No no, non ti avevo frainteso
Ho solo voluto specificare
No no, non ti avevo frainteso
Sei un prezzemolato troll provocatore
johnny blade ha scritto: ↑28 agosto 2024 15:17 Sei un coglione, insinui, ti piace provocare a gratis, senza ragion veduta, un troll che probabilmente paga l'abuso di droghe in passato.
Fatti un controllo, esaurito.
Fatti un controllo che non stai bene.nonchalance ha scritto: ↑28 agosto 2024 15:21 Rispondo prima che lo cancelli, come da tua abitudine.
Toh, lo cito pure:
johnny blade ha scritto: ↑28 agosto 2024 15:17 Sei un coglione, insinui, ti piace provocare a gratis, senza ragion veduta, un troll che probabilmente paga l'abuso di droghe in passato.
Fatti un controllo, esaurito.
Vabbè, a parole tue, a parole nostre, a parole di chi vuoi, ma esprimi la tua opinione. Dai, ce la puoi fare!
Troll media manager.
Allora se è un troll tanto di cappello, è bravissimo.Erlik_khan ha scritto: ↑28 agosto 2024 19:54Troll media manager.
E molti continuano a dar corda e retta alla sua provocazioni ( chissà quanto ci gode, il buon Noncià)

https://www.theguardian.com/world/artic ... =longreads[...]
But another part of my apprehension had to do with the fact that my view of what was happening in Gaza had shifted. On 10 November 2023, I wrote in the New York Times: “As a historian of genocide, I believe that there is no proof that genocide is now taking place in Gaza, although it is very likely that war crimes, and even crimes against humanity, are happening. […] We know from history that it is crucial to warn of the potential for genocide before it occurs, rather than belatedly condemn it after it has taken place. I think we still have that time.”
I no longer believe that. By the time I travelled to Israel, I had become convinced that at least since the attack by the IDF on Rafah on 6 May 2024, it was no longer possible to deny that Israel was engaged in systematic war crimes, crimes against humanity and genocidal actions. It was not just that this attack against the last concentration of Gazans – most of them displaced already several times by the IDF, which now once again pushed them to a so-called safe zone – demonstrated a total disregard of any humanitarian standards. It also clearly indicated that the ultimate goal of this entire undertaking from the very beginning had been to make the entire Gaza Strip uninhabitable, and to debilitate its population to such a degree that it would either die out or seek all possible options to flee the territory. In other words, the rhetoric spouted by Israeli leaders since 7 October was now being translated into reality – namely, as the 1948 UN Genocide Convention puts it, that Israel was acting “with intent to destroy, in whole or in part”, the Palestinian population in Gaza, “as such, by killing, causing serious harm, or inflicting conditions of life meant to bring about the group’s destruction”.
[...]
Sarà antisemita anche lui evidentementeThe Philosopher ha scritto: ↑30 agosto 2024 00:57
Pezzo di Omer Bartov, storico israeliano, luminare degli studi sull'Olocausto e sui genocidi. Spero lo abbia detto abbastanza a parole sue.
A quanto dicono alcuni i missili se li sono giocati il 7 ottobre.
La vittima che diventa carnefice. La storia non insegna un cazzo...

Sì ma così rompi subito il giochino caro Philo, io speravo durasse di più.The Philosopher ha scritto: ↑30 agosto 2024 17:58 Ma è una domanda tendenziosa la tua, perché stai arbitrariamente assegnando l'etichetta di Paese civile e democratico ad Israele e quello di fondamentalista alla Palestina.
Ma ci sarebbe da dibattere non solo sull'assegnazione di queste etichette (il governo Israeliano reclama quelle terre su basi teologiche, non è fondamentalismo anche quello?), ma anche sui concetti di civiltà e democrazia, che non sono oggettivi (credi forse che in Iran non si considerino più civili di noi? E "democrazia" è un concetto troppo vago, la Corea del Nord è autonominata repubblica popolare democratica di Corea).
E anche ammesso esista una definizione oggettiva di civiltà che suppongo tu identifichi con il blocco di valori cosiddetti occidentali, un Paese che è colpevole di (lo dice la comunità internazionale comprese le istituzioni sovranazionali, non io):
- apartheid
- occupazione
- crimini di guerra
- crimini contro l'umanità
e non sotto traccia, ma alla luce del sole e difendendo il suo diritto ad agire in violazione dei trattati internazionali, lo definiresti un Paese civile?
Per questo io rifiuto la tua associazione Paese civile - Israele e paese fondamentalista - Palestina e per rispondere con una frase secca:
ovviamente preferisco vivere in un Paese civile e quel Paese non è Israele.