Di musica cosiddetta* "classica" ci ho pochino, una trentina di dischi al massimo.
Direi che:
l'opera propriamente detta, cioè il melodramma, per quel poco che conosco non mi piace per niente: lo trovo mediamente noioso. D'altronde non mi sono mai piaciute neanche le colonne sonore dei film, tranne rare eccezioni.
Ho una predilezione per gli autori russi:
Mussorgsky: Quadri di una Esposizione, nella incisione di Sviatoslav Richter e in quella dei Mekong Delta

. Odio la versione ELP.
Prokofiev: Alexander Nevsky - cantata per mezzo soprano, coro e orchestra; è la colonna sonora di un film-documentario sul generale russo; le parti del coro sono quanto di più epico abbia mai sentito (sullo stile del celebre O' Fortuna). La Suite Scita. Romeo e Giulietta nella versione per solo pianoforte.
Tchaikovsky: concerto per violino e orchestra n.1; pare che sia una partitura estremamente difficile, un pezzo di gran bravura per violinisti; a me me piace.
Soprattutto Stravinsky che è quello che mi fa godere più di tutti: i balletti l'Uccello di Fuoco, Petrouchka (anche nella versione per solo pianoforte - virtuosismo jawdropper) e La Sagra di Primavera (death metal orchestrale). La Sagra è da pelle d'oca.
Del repertorio per solo pianoforte segnalo l'ovvio Chopin con un opera che ho in quattro versioni: 24 Preludi; prediligo l'incisione della pianista Martha Argerich. L'ho ascoltato per la prima volta in Sogni di Kurosawa, che è un film per me incomprensibile, ma con una delle sequenza cinematografiche più belle che conosco: l'episiodio Van Gogh, che utilizza il preludio n.15 - uno dei motivi per cui siamo dotati di orecchie.
Sono anni che mi sforzo di ascoltare musica dodecafonica, i vari Schoenberg, Berg, Webern, ma non riesco ancora a capirla.
* una volta lessi un articolo di Leonard Bernstein in cui diceva che la definizione "classica" è inesatta per indicare "quella" musica; lui proponeva la dicitura musica "esatta".