Esattamente tra un mese si terrà il Referendum sulla riforma della Giustizia.
E, proprio a questa ora del prossimo 23 marzo, sapremo - più o meno - se è stata confermata oppure No.
Intanto, è costituzionale: ecco perché si vota.
Ah, non c'è bisogno che arrivi al quorum. Quindi, non sarà vano.
Se vince il Sì, cosa accade?
Separazione delle carriere:
Istituzione di due percorsi distinti per i magistrati, che dovranno scegliere dall'inizio se diventare Giudici (chi giudica) o Pubblici Ministeri (chi accusa).
Al momento è possibile passare da una funzione all'altra, e possono anche essere d'accordo su come agire.
Sorteggio CSM:
Richiesto da una parte di magistrati (e non dal ministero), si farà tramite un concorso selettivo. E, serve per ridurre il peso delle correnti.
Due Consigli Superiori (CSM):
Attualmente esiste un solo organo che gestisce tutti i magistrati.
La riforma ne vuole creare due distinti: uno per i Giudici e uno per i Pubblici Ministeri.
Un nuovo tribunale per i magistrati:
Viene creata un'Alta Corte esterna, che serve a decidere se un magistrato ha sbagliato e va punito, togliendo questo compito agli stessi magistrati, che nel 99% dei casi non usa una disciplina proprio perché, al momento, si eleggono tra di loro.
Quest'ultima sarà una sorta di terzo CSM, e sarà composta da: 9 magistrati + 6 "politici" (3 nominati dal Presidente della Repubblica e 3 dal Parlamento - NON dal Governo - con un sorteggio).
Referendum Giustizia 2026
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