A 4 settimane dall'uscita del quattordicesimo album in studio, torniamo alla rassegna più classica che classica si può con quelli che voi ritenete gli album migliori del gruppo che, con il trio composto da Robert Smith, Michael Dempsey e Lol Tolhurst, dal 1978 è chiamato: The Cure.
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[I Migliori] The Cure
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[I Migliori] The Cure
"Me ne frego!"
Dalla parte sbagliata della storia.
«Niente è tanto incredibile quanto la risposta a una domanda che non si pone»
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Re: [I Migliori] The Cure
Three Imaginary Boys
(1979)
Seventeen Seconds
(1980)
Faith
(1981)
Pornography
(1982)
The Top
(1984)
The Head on the Door
(1985)
Kiss Me, Kiss Me, Kiss Me
(1987)
Disintegration
(1989)
Wish
(1992)
Wild Mood Swings
(1996)
Bloodflowers
(2000)
The Cure
(2004)
4:13 Dream
(2008)
Songs of a Lost World
(2024)
In questo caso avete 4 scelte obbligatorie e, sarebbe gradita la motivazione del perché sono proprio tali.
(1979)Seventeen Seconds
(1980)Faith
(1981)Pornography
(1982)The Top
(1984)The Head on the Door
(1985)Kiss Me, Kiss Me, Kiss Me
(1987)Disintegration
(1989)Wish
(1992)Wild Mood Swings
(1996)Bloodflowers
(2000)The Cure
(2004)4:13 Dream
(2008)Songs of a Lost World
(2024)In questo caso avete 4 scelte obbligatorie e, sarebbe gradita la motivazione del perché sono proprio tali.
"Me ne frego!"
Dalla parte sbagliata della storia.
«Niente è tanto incredibile quanto la risposta a una domanda che non si pone»
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Re: [I Migliori] The Cure
Non spingete! (cit.)
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Re: [I Migliori] The Cure
Nel frattempo, li ho riascoltati un po' tutti.
Io li avevo conosciuti con Pornography, che ritengo sia ancora il migliore. Se non altro per quello che riesce a trasmettere..
Poi c'è questa:
Al secondo posto metterei Seventeen Seconds, che oltre a quella A Forest ti lascia un bel solco nell'animo.
Così come Faith, più cupo sì ma meno sconvolgente. C'è All Cats Are Grey, ma io scelgo questa:
All'inizio ero indeciso se scegliere il debutto, ma poi ho rimesso Disintegration con la sua atmosfera sognante, deprimente e romantica allo stesso tempo e ciao.
Three Imaginary Boys rimane tra i miei album preferiti, ma ha pecche che lo rendono sì genuino ma anche lacunoso.
Dopodiché, nella trilogia pop, metterei Wish prima di Kiss Me, Kiss Me, Kiss Me.
Il primo mi sembra tuttora più bilanciato e delicato, rispetto all'album del 1987, pregno di bei pezzi ma anche fin troppo variegato, sia per la mole di strumenti che ci puoi sentire che per come vengono proposti. Cosa che si ripete - in negativo - nel deludente (soprattutto per Rob) Wild Mood Swings.
Merita la menzione anche The Head on the Door, che ha sancito la rinascita e li ha lanciati definitivamente nelle classifiche. È mooolto meglio del precedente ma confuso The Top (mai titolo fu così errato), anche se non risulta proprio a fuoco.
Bloodflowers sa di ritorno all'ovile/paraculata fanservice, però funziona abbastanza bene. Al contrario dei successivi: meglio The Cure, non fosse altro per una vena al limite del metal (produce Ross Robinson), dell'evanescente 4:13 Dream.
Per l'ultimo Songs of a Lost World mi prendo ancora del tempo per dare un giudizio definitivo. Per ora continua a essere tra i miei ascolti giornalieri e penso che questo basti..
Io li avevo conosciuti con Pornography, che ritengo sia ancora il migliore. Se non altro per quello che riesce a trasmettere..
Poi c'è questa:
Al secondo posto metterei Seventeen Seconds, che oltre a quella A Forest ti lascia un bel solco nell'animo.
Così come Faith, più cupo sì ma meno sconvolgente. C'è All Cats Are Grey, ma io scelgo questa:
All'inizio ero indeciso se scegliere il debutto, ma poi ho rimesso Disintegration con la sua atmosfera sognante, deprimente e romantica allo stesso tempo e ciao.
Three Imaginary Boys rimane tra i miei album preferiti, ma ha pecche che lo rendono sì genuino ma anche lacunoso.
Dopodiché, nella trilogia pop, metterei Wish prima di Kiss Me, Kiss Me, Kiss Me.
Il primo mi sembra tuttora più bilanciato e delicato, rispetto all'album del 1987, pregno di bei pezzi ma anche fin troppo variegato, sia per la mole di strumenti che ci puoi sentire che per come vengono proposti. Cosa che si ripete - in negativo - nel deludente (soprattutto per Rob) Wild Mood Swings.
Merita la menzione anche The Head on the Door, che ha sancito la rinascita e li ha lanciati definitivamente nelle classifiche. È mooolto meglio del precedente ma confuso The Top (mai titolo fu così errato), anche se non risulta proprio a fuoco.
Bloodflowers sa di ritorno all'ovile/paraculata fanservice, però funziona abbastanza bene. Al contrario dei successivi: meglio The Cure, non fosse altro per una vena al limite del metal (produce Ross Robinson), dell'evanescente 4:13 Dream.
Per l'ultimo Songs of a Lost World mi prendo ancora del tempo per dare un giudizio definitivo. Per ora continua a essere tra i miei ascolti giornalieri e penso che questo basti..
"Me ne frego!"
Dalla parte sbagliata della storia.
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