The Shaman ha scritto:
Mi consigliate qualcosa di Lansdale? Mi hanno consigliato "La Notte del Drive In", "La Sottile Linea scura", "In Fondo Alla Palude" e "Bad Chili"...che ne dite?
Ho visto solo ora la tua richiesta d'aiuto, in qualità di Lansdaldista doc mi sento di consigliarti "In Fondo Alla Palude" e "La Sottile Linea Scura" per quanto riguarda il Lansdale più serio e devoto a Mark Twain, mentre "Tramonto e Polvere" per far giustizia al suo lato più cazzuto. Per la serie di Hap e Leonard lascia perdere "Bad Chili", che è uno dei meno riusciti insieme a "Capitani Oltraggiosi", ed orientati su "Il Mambo Degli Orsi", assolutamente imperdibile. Se poi andiamo nel delirio puro è immancabile "Bubba To Hep", con un Elvis rediviso poi ripreso anche in versione cinematografica, ed anche il ciclo dei Drive In, soprattutto il primo, anche se in verità quest'ultimo mi è piaciuto più per l'ambientazione folle che per lo svolgimento.
Cmq già che ho postato m'inserico anche io nel thread. Quest'estate, senza l'incubo dei libri universitari, mi sono sfogato ed ho letto ininterrottamente facendo fuori:
- "Hanno Sete" di McCammon: banale romanzo horror sui soliti vampiri. Degno di nota solo per essere ambientato nei ghetti della L.A. anni '80 piuttosto che sui Carpazi. Evitabile.
- "In Un Tempo Freddo Ed Oscuro" di Lansdale: raccolta di racconti non troppo ispirata, con pochi episodi degni di nota e molta fuffa mediocre. In ogni caso la mediocrità di Lansdale è più godibile dell'eccellenza di molti altri scrittori del genere.
- "Crypto" di Brown: sicuramente il peggiore dei quattro che ho letto. Come al solito la trama é incentrata su misteri, questa volta tecnologici, che vengono tenuti nascosti ai più...uh wow... la cospirazione vende! Intollerabile la descrizione che l'autore fa della Spagna, anche peggio di quella di Roma presente in "Angeli e Demoni", da vero americano medio convinto che oltre i confini della sua nazione la gente non abbia ancora scoperto l'aria condizionata, l'igiene e la sanità pubblica.
- "Duel ed altri racconti" di Matheson: raccolta di racconti eccezionale, come il 99% della produzione di questo autore, capace di passare da atmosfere Kafkiane all'horror mediando con la fantascienza.
- "Crimini" di autori vari: una raccolta di autori noir italiani. L'ho trovato fra i libri di mio padre e l'ho messo in valigia per "spizzicarlo" fra una lettura e l'altra. Mi aspettavo molto poco, ed invece sono rimasto piacevolmente sopreso dalla validità di quasi tutti gli episodi presenti.
- "Con Le Peggiori Intenzioni" di Piperno: anche questo letto per gentile omaggio del mio papà. Un imperdibile ritratto della Roma bene anni '80 (con particolare attenzione all'ambiente ebraico) in cui è difficile non riconoscere almeno un paio di compagni di scuola o qualche ambientazione familiare. Essendo un'opera prima si perdona lo stile ancora da perfezionale, a volte volutamente prolisso come a dimostrare che l'autore conosce almeno cinque sinonimi per ogni parola impiegata, atteggiamento un po' fuori luogo per un romanzo descrittivo alla Saul Bellow.
- "Il Giorno In Cui Il Rock é Morto" di Klosterman: divertente saggio "on the road" per il critico musicale di Spin, che con la scusa del ripercorrere i luoghi che sono stati il teatro delle morti più famose del rock fornisce un ritratto dell'america odierna e, nel frattempo, riflette sulle donne della sua vita. A parte i gusti musicali criticabili e volutamente "cool" (non si possono dedicare tre pagine a "Kid A" per poi liquidare gli Ac/Dc in una riga definendoli "ridicoli"), e le opinioni sull'Europa da americano medio doc (sarà amico di Dan Brown?) un libro divertente ed un esempio di giornalismo musicale sopra le righe. Nulla a che vedere con Lester Bang, ma degno di essere sfogliato.
- "Breve Storia Di (Quasi) Tutto" di Bryson: la vera sorpresa del mucchio. Un libro che racconta con piglio divulgativo, alla Focus per intenderci, argomenti che passano dalla Geologia alla Fisica Quantistica con semplicità, ironia e chiarezza, non risultando mai pensante e rendendo palesi anche i passaggi più complessi. Essendo una persona di formanzione prettamente umanista mi sono avvicinato a questo libro con timore - a malapena riesco a comprendere le tabelline, figuriamoci i quark ed il perché i neutroni non schizzino in tutte le direzioni invece di restare compatti - ed invece mi sono divertito come un matto ad esplorare alcuni campi della realtà che finora non avevo mai approfondito con il dovuto interesse.
Certo, chi ha esperienza di questi argomenti lo troverà forse un po' semplice (ma non superficiale), ma quelli come me che hanno deciso di specializzarsi in un altro tipo di scienze lo adoreranno. Da avere a tutti i costi, lo sto regalando a chiunque, e se lo capisco io... buona camicia a tutti.
- "La Fine é Il Mio Inizio" e "Un Indovino Mi Disse" (quest'ultimo attualmente in lettura) di Terzani: vincendo le mie reticenze nei confronti del sempre più numeroso esercito dei "Terzanisti", che spesso mi hanno dato una sconcertante impressione di superficialità, e motivato dai viaggi in Asia che ogni anno intraprendo ho deciso di leggermi questi due libri, a cui aggiungerò "Un Ultimo Giro Di Giostra". La lettura di Terzani mi ha confermato quanto di buono e di cattivo avevo già desunto dai suoi articoli. Dal punto di vista giornalistico il Nostro autore è dannatamente in gamba, capace di catturare l'essenza dei paesi che ha visitato mantenendo comunque una prospettiva imparziale e non lasciandosi travolgere dal gusto dell'esotico fine a sé stesso e "radical chic". Nonostante la sua vita lo abbia portato negli angoli più reconditi dell'Asia, Terzani ha avuto il merito di rimanere intimamente legato alla cultura Europea, evitando di proclamarsi appartenete ad una civiltà che non é, e non sarebbe mai stata, la sua. Peccato che molti lettori prendano i racconti delle sue esperienze come un bignami della filosofia orientale, travisando il senso di ciò che ha scritto e l'effettivo spessore filosofico dell'autore, a conti fatti pari a quello di qualsiasi persona intelligente che ha viaggiato senza pregiudizi e con curiosità piuttosto che ad un moderno Confucio. Comunque sia, lo avevo snobbato finora ed avevo fatto male, nelle sue pagine ho ritrovato molti degli aspetti che amo, e che odio, dell'Asia analizzati e descritti da un'ottima penna (molto piena di sé

).