Via da casa

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Woland
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Messaggio da Woland »

Deepblue ha scritto: Ok, ma uno può anche essere perfettamente cerebroleso e studiarsi a memoria il libro. Con Fisica non riusciresti mai a farlo.


A meno che non si studi "Il gatto con gli stivali", con lo studio a memoria ci si fa poca strada...
"Cos'è che fa di un uomo un uomo...? - Non lo so signore.
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rabe
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Messaggio da rabe »

Deepblue ha scritto: Ok, ma uno può anche essere perfettamente cerebroleso e studiarsi a memoria il libro. Con Fisica non riusciresti mai a farlo.

Concordo pienamente con te, cercavo solo di avere tatto.;)

:asd:
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Messaggio da rabe »

Woland ha scritto: A meno che non si studi "Il gatto con gli stivali", con lo studio a memoria ci si fa poca strada...

La mia ex^3 studiava filosofia... Come esame aveva anche storia delle favole...
Voglio dire... Dai, su...
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Messaggio da Woland »

rabe ha scritto: La mia ex^3 studiava filosofia... Come esame aveva anche storia delle favole...
Voglio dire... Dai, su...


Ficoooo :eek: :D
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Messaggio da the gipsy »

rabe ha scritto: La mia ex^3 studiava filosofia... Come esame aveva anche storia delle favole...
Voglio dire... Dai, su...


Quindi puoi dire quello che vuoi all'esame, giusto?
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Messaggio da Arësio »

Woland ha scritto: Non mi convince nemmeno questo discorso, poiché molte materie che tu definiresti di "comprensione", faccio l'esempio di Statistica, si prestano a quello che gli inglesi chiamano "cook book style", ovvero capacità di risolvere determinate formule, senza essere in grado di sviluppare riflessioni sulla valenza sostantiva di ciò che si applica.


tutto dipende da come è strutturato l'esame.

se hai un orale in cui devi spiegare il perché una determinata formula è tale, e il senso che ha, averla imparata a memoria (cosa che *comunque* devi fare) non ti cava d'impiccio.

uno può impararsi a memoria come risolvere una equazione differenziale lineare omogenea del primo ordine

http://www.ripmat.it/mate/c/cl/clccaa.html

ti impari a memoria il ritornello, e magari allo scritto (a patto di saper risolvere un integrale) te la cavi. ma poi all'orale cosa gli racconti?

all'orale di computergrafica la docente mi chiese l'equazione del rendering

http://it.wikipedia.org/wiki/Equazione_di_rendering

te la puoi imparare come filastrocca, perché no. ma se ti chiede uno qualunque dei termini che senso ha e cosa comporta, hai poco da andare a memoria.

gli esempi sono miliardi, ma spero che il senso sia chiaro.
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Mordred
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Messaggio da Mordred »

Arësio ha scritto: tutto dipende da come è strutturato l'esame.

se hai un orale in cui devi spiegare il perché una determinata formula è tale, e il senso che ha, averla imparata a memoria (cosa che *comunque* devi fare) non ti cava d'impiccio.

ma se ti chiede uno qualunque dei termini che senso ha e cosa comporta, hai poco da andare a memoria.

gli esempi sono miliardi, ma spero che il senso sia chiaro.
Discorso identico con McLuhan e tecniche e metodologia della ricerca sociale.
Non vedo quale sia la differenza.

@Chtuloo: anch'io per laurearmi a tempo ho dovuto mandare a fanculo la mia vita sociale. Ho studiato da Marzo (sessione estiva-settembre 8 esami) e ho finito a Febbraio con la tesi. Tralasciando il lavoro in fabbrica che ho fatto anche quest'estate mi è rimasto davvero poco tempo per me.
Ultima modifica di Mordred il 18 marzo 2008 15:38, modificato 1 volta in totale.
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rabe
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Messaggio da rabe »

the gipsy ha scritto: Quindi puoi dire quello che vuoi all'esame, giusto?

Basta iniziare la frase con "C'era una volta...".
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Messaggio da Dtrule »

Arësio ha scritto: io la difficoltà la misuro in questo: rapporto quantità di cose da capire rispetto a quelle da sapere.


mmm, non sono molto d'accordo.

Secondo la difficoltà non dipende dal rapporto, ma dalla quantità assoluta delle cose da sapere e da capire, nonchè dalla difficoltà concettuale di queste.

Una persona con buone capacità logiche, se la caverà benissimo senza troppi sforzi alle prese con un esame con poche nozioni da memorizzare e molti ragiamenti da applicare.

una capra se la caverà meglio se deve immagazzinare dati facili da capire (o peggio, senza capirli).

Il peggio è quando hai a che fare con argomenti estremamente complessi ed in cui,oltre a tutto questo, sei tenuto a memorizzare una quantità di nozioni disumane, tra di loro legate da nessi logici estremamente complicati.

Allora lì puoi essere sveglio quanto vuoi, ma non te la puoi cavare senza perdere dei mesi a studiare come un pazzo giorno e notte. Allo stesso modo non te la puoi cavare studiando giorno e notte, se poi non sei in grado di comprendere quanto stai studiando.

Sul discorso delle difficoltà delle varie facoltà italiane, (che vedo ultimamente andare molto di moda qua sopra :asd: ):

io credo che un esame di genetica,fisiologia umana,analisi, fisica etc sia obiettivamente più complicato di un esame di storia o di letteratura, per il semplice fatto che i primi richiedono delle capacità logiche che i secondi non richiedono.

E' anche vero che qualcosa nel funzionamento delle univeristà italiane in ambito umanistico non funziona. Molti miei ex compagni di liceo, notoriamente delle capre, iscritti alle varie facoltà di lettere moderne, storia, scienze dell'educazione,lingue etc etc si sono laureati in tempo, senza mai aprire libro, uscendo tutte le sere, lavorando etc etc, con tutti 30 e 110 e lode finale.
Questo non dipende però dal livello di difficoltà delle discipline specifiche, ma dal livello assai scadente delle rispettive facoltà. Ciò ovviamente finisce poi per penalizzare gli studenti veramente preparati anche in campo umanisitico, i quali non si giovano di una opportuna selezione ed i cui meriti non vengono così adeguatamente riconosciuti.
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Deepblue
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Messaggio da Deepblue »

Dtrule ha scritto:

Il peggio è quando hai a che fare con argomenti estremamente complessi ed in cui,oltre a tutto questo, sei tenuto a memorizzare una quantità di nozioni disumane, tra di loro legate da nessi logici estremamente complicati.



Ne so qualcosa... :ghiglio:
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Messaggio da Cthuloo »

Woland ha scritto: Considerando quanto hai detto, che posso anche condividere, il discorso sarebbe molto più sensato in termini di università, piuttosto che di facoltà (o di facoltà di una determinata università); il problema è che il valore legale del titolo non permette di giudicare correttamente la qualità dell'istruzione, prendendo per implicito un livello identico per tutti.


Il discorso per facoltà non è totalmente obiettivo, ma è meno peregrino di quanto sembri. Negli ultimi tempi, complici le politiche ministeriali da strapparsi i capelli*, alcune facoltà pare si siano fatte punto d'onore di sfornare quanti più laureati con quanto meno sforzo possibile. Quindi magari Rizzi e Mordred, che non ho idea di dove abbiano studiato, si sono davvero dovuti impegnare, e hanno ricevuto una formazione di livello, ma, nell'ambito dei laureati in Scienze della Comunicazione a livello nazionale si tratterà di eccezioni. Dal lato opposto ci sono (e per carità, si conoscono) dipartimenti di fisica sulla cui serietà ci sarebbe molto da obiettare, ma in questo caso sono loro le eccezioni.

Il problema è, come hai giustamente sottolineato, l'impossibilità di associare direttamente la preparazione al titolo di studio, con conseguente inevitabile svalutazione dello stesso.

Aggiungo poi che in linea teorica il cervello dovrebbero costrigerti a farlo girare qualuque cosa tu studi. Nelle materie scientifiche è uno sforzo che generalmente non si può evitare, in quelle umanistiche serve "solo" a far fare un salto di qualità alla preparazione, cosa che sembrerebbe interessare a pochi.

*Se qualcuno è interessato, sono pronto a vomitare tonnellate di bile sull'argomento.
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@Mordred: non c'è differenza.

ma tra un corso di studio che fa di questo fattore il perno assoluto (es.: fisica, curriculum teorico) e uno che richiede solo di leggere libretti per esamini da 2/3 cfu da fare con relazioncine scritte a casa (es.: scienze del turismo, curriculum sociale), ci stanno di mezzo infinite sfumature di grigio e

OGGETTIVAMENTE

ogni sfumatura ha una difficoltà maggiore. mi pare semplice onestà intellettuale dire che c'è qualcuno che si fa il culo più di qualcun'altro.

per la cronaca, ritengo che informatica (il mio caso) sia tra le più semplici della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali: c'è di ben peggio, come biotech, scienza dei materiali, fisica, matematica, ottica...
Ultima modifica di Arësio il 18 marzo 2008 16:31, modificato 1 volta in totale.
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Messaggio da GAMMAgAY »

Dtrule ha scritto:

io credo che un esame di genetica,fisiologia umana,analisi, fisica etc sia obiettivamente più complicato di un esame di storia o di letteratura, per il semplice fatto che i primi richiedono delle capacità logiche che i secondi non richiedono.
Non credo si possa parlare cosi pacificamente di obiettività.
Nessuno sull'argomento ha tirato fuori l'aspetto individuale, le attitudini.

Oltretutto questa eccessiva svalutazione delle materie umanistiche, lascia il tempo che trova a mio avviso.
Per Addentrarsi profondamente nelle dinamiche filosofiche, ad esempio, è necessario acquisire modelli logici che non sono cosi distanti da quelli innalzati ad "elitè" dai matematici della domenica...

Poi, che complessivamente una facoltà possa essere più impegnativa di un' altra è fuor di dubbio.
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Messaggio da GAMMAgAY »

Arësio ha scritto:


ogni sfumatura ha una difficoltà maggiore. mi pare semplice onestà intellettuale dire che c'è qualcuno che si fa il culo più di qualcun'altro.
Appunto, quoto.
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Messaggio da Cthuloo »

GAMMAgAY ha scritto: Non credo si possa parlare cosi pacificamente di obiettività.
Nessuno sull'argomento ha tirato fuori l'aspetto individuale, le attitudini.

Oltretutto questa eccessiva svalutazione delle materie umanistiche, lascia il tempo che trova a mio avviso.
Per Addentrarsi profondamente nelle dinamiche filosofiche, ad esempio, è necessario acquisire modelli logici che non sono cosi distanti da quelli innalzati ad "elitè" dai matematici della domenica...

Poi, che complessivamente una facoltà possa essere più impegnativa di un' altra è fuor di dubbio.


Vado OT, ma ci tenevo a sottolineare che Filosofia è potenzialmente il campo dello scibile più difficile in assoluto, ma che in Italia siamo ben che fossilizzati su modelli e visioni orrendamente obsolete, il che rende quasi tutti i corsi di laurea scadenti* (così torno IT :asd:)

*Disclaimer: mi dicono che Bologna sia molto buona, ma non ho diretta esperienza.
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Messaggio da Mordred »

Arësio ha scritto: @Mordred: non c'è differenza.

ma tra un corso di studio che fa di questo fattore il perno assoluto (es.: fisica, curriculum teorico) e uno che richiede solo di leggere libretti per esamini da 2/3 cfu da fare con relazioncine scritte a casa (es.: scienze del turismo, curriculum sociale), ci stanno di mezzo infinite sfumature di grigio e

OGGETTIVAMENTE

ogni sfumatura ha una difficoltà maggiore. mi pare semplice onestà intellettuale dire che c'è qualcuno che si fa il culo più di qualcun'altro.

per la cronaca, ritengo che informatica (il mio caso) sia tra le più semplici della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali: c'è di ben peggio, come biotech, scienza dei materiali, fisica, matematica, ottica...
si ma io non ho mai avuto esami da 2 CFU...minimo da 6 (uno da 4 l'ho fatto a scelta) :asd:
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Messaggio da diego »

Sì ma non sta diventando un po' pallosa questa gara a chi fa la facoltà più figa / difficile?
Alla fine ognuno fa le sue scelte e, tendenzialmente, ne ricaverà le relative conseguenze in ottica professionale, no?
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Messaggio da Arësio »

non è una gara, si rispondeva alla quaestio di Woland
Da cosa si stabilisce la difficoltà?
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Messaggio da diego »

Arësio ha scritto: non è una gara, si rispondeva alla quaestio di Woland


E dopo 17 pagine (o forse qualcuna meno, non so a che punto del thread sia stata posta la quaestio) non avete ancora trovato la risposta? :asd:
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Messaggio da GAMMAgAY »

diego ha scritto:
Alla fine ognuno fa le sue scelte e, tendenzialmente, ne ricaverà le relative conseguenze in ottica professionale, no?
In Italia????
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Messaggio da Dtrule »

GAMMAgAY ha scritto: Non credo si possa parlare cosi pacificamente di obiettività.
Nessuno sull'argomento ha tirato fuori l'aspetto individuale, le attitudini.


Indubbiamente le attitudini individuali sono un aspetto importante. La mia idea però è che le attitudini richieste per lo studio umanisitico siano più comuni di quelle richieste per lo studio in ambito scientifico.

Con questo non intendo certo sminuire questo tipo di materie..per lo meno non sono io a farlo, ma lo fa un sistema universitario che appiattisce e non permette alle persone con la preparazione e le doti migliori nel proprio campo di emergere.
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Dtrule è un figo :sisi:
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Messaggio da diego »

Dtrule ha scritto: Indubbiamente le attitudini individuali sono un aspetto importante. La mia idea però è che le attitudini richieste per lo studio umanisitico siano più comuni di quelle richieste per lo studio in ambito scientifico.


Su questo ti do ragione, non per nulla le facoltà umanistiche sono di più e rappresentano la stragrande maggioranza degli studenti universitari italiani.
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Messaggio da diego »

GAMMAgAY ha scritto: In Italia????


Guarda, io sono dell'idea che una parte della tua "sorte" può dipendere dal contesto in cui vivi, ma un'altra parte te la decidi con le tue mani: io mi sono laureato in giurisprudenza con una tesi in diritto sindacale e, dopo un'esperienza nel patronato della Cisl e una in uno studio di consulenza del lavoro, sono finito a fare il funzionario sindacale in Confindustria.
Sono riuscito quindi a seguire un percorso professionale piuttosto coerente, che, partendo dal 1999 (anno della laurea), mi ha permesso di arrivare proprio dove volevo.
Ergo, con un po' di fortuna nel trovarsi al posto giusto al momento giusto (che ci vuole sempre) e tanta volontà di farsi il mazzo, sono convinto che chiunque prima o poi si possa costruire l'occasione giusta.
Ultima modifica di diego il 18 marzo 2008 20:32, modificato 1 volta in totale.
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Messaggio da the gipsy »

diego ha scritto: Guarda, io sono dell'idea che una parte della tua "sorte" può dipendere dal contesto in cui vivi, ma un'altra parte te la decidi con le tue mani: io mi sono laureato in giurisprudenza con una tesi in diritto sindacale e, dopo un'esperienza nel patronato della Cisl e una in uno studio di consulenza del lavoro, sono finito a fare il funzionario sindacale in Confindustria.
Sono riuscito quindi a seguire un percorso professionale piuttosto coerente, che, partendo dal 1999 (anno della laurea), mi ha permesso di arrivare proprio dove volevo.
Ergo, con un po' di fortuna nel trovarsi al posto giusto al momento giusto (che vi vuole sempre) e tanta volontà di farsi il mazzo, sono convinto che chiunque prima o poi si possa costruire l'occasione giusta.


Parole da incidere sulla pietra, anche se probabilmente per chi come me (e te, credo) ha avuto quella dose di fortuna è un po' più facile parlare.
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Messaggio da diego »

the gipsy ha scritto: Parole da incidere sulla pietra, anche se probabilmente per chi come me (e te, credo) ha avuto quella dose di fortuna è un po' più facile parlare.


Chiaro, anche la fortuna ha un ruolo importante, ma da sola non basta. In compenso chi ha voglia davvero di sbattersi secondo me può riuscire anche senza essere baciato appassionatamente dalla buona sorte.
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Messaggio da the gipsy »

diego ha scritto: Chiaro, anche la fortuna ha un ruolo importante, ma da sola non basta. In compenso chi ha voglia davvero di sbattersi secondo me può riuscire anche senza essere baciato appassionatamente dalla buona sorte.


Claro.
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Messaggio da GAMMAgAY »

diego ha scritto: Chiaro, anche la fortuna ha un ruolo importante, ma da sola non basta. In compenso chi ha voglia davvero di sbattersi secondo me può riuscire anche senza essere baciato appassionatamente dalla buona sorte.
E chi non ha voglia di sbattersi e si ritrova a portare le borse dell'assessore di turno stipendiato con 5000 euro al mese in cui ci sono anche le tue tasse?

Scusa , non c'entra un cazzo ma non ho resistito...:(
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Messaggio da diego »

GAMMAgAY ha scritto: E chi non ha voglia di sbattersi e si ritrova a portare le borse dell'assessore di turno stipendiato con 5000 euro al mese in cui ci sono anche le tue tasse?

Scusa , non c'entra un cazzo ma non ho resistito...:(


Capisco il tuo sfogo e spesso anche io penso a quelle situazioni... ma siccome so che a me non capiterà mai, me ne fotto e tiro avanti, tanto non ci posso fare nulla e non sono un tipo che ama recriminare.
Ultima modifica di diego il 18 marzo 2008 22:04, modificato 1 volta in totale.
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Messaggio da the gipsy »

diego ha scritto: meno ne fotto e tiro avanti


:diego: Ah, che sensazione :asd:

Errore a parte, quoto in toto.
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Messaggio da diego »

the gipsy ha scritto: :diego: Ah, che sensazione :asd:

Errore a parte, quoto in toto.


:ciuccia:
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Messaggio da Dtrule »

Quoto un po' tutti, soprattutto Deepblue che ha affermato una verità inconfutabile :sisi:
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Messaggio da GAMMAgAY »

Dtrule ha scritto: Quoto un po' tutti, soprattutto Deepblue che ha affermato una verità inconfutabile :sisi:
Ti dice cosi solo perchè fai medicina. Se tu facessi scienze della comunicazione non ti cagherebbe di striscio...
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Dtrule ha scritto: Molti miei ex compagni di liceo, notoriamente delle capre, iscritti alle varie facoltà di lettere moderne, storia, scienze dell'educazione,lingue etc etc si sono laureati in tempo, senza mai aprire libro, uscendo tutte le sere, lavorando etc etc, con tutti 30 e 110 e lode finale.


Questa è la solita leggenda metropolitana...
mi ricorda certi discorsi che facevano alcuni al liceo classico, "il cugino dell'amico di un tizio che ho visto per strada, fa lo scientifico, esce tutti i giorni, studia mezz'ora alla settimana, eppure ha 9 in latino".
Io, finora, non ho mai conosciuto uno che si sia laureato a pieni voti, e in corso, senza studiare. E per studiare intendo dedicare la stragrande parte, o anche totalità, del suo tempo a tale attività. In nessuna facoltà.
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Messaggio da Woland »

Arësio ha scritto: facciamo le proporzioni: io sto facendo (da gennaio) ricerca operativa, probabilità e statistica da 12cfu.

due scritti, due orali e il progetto in AMPL.


A voler fare l'avvocato degli studenti di scienze del turismo (o come si chiama), potrei dirti che il numero di cfu per laurearsi è lo stesso.
Poco importa se se ne danno 12 alla volta, o 2/3 (anzi, io ho sempre preferito dare esami completi, piuttosto che preesami, per quelli più grossi, ma è soggettivo).
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Messaggio da Woland »

diego ha scritto: E dopo 17 pagine (o forse qualcuna meno, non so a che punto del thread sia stata posta la quaestio) non avete ancora trovato la risposta? :asd:


No, perché si confonde l'oggettivo col soggettivo.
"Cos'è che fa di un uomo un uomo...? - Non lo so signore.
Essere pronti a fare ciò che è più giusto, a qualunque costo; non è questo che fa di un uomo un uomo? - Sì, quello, e un paio di testicoli!"
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Woland
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Messaggio da Woland »

diego ha scritto: Guarda, io sono dell'idea che una parte della tua "sorte" può dipendere dal contesto in cui vivi, ma un'altra parte te la decidi con le tue mani: io mi sono laureato in giurisprudenza con una tesi in diritto sindacale e, dopo un'esperienza nel patronato della Cisl e una in uno studio di consulenza del lavoro, sono finito a fare il funzionario sindacale in Confindustria.
Sono riuscito quindi a seguire un percorso professionale piuttosto coerente, che, partendo dal 1999 (anno della laurea), mi ha permesso di arrivare proprio dove volevo.
Ergo, con un po' di fortuna nel trovarsi al posto giusto al momento giusto (che ci vuole sempre) e tanta volontà di farsi il mazzo, sono convinto che chiunque prima o poi si possa costruire l'occasione giusta.


Secondo me il sistema funziona più per speranze, che a volte si concretizzano, piuttosto che risultati sicuri in base ai meriti.
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Arësio
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Messaggio da Arësio »

Woland ha scritto: A voler fare l'avvocato degli studenti di scienze del turismo (o come si chiama), potrei dirti che il numero di cfu per laurearsi è lo stesso.
Poco importa se se ne danno 12 alla volta, o 2/3 (anzi, io ho sempre preferito dare esami completi, piuttosto che preesami, per quelli più grossi, ma è soggettivo).


no beh calma, poco importa una ceppa, perché in genere il conteggio considera la mole di ore frontali (che è verosimilmente proporzionale alla mole di nozioni da imparare), la mole di lavoro a casa, esercitazioni, laboratori e di letture da fare.

prenditi programmazione del nuovo ordinamento:

http://www.disco.unimib.it/link/page.jsp?id=215491351

16cfu, la modalità d'esame prevede scritto e progetto per tutti i moduli (3) più eventuale orale.

io sono il primo a ritenere che non si possa giudicare un esame dal numeretto di cfu; tuttavia se devi portare ad un orale una materia che hai seguito per sei mesi, 7 ore la settimana, in cui ti han fatto leggere 4 libri differenti (es.: cibernetica), se permetti, è più semplice *qualunque* cosa possa mai aver fatto in vita sua uno scienziato del turismo.
Ultima modifica di Arësio il 19 marzo 2008 15:10, modificato 1 volta in totale.
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diego
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Messaggio da diego »

Woland ha scritto: Secondo me il sistema funziona più per speranze, che a volte si concretizzano, piuttosto che risultati sicuri in base ai meriti.


I risultati sicuri non te li garantisce nessuno, sia chiaro, ma se non ti sbatti (durante e dopo lo studio) è ben difficile che arrivino.
Per il resto, la penso come te per quanto hai scritto qui:

Woland ha scritto:
Io, finora, non ho mai conosciuto uno che si sia laureato a pieni voti, e in corso, senza studiare. E per studiare intendo dedicare la stragrande parte, o anche totalità, del suo tempo a tale attività. In nessuna facoltà.
Profeta del Dio Cefalo

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