nonchalance ha scritto:Sto guardando - grazie a History Channel - Anni di piombo - Musica leggera, e lì c'è tutto.
Non è cambiato proprio un cazzo: gli stessi musicisti e addetti ai lavori del tempo dicono tutti le stesse cose che continuiamo a dire qua, ma c'è chi non conosce la civiltà e, con la forza, ti obbliga a schierarti sempre da una e una sola parte. Quella giusta, per loro. Altrimenti sei "fascista", anche se dici una cosa che non c'entra nulla con il contesto. Peccato che gli stessi non ne avevano nemmeno bisogno, ma lo facevano solo perché "era di moda". Un po' come adesso!
Si passa da Battisti che, siccome se ne fregava, veniva considerato un appestato.
De Gregori contestato perché faceva pagare il biglietto e, quindi, era un capitalista.
Venditti che, siccome "questi" volevano fare un dibattito, si rompe i coglioni e se ne va.
E mille altri, tra cui Lou Reed, il famoso concerto dei Led Zeppelin al Vigorelli grazie al quale non vedemmo per un bel po' di tempo taaanti artisti internazionali.
Eppure era tutto nato per "copiare" il modello inglese, peccato che loro sapevano quando bisognava contestare e quando no.
"Anni di pongo" (cit.)
Cmq basta saper cercare e voci contro ce n'erano eccome, anche tra i cantautori. Io da un pv musicale non ho paraocchi, adoro il Guccini dei bei tempi e molti altri suoi colleghi, ma ideologicamente alternative di qualità ce n'erano allora come ce ne sono oggi, sia apolitiche che politiche. Certo non avevano e non hanno la cassa di risonanza garantita dal treno progressista, ma per chi vuole scavare nomi interessanti ne saltano fuori parecchi. Pure qualcuno che, pur di non "adeguarsi", rinunciò a contratti importanti e alla fama. Uno a caso Michele Di Fiò, ma non è il solo.
Solo chi è in malafede può ritenere che fossero artisti di serie B (al limite qualcuno lavorava con pochi mezzi, non era come oggi, e neanche tutti). Potrei citarne a decine di band e cantautori, in 40 anni ho collezionato e scavato sempre guidato dalla curiosità, senza mai pormi limiti ideologici. Poi c'è chi si accontenta di fermarsi ai concertoni del primo maggio o a quello che il sistema gradisce e sponsorizza. Io francamente non vedo motivi per ripudiare un artista solo perchè ha una visione diversa dalla mia o per censurare i miei ascolti. Però capisco che a molti piace così. Spesso riesco a trovare condivisione anche con chi non la pensa come me, e credo sia un valore.
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