Deepblue ha scritto: Ok, ma uno può anche essere perfettamente cerebroleso e studiarsi a memoria il libro. Con Fisica non riusciresti mai a farlo.
A meno che non si studi "Il gatto con gli stivali", con lo studio a memoria ci si fa poca strada...
Deepblue ha scritto: Ok, ma uno può anche essere perfettamente cerebroleso e studiarsi a memoria il libro. Con Fisica non riusciresti mai a farlo.
Deepblue ha scritto: Ok, ma uno può anche essere perfettamente cerebroleso e studiarsi a memoria il libro. Con Fisica non riusciresti mai a farlo.
Woland ha scritto: A meno che non si studi "Il gatto con gli stivali", con lo studio a memoria ci si fa poca strada...
rabe ha scritto: La mia ex^3 studiava filosofia... Come esame aveva anche storia delle favole...
Voglio dire... Dai, su...
Woland ha scritto: Non mi convince nemmeno questo discorso, poiché molte materie che tu definiresti di "comprensione", faccio l'esempio di Statistica, si prestano a quello che gli inglesi chiamano "cook book style", ovvero capacità di risolvere determinate formule, senza essere in grado di sviluppare riflessioni sulla valenza sostantiva di ciò che si applica.
Discorso identico con McLuhan e tecniche e metodologia della ricerca sociale.Arësio ha scritto: tutto dipende da come è strutturato l'esame.
se hai un orale in cui devi spiegare il perché una determinata formula è tale, e il senso che ha, averla imparata a memoria (cosa che *comunque* devi fare) non ti cava d'impiccio.
ma se ti chiede uno qualunque dei termini che senso ha e cosa comporta, hai poco da andare a memoria.
gli esempi sono miliardi, ma spero che il senso sia chiaro.
the gipsy ha scritto: Quindi puoi dire quello che vuoi all'esame, giusto?
Arësio ha scritto: io la difficoltà la misuro in questo: rapporto quantità di cose da capire rispetto a quelle da sapere.
Dtrule ha scritto:
Il peggio è quando hai a che fare con argomenti estremamente complessi ed in cui,oltre a tutto questo, sei tenuto a memorizzare una quantità di nozioni disumane, tra di loro legate da nessi logici estremamente complicati.
Woland ha scritto: Considerando quanto hai detto, che posso anche condividere, il discorso sarebbe molto più sensato in termini di università, piuttosto che di facoltà (o di facoltà di una determinata università); il problema è che il valore legale del titolo non permette di giudicare correttamente la qualità dell'istruzione, prendendo per implicito un livello identico per tutti.
Non credo si possa parlare cosi pacificamente di obiettività.Dtrule ha scritto:
io credo che un esame di genetica,fisiologia umana,analisi, fisica etc sia obiettivamente più complicato di un esame di storia o di letteratura, per il semplice fatto che i primi richiedono delle capacità logiche che i secondi non richiedono.
GAMMAgAY ha scritto: Non credo si possa parlare cosi pacificamente di obiettività.
Nessuno sull'argomento ha tirato fuori l'aspetto individuale, le attitudini.
Oltretutto questa eccessiva svalutazione delle materie umanistiche, lascia il tempo che trova a mio avviso.
Per Addentrarsi profondamente nelle dinamiche filosofiche, ad esempio, è necessario acquisire modelli logici che non sono cosi distanti da quelli innalzati ad "elitè" dai matematici della domenica...
Poi, che complessivamente una facoltà possa essere più impegnativa di un' altra è fuor di dubbio.
si ma io non ho mai avuto esami da 2 CFU...minimo da 6 (uno da 4 l'ho fatto a scelta)Arësio ha scritto: @Mordred: non c'è differenza.
ma tra un corso di studio che fa di questo fattore il perno assoluto (es.: fisica, curriculum teorico) e uno che richiede solo di leggere libretti per esamini da 2/3 cfu da fare con relazioncine scritte a casa (es.: scienze del turismo, curriculum sociale), ci stanno di mezzo infinite sfumature di grigio e
OGGETTIVAMENTE
ogni sfumatura ha una difficoltà maggiore. mi pare semplice onestà intellettuale dire che c'è qualcuno che si fa il culo più di qualcun'altro.
per la cronaca, ritengo che informatica (il mio caso) sia tra le più semplici della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali: c'è di ben peggio, come biotech, scienza dei materiali, fisica, matematica, ottica...
GAMMAgAY ha scritto: Non credo si possa parlare cosi pacificamente di obiettività.
Nessuno sull'argomento ha tirato fuori l'aspetto individuale, le attitudini.
Dtrule ha scritto: Indubbiamente le attitudini individuali sono un aspetto importante. La mia idea però è che le attitudini richieste per lo studio umanisitico siano più comuni di quelle richieste per lo studio in ambito scientifico.
GAMMAgAY ha scritto: In Italia????
diego ha scritto: Guarda, io sono dell'idea che una parte della tua "sorte" può dipendere dal contesto in cui vivi, ma un'altra parte te la decidi con le tue mani: io mi sono laureato in giurisprudenza con una tesi in diritto sindacale e, dopo un'esperienza nel patronato della Cisl e una in uno studio di consulenza del lavoro, sono finito a fare il funzionario sindacale in Confindustria.
Sono riuscito quindi a seguire un percorso professionale piuttosto coerente, che, partendo dal 1999 (anno della laurea), mi ha permesso di arrivare proprio dove volevo.
Ergo, con un po' di fortuna nel trovarsi al posto giusto al momento giusto (che vi vuole sempre) e tanta volontà di farsi il mazzo, sono convinto che chiunque prima o poi si possa costruire l'occasione giusta.
the gipsy ha scritto: Parole da incidere sulla pietra, anche se probabilmente per chi come me (e te, credo) ha avuto quella dose di fortuna è un po' più facile parlare.
diego ha scritto: Chiaro, anche la fortuna ha un ruolo importante, ma da sola non basta. In compenso chi ha voglia davvero di sbattersi secondo me può riuscire anche senza essere baciato appassionatamente dalla buona sorte.
E chi non ha voglia di sbattersi e si ritrova a portare le borse dell'assessore di turno stipendiato con 5000 euro al mese in cui ci sono anche le tue tasse?diego ha scritto: Chiaro, anche la fortuna ha un ruolo importante, ma da sola non basta. In compenso chi ha voglia davvero di sbattersi secondo me può riuscire anche senza essere baciato appassionatamente dalla buona sorte.
GAMMAgAY ha scritto: E chi non ha voglia di sbattersi e si ritrova a portare le borse dell'assessore di turno stipendiato con 5000 euro al mese in cui ci sono anche le tue tasse?
Scusa , non c'entra un cazzo ma non ho resistito...![]()
Dtrule ha scritto: Molti miei ex compagni di liceo, notoriamente delle capre, iscritti alle varie facoltà di lettere moderne, storia, scienze dell'educazione,lingue etc etc si sono laureati in tempo, senza mai aprire libro, uscendo tutte le sere, lavorando etc etc, con tutti 30 e 110 e lode finale.
Arësio ha scritto: facciamo le proporzioni: io sto facendo (da gennaio) ricerca operativa, probabilità e statistica da 12cfu.
due scritti, due orali e il progetto in AMPL.
diego ha scritto: E dopo 17 pagine (o forse qualcuna meno, non so a che punto del thread sia stata posta la quaestio) non avete ancora trovato la risposta?![]()
diego ha scritto: Guarda, io sono dell'idea che una parte della tua "sorte" può dipendere dal contesto in cui vivi, ma un'altra parte te la decidi con le tue mani: io mi sono laureato in giurisprudenza con una tesi in diritto sindacale e, dopo un'esperienza nel patronato della Cisl e una in uno studio di consulenza del lavoro, sono finito a fare il funzionario sindacale in Confindustria.
Sono riuscito quindi a seguire un percorso professionale piuttosto coerente, che, partendo dal 1999 (anno della laurea), mi ha permesso di arrivare proprio dove volevo.
Ergo, con un po' di fortuna nel trovarsi al posto giusto al momento giusto (che ci vuole sempre) e tanta volontà di farsi il mazzo, sono convinto che chiunque prima o poi si possa costruire l'occasione giusta.
Woland ha scritto: A voler fare l'avvocato degli studenti di scienze del turismo (o come si chiama), potrei dirti che il numero di cfu per laurearsi è lo stesso.
Poco importa se se ne danno 12 alla volta, o 2/3 (anzi, io ho sempre preferito dare esami completi, piuttosto che preesami, per quelli più grossi, ma è soggettivo).
Woland ha scritto: Secondo me il sistema funziona più per speranze, che a volte si concretizzano, piuttosto che risultati sicuri in base ai meriti.
Woland ha scritto:
Io, finora, non ho mai conosciuto uno che si sia laureato a pieni voti, e in corso, senza studiare. E per studiare intendo dedicare la stragrande parte, o anche totalità, del suo tempo a tale attività. In nessuna facoltà.