Ti quoto perchè anche secondo me bisognerebbe fare una distinzione tra recensioni di opere (dischi, libri, film) e giudizi personali, anche se mi rendo conto che tra l'una e l'altra c'è giusto un millimetro di distanza.
Le recensioni di opere fondamentalmente sono necessarie (per rispondere alla domanda cosa spinge una persona a scrivere recensioni), e naturalmente vengono scritte per informare il pubblico, che poi successivamente potrà condividerle, commentarle, ecc...
Le opinioni personali invece, secondo me scaturiscono più dallo stato d'animo della persona che le scrive in un determinato momento piuttosto che da quell'obiettività che comunque è indispensabile nella scrittura. Dico questo perchè Io lavoro in albergo e ho a che fare quotidianamente con le "recensioni" dei clienti per tenere sotto controllo la nostra "web reputation". Ho notato (ma come me tutti voi) che 9 recensioni su 10 sono molto istintive e poco obiettive. Cioè, a volte ci sono recensioni terribili scritte da gente incazzatissima per l'esperienza trascorsa, e lo si capisce non solo dal tono magari ironico o dagli insulti, ma proprio dal tipo di scrittura, sconclusionata e piena di errori di grammatica, di battitura, e dimenticanza di parole.
Altre volte invece ci sono recensioni talmente entusiasmanti dove comunque l'eccessiva contentezza fa fare errori di battitura e addirittura fa scrivere parole inventate. Anche qui secondo me c’è mancanza di obiettività e dunque un tale scritto non può essere definito una recensione nel senso professionale del termine.
Il problema di queste recensioni quindi è anche che non servono a niente, cioè non servono a informare il pubblico, ma rispondono più che altro a un bisogno di mettersi in mostra o comunque di “dire la tua”.
Il web ha dato la possibilità a tutti di poter esprimere la propria opinione, che è giustissimo per carità, ma poi spesso ci si trova di fronte a certi fenomeni (non è caso Umberto Eco disse che internet aveva dato la parola agli imbecilli).
Certamente anche nelle recensioni di opere spesso la soggettività e l’impulsività fanno a botte con l’obiettività, ma credo che la bravura del recensore professionista sia anche miscelare bene i due ingredienti.
Naturalmente dico questo dando per scontato, come al solito, che i gusti sono gusti e che la verità non esiste. Però se leggo una recensione di And Justice For All dei Metallica (visto che questo discorso è stato tirato in ballo per la milionesima volta nel topic sui Metallica proprio oggi) dove lo si definisce una merda per colpa della produzione, secondo me c'è dell'astio, o comunque poca obiettività; ma se leggo che è un bel disco, magari un pò prolisso e penalizzato da una produzione non all'altezza, ci leggo più obiettività e anche professionalità. Alla fine diventa un bel momento di condivisione.
Penso anche che le recensioni ancora oggi giochino un ruolo importante sull’acquisto dei dischi e anche sull’indirizzare le persone verso certi gusti musicali. Certo la prova del 9 è sempre sui forum, dove ci si rende conto se un disco rispecchia la recensione o se ha retto alla prova del tempo, però anche la prima impressione (ovvero la prima recensione di un disco) per me ha ancora la sua importanza.