La recensione

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diego
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La recensione

Messaggio da diego »

Allora, non so come mi sia venuta l'idea di aprire un thread su un argomento così trito e ritrito; infatti mi aspetto 0 risposte. Però avevo tempo e voglia e quindi lo apro lo stesso :D
Mentre oggi ero in pausa pranzo e passeggiavo come un carcerato nel parcheggio che circonda la mia sede di lavoro, mi si è formata questa domanda in testa "Che valore ha una recensione?".
La risposta, va da sé, è sempre diversa perché ognuno le attribuisce il peso, la funzione, l'utilità che vuole.
In realtà parte di quella domanda me la ponevo anche nella mia veste di recensore (della domenica), e quindi "Cosa porta un tizio a scrivere recensioni?".
Anche qui n possibili risposte.
Il successivo passaggio è stato "Il primo pensiero è per le recensioni musicali, ma ci sono anche quelle sui film, sui libri, sulle mostre, sui ristoranti, su praticamente ogni cosa al giorno d'oggi", da cui è scaturita l'ulteriore domanda "Riguardo a quali temi vado a leggere recensioni?".
Ad esempio personalmente leggo quelle di dischi (prima di ascoltarli, la recensione è una scintilla che nel caso mi fa scattare l'ascolto e l'acquisto), quelle dei film (invece qui non volendo correre il rischio di spoiler le leggo dopo), quelle di hotel e ristoranti che non conosco quando vado in giro; non mi interessano però, ad esempio, le recensioni di libri, eppure sono un avido lettore.
Insomma, alla fine non ho domande precise, il mio è stato più una sorta di flusso di coscienza, che ho provato a tradurre per proporre a chi avrà voglia di far sì che il numero di risposte non sia sul serio 0.
Diciamo un tema libera il cui titolo è quello del thread.
Grazie a chiunque vorrà dire la sua, perché mi interessa sinceramente.
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johnny blade
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Re: La recensione

Messaggio da johnny blade »

Quello che spinge a scrivere secondo me è il voler condividere.
Io do peso solo a quella dei dischi.
Con quella dei film ho preso tante "sole".

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cdf
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Re: La recensione

Messaggio da cdf »

Le recensioni spesso mi annoiano, leggo le prime righe, il voto e poi vado su You Tube o Bandcamp.
Se non ci sono quest'ultimi, curioso un po' su facebook e guardo le influenze musicali che ha la band, così per farmi un'idea della musica.
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cdf
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Re: La recensione

Messaggio da cdf »

Quelle sui libri le leggo, mentre quelle sui film, guardo il voto e poi il trailer (difficilmente le leggo completamente).
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Shock
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Re: La recensione

Messaggio da Shock »

Le uniche recensioni che ho mai letto sono quelle sui dischi.
Su libri e film ho sempre e solo letto la trama, poi compro un libro o vedo un film senza considerare alcuna recensione perché i gusti delle persone sono talmente vari che fidarmi del parere di qualcuno per me non ha senso.
Infatti da quando esiste internet e quindi posso ascoltare uno o più brani, e poi l'intero disco di un gruppo, le recensioni le considero ben poco, a volte neanche le leggo.
Un tempo le recensioni avevano una grande importanza perché di solito ti basavi su quelle per ccomprare meno un disco, oggi no.
Ma anche all'epoca alcune recensioni presero dei granchi pazzeschi: mi ricordo Beppe Riva che diede 2 su 5 a Slave to the grind degli Skid Row, ovvero un disco stupendo, su Metal Shock, ma anche altri esempi.

Io invece scrivo alla cazzo per scambiare opinioni e magari dare qualche dritta, e riceverla, su ciò che mi piace, perché è bello condividere la propria passione :D
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Re: La recensione

Messaggio da None »

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Re: La recensione

Messaggio da Polimar72 »

Sarebbe bello sapere se ci fossero recensioni che hanno in qualche modo influito sul nostro gusto o a cui siamo particolarmente legati perché collegate alla scoperta di un disco o di un genere che ci ha influenzato o cambiato il nostro rapporto con la musica.. etc...
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Re: La recensione

Messaggio da Cotlod »

Preciso al None qui sopra. Non leggo per sapere come è un disco appena uscita, per sapere se è il caso di comprarlo oppure no.
Non mi interessa questo. Leggo le recensioni per il piacere della lettura.

A volte capita che il disco è una porcheria totale, ma la recensione mi ha colpito talmente che prima o poi quel disco lo prenderò.
Ad esempio: leggo una recensione su Earth 2 (degli Earth) che è cibo per la mente, parla di tutto tranne che del disco (della storia della band, di Cobain), mi convinco che è un disco totale. Poi lo sento e penso di aver messo il disco sbagliato nel lettorre... Stessa cosa con Niandra La Des, primo solista di John Frusciante: stesso recensore, stessa recensione lagrimevole, e pure questo lo ascolto con espressione basita.
Quei dischi ho riprovato ad ascoltarli ma senza (ancora) provare piacere. Le recensioni invece le ho lette più volte gustandole sempre.
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johnny blade
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Re: La recensione

Messaggio da johnny blade »

Molti confondono le opinioni con i pensieri.

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Re: La recensione

Messaggio da johnny blade »

Anzi: coi giudizi.

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Re: La recensione

Messaggio da Shock »

Polimar72 ha scritto: 6 maggio 2020 22:44 Sarebbe bello sapere se ci fossero recensioni che hanno in qualche modo influito sul nostro gusto o a cui siamo particolarmente legati perché collegate alla scoperta di un disco o di un genere che ci ha influenzato o cambiato il nostro rapporto con la musica.. etc...
Troppo vecchio per ricordare :meghy:
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Re: La recensione

Messaggio da johnny blade »

Polimar72 ha scritto: 6 maggio 2020 22:44 Sarebbe bello sapere se ci fossero recensioni che hanno in qualche modo influito sul nostro gusto o a cui siamo particolarmente legati perché collegate alla scoperta di un disco o di un genere che ci ha influenzato o cambiato il nostro rapporto con la musica.. etc...
A me è successo di scoprire tutta la discografia antecedente con Blackwater Park degli opeth..
La lessi su flash..

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Re: La recensione

Messaggio da Twilight »

johnny-blade ha scritto: 6 maggio 2020 23:19 Anzi: coi giudizi.
Ti quoto perchè anche secondo me bisognerebbe fare una distinzione tra recensioni di opere (dischi, libri, film) e giudizi personali, anche se mi rendo conto che tra l'una e l'altra c'è giusto un millimetro di distanza.
Le recensioni di opere fondamentalmente sono necessarie (per rispondere alla domanda cosa spinge una persona a scrivere recensioni), e naturalmente vengono scritte per informare il pubblico, che poi successivamente potrà condividerle, commentarle, ecc...
Le opinioni personali invece, secondo me scaturiscono più dallo stato d'animo della persona che le scrive in un determinato momento piuttosto che da quell'obiettività che comunque è indispensabile nella scrittura. Dico questo perchè Io lavoro in albergo e ho a che fare quotidianamente con le "recensioni" dei clienti per tenere sotto controllo la nostra "web reputation". Ho notato (ma come me tutti voi) che 9 recensioni su 10 sono molto istintive e poco obiettive. Cioè, a volte ci sono recensioni terribili scritte da gente incazzatissima per l'esperienza trascorsa, e lo si capisce non solo dal tono magari ironico o dagli insulti, ma proprio dal tipo di scrittura, sconclusionata e piena di errori di grammatica, di battitura, e dimenticanza di parole.
Altre volte invece ci sono recensioni talmente entusiasmanti dove comunque l'eccessiva contentezza fa fare errori di battitura e addirittura fa scrivere parole inventate. Anche qui secondo me c’è mancanza di obiettività e dunque un tale scritto non può essere definito una recensione nel senso professionale del termine.
Il problema di queste recensioni quindi è anche che non servono a niente, cioè non servono a informare il pubblico, ma rispondono più che altro a un bisogno di mettersi in mostra o comunque di “dire la tua”.
Il web ha dato la possibilità a tutti di poter esprimere la propria opinione, che è giustissimo per carità, ma poi spesso ci si trova di fronte a certi fenomeni (non è caso Umberto Eco disse che internet aveva dato la parola agli imbecilli).

Certamente anche nelle recensioni di opere spesso la soggettività e l’impulsività fanno a botte con l’obiettività, ma credo che la bravura del recensore professionista sia anche miscelare bene i due ingredienti.
Naturalmente dico questo dando per scontato, come al solito, che i gusti sono gusti e che la verità non esiste. Però se leggo una recensione di And Justice For All dei Metallica (visto che questo discorso è stato tirato in ballo per la milionesima volta nel topic sui Metallica proprio oggi) dove lo si definisce una merda per colpa della produzione, secondo me c'è dell'astio, o comunque poca obiettività; ma se leggo che è un bel disco, magari un pò prolisso e penalizzato da una produzione non all'altezza, ci leggo più obiettività e anche professionalità. Alla fine diventa un bel momento di condivisione.

Penso anche che le recensioni ancora oggi giochino un ruolo importante sull’acquisto dei dischi e anche sull’indirizzare le persone verso certi gusti musicali. Certo la prova del 9 è sempre sui forum, dove ci si rende conto se un disco rispecchia la recensione o se ha retto alla prova del tempo, però anche la prima impressione (ovvero la prima recensione di un disco) per me ha ancora la sua importanza.
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diego
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Re: La recensione

Messaggio da diego »

E' un tema che trovo affascinante perché la recensione è un mondo davvero sfaccettato.
Basti vedere già quanti concetti qui dentro sono stati espressi in proposito: giudizio, valutazione, opinione, soggettività, oggettività, impulsività, pensiero, utilità (o inutilità), saper scrivere (e, aggiungo io, saper leggere), è stata tirata in ballo (giustamente) persino la libertà di espressione che internet consente.
Sintetizzo molto quello che segue perché è ora di andare a nanna ma poi vorrei riprenderlo ed esprimermi più compiutamente: per me la recensione contiene sia utilità che piacere, e parlo tanto in veste di lettore / fruitore che in quella di scrittore: l'utilità che spero di trovare e di donare, il piacere di leggere e quello di scrivere.
Peraltro, parlando di utilità, come ho premesso in apertura non trovo proprio naturale andare a curiosare (intendo ascoltare per provare), nonostante i molteplici mezzi che la tecnologia mette a disposizione; per me la recensione (unita ai commenti del forum) rimane praticamente la fonte del 99% dei miei ascolti / acquisti, parte tutto o quasi da quello che leggo.
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Re: La recensione

Messaggio da Paul_Diamond »

In questo momento non ho tempo e voglia di scrivere un pippone, ma tornerò sull'argomento.
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Re: La recensione

Messaggio da diego »

Paul_Diamond ha scritto: 7 maggio 2020 19:55 In questo momento non ho tempo e voglia di scrivere un pippone, ma tornerò sull'argomento.
Se scriverai un post meno lungo e appassionato (e appassionante) del tuo listone di fine anno mi offendo.
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Re: La recensione

Messaggio da Ennio »

Per me le recensioni sono sempre state la lettura più gustosa di riviste e, successivamente, di siti musicali.
Mi piacciono da morire, mi divertono e mi ci vuole tutto sommato poco per sondare gusti e tendenze dei recensori e filtrare quanto scrivono.
Spero di non dispiacere nessuno, ma ricordo le recensioni di Fuzz Fuzz su Metal Shock come un esempio di originalità e di simpatica partigianeria.
Così come su Metal.it sono un noto estimatore di Frank e trovo le sue recensioni (video e non) un appuntamento imperdibile.
Un recensore può essere settoriale, ma al tempo stesso comunicativo e coinvolgente. Prendete Dopecity. Non ho un solo disco di quelli da lui segnalati e decisamente non amiamo lo stesso genere; eppure la sua idea, la sua linea sono così nette che riesce a incuriosire e ad affascinare.
Nessuna recensione mi convincerà mai della bontà o della scarsezza di un disco. Sono troppo testardo e innamorato delle mie idee.
Ma la descrizione di un disco, il voto, l'analisi di una formazione musicale, un riferimento alle influenze o un cambio di strumento (giusto per fare qualche esempio) restano fondamentali per il mio gusto di lettore.
Queste le prime cose che mi vengono in mente, ma tornerò sicuramente sull'argomento (è una minaccia).
Mi piacerebbe parlare più approfonditamente di "come" per me dovrebbe essere strutturata una recensione e quali contenuti minimi dovrebbe avere.
Non rileggo e corro in videoconferenza (la n°130mila di questo assurdo periodo di smart working). Ciao!
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Re: La recensione

Messaggio da Twilight »

Ennio ha scritto: 8 maggio 2020 15:47
Un recensore può essere settoriale, ma al tempo stesso comunicativo e coinvolgente.
Esatto. Più in generale direi che se uno scrive bene, ti invoglia a leggere le sue cose a prescindere dall'argomento.
Se uno invece scrive male, ti fa passare la voglia di leggere anche cose scritte sul tuo gruppo preferito.
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Re: La recensione

Messaggio da ELASTIKO »

la recensione di Gino per "Sadness Will Prevail" dei Today Is The Day su Metal Shock.
LA RECENSIONE.
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Re: La recensione

Messaggio da Twilight »

Vado un attimino off topic...ma qualcuno di voi segue le recensioni del sito ondarock.it? Io il sito lo seguo più che altro per leggermi le monografie dei gruppi, ma ogni tanto mi capita di leggere le recensioni e, a parte il fatto che il più delle volte mi sembra di leggere l'interpretazione di testi filosofico-letterari (mi sembra di tornare agli anni dell'università), i recensori hanno sempre un tono saccente e ironico al limite dell'antipatia pura.
Ecco, le recensioni di ondarock per me sono il caso di gente che scrive formalmente bene ma senza cuore (cioè, a volte sono proprio stronzi).
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Re: La recensione

Messaggio da Sean Olson »

Quando si parla di recensioni ci sono alcuni baluardi indispensabili senza i quali tutto perde di senso e non si capisce niente.
Il primo è che la recensione è un'opinione personale e soggettiva, e in quanto tale opinabile, nel bene e nel male. Non ha senso dare un giudizio di valore ad una recensione che è di per se stessa un giudizio. Quante volte mi è capitato che, per esempio, le band che hanno ricevuto un brutto voto o un brutto giudizio, fanno la recensione della recensione?
Che senso ha? Lo trovo stupido.
Chiarito questo, un'altra cosa da capire è che, almeno per chi fa le recensioni in una struttura più o meno professionale, come potrebbe essere metal.it, è che la recensione serve a dare indicazioni a chi legge e deve essere quanto più oggettiva possibile. Lo so che sembra un ossimoro con quanto affermato più sopra, ma quanta più oggettività si mette in una recensione tanto più questa adempierà al suo scopo. Certo, poi dopo puoi pure fare filosofia e scrivere poemi epici, ma se una recensione non ti fa capire e non ti descrive cosa c'è in quel disco, allora non serve a niente, è una masturbazione mentale del recensore.
Se si riesce a capire questo si capisce che quando si scrive una recensione le prime cose da evidenziare sono il genere, anche con riferimento ad altre bands e dischi di quello stesso genere, cercando di descrivere quali sono punti forti e quelli deboli, cercare di inserire, nel caso di band storiche, quel disco che si sta recensendo nella discografia della band, in modo da dare punti di riferimento al lettore. Poi si può passare all'aspetto più tecnico, come l'esecuzione, la prova vocale, la registrazione, la produzione, ect. stando attenti però, siccome si entra in un campo dove sovente il lettore non ne capisce niente e in fondo non gliene frega nulla, di non esagerare con i tecnicismi, che, in fondo, diranno poco al lettore. E' meglio usare figure retoriche, descrivere mood ed emozioni, cercare di trasmettere con le parole le sensazioni che il recensore ha provato ascoltando quel disco.
Fatto questo la rece è al 99% pronta. Tutto il resto è superfluo, e serve, da una parte, ad abbellire la recensione e, dall'altra, a dare soddisfazione all'ego e alla vanità del recensore.
Nessuno sfugge a quest'ultima considerazione, tutti ne siamo vittime/schiavi, tutti proviamo a renderci personali e riconoscibili. E va pure bene, a patto che a monte ci sia il discorso della descrittività di cui sopra. Senza quello sei solo uno che vuole fare il fenomeno, ma stai scrivendo per te stesso, il che va pure bene. Ci sono siti che fanno solo recensioni di tal fatta e lo dichiarano, sta al lettore capire se quello stile si confà ai propri desiderata.
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Re: La recensione

Messaggio da diego »

Sean Olson ha scritto: 11 maggio 2020 08:32 Quando si parla di recensioni ci sono alcuni baluardi indispensabili senza i quali tutto perde di senso e non si capisce niente.
Il primo è che la recensione è un'opinione personale e soggettiva, e in quanto tale opinabile, nel bene e nel male. Non ha senso dare un giudizio di valore ad una recensione che è di per se stessa un giudizio. Quante volte mi è capitato che, per esempio, le band che hanno ricevuto un brutto voto o un brutto giudizio, fanno la recensione della recensione?
Che senso ha? Lo trovo stupido.
Chiarito questo, un'altra cosa da capire è che, almeno per chi fa le recensioni in una struttura più o meno professionale, come potrebbe essere metal.it, è che la recensione serve a dare indicazioni a chi legge e deve essere quanto più oggettiva possibile. Lo so che sembra un ossimoro con quanto affermato più sopra, ma quanta più oggettività si mette in una recensione tanto più questa adempierà al suo scopo. Certo, poi dopo puoi pure fare filosofia e scrivere poemi epici, ma se una recensione non ti fa capire e non ti descrive cosa c'è in quel disco, allora non serve a niente, è una masturbazione mentale del recensore.
Se si riesce a capire questo si capisce che quando si scrive una recensione le prime cose da evidenziare sono il genere, anche con riferimento ad altre bands e dischi di quello stesso genere, cercando di descrivere quali sono punti forti e quelli deboli, cercare di inserire, nel caso di band storiche, quel disco che si sta recensendo nella discografia della band, in modo da dare punti di riferimento al lettore. Poi si può passare all'aspetto più tecnico, come l'esecuzione, la prova vocale, la registrazione, la produzione, ect. stando attenti però, siccome si entra in un campo dove sovente il lettore non ne capisce niente e in fondo non gliene frega nulla, di non esagerare con i tecnicismi, che, in fondo, diranno poco al lettore. E' meglio usare figure retoriche, descrivere mood ed emozioni, cercare di trasmettere con le parole le sensazioni che il recensore ha provato ascoltando quel disco.
Fatto questo la rece è al 99% pronta. Tutto il resto è superfluo, e serve, da una parte, ad abbellire la recensione e, dall'altra, a dare soddisfazione all'ego e alla vanità del recensore.
Nessuno sfugge a quest'ultima considerazione, tutti ne siamo vittime/schiavi, tutti proviamo a renderci personali e riconoscibili. E va pure bene, a patto che a monte ci sia il discorso della descrittività di cui sopra. Senza quello sei solo uno che vuole fare il fenomeno, ma stai scrivendo per te stesso, il che va pure bene. Ci sono siti che fanno solo recensioni di tal fatta e lo dichiarano, sta al lettore capire se quello stile si confà ai propri desiderata.
Ecco, secondo me hai centrato diversi punti interessanti, anche perché hai scritto nella tua veste di recensore, consapevole quindi di determinate dinamiche sia esterne (il messaggio da veicolare, il suo scopo, il modo in cui avviene) sia interne (la componente "psicologica" di chi scrive).
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Re: La recensione

Messaggio da Baker »

diego ha scritto: 6 maggio 2020 19:56 mi aspetto 0 risposte
Nel momento in cui ho letto questo ho pensato subito che saremmo arrivati a 300 replies
ci sono andato vicino? :rip
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Re: La recensione

Messaggio da diego »

Baker ha scritto: 12 maggio 2020 15:48
diego ha scritto: 6 maggio 2020 19:56 mi aspetto 0 risposte
Nel momento in cui ho letto questo ho pensato subito che saremmo arrivati a 300 replies
ci sono andato vicino? :rip
Togliendo i miei interventi ci sono stati 18 messaggi, quindi ne mancano solo 282 :D
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Re: La recensione

Messaggio da Sairus »

Per me è roba da alieni. Trovo pochissime recensioni interessanti e non ho provato più di un paio di volte a scriverne una, secondo me è troppo difficile. Forse dopo mesi e plurimi ascolti... boh.... magia nera!
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Re: La recensione

Messaggio da johnny blade »

Sairus ha scritto: 12 maggio 2020 17:12 Per me è roba da alieni. Trovo pochissime recensioni interessanti e non ho provato più di un paio di volte a scriverne una, secondo me è troppo difficile. Forse dopo mesi e plurimi ascolti... boh.... magia nera!
Secondo me è più facile scriverne una,sincera,fedele e ben definita in tutti i suoi particolari, di uno che ti piace davvero e che conosci da (tanto) tempo.

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Re: La recensione

Messaggio da diego »

johnny-blade ha scritto: 12 maggio 2020 18:57
Sairus ha scritto: 12 maggio 2020 17:12 Per me è roba da alieni. Trovo pochissime recensioni interessanti e non ho provato più di un paio di volte a scriverne una, secondo me è troppo difficile. Forse dopo mesi e plurimi ascolti... boh.... magia nera!
Secondo me è più facile scriverne una,sincera,fedele e ben definita in tutti i suoi particolari, di uno che ti piace davvero e che conosci da (tanto) tempo.
Chiaramente gli approcci tra disco nuovo e classico sono molto diversi, almeno per come li ho vissuti io e li vivo a livello personale.
Quando recensivo le nuove uscite mi trovavo naturalmente ad avere a che fare con dischi che arrivavano in redazione, che dovevo cercare di ascoltare quante più volte possibile con la massima attenzione ma compatibilmente con dei tempi di pubblicazione del pezzo che erano abbastanza stretti (parlo di un altro portale e della mia esperienza eh, ci mancherebbe) e quindi scrivevo sulla base di una conoscenza necessariamente meno radicata nel tempo, più concentrata, insomma più a botta calda, con l'onere di veicolare un orientamento rispetto ad un'opera ancora inedita.
Ora invece, che mi dedico a qualche recupero di classici che Gianluca Graz(io)samente ha acconsentito a pubblicare, affronto dischi che scelgo io e che conosco molto bene: non devo scoprire nulla insomma, ma non è detto che questo renda più semplice la scrittura del pezzo perché da un lato cerco di evitare la trappola della "sbrodolata" facendomi prendere troppo dal lato emotivo e perdendo quindi di equilibrio, dall'altro cerco di evitare la trappola della banalità essendo opere che tendenzialmente tutti (o comunque molti) già conoscono.
Non dico queste cose per sottintendere "Mamma quanto è complicato fare il recensore, che mestiere ingrato", sia chiaro; anzi è una cosa che amo (diversamente non l'avrei fatta e non la farei); ho solo riportato in estrema sintesi la differenza fondamentale che c'è tra nuovo e classico ricollegandomi alla riflessione (di base condivisibile) che facevi tu.
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Re: La recensione

Messaggio da Fenix »

Prima dell'avvento della banda larga, la recensione era il mio principale mezzo per conoscere tal disco o tal artista, prima tramite rivista e poi dai numerosi siti metal presenti in rete nei primi 2000.
Prediligevo le recensioni ricche di fomento (qui il nostro GG è sempre stato un grande riferimento), avevo ovviamente bisogno di conoscere il contenuto di un disco ma soprattutto di provare a carpirne le emozioni che poteva provocare, non avendo possibilità (se non rare) di poter ascoltare qualcosa. Perché la musica è emozione.
Da ormai diversi anni, anni in cui è tremendamente semplice trovare ed ascoltare nuova musica, facendosi così già una propria idea, la recensione quindi ha perso buona parte della sua "vecchia" funzione (ragion per cui ne leggo di meno) in compenso è diventata una sorta di metro di paragone per vedere quello che ho sentito/provato è sentimento condiviso o meno, eventualmente andando a scovare ed analizzare gli aspetti di disaccordo.
Una manciatina di recensioni me le ero scritte anche io in un blogghettino che avevo aperto anni fa (in firma) ma di fatto ho mollato lì, non è roba per me: sono eccessivamente auto-critico, scrivo-riscrivo praticamente ogni frase ed alla fine non sono mai soddisfatto del lavoro svolto, uno stile da scuola elementare, insomma più una fatica che un piacere.
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diego
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Re: La recensione

Messaggio da diego »

Leggo molti dei vostri interventi e mi rendo conto, con la massima comprensione da un punto di vista razionale, che l'accesso di cui oggi disponiamo ad ascolti gratuiti e legali rende le recensioni sempre meno utili.
Mi sento io piuttosto un dinosauro (o un pazzo) che ancora oggi, nel 2020, acquista molto (non dico tutto, ma molto) senza ascoltare e solo in base a una recensione o a un'opinione letta qui sul forum, esattamente come facevo 15 o 20 anni fa.
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Re: La recensione

Messaggio da Sairus »

diego ha scritto: 14 maggio 2020 20:45 Leggo molti dei vostri interventi e mi rendo conto, con la massima comprensione da un punto di vista razionale, che l'accesso di cui oggi disponiamo ad ascolti gratuiti e legali rende le recensioni sempre meno utili.
Mi sento io piuttosto un dinosauro (o un pazzo) che ancora oggi, nel 2020, acquista molto (non dico tutto, ma molto) senza ascoltare e solo in base a una recensione o a un'opinione letta qui sul forum, esattamente come facevo 15 o 20 anni fa.
Personalmente ti rispondo che il 99% delle recensioni lo trovo veramente inutile. Solite track by track condite con le stesse parole a rotazione. Nessuna analisi del sound, nessuna visione oggettiva di insieme, nessun interesse a scavare un pò. Insomma non mi trovo arricchito.
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Re: La recensione

Messaggio da johnny blade »

Sairus ha scritto: 14 maggio 2020 22:18
diego ha scritto: 14 maggio 2020 20:45 Leggo molti dei vostri interventi e mi rendo conto, con la massima comprensione da un punto di vista razionale, che l'accesso di cui oggi disponiamo ad ascolti gratuiti e legali rende le recensioni sempre meno utili.
Mi sento io piuttosto un dinosauro (o un pazzo) che ancora oggi, nel 2020, acquista molto (non dico tutto, ma molto) senza ascoltare e solo in base a una recensione o a un'opinione letta qui sul forum, esattamente come facevo 15 o 20 anni fa.
Personalmente ti rispondo che il 99% delle recensioni lo trovo veramente inutile. Solite track by track condite con le stesse parole a rotazione. Nessuna analisi del sound, nessuna visione oggettiva di insieme, nessun interesse a scavare un pò. Insomma non mi trovo arricchito.
Eh perché non hai letto la mia su "sabotage"... :D

𝑱𝒐𝒉𝒏 𝑾𝒂𝒚𝒏𝒆 𝒕𝒉𝒆 𝑨𝒍𝒂𝒎𝒐 𝑪𝒓𝒂𝒛𝒚 𝑯𝒐𝒓𝒔𝒆 𝑮𝒆𝒓𝒐𝒏𝒊𝒎𝒐
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Re: La recensione

Messaggio da Squall »

Sairus ha scritto: 14 maggio 2020 22:18
diego ha scritto: 14 maggio 2020 20:45 Leggo molti dei vostri interventi e mi rendo conto, con la massima comprensione da un punto di vista razionale, che l'accesso di cui oggi disponiamo ad ascolti gratuiti e legali rende le recensioni sempre meno utili.
Mi sento io piuttosto un dinosauro (o un pazzo) che ancora oggi, nel 2020, acquista molto (non dico tutto, ma molto) senza ascoltare e solo in base a una recensione o a un'opinione letta qui sul forum, esattamente come facevo 15 o 20 anni fa.
Personalmente ti rispondo che il 99% delle recensioni lo trovo veramente inutile. Solite track by track condite con le stesse parole a rotazione. Nessuna analisi del sound, nessuna visione oggettiva di insieme, nessun interesse a scavare un pò. Insomma non mi trovo arricchito.
quoto, il mio rapporto con le recensioni si è consumato esclusivamente tra i 14 e i 18: in parte per una fissa personale, nel senso che mi piace fruire delle cose da una posizione più neutra possibile (che si parli di un disco, di una destinazione turistica, un film, una birra...), e quindi non mi interesso a prescindere di analisi pronte e servite; di conseguenza da quando uscì napster provo qualsiasi proposta direttamente con le mie orecchie, esercizio che col tempo ti porta a sviluppare un senso maggiormente intuitivo di quello che ti piace o meno.

il tuo intervento può suggerire a diego un altro punto che forse non è stato già affrontato, e cioè la differenza di informazioni che possono interessare a diversi utenti: anche io le poche volte che mi trovo a leggere una recensione ho la sensazione che ci sia un qualche generatore automatico, poi va bene ci sono anche le recensioni scritte meglio e che riflettono magari una storia o un approccio più personale... quello che spesso manca in entrambi i casi è appunto il commento tecnico: come sono strutturati la scena musicale e il mix? che cosa rende particolari certi suoni? gli arrangiamenti sono belli, bene, ma in che senso? quali sono le trovate melodiche, armoniche e ritmiche che distinguono un certo stile compositivo?

è chiaro che non tutti ci siamo ritrovati ad equalizzare un mix o a postprodurre un rullante, e ognuno ha le sue parziali conoscenze teoriche, però a me musicista della domenica sono queste le cose che interessano perchè accrescono il mio bagaglio musicale, e quindi non leggo le recensioni ma guardo i video analitici di "study the greats" su youtube. :cory
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Re: La recensione

Messaggio da diego »

Squall ha scritto: 17 maggio 2020 23:56 il tuo intervento può suggerire a diego un altro punto che forse non è stato già affrontato, e cioè la differenza di informazioni che possono interessare a diversi utenti: anche io le poche volte che mi trovo a leggere una recensione ho la sensazione che ci sia un qualche generatore automatico, poi va bene ci sono anche le recensioni scritte meglio e che riflettono magari una storia o un approccio più personale... quello che spesso manca in entrambi i casi è appunto il commento tecnico: come sono strutturati la scena musicale e il mix? che cosa rende particolari certi suoni? gli arrangiamenti sono belli, bene, ma in che senso? quali sono le trovate melodiche, armoniche e ritmiche che distinguono un certo stile compositivo?

è chiaro che non tutti ci siamo ritrovati ad equalizzare un mix o a postprodurre un rullante, e ognuno ha le sue parziali conoscenze teoriche, però a me musicista della domenica sono queste le cose che interessano perchè accrescono il mio bagaglio musicale, e quindi non leggo le recensioni ma guardo i video analitici di "study the greats" su youtube. :cory
Questo è uno spunto molto interessante e a me stesso da lettore piacerebbe leggere (con moderazione) analisi di un certo tipo, ma non credi che, mediamente:
1) questo approccio richiederebbe un recensore almeno discretamente ferrato da un punto di vista tecnico?
2) La recensione finirebbe per essere almeno in parte poco comprensibile a chi non ne sa una mazza di certe cose?
Cioè, il rischio della nicchia a quel punto è dietro l'angolo.
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Sono d'accordo con entrambi, e aggiungo che questo mio disamoramento per le recensioni probabilmente è colpa mia. Piacendomi le sonorità metallose mi sono rifugiato nel posto peggiore possibile, un covo di nazisti che ancora vanno dietro a gente che sapeva di vecchio 20 anni fa. Purtroppo a me serve la novità continua, l'estasi dell'esplorazione, soprattutto a livello sonoro, altrimenti mi annoio in poco tempo. In questo senso negli ultimi anni mi sono avvicinato al nuovo pop e al nuovo rap, trovandoci dentro cose molto più "metal" di quelle che mi aspettassi... ed è fico! I consigli validi che provengono da qui, invece, ormai li conto sulle dita di una mano, se arrivo a 5 all'anno già mi sento soddisfatto.

In tutto ciò non ci trovo nulla di male, se non che le discussioni prettamente musicali sono complicate da intraprendere (non a caso partecipo poco da quel punto di vista), e mi dispiace, perchè a me piace tantissimo parlare di musica. E' che mi sembra sempre di parlare con il me di 20 anni fa, mi viene sempre da chiedermi "ma sto qui non si è reso conto che il mondo è cambiato, che ci sono decenni di musica in più da prendere in considerazione per fare sto discorso?", poi mi dico che forse sono io che sono fuori posto, quindi sto zitto.
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Re: La recensione

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Sairus ha scritto: 18 maggio 2020 08:49 Sono d'accordo con entrambi, e aggiungo che questo mio disamoramento per le recensioni probabilmente è colpa mia. Piacendomi le sonorità metallose mi sono rifugiato nel posto peggiore possibile, un covo di nazisti che ancora vanno dietro a gente che sapeva di vecchio 20 anni fa. Purtroppo a me serve la novità continua, l'estasi dell'esplorazione, soprattutto a livello sonoro, altrimenti mi annoio in poco tempo. In questo senso negli ultimi anni mi sono avvicinato al nuovo pop e al nuovo rap, trovandoci dentro cose molto più "metal" di quelle che mi aspettassi... ed è fico! I consigli validi che provengono da qui, invece, ormai li conto sulle dita di una mano, se arrivo a 5 all'anno già mi sento soddisfatto.

In tutto ciò non ci trovo nulla di male, se non che le discussioni prettamente musicali sono complicate da intraprendere (non a caso partecipo poco da quel punto di vista), e mi dispiace, perchè a me piace tantissimo parlare di musica. E' che mi sembra sempre di parlare con il me di 20 anni fa, mi viene sempre da chiedermi "ma sto qui non si è reso conto che il mondo è cambiato, che ci sono decenni di musica in più da prendere in considerazione per fare sto discorso?", poi mi dico che forse sono io che sono fuori posto, quindi sto zitto.
Beh Antonè, quello che dici è sacrosanto ma perchè risponde a un principio banalissimo: alla fine ognuno ascolta quel che più gli piace.
Che sia vecchio o nuovo, uguale o diverso, il gusto personale non può non farla giustamente da padrone nelle proprie scelte.
Sta a ciascuno di noi decidere se volersi aprire o rimanere chiusi, se è più importante come "valore" la curiosità o la sicurezza.
Personalmente trovo il più delle volte abbastanza stimolanti i confronti, che a volte si aprono, tra chi rimane ancorato al passato e chi è in cerca della novità, ma è uno stimolo teorico; quando mi caccio in quelle discussioni lo faccio per amor della dialettica e del ragionamento, dopo di che la mia stella polare è e sarà sempre: ciascuno faccia quel che vuole senza scassare la cippa a chi la vede diversamente. :)
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diego ha scritto: 18 maggio 2020 08:57 Beh Antonè, quello che dici è sacrosanto ma perchè risponde a un principio banalissimo: alla fine ognuno ascolta quel che più gli piace.
Che sia vecchio o nuovo, uguale o diverso, il gusto personale non può non farla giustamente da padrone nelle proprie scelte.
Sta a ciascuno di noi decidere se volersi aprire o rimanere chiusi, se è più importante come "valore" la curiosità o la sicurezza.
Personalmente trovo il più delle volte abbastanza stimolanti i confronti, che a volte si aprono, tra chi rimane ancorato al passato e chi è in cerca della novità, ma è uno stimolo teorico; quando mi caccio in quelle discussioni lo faccio per amor della dialettica e del ragionamento, dopo di che la mia stella polare è e sarà sempre: ciascuno faccia quel che vuole senza scassare la cippa a chi la vede diversamente. :)
Questo lo trovo sacrosanto. Però su un aspetto non sono d'accordo, ed è proprio quello legato alla recensione. Il recensore dovrebbe essere un personaggio un pò più aperto, con una visione più ampia dell'ascoltatore medio, e, in teoria, offrirmi ANCHE un pò di quello che io cerco. Sarà la linea editoriale che non rispecchia quello che cerco? Probabile. Ripeto, penso sia una mia colpa essermi arenato nei posti sbagliati, però ho sempre pensato che le recensioni potessero offrirmi qualcosa in più, invece nella quasi totalità dei casi rimango deluso. Ormai neanche le leggo più.
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Re: La recensione

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Ciao Sairus. Per me non più aperto, ma più competente.
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Re: La recensione

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Sairus ha scritto: 18 maggio 2020 09:03 Questo lo trovo sacrosanto. Però su un aspetto non sono d'accordo, ed è proprio quello legato alla recensione. Il recensore dovrebbe essere un personaggio un pò più aperto, con una visione più ampia dell'ascoltatore medio, e, in teoria, offrirmi ANCHE un pò di quello che io cerco. Sarà la linea editoriale che non rispecchia quello che cerco? Probabile. Ripeto, penso sia una mia colpa essermi arenato nei posti sbagliati, però ho sempre pensato che le recensioni potessero offrirmi qualcosa in più, invece nella quasi totalità dei casi rimango deluso. Ormai neanche le leggo più.
In linea di massima concordo eh.

Ad esempio io mi aspetto che la recensione di un film sia fatta da un critico cinematografico (o comunque da uno che ne capisca) che mi parli anche della fotografia, delle scelte stilistiche, delle inquadrature particolari. Non necessariamente colgo i passaggi più tecnici, anzi mi capita a volte di leggere una cosa e poi andarmela a cercare (e qui c’è una parte del bello, cioè la recensione come stimolo ad ampliare la propria cultura… Ma non è detto che a tutti interessi farlo e in questo caso la reazione può essere “Quante inutili sboronate, a me interessa solo sapere se il film è bello o no”).

In campo musicale (e non solo) sicuramente internet ha dato la parola ad una pletora di persone (me compreso) che non necessariamente sono preparate sotto tutti i punti di vista.

Poi ci può essere anche un altro aspetto, che alcuni hanno già sottolineato in questo thread, che è quello del semplice piacere della lettura; qui subentra un altro fattore, non necessariamente sempre presente, che è il saper scrivere bene.

È evidente che in un mare magnum come questo hai due estremi in cui uno (rarissimo da trovare) è la recensione perfetta (scritta bene e con competenza) e l’altro è la recensione da cestinare (scritta male e senza competenza), con in mezzo tutte le possibili varianti e sfumature.

Su una cosa però la tua “aspettativa” (che è anche quella di Squall mi pare di capire) è forse fallace, almeno in termini di ragionamento teorico: se le recensioni fossero in grado di soddisfare te che hai una mente aperta e curiosa e sei un musicista di buon livello, quindi hai sicuramente elementi in più da mettere sul piatto rispetto al lettore / ascoltare medio (quale ad esempio sono io), il lettore / ascoltatore medio che fine fa? Rimane tagliato fuori? O confidiamo in una missione “evangelizzatrice” della recensione tale per cui innalzandone il livello qualitativo col tempo si eleva anche la media (di approccio, di curiosità, di apertura) del lettore / ascoltatore? E se il lettore / ascoltatore è uno alla Graz (scusa Gianlù se ti prendo come esempio, ma è per contestualizzare, so che capirai :D ), il cui unico e immutabile credo è “I vecchi tempi sono i bei tempi”?
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Re: La recensione

Messaggio da Sairus »

Però qui è un pò un circolo vizioso, che secondo me non ha senso che esista. Per quello che citi nella seconda parte del post (ascoltatore medio, voglia di leggere e nulla più, etc) esistono i forum. Ne parli a vanvera coi tuoi pari per il piacere di farlo. Aggiungo, inoltre, che io considero una recensione ben fatta se contiene entrambi gli aspetti... sarà lunga da leggere? Sicuramente, ma un buon critico musicale può tranquillamente sviscerare le parti più "nazionalpopolari" di un disco in modo semplice e poi riportare qualche riga più specifica.

Il discorso di andarsi a cercare le cose che non conosci\ non hai capito bene per me è l'approccio totale alla vita, la sua assenza mi annoia a morte. Non è ovviamente obbligatoria, un lettore potrebbe tranquillamente soprassedere e gustarsi la parte "easy" della rece senza troppe masturbazioni mentali.

Quello che critico è il non potere di scelta. Scrivi una recensione che contenga entrambi gli aspetti, poi il lettore se la gestisce come vuole. Se integri sempre e solo il track by track perdi molto, prima fra tutte la possibilità di informare le persone su quello che sta succedendo nel panorama musicale SECONDO TE. Che è una cosa bellissima.
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Re: La recensione

Messaggio da diego »

Sairus ha scritto: 18 maggio 2020 10:56 Però qui è un pò un circolo vizioso, che secondo me non ha senso che esista. (...)
Senza dubbio, in termini concreti è un discorso che non troverà mai una conclusione universalmente condivisa e accettat, ma ci tenevo a replicare per amore del confronto e della discussione (se fossi nato 2000 e passa anni fa a Roma o Atene mi sarei dedicato con immenso piacere all'arte della retorica), che trovo molto interessanti. :)
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