Qualche obiezione sparsa
Coren ha scritto:Ora per Marx il VALORE di una merce è pari al LAVORO speso per trasformarla (questa è una sua ipotesi che poi in futuro verrà aggirata/sconfessata da altri economisti)
Non è corretto affermare che è una sua ipotesi e nemmeno che sia stata sconfessata. Marx quel pensiero l'ha mutuato dagli economisti classici che sono il riferimento di base del sistema che domina oggi, non si tratta quindi della tara di un comunista in erba. La questione poi, più che essere stata sconfessata è oggetto di dibattito accademico, per chi ancora un minimo di ricerca economica intende farla.
Per esempio, le ricerche che mettono in correlazione la caduta tendenziale del saggio di profitto - quindi il valore delle merci - con lo sviluppo dei mezzi produttivi - quindi la maggiore produttività dei macchinari che consentono la riduzione del lavoro umano - sono innumerevoli e circostanziate, così come quelle che tirano in ballo tutte le contraddizioni che ai tempi di Marx non si erano ancora manifestate, quella ambientale su tutte.
Marx aveva previsto i conflitti mondiali su queste basi ed era convinto che il sistema capitalistico sarebbe IMPLOSO sotto il peso delle sue stesse contraddizioni.
Pensando che non si potesse auto sostenere pensava che fosse naturale la transizione verso un sistema che superasse "alla radice" i suoi limiti.
Aggiungerei che Marx ha posto più che altro le basi analitiche con cui tentare di comprendere il contingente, la sua intuizione maggiore è stata quella di inserire l'analisi economica all'interno dei processi storici umani, piuttosto che proporre un papello ingessato su se stesso. E' il motivo per cui si capisce di più delle crisi dell'ultimo secolo sfruttando e attualizzando i suoi strumenti rispetto a quelli proposti come insuperabili dal "mercato".
Squall ha scritto:nel momento in cui entriamo nella logica di gestione di un bene collettivo, in Italia lo sappiamo molto bene, cominciano ad entrare in gioco le classiche dinamiche che inevitabilmente portano al calo della produttività, a comportamenti scorretti, freeriding ecc ecc... ne deriva che, perchè l'attività funzioni correttamente, crescono i costi di gestione realtivi ai controlli e all'elaborazione dell'organizzazione interna.
queste dinamiche sono state studiate in maniera esaustiva solo negli ultimi 30 anni: le sacche di società più tradizionaliste mantengono ancora la convinzione che queste trappole organizzative, nella gestione dei beni collettivi, siano connaturate ai beni collettivi stessi, e che quindi la loro gestione sia fallimentare a prescindere (eh signora mia ha visto com'è andata a finire l'URSS).
avete fatto bene a ricordarmi che devo rileggere "Governing the commons" della Ostrom; consigliatissimo ovviamente a chi è interessato alla gestione dei beni comuni/collettivi e ai problemi correlati.
"Indeed unless the number of individuals in a group is quite small, or unless there is coercion or some other special device to make individuals act in their common interest, rational, self-interested individuals will not act to achieve their common or group interests." Mancur Olson
Mi sembra la solita tiritera un po' razzista verso se stessi, un pò provincialista, tanto ordoliberale, con cui si vuole inculcare nella testa della gente che non ci sono alternative, o quanto meno, che lo stato di cose presenti è il meno peggio.
Francamente ste fregnacce credo vadano lasciate agli atti di fede contenuti nei testi religiosi...
rabe ha scritto:ma scusate un attimo eh, fatemi capire, e poi tornate a farvi le seghine su quelle cose li'
adesso da quello che ho capito si sta puntando ad un governo tecnico giusto?
ma quindi M5S e Lega se lo sono messo nel culo da soli?
Ma va, che nel culo?! Mattarella, da democristiano finissimo ha fatto un favore a tutti. Il "governo neutrale" (qui si vede la sottile ironia del baciapile di professione) farà il lavoro sporco - legge finanziaria da Grecia e legge elettorale da 1984 - i partiti potranno o proveranno a dire "eh ma noi non c'entriamo un cazzo è colpa della congiuntura, dei marziani, "ce lo ha chiesto l'Europa!", mortacci del destino cinico e baro ecc. e tenteranno di traguardare la prossima tornata elettorale. Ovviamente è un azzardo che si gioca sul fatto che il conflitto sociale al momento è molto frammentato e scarso non è comunque detto che riesca.