Come ho scritto più volte, lavoro da sempre in ambito giuslavoristico (attraversando praticamente tutti i fronti ossia sindacato, associazione di categoria, studio di consulenza, azienda, quindi ho avuto anche modo di vedere e fare cose da diverse prospettive) e quotidianamente mi confronto con questi temi, a partire dalla precarietà; senza dubbio ci sono (non) forme contrattuali che la agevolano, ma il problema, a vederla in modo non pregiudizievole, non sono gli strumenti, quanto (come sempre) la condotta dell'uomo.
Al netto di alcuni oggettivi abomini normativi la colpa non è dei tirocini, del part time, del contratto a termine o degli appalti, la colpa è degli imprenditori (e/o dei loro dirigenti) che ne fanno un utilizzo distorto; insomma il problema è culturale e non lo risolverai mai vietando o limitando la tal tipologia contrattuale, perché tanto se uno se ne fotte dei propri lavoratori e pensa solo al suo profitto il modo lo trova comunque.