cadenzata e sincopata.
3. Stesse 7 note di 2., rimaniamo epici ma ritorniamo seri (al dorico), con una ritmica non solo sincopata ma addirittura caratterizzata da pause ardite e strappi selvaggi. Forse da terra qualche bipede senza ali invidioso ci sta prendendo di mira con un fucile ed è il momento di lasciare il cazzeggio e concentrarsi nello schivare i proiettili...
4. Abbiamo scampato il pericolo e possiamo tirare un sospiro di sollievo, tornando alla grazia etera del lidio. Solo un paio di piroette, sottolineate da una ritmica simile a 2.) e si riparte a sfrecciare col dorico da cui siamo partiti.
Nel rotondo crocicchio, sei donzelle ballano. Tre di carne e tre d’argento. I sogni di un tempo le cercano, ma le tiene avvinghiate un Polifemo d’oro. Cosa sono?
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Re: Seghe musicali e strumentali
Lui è l'uomo delle trascrizioni impossibili!giopasi ha scritto: Che emozione che mi hai dato
Toglietemi tutto, ma non il mio 
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Re: Seghe musicali e strumentali
Come sempre ottimo Dtrule!
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Re: Seghe musicali e strumentali
Grazie ragazzuoli!